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MY BROTHER HAS BAD DREAMS

All'interno del forum, per questo film:
My brother has bad dreams
Titolo originale:My Brother Has Bad Dreams
Dati:Anno: 1972Genere: thriller (colore)
Regia:Robert J. Emery
Cast:Nick Kleinholz III, Marlena Lustik, Paul Ecenia, Frank Logan, Nancy Whitmore, John Ohillipos, Joe Loto, Burt Bennett
Note:Da non confondere con "Scream Bloody Murder" (1973), che è comunque un aka anche di questo film.
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Filmati:
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/2/01 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/2/19
Karl (Kleinholz) vive con la sorella Anna (Lustik) in Florida. E' un ragazzotto con gli occhiali che si capisce subito non avere tutte le rotelle a posto. Continua a parlare con sua madre, a dirle di far uscire i gatti di casa perché non li sopporta, ma il problema vero è che mamma è morta da quindici anni, come gli ripete la sorella a più riprese! Karl ha pure un flashback in cui ricorda il momento in cui suo padre la colpì a morte mentre era seduta sulla sedia a rotelle, ma nella sua mente tutto si confonde e quella sedia è diventata per lui un feticcio, probabilmente all'origine dei suoi incubi. E non riesce a separarsi dal manichino con cui va a letto e si intrattiene, come se quello potesse davvero sostituire la madre. Anna deve occuparsi di lui: lo conosce, sa come trattarlo, ma quando un giorno Karl conosce in una spiaggetta vicina Tony (Vincent), un motociclista errabondo che diventa suo amico, le cose cambiano. La sera stessa lo presenta alla sorella che lo invita a restare per la notte da loro. Vincent sembra proprio un bravo ragazzo, per quanto sfaccendato: capita la situazione decide infatti di aiutare la sorella e guarire Karl dalle sue turbe psichiche e prende la grave decisione di spostare la sedia a rotelle in garage. A questo punto però Karl cambia marcia e quando è solo a casa fa fuori il povero postino sciancato (Logan), un tempo suo amico e confidente. C'è sempre di mezzo la verità su quel che accadde quel giorno maledetto, quando mamma morì... Confezionato come un B-movie di poche speranze, il film di Emery ha dalla sua la forza della semplicità e quel clima settantiano che si respirava al cinema nelle case in cui gravava la presenza di uno psicopatico. Karl si tocca spiando da dietro la porta la sorella mentre si pettina nuda davanti allo specchio, se la passa col suo manichino ma l'abituale tran-tran ha un'impennata quando entra in scena l'amico Tony, dal quale Anna è attratta (anche perché a 28 anni non ha ancora avuto un uomo). I rapporti tra i tre sono buoni, si vive d'amore e d'accordo, ma gli incubi di Karl (ce ne viene mostrato anche uno dai toni particolarmente surreali) non cessano e il suo equilibrio non si fa affatto più stabile. L'attenzione del regista è su di lui naturalmente (Kelinholz, che aveva esordito due anni prima nonostante i titoli di testa lo presentino scrivendo “introducing”, col cinema chiude qui), ma lascia spazio anche a Tony, alla sorella e persino al postino, che ha un lungo duetto col protagonista. Non che poi il film dica molto: la povertà dell'insieme è evidente, l'evoluzione della storia facilmente prevedibile, il sangue di fatto assente. Eppure, almeno per chi ama il cinema di quegli anni, un suo fascino morboso lo mantiene, sublimato in un finale drammaticamente poetico in cui intervengono addirittura gli squali (in massa), tra sequenze da autentico shark-movie! L'indagine psicologica resta approssimativa, i dialoghi elementari, la confezione misera, ma una certa morbosità MY BROTHER HAS BAD DREAMS riesce indubbiamente a comunicarla.
il DAVINOTTI

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Herrkinski 10/2/17 3:09 - 4104 commenti

Tra horror e psicodramma, un lavoro figlio dei tempi che s'inserisce tra i più oscuri figli illegittimi di Psyco; pur basandosi su pochi personaggi, i loro profili psicologici sono tratteggiati con una cura non comune nei B-movies dell'epoca e il regista è bravo a orchestrare il crescendo di follia del disturbato protagonista, non rinunciando a un finale splatter audace e a una chiusa nichilista che lascia stupefatti. Meglio del previsto il cast di sconosciuti; ritmo e ost sono d'altri tempi, ma si viene ricompensati della pazienza. Morboso.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Tutta la parte finale; Gli incubi del protagonista.
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