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PROFUMI E BALOCCHI

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Profumi e balocchi
Dati:Anno: 1980Genere: drammatico (colore)
Regia:Angelo Iacono
Cast:Carol Connery (Cintia Lodetti), Gianni Macchia, Gino Santercole, Leslie D'Olive, Ezio Pizzi, Emilio Conciatori, Filippo Perego (n.c.), Luciano Bonanni (n.c.), Karol Wojtyla (n.c.)
Note:E non "Balocchi e profumi", titolo del pezzo di E.A. Mario cantato da Milva nei titoli di testa.
Visite:2376
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Approfondimenti:1) IL VECCHIO CATALOGO VHS DELLA GVR (GENERAL VIDEO), 2) IL FENOMENO DEI LACRIMA-MOVIE ITALICI
M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 9
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/5/08 DAL BENEMERITO MARKUS POI DAVINOTTATO IL GIORNO 10/3/16
La celebre canzone qui interpretatata da Milva introduce il film e, attraverso il titolo, suggerisce il canovaccio a cui agganciarsi per portare in scena il dramma di una bimba trascurata dai genitori sull'orlo del divorzio. Monica (D'Olive) vorrebbe i balocchi, la mamma (Lodetti) si dedica ai profumi, il padre (Santercole) alla sua brillante carriera di direttore delle vendite in un'azienda d'automobili. Risultato: la piccola non sa a che santo votarsi e non a caso quando le passa Wojtyla sotto gli occhi in Piazza San Pietro lo abbranca, facendo già così guadagnare al film una buona fetta di culto (gli stop frame con le parole di lei mentre abbraccia il papa aiutano molto, in questo senso). Non è che i genitori non le voglian bene, tutt'altro. Però diciamo che insomma, il lavoro è lavoro... In proposito rivela molto un dialogo tra i due con la bimba che ascolta dalla camera facendosi a grandi linee un'idea di quanto la amino in famiglia. Prorompe lui: “Quando si commette l'errore di mettere al mondo dei figli si devono assumere certe responsabilità”; e lei in risposta: “L'errore lo abbiam fatto insieme e insieme dobbiamo pagarne le conseguenze”; mancava solo che parlassero di preservativo bucato ed eravamo a posto. Insomma, Monica è soprattutto un peso e nessuno dei due vuole rinunciare a un briciolo delle proprie abitudini per lei: il babbo è sempre in viaggio anche all'estero, la mamma costretta a tenersi il "pacco" medita di sbatterla in collegio e chi s'è visto s'è visto. Non sarà certo la prima... Come potrà mai sentirsi, l'oggetto di tante (dis)attenzioni? Male, e infatti per quanto si trattenga, per quanto cerchi povera di non essere d'impiccio, le sue esigenze minime le ha; ma appena chiede alla madre di stare un po' di più con lei si vede rifilare a tempo pieno una baby-sitter dall'aria irridente, che le fuma addosso e rumina chewingum in continuazione. Se la base di partenza è sempre INCOMPRESO, non si può dire che questa variante povera gli si avvicini granché. I mezzi son quelli che sono (il collegio sembra la stanza in ristrutturazione di un patronato in periferia), le "leggerezze" non si contano (c'è una band di ragazzi quattro chitarre e batteria e il suono che ne esce è quello di una tastiera!), la recitazione dei protagonisti non è esattamente il massimo (Santercole è simpatico, ma quanto a convinzione nel ruolo...) e l'ultima parte è di un lagnoso che sfocia inevitabilmente nel trash. Nonostante ciò la regia di Iacono riesce a intrattenere quanto basta e dove non arriva lui ci pensano i dialoghi, le situazioni al confine del paradosso, la loro scarsa credibilità (con la piccola gravemente malata, il padre da Londra spiega a sua moglie che non potrebbe fare molto più di quanto non stia già facendo lei), la drammatizzazione gratuita di molte scene (Monica che, nel collegio dove ha appena ricevuto una lettera del padre che le tira il "pacco" per Natale, vede sua madre in tv a una sfilata e le amichette la sbeffeggiano). Se il messaggio insomma è facilmente inquadrabile, l'alternanza di momenti di sincero affetto verso la piccola e d'altri di menefreghismo totale scade spesso nel grottesco involontario. Sollazzevole.
il DAVINOTTI

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B. Legnani 28/2/16 3:19 - 4426 commenti

Assolutamente sbalorditivo. Può un film nato, pensato e praticato con l'obiettivo di far piangere non solo non riuscire nell'intento, nonostante l'inevitabile conclusione, ma anche essere fonte di risate? Questo film ci risponde di sì. Fallisce in quasi tutti gli aspetti (non, ovviamente, nell'interpretazione di Milva del brano epònimo), a partire da una regìa incerta e approssimativa, con attori che parlano di nuca o impallati. I dialoghi non sono mai originali, ma o prevedibili o sorprendenti nella loro assurdità. Stupefacente la scena con Woityla che in Piazza San Pietro saluta Santercole.
I gusti di B. Legnani (Commedia - Giallo - Thriller)

Homesick 3/6/16 8:45 - 5737 commenti

Utilizzata anche come colonna sonora, la struggente canzone del titolo trova idonea concretizzazione cinematografica nei sentimenti sinceri di un lacrima movie di cui Iacono declina tutti gli elementari passaggi; e dalla sua prima comparsa fino allo straziante finale, scatta subito l'empatia nei confronti della dolcissima Leslie d'Olive, seguendola lungo tutto il suo calvario affettivo. Meditate, genitori, meditate.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La bimba che parla con la bambola attraverso la vetrina; la festa di compleanno.
I gusti di Homesick (Giallo - Horror - Western)

Cotola 24/6/16 0:32 - 6968 commenti

Tardo lacrima-movie che prende spunto dalla canzone di E.A.Mario e si incentra su una storiellina molto risaputa anche nei suoi sviluppi. Se si pensa che siamo dinanzi ad un dramma ed il film dovrebbe far piangere e invece fa ridere, è chiaro che si capisce la scarsa riuscita del film. Tuttavia nonostante una confezione molto povera ed una recitazione non certo di alto livello, pensavo persino peggio. Da antologia l'incredibile scena col Papa protagonista che fu un vero e proprio colpo di fortuna.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La scena col Papa che accarezza la bambina in braccio a Santercole, da cui a fine film viene estratto un fermo immagine.
I gusti di Cotola (Drammatico - Gangster - Giallo)

Deepred89 8/3/16 22:46 - 3101 commenti

Lacrima-movie di assoluto spasso, colorato, ritmato, diretto con piacevole goffaggine e sottolineato in maniera quasi ininterrotta dallo score di un Cipriani decisamente in forma. Molti elementi di grande ilarità: Santercole paparino buono ma non troppo, la mamma alla moda, il ricorrere del malefico "collegio" nei dialoghi e poi quella inaspettata, inspiegabile, indimenticabile apparizione dalle parti di San Pietro! Da prendere per il verso giusto, ovvero non sul serio. La sequenza della vetrina con la bambola ricorda da vicino Quella villa!

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: Senza dubbio: l'imprevisto - e non accreditato nei titoli - incontro di papà e figlia.
I gusti di Deepred89 (Commedia - Drammatico - Thriller)

Markus 5/5/08 15:03 - 2874 commenti

Lacrima-movie che sin dal titolo riprende la nota piagnucolosa canzoncina. Nelle insinuazioni della pargoletta rivolte alla madre: "Quanti profumi che hai mamma" e “Mamma, ma compri ancora un altro profumo?" (la piccola vorrebbe balocchi e attenzioni, naturalmente), c’è l’essenza dell’involontariamente ridanciana pellicola di Iacono, che ci mostra la freddezza di una madre assente e debosciata ma anche quella di un padre (fino al drammatico epilogo). Se il punto di vista del giudizio è l’attinenza al genere lagnoso, qui siamo di fronte ad una rara eccellenza.
I gusti di Markus (Commedia - Erotico - Giallo)

Fauno 8/8/13 21:16 - 1808 commenti

Lo credevo una patacca, al contrario è più che buono e per nulla piagnucoloso, come lasciava presagire la celeberrima canzone che ispira il titolo. Qui a trascurare l'adolescente sono ambedue i genitori, tutti presi a coronare le rispettive carriere e al centro di una crisi fra di loro ormai irrecuperabile. Ma la bimba fino all'ultimo sopporta con la massima dignità e se alla fine crolla è solo per far capire che non esiste surrogato e tantomeno moneta che possa compensare l'affetto, elemento indispensabile alla crescita e all'equilibrio di chiunque.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La baby-sitter ciminiera e la saggezza di Pitti che si arrende all'evidenza... meglio tardi che mai!
I gusti di Fauno (Drammatico - Poliziesco - Thriller)

Faggi 21/3/18 0:23 - 1389 commenti

Raggelante tentativo di lacrima-movie che infine naufraga nel mare della banalità dopo essersi inzaccherato nelle paludi del ridicolo e della noia. Se la protagonista è bella, se una scena (quella con Papa Wojtyla) è sorprendente tanto da far pensare a un effetto speciale in odore di dadaismo, tutto il resto è da buttare: non riuscendo negli intenti emotivi si autodistrugge (inclusa la lagnosa canzone portante, cantata da Milva). Due domande: in che stato d'animo si usciva dalla sala in quei remoti tampi? E cosa ci si aspettava entrandovi?
I gusti di Faggi (Fantascienza - Giallo - Poliziesco)

Vitgar 25/6/16 8:44 - 586 commenti

Ne furono prodotti parecchi in quel periodo di film simili, in cui l'egoismo e la mancanza di sensibilità tesseva vittime nella fragilità dei figli. Nello specifico caso il richiamo a un classico canoro italiano, unito a un cast di basso profilo e a una sceneggiatura buttata lì così, portano a un film stucchevole per la banalità e l'inconsistenza narrativa.
I gusti di Vitgar (Commedia - Thriller - Western)

Marcolino1 19/9/18 19:04 - 387 commenti

Gli elementi del lacrima movie ci sono tutti, con la differenza che l'eterna sventura non cade sul solito child actor Cestiè. Il genere che stimola le ghiandole lacrimali conobbe decisamente tempi migliori; la regia è casalinga e casareccia, non nel senso della positiva genuinità, ma nel senso dell'improvvisazione da filmino delle vacanze. Musica azzeccata e in tono con la vicenda, recitazione inespressiva di quasi tutti gli attori tranne i bambini, che se la cavano in modo sufficientemente dignitoso.

• MOMENTO O FRASE MEMORABILI: La perfida governante baby sitter che fuma mentre serve il purè: una "scivolata" nel trash; Le lacrime rigorosamente finte.
I gusti di Marcolino1 (Documentario - Fantascienza - Musicale)