DISCUSSIONE GENERALE di The dead don't talk (1970)

  • TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/11/20 DAL BENEMERITO SCHRAMM
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  • Davvero notevole!:
    Schramm
  • Gravemente insufficiente!:
    Rufus68

DISCUSSIONE GENERALE

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  • Schramm • 9/12/20 17:27
    Risorse umane - 6782 interventi
    vi segnalo quest'ennesima follia anatolica più grande delle due americhe e della russia sommate perché ci sono tutti gli ingordi e devastanti buchi neri di certo cinema turco che sappiamo ma una tantum con tagli, cesure e atmosfere peculiari. Per iniziare questo non è un remake, non è un reboot. Non pesca a strascico in acque americane (se mai più mittleeuropee). Di quando in quando si sporge spericolato su certa hammer o riecheggia ora steccando di brutto ora quasi eccendendolo danza macabra, ripercorsi alla luce del muto anni 20-30 (nosferatu, caligari: e qui atmosfericamente centra alcuni bersagli), ma ha un suo carattere (accio), una sua personalità (multipla), una sua andatura (da ubriaco impazzito) e tratti somatici e comportamentali tutti suoi, di quelli a cui non servono caricature perché lo è perfettamente di suo così come è (anche a un livello molto consapevole: si veda il curioso slapstick finale da comica anni 30).  

    Vorrebbe essere un horror, e ci prova, ma vi sfido a rabbrividire davanti ad apparizioni continue da tunnel degli orrori annunciate dalla ost di 2001 (dislocata praticamente una scena ogni due, assieme a quella di psycho e a una terza non riconosciuta tutta ansiti e gemiti che -se originale- sembra anticipare di molti caselli autostradali i goblin di suspiria) che ridono per mezzo minuto come certi mostri dei mame anni 80 quando ti facevano secco la terza e ultima volta decretando il game over; o al tentativo di creare suspense e climax ripetendo per minuti e minuti fino a perdere il conto che il 15 di ogni mese in quella casa ci scappa il morto. Nel solo incipit. per capire, non si ribadisce altro. A suggello dei cultori più incalliti, il protagonista è lo stesso interprete di captain america in 3dev, ma senza scudo a proteggerlo da un delirio sintattico già allora tsunamico.

    Fascino e risate cingono assieme le mura gericali di un cinema che ne sa sempre una più della maria rossa ammoniacata e che se anche può annoiare o indispettire, certamente non può non stupefare. Anche chi questo filone lo abiura con ogni sua forza potrà forse trovarci qualche motivo di interesse e chissà, godimento. Tentare nuoce, ed è questo il suo bello.
  • Mco • 21/12/20 12:49
    Scrivano - 9698 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    vi segnalo quest'ennesima follia anatolica più grande delle due americhe e della russia sommate perché ci sono tutti gli ingordi e devastanti buchi neri di certo cinema turco che sappiamo ma una tantum con tagli, cesure e atmosfere peculiari. Per iniziare questo non è un remake, non è un reboot. Non pesca a strascico in acque americane (se mai più mittleeuropee). Di quando in quando si sporge spericolato su certa hammer o riecheggia ora steccando di brutto ora quasi eccendendolo danza macabra, ripercorsi alla luce del muto anni 20-30 (nosferatu, caligari: e qui atmosfericamente centra alcuni bersagli), ma ha un suo carattere (accio), una sua personalità (multipla), una sua andatura (da ubriaco impazzito) e tratti somatici e comportamentali tutti suoi, di quelli a cui non servono caricature perché lo è perfettamente di suo così come è (anche a un livello molto consapevole: si veda il curioso slapstick finale da comica anni 30).  

    Vorrebbe essere un horror, e ci prova, ma vi sfido a rabbrividire davanti ad apparizioni continue da tunnel degli orrori annunciate dalla ost di 2001 (dislocata praticamente una scena ogni due, assieme a quella di psycho e a una terza non riconosciuta tutta ansiti e gemiti che -se originale- sembra anticipare di molti caselli autostradali i goblin di suspiria) che ridono per mezzo minuto come certi mostri dei mame anni 80 quando ti facevano secco la terza e ultima volta decretando il game over; o al tentativo di creare suspense e climax ripetendo per minuti e minuti fino a perdere il conto che il 15 di ogni mese in quella casa ci scappa il morto. Nel solo incipit. per capire, non si ribadisce altro. A suggello dei cultori più incalliti, il protagonista è lo stesso interprete di captain america in 3dev, ma senza scudo a proteggerlo da un delirio sintattico già allora tsunamico.

    Fascino e risate cingono assieme le mura gericali di un cinema che ne sa sempre una più della maria rossa ammoniacata e che se anche può annoiare o indispettire, certamente non può non stupefare. Anche chi questo filone lo abiura con ogni sua forza potrà forse trovarci qualche motivo di interesse e chissà, godimento. Tentare nuoce, ed è questo il suo bello.
    Amico mio, aggiungo il film in lista... Grazie!