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SEMBRA MORTO... MA è SOLO SVENUTO

All'interno del forum, per questo film:
Sembra morto... ma è solo svenuto
Dati:Anno: 1986Genere: drammatico (colore)
Regia:Felice Farina
Cast:Sergio Castellitto, Marina Confalone, Claudio Spadaro, Anita Zagaria, Mario Prosperi, Marco Giardina, Suzanne Rust
Note:Il film è stato presentato nella "Settimana internazionale della critica" di Venezia, svoltasi a partire dal 30 agosto 1986 (fonte "La Stampa").
Visite:302
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 3
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/9/08 DAL BENEMERITO SCHRAMM POI DAVINOTTATO IL GIORNO 22/7/15
Lodevole nei suoi dichiarati intenti di cinema minimale, ben recitato e capace di raccontare con realismo la triste condizione di Romano (Castellitto) e Marina (Confalone), due fratelli di mezz'età che sembrano vivere senza uno scopo, l'esordio di Felice Farina si scontra però con una realizzazione fin troppo scarna; poggia su una sceneggiatura discreta (da un soggetto dello stesso Castellitto sviluppata da lui, dal regista e dal futuro autore di commedie di successo Gianni Di Gregorio), ma la messa in scena si rivela debole, appesantita da dialoghi spesso stiracchiati. Qualche buon momento non manca (il rapporto col vicino spacciatore che dice di lavorare come investigatore, le incursioni in casa della polizia) ed è curioso come ci si diverta a celare soprattutto il vero mestiere del protagonista (Castellitto), che vediamo di fatto rubare un barboncino al luna park per guadagnarsi la "lauta ricompensa" promessa a chi lo ritrova e fare poi "carriera" passando al sequestro di cani da corsa; ma è un po' tutta la sceneggiatura a cercare di dire il meno possibile, a lasciare molto in sospeso senza chiarire dove se ne sentirebbe forse il bisogno. Quasi interamente girato nell'appartamento dei due fratelli, il film diventa presto una riflessione sulla solitudine interiore, sulla grettezza e l'abbrutimento che si riflettono nel cinico disprezzo che il protagonista prova nei confronti di chiunque, che sia la sorella, il vicino o la ragazza alla pari di colore che va a vivere con lui (la chiama solo "negra", perlopiù gridando) quando la sorella se ne fugge di casa. Sparuti tocchi di piano di Lamberto Macchi, scenografie povere a sottolineare la miseria degli ambienti... un film che comunica tristezza e abbandono dalla prima all'ultima scena, destinato a concludersi tragicamente, incapace di uscire da un profilo troppo basso che purtroppo lo confina a opera minore, destinata inevitabilmente a pochi nonostante lo sbarco alla mostra del Cinema di Venezia 86 (con plauso della critica). Il titolo è la risposta che Romano dà alla sorella preoccupata per il suo criceto steso in gabbietta apparentemente senza vita. Curiosa la comparsa a più riprese del glorioso "Subbuteo", il calcio "in punta di dita" famoso negli Ottanta che giocato contro se stessi come fa il protagonista comunica immediatemente un sentimento di profonda solitudine.
il DAVINOTTI

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  • Non male, dopotutto a detta di:
    Markus
  • Mediocre, ma con un suo perché a detta di:
    Marcel MJ Davinotti jr.
  • Scarso, ma qualcosina da salvare c'è a detta di:
    Panza
  • Gravemente insufficiente! a detta di:
    Schramm

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Schramm 9/9/08 15:39 - 2116 commenti

Uno di quei non pochi titoli che secondo serendipità metaforizzano appieno lo stato di salute del regista, dello sceneggiatore, di tutto un modo tinellesco e costipato di fare cinema (tanto per fare) con attori al limite della narcosi e idee della stessa profondità di mezzo ditale. A pagarla più di tutti è però lo spettatore, per il quale l'ordine dei fattori si inverte fatalmente: sembra solo addormentato, ma è morto.
I gusti di Schramm (Drammatico - Fantastico - Horror)

Markus 7/3/18 9:25 - 2550 commenti

Roma. La squallida vita di due fratelli (Sergio Castellitto, Marina Confalone) viene scombinata dall'arrivo di un nuovo vicino di casa (l'ottimo Claudio Spadaro). Funesta commedia volontariamente malinconica ed essenziale, che rappresenta - senza troppa enfasi - il disagio sociale e la propensione alla criminalità scaturita certamente dalla disperazione, ma anche dall'italica arte del sapersi arrangiare. La pellicola, esordio per il regista Felice Farina, evidenzia non banali venature di carattere sentimentale.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Panza   2/10/15 20:04 - 1330 commenti

Difficile affrontare questa operina di Farina che vorrebbe presentarci la vita di una famiglia (fratello e sorella) adottando toni minimali e dimessi che hanno un effetto controproducente e anche abbastanza narcolettico nei confronti dello spettatore. Recitato mediocremente (pessima la Confalone), puntellato da musiche invadenti e con un trama che si impenna all'improvviso verso la fine maldestramente. Insomma, un mezzo disastro in cui naufraga anche Castellitto, qui ancora acerbo, pure co-autore della sceneggiatura. Mai visto titoli di testa più brutti e grevi.
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)