DISCUSSIONE GENERALE di Suspiria (1977)

DISCUSSIONE GENERALE

  • B. Legnani • 14/12/17 09:44
    Consigliere - 14230 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Ruber ebbe a dire:
    Il finale non è male, ma e tutto il “confezionamento” che sa di già visto, per questo bisogna n mi ha mai esaltato più di tanto.

    Scusa Ruber, cosa ti ha dato l' impressione deln" già visto " in un opera rivoluzionaria e sperimentale come SUSPIRIA?

    Posso capire che non piaccia, ma definire " di già visto" un apripista come SUSPIRIA mi pare un po eccessivo

    Cioè, cosa sarebbe questo " già visto?"


    Leggiti il commento di Ale (che condivido in pieno) e avrai la risposta. Per me non è mai stato un fulmine, e più che altro diventato un kult nei fan appassionati di Argento.


    Ruber, nel commento che citi non si parla di "già visto". Sono curioso anche io. Non credo che il film sia un capolavoro, ma il "già visto" mi "perplime". Cosa ci trovi di "già visto"?
    Grazie.
  • Ruber • 14/12/17 11:08
    Contratto a progetto - 9051 interventi
    Puoi anche leggere il commento del moro anche quello esprime appieno il mio punto di vista. Il soggetto della ragazzina che va nella scuola infestata di demoni non era nuovo e poi molto semplice c’è ben poco da capire, e poi come dicono altri e parecchio noioso in diversi momenti gli sbadigli non si contano, solo in alcuni momenti ci sono veri momenti di adrenalina pura e suspence. E poi la scenografia che ha molti è piaciuta per me è sempre stata una pacchianata.
  • Buiomega71 • 14/12/17 11:12
    Pianificazione e progetti - 22758 interventi
    Non male per un film che ha fatto scuola ( e sta' facendo tutt'ora) in tutto il mondo
    Ultima modifica: 14/12/17 11:13 da Buiomega71
  • Didda23 • 14/12/17 11:29
    Comunicazione esterna - 5754 interventi
    Alla fine Ruber ha espresso il proprio legittimo parere, che ci sta. Non per forza di cose deve farsi piacere il film perchè ha fatto scuola.
    Motivando ha tolto qualsivoglia pensiero maligno che poteva far pensare ad una gratuita provocazione.
  • B. Legnani • 14/12/17 12:29
    Consigliere - 14230 interventi
    Ruber ebbe a dire:
    Puoi anche leggere il commento del moro anche quello esprime appieno il mio punto di vista. Il soggetto della ragazzina che va nella scuola infestata di demoni non era nuovo e poi molto semplice c’è ben poco da capire, e poi come dicono altri e parecchio noioso in diversi momenti gli sbadigli non si contano, solo in alcuni momenti ci sono veri momenti di adrenalina pura e suspence. E poi la scenografia che ha molti è piaciuta per me è sempre stata una pacchianata.

    Letto. Grazie.
    Quando io chiedo un favore e ringrazio anche in anticipo, mi aspetto, però, una risposta meno brusca.
  • Fauno • 14/12/17 22:20
    Contratto a progetto - 2574 interventi
    Infatti è giustissimo che fra i tanti ci sia qualcuno a cui non è decisamente piaciuto. Nessun pensiero maligno, ci mancherebbe.
  • B. Legnani • 15/12/17 01:31
    Consigliere - 14230 interventi
    Fauno ebbe a dire:
    Infatti è giustissimo che fra i tanti ci sia qualcuno a cui non è decisamente piaciuto. Nessun pensiero maligno, ci mancherebbe.

    Certamente.
  • Nipo • 6/02/18 22:57
    Galoppino - 74 interventi
    “Suspiria” è il titolo che segna il cambiamento totale nello stile del regista, cambiamento che era già in embrione nel precedente “Profondo rosso”.
    Con “Suspiria” Argento decide di gettarsi nel cinema totale. Non c'è più una trama da seguire, una ricerca di colpevole, anche se rimane comunque presente l'artificio della mano senza volto che compie i delitti. Ma il centro dell'attenzione del regista si sposta: l'interesse dell'autore è lo spettacolo puro, tutto ciò che di tecnico può terrorizzare lo spettatore. Montaggio, suono, colore, inquadrature si uniscono a formare un universo assurdo, degno rappresentante per una storia sul soprannaturale e la stregoneria. Proprio grazie alla scelta di una storia sulle streghe Argento è libero di divagare e sperimentare. La scusa del sortilegio gli permette di non dover giustificare logicamente alcune scelte stilistiche, prima fra tutte l'idea di scomporre l'immagine e annullare quelle che all'apparenza potrebbero sembrare delle soggettive. La macchina da presa, ad esempio, si colloca in luoghi e punti di vista assurdi: ad esempio nel primo, lungo, omicidio di Pat (Eva Axén), vediamo la ragazza ripresa di spalle davanti ad una finestra. Tutto lascia presupporre che l'inquadratura sia una soggettiva del carnefice, ma con sorpresa l'aggressione parte da davanti, proprio da quella finestra che Pat stava osservando, spiazzando lo spettatore. Lo sguardo quindi non da più sicurezza nella percezione del pubblico, il pericolo può arrivare da qualunque parte.
    Ecco dunque le streghe, in quella che si rivelerà essere una trilogia (ma confermata solo a posteriori, con l'ultimo capitolo) che comprende anche il successivo “Inferno” ed il più tardo “La terza madre”.
    L'atmosfera del film è onirica, selvaggia. In questa pellicola, ancor più che nella precedente, gli omicidi divengono dei veri e propri rituali di morte, strategie del dolore che accompagnano le vittime ad un macello sacrificale. Come dichiara lo stesso regista in un'intervista, egli cerca di giungere ad un livello superiore di paura, lui vuole il panico. E le vittime designate si comportano di conseguenza. Quando capiscono che la morte da loro la caccia ecco che si trasformano in personaggi deboli, anche fragili, si lasciano andare a comportamenti banali che non prevedono la fuga o la difesa, ma solamente un inutile agitarsi in preda ad un panico che di fatto si fa complice dell'omicida. Esemplare la sequenza dell'omicidio di Sara (Stefania Casini), che braccata dall'omicida si chiude in uno stanzino, e tutto quello che fa, in un primo momento, è rannicchiarsi a terra, come una bambina spaventata, ginocchia al viso, braccia strette intorno al corpo, nell'inutile attesa della morte imminente. Ma anche nell'omicidio di Pat vediamo un comportamento simile, quando la ragazza, a seguito delle coltellate ricevute, altro non fa che agitare le braccia, come se solo quello le fosse sufficiente ad allontanare il carnefice.
    La particolarità di queste scene di omicidio, ma in realtà di tutta la pellicola, è che essa non sembra costruita per una trama lineare, ma che sia concepita come una serie di episodi, mini film, concatenati l'uno dopo l'altro, ma che realmente potrebbero essere intercambiati tra di loro, realmente la trama non ne risentirebbe molto. L'unico filo conduttore di tutto, l'unica parvenza di consecutività delle scene, è data da Susy (Jessica Harper), la protagonista, ennesima straniera trasferita in un altro continente, un tema spesso esaminato da Argento, che in questo modo vuole spiazzare il personaggio e portarlo in un ambiente del tutto alieno a lui.
    Susy giunge quindi nella casa del male, preceduta da un temporale che la accompagna per tutto il viaggio, una tempesta violenta e selvaggia come è nell'idea del film. E già dall'inizio sentiamo spirare quelle voci, quei sospiri, che saranno il motivo e tema portante della pellicola (con le musiche perfettamente calate nell'atmosfera del film, realizzate dai Goblin). Il sospiro di esseri maligni che circondano e vivono nella scuola di danza. Argento sceglie proprio quest'arte per il suo film. Fin dal medio evo era credenza che alcune danze fossero propiziatorie per le streghe, per questo l'accademia è destinata a questa disciplina. Ma anche perché in questo modo è facile attirare prede tra quelle mura. Le allieve della scuola sono un vero e proprio serbatoio energetico per la Regina Nera, Elena Markos. Nella scena del dormitorio, realizzato con dei teli tesi, mentre le ragazze dormono ecco che vediamo l'ombra di una donna, la direttrice Markos, stagliarsi oltre una delle tende. La donna si stende su un letto, ed inizia a dormire. E' chiaro che in realtà stia assorbendo l'essenza vitale giovanile delle ragazze: molte di loro, in quel momento, iniziano ad agitarsi nel sonno, e la stessa Susy, insieme a Sara, non riesce a prendere sonno. La Strega Nera ha bisogno di tanta gioventù per poter mantenere il suo corpo in vita, un corpo centenario, avvizzito da un potere corrotto. Il volto di Elena Markos era di un'anziana caratterista truccata magistralmente da Pier Antonio Mecacci. L'effetto fu realizzato applicando sul volto dell'attrice del lattice misto a semplice carta per alimenti (quel tipo di buste di carta marrone, un po' spessa, che negli anni settanta serviva per il pane). L'effetto era completato con la coloritura della “pelle” e l'applicazione di fondotinta di varie sfumature.
    Elena Markos quindi si serve della scuola per trarre potere e controllare le sue future vittime. Argento suggerisce questa presenza in due inquadrature simili, due condanne a morte dichiarate dalla macchina da presa. La prima è quando Daniel (Flavio Bucci), maltrattato dalla glaciale e diabolica Miss Tanner (Alida Valli), dichiara di “essere cieco, ma non sordo; e chi vuole capire capisca!”. Chi deve capire lo sta osservando dall'alto della sala, con un'inquadratura verticale che comprende tutta la scena, e già ha deciso la sua morte. La stessa cosa avviene nella sequenza della piscina, mentre Sara e Susy nuotano, la stessa presenza che minacciava Daniel ora è su di loro, sempre in un'inquadratura simile alla precedente, decretando questa volta la condanna di Sara.
    Il tutto avviene in ambienti affogati in colori assurdi, colori che riportano a stadi d'animo, il rosso, il verde, il giallo. La pelle dei personaggi svanisce, facendoli diventare dei manichini che si muovono in atmosfere assurde e monocromatiche: in alcune inquadrature tutto è rosso o verde o blu, e di fatto anche gli attori si uniformano alle scenografie, come a voler dire che ormai sono già parte della scuola, sono diventati elementi di nutrimento di quelle diaboliche mura, fanno rmai parte dell'architettura. Quasi l'occhio le confonde con gli arredi, se non fosse che, a differenza dei mobili, loro fuggono ed urlano.
    L'occhio quindi è preso di mira e aggredito. E proprio con quiest'idea Argento gioca per tutto il film: il tema a lui caro dell'inganno dell'occhio qui è portato allo sberleffo. La soluzione dell'enigma, infatti, è sempre davanti agli occhi della protagonista e di conseguenza del pubblico. Ma l'inganno della prospettiva è forte, e allo spettatore non rimane altro che attendere che Susy finalmente capisca il trucco che le streghe hanno creato, questa volta senza artifici magici, ma con un semplice e più banale trucco di illusionismo.
    Susy scopre il passaggio segreto, e scivola nelle spire sotterranee della scuola, il vero centro e cuore della setta diabolica. Affronterà Elena Markos nel suo covo, e durante l'immondo scontro vediamo un particolare chiarificatore: Susy e Markos, faccia a faccia. La strega è colpita a morte da Susy e allunga le sue mani artigliate verso il volto della ragazza. Ma in quel momento non riesce a toccarla, le mani della strega arrivano a pochi centimetri dal volto della ragazza, ma è come se la purezza di Susy sia incorruttibile, e di fatto intoccabile da Elena Markos, una donna che ha fatto della corruzione, sia fisica che spirituale, il suo motivo di esistenza. Susy uscirà vincitrice da questo confronto. E nel finale la stessa pioggia che l'aveva accolta in maniera odiosa all'inizio della pellicola, saprà qui abbracciarla in un bagno purificatore che laverà via il contatto della putrefazione su cui era fondata la scuola di danza.
    Ultima modifica: 14/02/18 10:19 da Nipo
  • Fauno • 10/02/18 18:46
    Contratto a progetto - 2574 interventi
    La posisione rannicchiata di Sara c'era anche nelle affiches cinematografiche, come anche un primo piano del maggiordomo e del duplice omicidio iniziale. Fra l'altro le due lastre di vetro piantate nel corpo supino della Javicoli convergevano al punto da farlo sembrare un gigantesco compasso. La sentenza di morte su Daniel con l'inquadratura dall'alto non me la ricordavo, mentre quella su Sara l'ho sempre avuta ben stagliata nella mente.
    Qui di congratulazioni te ne dovrei fare a iosa, ma preferisco per il momento tacere e attendere l'analisi successiva. Sei sempre grande, Nipo!
  • Caesars • 19/06/18 11:07
    Scrivano - 12979 interventi
    Grazie della segnalazione Buono.
  • Graf • 5/09/18 01:20
    Call center Davinotti - 915 interventi
    Quando vidi Suspiria per la prima volta al cinema nel 1977 rimasi, in un certo senso, deluso perchè mi aspettavo un thrilling alla Profondo rosso...
    Compresi solo successivamente il valore del film e il suo posto nella storia del cinema italiano e mondiale.
    Ultima modifica: 5/09/18 02:25 da Graf
  • B. Legnani • 5/09/18 10:07
    Consigliere - 14230 interventi
    Graf ebbe a dire:
    Quando vidi Suspiria per la prima volta al cinema nel 1977 rimasi, in un certo senso, deluso perchè mi aspettavo un thrilling alla Profondo rosso...
    Compresi solo successivamente il valore del film e il suo posto nella storia del cinema italiano e mondiale.



    Idem. Ci aspettavamo un giallo.
  • Caesars • 5/09/18 10:11
    Scrivano - 12979 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Graf ebbe a dire:
    Quando vidi Suspiria per la prima volta al cinema nel 1977 rimasi, in un certo senso, deluso perchè mi aspettavo un thrilling alla Profondo rosso...
    Compresi solo successivamente il valore del film e il suo posto nella storia del cinema italiano e mondiale.



    Idem. Ci aspettavamo un giallo.



    Anch'io rimasi molto spiazzato, ma ricordo che mi piacque lo stesso moltissimo.
  • Lodger • 22/12/18 10:12
    Magazziniere - 1500 interventi
    CURIOSITÀ:
    l'episodio di Star Trek Voyager "2x10 - Il potere della mente (Cold Fire)" sembra essersi leggermente ispirato a questo film di Dario Argento: c'è un'entità extraterrestre che appare sotto forma di bambina posseduta di nome Suspiria, ha poteri PSI e quando si arrabbia ha una voce indemoniata.

    https://www.dailymotion.com/video/x5872a9
  • Siska80 • 30/01/20 20:53
    Addetto riparazione hardware - 448 interventi
    Dario Argento ha dichiarato che l'ispirazione iniziale per il film nasce da un viaggio da lui compiuto attraverso le "capitali magiche europee" (ovvero Torino, Lione e Praga) e alla visita della Scuola di Waldorf fondata da Rudolf Steiner e situata vicino Basilea, nei pressi del centro del "Triangolo Magico" formato dalla sovrapposizione dei confini di tre stati (Francia, Germania e Svizzera).[Fonte Wikipedia]
  • Mike • 20/08/20 14:57
    Disoccupato - 8 interventi
    Inizialmente, quando il film fu messo in piedi e sottoposto al vaglio statale, il cast prevedeva:
    Mia Farrow nel ruolo di Suzy;
    Clara Calamai nel ruolo di Helena Markos;
    Valentina Cortese nel ruolo di Miss Tanner;
    Gabriele Lavia nel ruolo del "giovine", che poi andrà a Miguel Bosé.

    Fonte: il fascicolo ministeriale del film depositato presso l'Archivio Centrale dello Stato.
    Ultima modifica: 20/08/20 18:05 da Zender
  • Descol • 19/05/21 15:17
    Disoccupato - 2 interventi
    Per far capire il tono con cui è stato pubblicizzato il film all'estero: la frase sul flano anglosassone o americano di Suspiria (fra l'altro per scrivere il titolo è stato usato un font "carnale") diceva:
    "The only thing more terrifying than the last 12 minutes of this film are the first 92, ossia "L'unica cosa più terrificante degli ultimi 12 minuti di questo film sono i primi 92.
    Direi molto azzeccata ed efficace, no? (anche se, come fa notare Caesars, il film in realtà dura meno di 104')...

    Ultima modifica: 20/05/21 17:43 da Zender