DISCUSSIONE GENERALE di Barbie & Kendra save the Tiger King (2020)

  • TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/05/20 DAL BENEMERITO ANTHONYVM
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  • Mediocre, ma con un suo perché:
    Anthonyvm

DISCUSSIONE GENERALE

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  • Anthonyvm • 22/05/20 21:11
    Formatore stagisti - 361 interventi
    La (vana) speranza che Band potesse tirare fuori dal cappello un trucchetto nuovo con questa seconda entry nella sua “saga” dedicata alla covidploitation (sperando che questo termine non sia destinato a proliferare) si eclissa dopo appena cinque minuti.

    La tecnica è la medesima riscontrata in Corona zombies, i livelli produttivi gli stessi e la struttura del macro-plot (o della cornice narrativa, se preferite) è identico: Barbie, questa volta affiancata dall'amica Kendra (la spassosa Robin Sydney, che io ricorderò sempre come Luane di Evil bong, dopo essermi sorbito otto film sull'argomento), guarda la TV e ogni tanto commenta le immagini trasmesse.

    In Corona zombies avevamo la parodia di un servizio giornalistico, adesso è la volta di Tiger King, che probabilmente passerà alla storia come “la serie della quarantena”, dato il suo straordinario successo su Netflix negli scorsi mesi. Seguiremo, infatti, un improbabile biopic sull'infanzia di Joe Exotic, che, dopo un incidente aereo nella giungla, sarebbe stato rapito da una tribù di indigeni e venerato, appunto, come il “Re delle Tigri”, per poi essere salvato dal padre dopo mille peripezie.

    Il fulcro di Corona zombies era la pandemia stessa, e gran parte dell'efficacia della sua (ingenuissima) comicità consisteva proprio nella dissacrazione di un tema serio e attuale, fra riferimenti ironici al distanziamento sociale e alle mascherine, senza dimenticare le raccomandazioni sul lavaggio delle mani e le resse nei supermercati.

    Con Tiger King il discorso è diverso: non solo il materiale delle gag è inevitabilmente limitato, sia quantitativamente (sempre di uno show di appena otto puntate si tratta) sia qualitativamente (le battute su Joe Exotic non saranno mai dirompenti, nel bene e nel male, quanto quelle sul famigerato virus), ma la scelta appare anche poco sensata sin dalle premesse.
    La serie originale sembra già di per sé un'enorme parodia della vita ordinaria, popolata da personaggi assurdi mossi da passioni ancora più balzane. Che motivo c'era, quindi, di girare un intero film per metterla alla berlina?

    Secondo la struttura del film precedente, anche qui lo spettacolo commentato da Barbie e Kendra consiste in un rimontaggio (e ridoppiaggio) di due film low-budget che punta alla risata facile mediante la demenzialità dei nuovi dialoghi e l'imbecillità delle situazioni (trattandosi di pellicole trash degli anni '60 l'impresa non è ardua). Se prima avevamo il cultone Virus di Mattei e il mediocre Zombies vs. strippers della Full Moon, adesso abbiamo il non-proprio-cultone-ma-potrebbe-diventarlo Terror in the jungle (1968) e l'avventuroso-spazzatura Luana figlia della foresta vergine (1968) diretto da Roberto Infascelli.

    Ciò che rendeva divertente la manovra di re-editing alla base di Corona zombies era la totale decontestualizzazione dei film di partenza in un'ottica di attualità: i terroristi di Virus diventavano sequestratori di carta igienica, i militari una squadra speciale addestrata contro il contagio, il laboratorio una fabbrica di zuppe di pipistrello responsabile della catastrofe.
    In questo secondo capitolo, invece, le frecciatine alla cultura pop odierna sono pochine (una pianta antropofaga esclama “Feed me!” come Audrey Junior ne La piccola bottega degli orrori) e la creatività dei dialoghisti pare molto contenuta: spesso il ridoppiaggio si limita a riprendere le battute originali con variazioni minime e superflue (in Luana i cattivi puntavano a una potente droga naturale, adesso a una miniera di diamanti... che c'è di così buffo?), quasi si temesse di esagerare con le stupidaggini (!).

    L'idea di trasformare il bambino biondo di Terror in the jungle in Joe Exotic da piccolo è buona, ma non viene sfruttata a dovere: a parte le imprecazioni a ruota libera, i collegamenti al protagonista di Tiger King si colgono a fatica. La sua acerrima nemica Carol Baskin viene citata una sola volta, l'amore per i gattoni selvatici passa in secondo piano (il marmocchio è persino accompagnato da un tigrotto di peluche, quindi il materiale non mancava), la passione per le armi e la musica country è pressoché ignorata. Quel che emerge, invece, è il ritratto di un pargoletto biondo, sboccato e un po' effeminato che piange spesso e ogni tanto accusa di pedofilia gli indigeni se gli si avvicinano troppo.

    Dispiace anche che il ridoppiaggio non ironizzi abbastanza sui limiti qualitativi dei film-matrice (come accadeva in Corona zombies quando, ad esempio, i protagonisti di Virus faticavano a mettere in moto la jeep ammettendo di esser poco pratici col cambio manuale). Tutto ciò denota una certa pigrizia in fase di scrittura. A tal proposito, si parlava prima di Carol Baskin e della sua quasi totale esclusione in sede di script: in Terror in the jungle compare una neo-vedova accusata di aver ucciso il marito (per chi non avesse visto Tiger King, è la stessa identica accusa mossa alla Baskin dall'opinione pubblica e dallo stesso Joe Exotic). Perché non far notare questa curiosa coincidenza con una semplice battutina in merito?

    A onor del vero, i nuovi dialoghi non sono particolarmente irritanti nel complesso, ma anche quando funzionano suscitano a malapena un sorrisetto. In effetti (anche se non è lodevole da dirsi) le uniche battute che strappano una risata sono quelle inerenti alla pandemia (a un certo punto, durante una camminata nella giungla, una sfera munita di spuntoni piomba sui protagonisti, che la evitano per un soffio; al che l'eroe di turno esclama: “Guarda! Hanno costruito una trappola a forma di Coronavirus!”). Gioca a favore anche l'effetto anacronistico, dato che in teoria gli eventi si svolgerebbero negli anni '60.
    Sia come sia, è assai più consigliabile la visione dei film originali nella loro folle integrità, soprattutto il sottovalutato Terror in the jungle che per me è già un piccolo (s)cult.

    Ma torniamo alla cornice narrativa: dopo un cameo di Donald Trump che valuta l'ipotesi di condonare Joe Exotic (si tratta di vere immagini di repertorio), Barbie e Kendra si mettono in contatto via Zoom con John Reike, uno dei veri collaboratori di Joe (si tratta del manager senza gambe), che ha avuto la sua fetta di notorietà grazie alla succitata serie true-crime. Una comparsata che aggiunge poco e nulla al plot, ma come parentesi ironica e para-documentaristica (si tratta a tutti gli effetti di un'intervista, dai toni spiritosi, nella quale Reike racconta degli ultimi trascorsi, annuncia la triste morte del suo leone preferito alla riserva di Joe e conferma di non aver ricevuto un soldo da Netflix nonostante il successo del programma) può essere apprezzata da chi conosce il personaggio. I dietro le quinte dell'intervista, nei quali è presente lo stesso inconfondibile Charles Band, saranno ripresi durante i titoli di coda come piccolo extra in stile Pixar.

    Il finale dell'opera si collega direttamente a Corona zombies: Barbie e l'amica ordinano una pizza da asporto, ma sulla soglia si presenta nientemeno che un morto vivente con mascherina strappata. Per una poco chiara regola di questo universo fullmoonesco, raccogliendo un pacco di carta igienica dal pavimento si viene trasportati in una dimensione parallela (!), e ciò permette alle due ragazze di mettersi in salvo, pronte per una terza avventura che, da quel che si capisce nell'inevitabile cliffhanger conclusivo, avrà luogo nello spazio.

    Il futuro della saga “Corona” dipenderà senz'altro dagli sviluppi del contagio, quindi è difficile stabilire cosa accadrà e come. Staremo a vedere. Mi auguro, tuttavia, che nel prossimo capitolo gli sceneggiatori si sforzino un po' di più nella costruzione di gag efficaci, anche a costo di scadere nel bambinesco (cosa che, d'altronde, è lecito attendersi conoscendo la Full Moon). Perché, fra una risataccia scervellata e un neutrale assopimento dei muscoli labiali, quasi quasi opterei per la prima.
    Ultima modifica: 22/05/20 21:12 da Anthonyvm