DISCUSSIONE GENERALE di Miss violence (2013)

DISCUSSIONE GENERALE

  • Gestarsh99 • 19/08/19 17:34
    Scrivano - 14507 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    non scavo oltre o si fa detonare un OT da sincope zenderiana, ma ieri mi sono arenato a pag 5 o 6, dove il suo proclama sembrava abbastanza perentorio. il caso resta quindi aperto..

    No, fu una sua comprensibile reazione d'impulso; poi gli animi si placarono senza nessun abbandono.

    Tornando a Miss violence: non credi che la sua obsolescenza stilistica (che lo rende - come già detto - coevo ad un film di ben 8 anni precedente come La grande estasi di Robert Carmichael) sia da valutare pesantemente nel complessivo giudizio critico sulla pellicola?

    Nel senso: fosse stata girata nei primi anni 2000, nel pieno della hanekemanìa, si sarebbe anche potuto comprendere un certo entusiasmo valutativo nei suoi confronti. Ma qui parliamo di un'opera formalmente vecchia di 10 anni, che vorrebbe trarre valore unicamente dal sadismo psicologico artificioso delle proprie provocazioni messe in scena col righello e il goniometro di un'impassibilità gratuita, derivativa e appiccicaticcia.

    Vorrebbe stagliarsi a pieno torace come un indelebile tatuaggio familiar-nazionale del dolore, dell'orrore e del disastro greci ma, per come la vedo io, fa solo la figura del trasferello ricalcato a matita sul mignolino di Haneke, per l'appunto.
  • Schramm • 19/08/19 18:03
    Risorse umane - 6710 interventi
    esattamente. lo scoppio così ritardato (entro il quale non si ritrova solo soletto: vedi anche gli insopportabili 90 minutes e oslo, di poco precedenti) ne aggrava la chiamiamola "malafede". la maniera, che già infastidiva allora, non è più un sospetto, è un calco del conio clinicamente calcolato, quasi una categoria dello spirito, e ascrive il film a quella cine-schiatta dove l'artificioso sopravanza il film (e lo spettatore). per me è proprio enno o grande C O S Ì.
    Ultima modifica: 19/08/19 18:06 da Schramm
  • Didda23 • 19/08/19 21:08
    Comunicazione esterna - 5716 interventi
    Lo stesso Haneke per il sottoscritto non è riuscito a rinnovare con vigoria le proprie tematiche. Amour è un macigno intollerabile che accomuna tutta questa ondata greca.
    Il giocare con le emozioni e con l'empatia è esercizio necessario per raggiungere livelli di eccellenza ( per la mia visione di cinema e di intrattenimento)
    L'artificiosità affossa la valutazione e la glacialitá è un qualcosa di fortemente respingente.
  • Schramm • 19/08/19 21:47
    Risorse umane - 6710 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Lo stesso Haneke per il sottoscritto non è riuscito a rinnovare con vigoria le proprie tematiche

    si e no. haneke è sempre stato instabile e a corrente alternata. diciamo che le sovratensioni di un funny games e di un settimo continente non le ha sempre ottenute con pari folgorante voltaggio, però a mio avviso, pur senza quasi mai esporci a scoperti cavi bagnati, si è rinnovato anche troppo.

    per motivi che rimanderei alle rispettive DG non sono per l'accorpare amour a un dogtooth. non ho visto happy end (come neanche il catsello, a dire il vero) ma era dal 1997 che michelone non faceva il bucato a mano con le mie viscere. personalmente quanto a letale peso specifico ho avuto molti più problemi con il nastro bianco, quello sì ostentatamente bergmanoide, coagulatissimo, rappreso.
    Ultima modifica: 19/08/19 21:48 da Schramm
  • Gestarsh99 • 20/08/19 17:56
    Scrivano - 14507 interventi
    Per quanto riguarda questa peculiare "corrente artica" cinematografica che vede raggruppate le opere di Haneke e quelle dei suoi vari emuli/discepoli greci, inglesi e austriaci, il mio livello di tollerabilità si ferma al 2009: tutto quel che viene dopo e che riutilizza allo sfinimento la medesima impostazione ghiacciata e asettica, lo gradisco meno di un brufolo gigante sotto il tallone.

    Oltre Lourdes e Il nastro bianco (entrambi del 2009, per l'appunto) la mia pazienza critica lascia il posto alla scure del boia scarlatto :D

    È un po' come il discorso sul cinema "splendide et vrai" di Godard: ne vedi uno, ne vedi due, ne vedi tre di film, ma dopo 'na certa han già scassato 3/4 di uàllera.