DISCUSSIONE GENERALE di La banda Baader Meinhof (2008)

DISCUSSIONE GENERALE

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  • Cotola • 22/02/09 18:05
    Consigliere avanzato - 3642 interventi
    Nomination agli oscar come miglior film straniero.
  • Nando • 30/04/10 02:21
    Controllo di gestione - 1418 interventi
    non ha vinto.
  • Nicola81 • 4/10/15 13:25
    Formatore stagisti - 537 interventi
    Era inevitabile che il cinema tedesco prima o poi si sarebbe cimentato con le gesta della RAF (Rote Armee Fraktion, comunemente ma impropriamente nota come Banda Baader Meinhof). Non era altrettanto scontato che avrebbe assolto degnamente il compito. Film come questo si espongono ad un duplice rischio: da un lato quello di essere troppo indulgenti nei confronti dei criminali, dall'altro quello di limitarsi a una generica condanna senza appello. Edel, regista che nella sua carriera ha alternato opere di robusto spessore ad altre puramente commerciali nel senso più deteriore del termine, è riuscito a schivare entrambe le trappole, grazie ad una sceneggiatura equilibrata che, nella prima parte, è molto puntuale nel descrivere il contesto storico e sociale che permise al terrorismo di germogliare nella Germania Ovest. Emblematica la battuta del sensato capo dell'Ufficio Federale Anticrimine (un sempre bravo Bruno Ganz), secondo cui spetta ai politici e non alla polizia risolvere certi problemi (può sembrare sociologia spicciola, ma non lo è).
    Forse è proprio la prima parte quella più convincente di un film che comunque funziona anche dal punto di vista dell'azione pura e del dramma carcerario. La regia non azzarda voli pindarici ma non perde neppure colpi, il ritmo è sufficientemente alto da non far pesare i quasi 140 minuti di durata, gli attori sono bravi, in particolare la attrici, senz'altro più avvenenti delle terroriste che interpretano (e infatti qualche nudo ogni tanto fa capolino).
    Ovviamente qualcosa manca (mi ha un pò sorpreso la totale assenza di accenni alla situazione della due Germanie), ma l'unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è l'aver sposato acriticamente la tesi del suicidio collettivo da parte dei capi del gruppo nel carcere di Stammheim. È vero che si tratta della versione ufficiale, ma è una versione che ha sollevato molti dubbi, anzi forse sarebbe più esatto dire che non l'ha bevuta quasi nessuno...
    Teutonica fiducia nelle istituzioni o eccessiva timidezza? Nel dubbio, lo reputo comunque un bel film.
    Ultima modifica: 4/10/15 15:00 da Nicola81
  • Zender • 4/10/15 19:32
    Consigliere - 43731 interventi
    Beh, anche più di buono se gli hai dato tre e mezzo.
  • Nicola81 • 5/10/15 17:18
    Formatore stagisti - 537 interventi
    Ho un vero e proprio debole per le pellicole che toccano certi argomenti, specialmente per quelle europee, che in genere evitano gli schiamazzi tipicamente hollywoodiani. Di pallini ero orientato a dargliene addirittura quattro, ma ne ho tolto mezzo a causa di quel finale un pò troppo brusco in cui Edel si dimostra fin troppo accondiscendente verso la tesi del suicidio collettivo. Un regista come Costa-Gavras, ma anche qualcuno dei nostri Petri, Damiani, Rosi o Vancini (bei tempi quando anche noi film del genere ne giravamo a iosa, ma qui il discorso sarebbe troppo lungo...) ci sarebbe andato giù molto più pesante. D'altra parte, se penso che Tarantino ha avuto il coraggio di far morire Hitler e compagnia bella all'interno di un cinema, non posso poi nemmeno prendermela più di tanto con un regista che, all'opposto, si è soltanto scrupolosamente attenuto alla versione ufficiale, per quanto molto discussa e discutibile.
    Ultima modifica: 5/10/15 17:42 da Nicola81