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THE CONFESSOR - LA VERITà PROIBITA

All'interno del forum, per questo film:
The confessor - La verità proibita
Titolo originale:The Good Shepherd
Dati:Anno: 2004Genere: thriller (colore)
Regia:Lewin Webb
Cast:Christian Slater, Molly Parker, Stephen Rea, Gordon Pinsent, Nancy Beatty, Von Flores, Daniel Kash, Alex Paxton-Beesley, Jordan Hughes, Roman Podhora, Shawn Lawrence, Colin Glazer, Joan Gregson, Kyra Harper, Duane Murray
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M. MJ DAVINOTTI JR: MEDIA VOTO DEGLI UTENTI: n.d.N° COMMENTI PRESENTI: 0
Le impressioni del Davinotti non sono vere critiche ma appunti utili a capire che tipo di film si ha di fronte. Scritte dall'età di 18 anni (vintage e ultra baby vintage collection) su quaderno, per i film che Marcel vede al cinema vengono oggi compilate su pc.

TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/1/08 DAL DAVINOTTI
Dispiace che la regia abbia saputo poco valorizzare le buone potenzialità del soggetto. Il tema del mancato alibi causa segreto confessionale non è nuovo (l'aveva già sviluppato molto tempo addietro anche Hitchcock nel suo IO CONFESSO), ma l'aggancio a uno sviluppo narrativo classicamente da thriller è studiato non banalmente da una sceneggiatura (di Brad Mirman) che il regista Lewin Webb piega ad eseigenze commerciali dando vita, in definitiva, a un prodotto discreto e nulla più. Christian Slater di suo la faccia da prete proprio non ce l'ha (anche se nel NOME DELLA ROSA...), però è un buon attore e sa comunque convincere (certo il doppiaggio televisivo italiano non lo aiuta e danneggia molto il film). Gli tocca di indagare su uno strano caso di omicidio il cui principale sospetto è un prete che non può discolparsi senza infrangere il sacro segreto della confessione: preferisce restare in prigione piuttosto che tradire la fiducia di chi crede in Dio. Il caso fa gola ai media e ci finisce in mezzo anche una giornalista che scopriamo essere (ma guarda un po') la ex di Slater. La soluzione sarà meno cervellotica di quanto si potesse pensare e lascerà aperto qualche interrogativo di troppo, ma volendo anche sorvolare su qualche pausa evitabile non si può dire che il film non svolga onestamente il compito prefisso: l'intreccio è ben spiegato, il cast è all'altezza e il risultato è un giallo-thriller un po' qualsiasi, commerciale ma godibile.
il DAVINOTTI