DISCUSSIONE GENERALE di Memorie di un assassino (2003)

DISCUSSIONE GENERALE

  • Se ti va di discutere di questo film e leggi ancora solo questa scritta parti pure tu per primo: clicca su RISPONDI, scrivi e invia. Può essere che a qualcuno interessi la tua riflessione e ti risponda a sua volta (ma anche no, noi non possiamo saperlo).
  • Mickes2 • 3/12/12 18:58
    Archivista in seconda - 335 interventi
    Aggiungo il trailer
    http://www.youtube.com/watch?v=2XvN2ltSbo4
    Ultima modifica: 3/12/12 20:36 da Zender
  • Deepred89 • 18/12/13 00:51
    Comunicazione esterna - 1442 interventi
    SPOILER




    Pigro scrive: "...con un finale che rivela sarcasticamente molto più di quel che sembra."


    Questa tua frase mi incuriosisce molto. Io avevo interpretato il finale semplicemente come un "poco conta chi è stato, il messaggio è un altro" oppure, secondo una visione più a posteriori, "qualsiasi fosse stato il colpevole, la soluzione non sarebbe mai stata sorprendente e mostrarlo avrebbe smorzato l'impatto". Per caso mi sono perso qualcosa?
    Vedo che anche altri davinottiani sono rimasti colpiti dal finale, quindi qualsiasi contributo è ben accetto.

    In ogni caso, gran film.
  • Daniela • 18/12/13 11:19
    Gran Burattinaio - 5566 interventi
    SPOILER
    in effetti, ci sono due sequenze che possono definirsi "finali". La prima, violenta, è quella lungo le rotaie del treno, con il confronto fra i due poliziotti e il sospettato in manette. Kang-ho Song ammette; "non ci capisco più niente", perché ha appena scoperto che la prova che doveva incastrarlo non esiste e, dopo aver fissato a lungo l'altro negli occhi, conclude che si tratta di un povero disgraziato.
    Secondo finale: dopo qualche anno, troviamo Kang-ho Song che ha lasciato la polizia e fa il rappresentante di commercio. Durante una sosta in aperta campagna, incontra una bambina che poco tempo prima ha visto il probabile serial killer, ma la descrizione che ne è in grado di fornire è del tutto vaga: la faccia da persona comune.
    Ed il film si chiude con il primo piano del volto smarrito di Kang-ho Song: i conti non sono chiusi e non potranno mai esserlo.
    Non possono esserlo per i protagonisti della storia e non possono esserlo per lo spettatore, così privato della catarsi sempre derivante da una conclusione, per quanto drammatica possa essere.

    FINE SPOILER

    A mio parere. è questo doppio finale che rende indimenticabile questo film già notevole, interpretato magistralmente (ma qui son di parte: col tempo Kang-ho Song è diventato il mio attore preferito).
    Mi colpì alla prima visione qualche anno fa, quando il cinema sudcoreano era per me ancora un oggetto misterioso, mi ha nuovamente affascinato ad una visione più recente.
    Ultima modifica: 18/12/13 11:54 da Daniela
  • Mickes2 • 18/12/13 11:32
    Archivista in seconda - 335 interventi
    SPOILER


    finale migliore non poteva esser scritto, di straordinaria potenza emotiva, un finale infinito dove quella faccia normale può essere chiunque o nessuno, non c'è colpevole, oppure siamo tutti colpevoli (fulminante lo sguardo in macchina di Kang), la colpa è di tutti noi, della società che abbiamo contribuito a formare, che sia per sufficienza, insensibilità, ignoranza.
    a esser sinceri, faccio anche fatica a riportarci la mente. brividi. un film (e un finale) immensi.
    Ultima modifica: 18/12/13 11:36 da Mickes2
  • Schramm • 18/12/13 13:09
    Controllo di gestione - 6887 interventi
    invidio la vostra emozione anche solo mnemonica. mi aspettavo chissà quale botta di bellezza e di carica emotiva ma in finale mi ha molto deluso e lasciato intiepidito. sarà che anche il cuginetto zodiac non l'ho facilmente digerito...
  • Daniela • 18/12/13 14:51
    Gran Burattinaio - 5566 interventi
    ammiro Zodiac, ma amo Memories of Murder...
  • Deepred89 • 20/12/13 11:00
    Comunicazione esterna - 1442 interventi
    Perfetto, allora avevo capito bene. Ho vissuto l'ultima ora del film praticamente in apnea e temevo di non aver colto qualche dettaglio rivelatore nel dialogo con la bambina.

    X Schramm: ti dirò che quando quest'estate iniziai a visionarlo (e dovetti interromperlo dopo mezz'ora per cause esterne) stava lasciando freddo anche me, forse perché mi aspettavo un thriller canonico e invece mi trovai un poliziesco con toni quasi da commedia e un omicidio in mezzo. Rivisto qualche giorno fa su grande schermo (consapevole di cosa stavo andando a vedere) sono invece caduto nel vortice. E, oltre al fatto che l'umorismo cali progressivamente nell'ultima parte, anche il lato propriamente thriller mi è sembrato eccellente e ricco di suggestioni.
    Zodiac invece non mi convinse eccessivamente.
  • Rebis • 11/03/14 14:19
    Contatti col mondo - 4317 interventi
    Vistolo :) Buon film nel complesso: Joon-ho usa gli stilemi del thriller per rilevare i paradossi della società coerana. Purtroppo anche qui ho riscontrato i suoi soliti "difetti": una certa reiterazione narrativa (130 minuti mi sono sembrati eccessivi, sia per il soggetto che per i contenuti), i cambi di registro a volte sono spiazzanti altre non proprio funzionali alll'economia generale. Il colpo d'ala finale è però - come sempre nel suo cinema - un momento disegnato ad arte. Stilisticamente mi è sembrato il suo film più equilibrato e compatto.
  • Daniela • 11/03/14 15:20
    Gran Burattinaio - 5566 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Stilisticamente mi è sembrato il suo film più equilibrato e compatto.

    Sono contenta che tu abbia apprezzato il film e concordo: per quanto mi sia appassionata a The Host e abbia sofferto empaticamente con The Mother, questo è il suo miglior film, con un finale che lascia il segno - anzi, un doppio finale, come ho scritto in un altro post...
    Quanto alla durata, quella attorno alle due ore si può considerare standard nel cinema sud-coreano, anche per i film più disimpegnati.
    E sono tipici anche i cambi di registro, tanto che credo siano un tratto nazionale.
    Mi viene in mente, come primo esempio, un film totalmente drammatico come The Yellow Sea - a me è piaciuto tantissimo, ad altri davinottiani assai meno ma non è questo il punto. Dunque, The Yellow Sea è un film drammatico come pochi, un bagno di sangue, un pozzo di sofferenza, eppure, al suo interno, contiene sequenze comiche come quella dei poliziotti che si sparano fra loro quando cercano di fermare il sospettato in fuga. Questa sequenza fa ridere, ma è un riso tanto incongruo rispetto al contesto che ti mette quasi a disagio. E questa sensazione l'ho ritrovata in altri film sud-coreani pur drammatici fino al midollo...
    E poi in Memories of murder c'è Song Kang-ho, che di questo impasto comico/drammatico è forse il massimo rappresentante nazionale: c'è una vena di tristezza e disperazione nei suoi ruoli comici, come una vena di umoristica goffaggine testarda nei suoi ruoli drammatici (con una unica eccezione, il padre della bimba uccisa nel nerissimo Mr. Vendetta).
    Ultima modifica: 11/03/14 15:21 da Daniela
  • Greymouser • 11/03/14 15:28
    Call center Davinotti - 561 interventi
    Daniela ebbe a dire:

    E sono tipici anche i cambi di registro, tanto che credo siano un tratto nazionale.
    [/b]


    Spesso è proprio il disorientamento provocato da spiazzanti cambi di registro a impedire a un certo sguardo "occidentale" di apprezzare fino in fondo la cinematografia asiatica, e giappo-coreana in particolare.
    Vi sono differenze culturali che impongono inoltre ritmi e tempi diversi alla narrazione, dilatazioni dovute all'esigenza di cesellare ogni dettaglio, e di catturare ogni sfumatura, proprio come in un tipico acquerello orientale.
    Poi, naturalmente, l'effetto è diverso nei film migliori rispetto a quelli meno validi, ma certi elementi riescono a sorprendere e stupire, laddove in molta parte del cinema occidentale tutto risulta già visto e digerito.
    Ultima modifica: 11/03/14 15:30 da Greymouser
  • Pigro • 11/03/14 15:54
    Consigliere avanzato - 1525 interventi
    Deepred89 ebbe a dire:
    Pigro scrive: "...con un finale che rivela sarcasticamente molto più di quel che sembra."

    Questa tua frase mi incuriosisce molto. Io avevo interpretato il finale semplicemente come un "poco conta chi è stato, il messaggio è un altro" oppure, secondo una visione più a posteriori, "qualsiasi fosse stato il colpevole, la soluzione non sarebbe mai stata sorprendente e mostrarlo avrebbe smorzato l'impatto". Per caso mi sono perso qualcosa?
    Vedo che anche altri davinottiani sono rimasti colpiti dal finale, quindi qualsiasi contributo è ben accetto.


    Scusa, nel periodo convulsissimo che sto attraversando da un po' di mesi (e che mi ha portato a un drastico rallentamento delle mie apparizioni sul Davinotti) mi ero perduto questa annotazione. Comunque ho visto le risposte date da Daniela e Mickes2, che condivido in pieno: la coda finale sembra cadere nel solito topos della rivelazione o comunque dell'elemento chiarificatore, e invece la chiarificazione è a ben altro livello, ed è quella che proprio Daniela e soprattutto Mickes2 hanno spiegato bene. Un finale che sembra una pacca sulla spalla e si rivela essere una sciabolata.
  • Rebis • 11/03/14 16:39
    Contatti col mondo - 4317 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Rebis ebbe a dire:
    Stilisticamente mi è sembrato il suo film più equilibrato e compatto.

    Sono contenta che tu abbia apprezzato il film e concordo: per quanto mi sia appassionata a The Host e abbia sofferto empaticamente con The Mother, questo è il suo miglior film, con un finale che lascia il segno - anzi, un doppio finale, come ho scritto in un altro post...
    Quanto alla durata, quella attorno alle due ore si può considerare standard nel cinema sud-coreano, anche per i film più disimpegnati.
    E sono tipici anche i cambi di registro, tanto che credo siano un tratto nazionale.
    Mi viene in mente, come primo esempio, un film totalmente drammatico come The Yellow Sea - a me è piaciuto tantissimo, ad altri davinottiani assai meno ma non è questo il punto. Dunque, The Yellow Sea è un film drammatico come pochi, un bagno di sangue, un pozzo di sofferenza, eppure, al suo interno, contiene sequenze comiche come quella dei poliziotti che si sparano fra loro quando cercano di fermare il sospettato in fuga. Questa sequenza fa ridere, ma è un riso tanto incongruo rispetto al contesto che ti mette quasi a disagio. E questa sensazione l'ho ritrovata in altri film sud-coreani pur drammatici fino al midollo...
    E poi in Memories of murder c'è Song Kang-ho, che di questo impasto comico/drammatico è forse il massimo rappresentante nazionale: c'è una vena di tristezza e disperazione nei suoi ruoli comici, come una vena di umoristica goffaggine testarda nei suoi ruoli drammatici (con una unica eccezione, il padre della bimba uccisa nel nerissimo Mr. Vendetta).

    Infatti, ho notato che i film coreani orbitano quasi sempre intorno ai 120 minuti e immagino che corrispondano ai nostri vecchi 90 (ma ultimamente bisogna riconoscere che il cinema americano ci sta abituando ai ben più rilassati 140... c'era persino un articolo su Internazionale a riguardo).

    Per quanto riguarda i cambi di registro non sono in genere un aspetto che mi infastidisce, anzi, ma è chiaro che anche qui ci sono registi che li sanno utilizzare con efficacia (Park Chan-wook, per dirne uno, anche se Night fishing è - in questo senso - un insulto all'intelligenza dello spettatore) e altri che si appoggiano su forme stereotipate (Joon-ho a volte corre questo rischio secondo me...). Non sono molto d'accordo sul fatto che sia una specifica del cinema coreano: allargherei lo spettro anche a quello giapponese (basti pensare a Kitano e Miike) ma anche a quello inglese che spesso dà - a sorpresa - scacco al suo proverbiale aplomb.
  • Didda23 • 14/01/20 10:46
    Comunicazione esterna - 5755 interventi
    Segnalo che dal 20 febbraio sarà possibile vederlo per la prima volta al cinema (in italia era passato solo dal Torino film festival e uscito direttamente in dvd)
  • Daniela • 14/01/20 12:42
    Gran Burattinaio - 5566 interventi
    Didda23 ebbe a dire:
    Segnalo che dal 20 febbraio sarà possibile vederlo per la prima volta al cinema (in italia era passato solo dal Torino film festival e uscito direttamente in dvd)

    Meglio tardi che mai, anche se questo "tardi" è proprio tardivo... Con tutta probabilità è stato il successo di Parasite a suggerire il recupero in sala.
    Ultima modifica: 14/01/20 12:44 da Daniela
  • Didda23 • 14/01/20 15:13
    Comunicazione esterna - 5755 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    Didda23 ebbe a dire:
    Segnalo che dal 20 febbraio sarà possibile vederlo per la prima volta al cinema (in italia era passato solo dal Torino film festival e uscito direttamente in dvd)

    Meglio tardi che mai, anche se questo "tardi" è proprio tardivo... Con tutta probabilità è stato il successo di Parasite a suggerire il recupero in sala.


    Indubbiamente il successo di Parasite (soprattutto di critica statunitense e non) ha portato i distributori a questa scelta.
    C'è il vecchio Dvd della dolmen, chissà se utilizzeranno lo stesso doppiaggio o faranno un lavoro nuovo.
  • Greymouser • 14/01/20 16:07
    Call center Davinotti - 561 interventi
    17 anni di ritardo non c'è male...
    E' un po' come quando vediamo la luce delle stelle... in realtà vediamo qualcosa che è passato da tanto, tanto tempo...
  • Galbo • 12/02/20 08:55
    Consigliere massimo - 3850 interventi
    Esce al cinema domani con il titolo italiano di Memorie di un assassino, ne parla Mereghetti sul Corriere di oggi
  • Daniela • 12/02/20 09:59
    Gran Burattinaio - 5566 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Esce al cinema domani con il titolo italiano di Memorie di un assassino, ne parla Mereghetti sul Corriere di oggi

    Ottima notizia! Speriamo che seguano altre "prime visioni" in sala di film straordinari come questo e come questo dimenticati dalla distribuzione nostrana
  • Zender • 12/02/20 14:15
    Consigliere - 44635 interventi
    Sì, infatti aspettavo domani per cambiare titolo e locandina e spararlo al cinema ma ok, anticipiamo locandina e titolo a oggi.