DISCUSSIONE GENERALE di Scegli il male minore (1998)

  • TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/11/19 DAL BENEMERITO BUIOMEGA71
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    Buiomega71

DISCUSSIONE GENERALE

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  • Buiomega71 • 1/11/19 10:42
    Pianificazione e progetti - 23158 interventi
    Intenso dramma fosco e torbido, sorta di pre Mystic River con riverberi kinghiani, impreziosito dalle location brumose del North Carolina e dalla pregnante atmosfera autunnale (risaltata nei chiaroscuri della fotografia di Stephan Schultze)

    Mackay si (ri)dimostra regista che sà tenere sulle spine, giocando abilmente con la suspence e la tensione (il suo Route 9, sorta di Soldi sporchi raiminiano, era lì a dimostrarlo), spezzando il racconto in due tronconi, a flashback, in un gioco a rimpiattino tra passato e presente, che si conclude con un cliffhanger per mantenere vivo l'interesse.

    Un gruppo di amici bighellona per la cava, hanno una pistola con cui passare il tempo. Un'auto si ferma in quei pressi, vogliono solo spaventare il conducente (credendo siano i bulletti del paese), il gioco sfugge loro di mano, lo sportello si apre, dalla pistola partono colpi a raffica che fanno un macello nell'abitacolo, sfondando il lunotto e massacrando i due occupanti (che si scoprirà, poi, essere due rapinatori di banche, con tanto di malloppo chiuso nel bagagliaio).

    Da quì parte una catena di eventi difficile da arrestare, con i giovani, ormai adulti e ben posizionati (un prete, un poliziotto, un imprenditore di legname, un'avvocato), chiusi in una baita in montagna, indecisi sul daffarsi, dove il rimorso, l'avidità, la paura, l'egoismo individuale, il passato che ritorna prepotentemente a bussare alle loro coscienze, tira fuori il peggio in ognuno di loro, fino alle drastiche conseguenze, fino a scegliere il male minore per uscire da una situazione che potrebbe rovinarle la vita per sempre.

    La parte "giovanile" è ben compatta e non dà un attimo di tregua tra fughe nei boschi, occultamenti di cadavere, i cacciatori di notte con i cani, la situazione che precipita ogni minuto che passa, i soldi sporchi, l'agonia del rapinatore, i tentati suicidi, la disperazione che aumenta implacabile, quasi dalle parti dei Ragazzi del fiume

    Quella "adulta" è più telefonata, seppur claustrofobica, un kammerspiel della crudeltà, tra registratori nascosti, il panico che detta scelte scriteriate, una rispettabilità da difendere, minacciando gli amici con una pistola, i soldi trafugati, il continuo rinfacciarsi la colpa l'un con l'altro, le zuffe, George legato alla sedia come il poliziotto delle Iene, la scrupolosità morale si mischia con i lati oscuri dell'animo umano, fino alla dolorosa (e inaspettata) scelta che dà il titolo al film.

    Ottimo comparto attoriale (sia negli adulti e loro da giovani, tra cui Steven Petrarca che assomiglia in modo impressionante a Jeremy Renner), in un cast totalmente maschile che non lascia sbavature, dove non c'è una figura femminile manco a pagarla (se non nella segretaria di Derek e nella madre anziana sempre di quest'ultimo), in una sceneggiatura che lascia poco spazio ai tempi morti, dove ogni imprevisto e ogni soluzione (solo per peggiorare le cose) fa aumentare l'adrenalina.

    A volte soffre di un look un pò "televisivo", ma Mackay sa giostrare i tempi, oscillando abilmente tra il thriller, il dramma e il romanzo di formazione (immaginate un Storie di fantasmi incrociata con IT senza gli elementi horror mixata con Stand by me)

    Divertente il gioco dei mimi su Lo squalo e Piranha (il primo indovinato, il secondo scambiato per un'inesistente Mani assassine(!))

    Cinema che si prende i suoi tempi, molto classico e rigoroso, che sembra uscito dagli anni 70 o dalle "stagioni diverse" di Stephen King.
    Ultima modifica: 1/11/19 21:46 da Buiomega71