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CERCASI TRIBù DISPERATAMENTE

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Cercasi tribù disperatamente
Titolo originale:Krippendorf's Tribe
Dati:Anno: 1998Genere: commedia (colore)
Regia:Todd Holland
Cast:Richard Dreyfuss, Jenna Elfman, Natasha Lyonne, Gregory Smith, Carl Michael Lindner, Lily Tomlin, Stephen Root, Doris Belack, Julio Oscar Mechoso, Siobhan Fallon Hogan, Amzie Strickland, Phil Leeds, Frances Bay, Susan Ruttan, Barbara Williams, Mila Kunis
Note:Tratto dal romanzo "Krippendorf's Tribe" di Frank Parkin.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 17/11/08 DAL BENEMERITO PIGRO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 28/2/18
Il professor James Krippendorf (Dreyfuss), antropologo che aveva raggiunto la Nuova Guinea con la famiglia grazie a una borsa di studio, ha girato qualcosa sul posto ma è tornato con poco materiale a Los Angeles, dove insegna. Morta la moglie, è rimasto a fare il padre dei suoi tre figli e quando la scuola lo chiama a relazionare di quel viaggio lo viene a sapere all'ultimo momento trovandosi con quasi nulla da dire. La conferenza, davanti a una moltitudine di spettatori, diventa una sorta di improvvisazione e nel momento in cui a Krippendorf chiedono come si chiami la tribù di cui sta parlando (a vanvera), scartabellando tra i fogli trova il disegno di uno dei suoi figli con loro disegnati sopra e i nomi sotto: Shelley, Mick ed Edmund. Il professore comunica felice il nome della tribù alla sala: Shelmickedmu; un nome astruso che ricorrerà infinite volte nel film, perché tutti si interesseranno morbosamente alle usanze di questa strana tribù e per “gonfiare” lo scarso materiale originale del viaggio in Nuova Guinea Krippendorf si vedrà costretto a filmare i propri figli in giardino truccandoli da indigeni. Farà eseguire loro danze e pratiche poco ortodosse (compresa una fasulla circoncisione con machete) montandole con le riprese autentiche. Ci crederanno tutti e sarà un boom (d'altra parte certi mondo-movie di casa nostra non si realizzavano in maniera concettualmente così diversa), con la bella collega impicciona (Elfman) a fomentare nuovi video da mostrare a un pubblico sempre più vasto. E si andrà avanti così, coi figli ripetutamente utilizzati da papà per recitare da selvaggi, la diffusione del fenomeno sui media e Krippendorf che arriverà a ubriacare la collega per truccarla da Shelmickedmu e filmarla di nascosto mentre amoreggia con lui in sostituzione dei mancanti video che mostrino i rituali dell'accoppiamento nella famigerata tribù. Sospeso tra la commedia e il comico, il film di Todd Holland rivela una sceneggiatura scarsamente arguta che porta avanti senza fantasia le due o tre discrete intuizioni del soggetto ricavato dall'omonimo romanzo di Frank Parkin. L'obiettivo è accontentare un pubblico di famiglie puntando sulle facili battute scaturite dalle usanze tribali “inventate”. Se però l'improvvisazione alla conferenza diverte e sembra aprire a trovate spumeggianti, il prosieguo reca con sé uno svolgimento convenzionale che trova nella petulante Elfman una partner piuttosto insopportabile. Il Dreyfuss brillante non è troppo versato per il comico, i tre ragazzi meno che meno e il film è un prototipo di americanata che saccheggia i cliché del genere. Con una certa misura, d'accordo, ma anche una faciloneria che presto annoia. I rapporti tra il padre, i tre figli e i nonni sono all'insegna del già visto e nulla si salva da una rappresentazione puerile chiaramente indirizzata a un pubblico giovane. Mila Kunis è la ragazzina chiusa in gabbia sul palco durante la rappresentazione in cui si illustrano le usanze degli Shelmickedmu.
il DAVINOTTI

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Pigro 17/11/08 10:31 - 7064 commenti

Illustre antropologo riferisce della scoperta di una incredibile tribù selvaggia della Nuova Guinea, ma la tribù è finta. Spunto carino, anche se non originale, con qualche simpatica trovata qua e là. Il film ha come obiettivo la risata e si attacca a tutti i cliché del caso, con poca fortuna: la commedia dell'inganno e degli equivoci non riesce a inventare nulla di nuovo e non ha la verve dei maestri della risata. Finale più che scontato. Appena passabile, se non altro per l'impegno e la cura.
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