DISCUSSIONE GENERALE di Green zone (2010)

DISCUSSIONE GENERALE

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  • Qed • 10/03/10 00:02
    Galoppino - 167 interventi
    Filmone di Greengrass con sfondo la guerra in Iraq, e qualche strizzata d'occhio allo spionaggio (per il genere sono stato un po' indeciso con drammatico). In uscita in aprile.
  • Galbo • 10/03/10 05:59
    Consigliere massimo - 3802 interventi
    Il connubio tra Damon e Greengrass ha già prodotto ottimi risultati, speriamo bene
  • Jandileida • 10/09/10 11:20
    Addetto riparazione hardware - 408 interventi
    Vorrei porre una questione: gli ultimi film di guerra americani,riguardanti sopratutto l'Iraq, (ma penso anche alla Sottile linea rossa di Malick,li pero era piuttosto intimismo che denuncia) hanno segnato un cambiamento deciso nel immaginario guerresco a stelle e strisce. Da un punto di vista strettamente politico posso esserne felice perchè segna una maturazione, se non proprio dell'opinione pubblica, quantomeno del cinema. Pero dal punto di vista cinematografico secondo me questa tendenza richia di far diventare i film una sequela di spiegazioni, abbastanza didascaliche e superficiali, su fatti di geopolitica che magari in Texas sono sconosciuti ma che in Europa penso siano abbastanza notori (ad esempio qui si insiste tanto sulla divisione etnica dell'Iraq oppure sulla messinscena sulle armi di distruzione di massa) finendo per far diventare i personaggi un po' troppo stereotipati (qui Damon soldatino col dubbio, giornalista ingannata dal politicante etc...). Ora non sono qui a criticare le nobili intenzioni di questo tipo di approccio,mi chiedo solo se nell'ottica del film sia un guadagno.
  • Capannelle • 10/09/10 11:45
    Scrivano - 2530 interventi
    Come anche tu dici è un bene che si passi da un cinema muscolare (se così era) a uno più riflessivo. A tal proposito ti segnalo anche che cambiano i soggetti come in questo che riguarda il post-war: The messenger https://www.davinotti.com/film/oltre-le-regole-the-messenger/20481

    Anch'io noto un pò di didascalia/clichè non solo nel genere guerra ma anche in tutti i thriller ambientati in Europa ma credo sia inevitabile visto chi li produce.

    Se poi grazie a questo didascalismo l'elettore texano impara che in Iraq le cose non erano proprio come lui si aspettava beh rallegriamocene visto che il suo voto alla fine influisce più del tuo e del mio.
    Ultima modifica: 10/09/10 11:47 da Capannelle
  • Zender • 10/09/10 18:27
    Consigliere - 43940 interventi
    Penso che gli americani possano fregarsene del fatto che da noi il film risulti "scontato" nell'esposizione e con personaggi stereotipati. Se ritengono che al loro pubblico così non appare continueranno a farlo, e dopotutto credo che alla fase didascalica possa anche seguirne una più matura in ogni senso.
  • Jandileida • 30/09/10 11:40
    Addetto riparazione hardware - 408 interventi
    Sì certo che se ne fregano (anche perchè basta guardare il recente Mangia prega ama per farsi un'idea oppure Euro trip e le battute sulla Slovacchia) e hanno tutto il diritto di farlo,per carità.Quello che ho detto l'ho detto da europeo che guarda film americani. Spero vivamente che segua al più presto una fase matura a tutto tondo però bisogna anche dire che La grande illusione è del 1937 ed Orizzonti di gloria del 1957 ed io l'unica riflessione sul senso della guerra (intendo non manichea,tipo Platoon,oppure più concentrata sull'intimo come Il cacciatore o La sottile linea rossa, ma da un punto di vista politico) sulla guerra che mi ricordo da parte degli americani è,secondo me, il dittico di Eastwood che è del 2006.
    Certo c'è Apocalypse,ma secondo me lì si trascende la guerra e la si usa per parlare dell'uomo (ed in fondo in fondo c'è pure un po' d'accettazione)
    Ultima modifica: 30/09/10 11:46 da Jandileida