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IL PASSATORE

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Il Passatore
Dati:Anno: 1947Genere: drammatico (bianco e nero)
Regia:Duilio Coletti
Cast:Rossano Brazzi, Valentina Cortese, Carlo Ninchi, Carlo Campanini, Liliana Laine, Bella Starace Sainati, Camillo Pilotto, Gualtiero Tumiati, Alberto Sordi, Folco Lulli, Carlo Tamberlani, Memmo Carotenuto
Note:Tratto dall'omonimo romanzo di Bruno Corra.
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: N° COMMENTI PRESENTI: 1
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
Il Passatore fu un leggendario brigante dell'Ottocento, che in Romagna si guadagnò fama e rispetto dei popolani cui donava qualche spicciolo. A dargli il volto in questa versione sceneggiata da Tullio Pinelli, Fellini, Duilio Coletti e - non accreditato - Cesare Zavattini è un intenso Rossano Brazzi, anima perduta che il giorno delle nozze della donna amata (Valentina Cortese) con un ricco signorotto, uccide il rivale a pugni e si dà alla macchia per trasformarsi presto in un pericoloso brigante. Suggestiva l'ambientazione, modesta la regia di Coletti per un melodramma in costume che ha uno dei suoi punti di forza nel cast secondario: Carlo Ninchi ad esempio, nei panni del parroco don Morini, dà al suo personaggio uno spessore non comune, una forza morale che lo impone come una delle figure cardine pur senza apparire troppo spesso. Così accade anche all'altro Carlo, Campanini, che nel ruolo del gendarme misero e vile trova una misura esemplare e si propone al meglio seguendo con bravura la sua vocazione. E che dire del giovanissimo Alberto Sordi (persino doppiato ridicolmente): è il braccio destro (un po’ frivolo, ma assolutamente serioso) del Passatore e nella prima parte lo si vede spesso a fare da fragile contorno. Nella seconda - misteriosamente - scompare. Una caratterizzazione poco importante e ancor meno incisiva nell'economia della pellicola, giusto una presenza. Brazzi invece (che qui ricorda un po', anche nelle espressività, Nino Manfredi) fa il suo dovere con serietà e applicazione, dando al suo Passatore il degno spessore e l'ambiguità che lo caratterizza, mai troppo convinto di passare dalla parte del torto. Un’opera datata, leggera, ma per nulla spregevole.
il DAVINOTTI

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Panza   13/7/12 18:34 - 1438 commenti

Ricorda molto il pescivendolo napoletano Masaniello, la storia del Passatore, brigante romagnolo, che riuscì ad avere notevole popolarità, soprattutto nel popolo più povero. Tratto da un romanzo degli Anni Venti di Bruno Corra, già lontano dal futurismo, non è nemmeno invecchiato così male, con un grande Ninchi (giustamente non doppiato) nei panni di un torvo parroco. Sordi (che qua fa il brigante in un ruolino secondario) e Brazzi si rivedranno in Io e Caterina. Sconta certi momenti drammatici un po' datati, ma si lascia vedere.
I gusti di Panza (Commedia - Drammatico - Poliziesco)