DISCUSSIONE GENERALE di A real Vermeer - Una falsa verità (2016)

  • TITOLO INSERITO IL GIORNO 4/03/21 DAL BENEMERITO SISKA80
  • Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
  • Non male, dopotutto:
    Daniela, Anthonyvm
  • Mediocre, ma con un suo perché:
    Siska80

DISCUSSIONE GENERALE

  • Se ti va di discutere di questo film e leggi ancora solo questa scritta parti pure tu per primo: clicca su RISPONDI, scrivi e invia. Può essere che a qualcuno interessi la tua riflessione e ti risponda a sua volta (ma anche no, noi non possiamo saperlo).
  • Daniela • 25/03/21 10:30
    Gran Burattinaio - 5479 interventi
    A Real  Vermeer vs. The Last Vermeer 

    I due film, usciti a soli tre anni di distanza l'uno dall'altro, sono incentrati sulla figura del pittore/falsario olandese Han van Meegeren, ricordato nella storia dell'arte come l'uomo che riuscì a dipingere sei quadri "inediti" di Johannes van der Meer, meglio noto nella forma abbreviata di Jan Vermeer pittore olandese del Seicento di cui sono giunte a noi solo una trentina di opere.
    Si può parlare di "inediti" perché van Meegeren non copiò opere conosciute ma, una volta appreso lo stile del pittore e messo a punto le tecniche di pittura e di invecchiamento artificiale della tela, dipinse nuovi soggetti, tutti a carattere religioso - tema non presente in nessuno degli altri quadri dell'artista. 
    La storia di questi falsi d'autore è molto interessante e ricorda, sia pure in scala molto maggiore, la famosa burla delle statue di Modigliani messa in atto a Livorno una trentina di anni fa.
    In rete sono disponibili molti articoli di approfondimento, come questo in lingua italiana.

    Pur prendendosi entrambi delle libertà rispetto alla vera storia, i due film la approcciano in maniera decisamente diversa, tanto da potersi definire quasi complementari_ quello del 2016 si incentra soprattutto sull'attività di van Meegeren prima come pittore e poi come falsario, dedicando ampio spazio alla sua vita sentimentale, mentre quello del 2019 è focalizzato sulle accuse di collaborazionismo e sul relativo iter processuale, con il periodo precedente solo evocato verbalmente o in brevi flashback.

    Sempre nel 2019 è uscito anche un documentario diretto da Colin Murray dal titolo Van Meegeren: The Forger Who Fooled the Nazis, che ha avuto scarsa diffusione e, a giudicare dai pochi giudizi reperibili in rete, non sembra sia stato girato in modo accurato.






    Ultima modifica: 25/03/21 10:36 da Daniela
  • Daniela • 25/03/21 10:34
    Gran Burattinaio - 5479 interventi
    x Zender
    domanda: è possibile replicare un post che confronta due film dallo stesso soggetto anche sulla scheda dell'altro film? 
  • B. Legnani • 25/03/21 11:44
    Consigliere - 14198 interventi
    Segnalo questo bel documentario: Discussioni su A real Vermeer - Una falsa verità (2016) - Forum - il Davinotti 
  • Daniela • 25/03/21 12:25
    Gran Burattinaio - 5479 interventi
    B. Legnani ebbe a dire:
    Segnalo questo bel documentario: Discussioni su A real Vermeer - Una falsa verità (2016) - Forum - il Davinotti 
    Grazie della segnalazione, sperando di trovare dei sottotitoli...

  • Siska80 • 27/03/21 13:36
    Call center Davinotti - 449 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    A Real  Vermeer vs. The Last Vermeer 

    I due film, usciti a soli tre anni di distanza l'uno dall'altro, sono incentrati sulla figura del pittore/falsario olandese Han van Meegeren, ricordato nella storia dell'arte come l'uomo che riuscì a dipingere sei quadri "inediti" di Johannes van der Meer, meglio noto nella forma abbreviata di Jan Vermeer pittore olandese del Seicento di cui sono giunte a noi solo una trentina di opere.
    Si può parlare di "inediti" perché van Meegeren non copiò opere conosciute ma, una volta appreso lo stile del pittore e messo a punto le tecniche di pittura e di invecchiamento artificiale della tela, dipinse nuovi soggetti, tutti a carattere religioso - tema non presente in nessuno degli altri quadri dell'artista. 
    La storia di questi falsi d'autore è molto interessante e ricorda, sia pure in scala molto maggiore, la famosa burla delle statue di Modigliani messa in atto a Livorno una trentina di anni fa.
    In rete sono disponibili molti articoli di approfondimento, come questo in lingua italiana.

    Pur prendendosi entrambi delle libertà rispetto alla vera storia, i due film la approcciano in maniera decisamente diversa, tanto da potersi definire quasi complementari_ quello del 2016 si incentra soprattutto sull'attività di van Meegeren prima come pittore e poi come falsario, dedicando ampio spazio alla sua vita sentimentale, mentre quello del 2019 è focalizzato sulle accuse di collaborazionismo e sul relativo iter processuale, con il periodo precedente solo evocato verbalmente o in brevi flashback.

    Sempre nel 2019 è uscito anche un documentario diretto da Colin Murray dal titolo Van Meegeren: The Forger Who Fooled the Nazis, che ha avuto scarsa diffusione e, a giudicare dai pochi giudizi reperibili in rete, non sembra sia stato girato in modo accurato.






    Grazie, Daniela per questa curiosità che conferma quanto scrivevo nel commento: Meegeren possedeva un grande talento artistico perchè, oltre alla non comune capacità di riprodurre fedelmente lo stile altrui, lo faceva suo per dipingere ritratti inediti. A questo punto, tuttavia, mi domando se egli non fosse rimasto intrappolato nella sua stessa rete, ossia se fosse stato in grado di crearsi un proprio stile.

  • Daniela • 27/03/21 16:12
    Gran Burattinaio - 5479 interventi
    x Siska: ipotesi suggestiva. A forza di copiare lo stile di un altro, ha finito per perdere il suo, se mai lo aveva posseduto.
    Oppure megalomania paradossalmente frutto di pavidità: artista tecnicamente dotatissimo, non avendo la capacità/la forza di imporre al mondo la propria visione del mondo infischiandosene del plauso di una critica paludata che pure diceva di disprezzare, si rifugia nel plagio d'arte, ossia scompare dietro la firma di un altro sottraendosi così al giudizio altrui. 
  • Siska80 • 27/03/21 16:41
    Call center Davinotti - 449 interventi
    Daniela ebbe a dire:
    x Siska: ipotesi suggestiva. A forza di copiare lo stile di un altro, ha finito per perdere il suo, se mai lo aveva posseduto.
    Oppure megalomania paradossalmente frutto di pavidità: artista tecnicamente dotatissimo, non avendo la capacità/la forza di imporre al mondo la propria visione del mondo infischiandosene del plauso di una critica paludata che pure diceva di disprezzare, si rifugia nel plagio d'arte, ossia scompare dietro la firma di un altro sottraendosi così al giudizio altrui. 
    E' possibile però mi chiedo: se dietro l'Arte c'è sempre un vissuto personale, come faceva Meegeren a proporlo fedelmente in nuove opere. E se avesse trovato nell'originale la sua anima gemella stilistica? A quanti di noi non è capitato di riconoscersi in qualcosa altrui (un modo di scrivere, un pensiero, a volte persino la calligrafia?). Sarebbe bello discutere a lungo di questi argomenti affascinanti, anche se non ne verremmo mai a capo.

  • B. Legnani • 27/03/21 16:58
    Consigliere - 14198 interventi
    Siska80 ebbe a dire:
    Daniela ebbe a dire:
    x Siska: ipotesi suggestiva. A forza di copiare lo stile di un altro, ha finito per perdere il suo, se mai lo aveva posseduto.
    Oppure megalomania paradossalmente frutto di pavidità: artista tecnicamente dotatissimo, non avendo la capacità/la forza di imporre al mondo la propria visione del mondo infischiandosene del plauso di una critica paludata che pure diceva di disprezzare, si rifugia nel plagio d'arte, ossia scompare dietro la firma di un altro sottraendosi così al giudizio altrui. 
    E' possibile però mi chiedo: se dietro l'Arte c'è sempre un vissuto personale, come faceva Meegeren a proporlo fedelmente in nuove opere. E se avesse trovato nell'originale la sua anima gemella stilistica? A quanti di noi non è capitato di riconoscersi in qualcosa altrui (un modo di scrivere, un pensiero, a volte persino la calligrafia?). Sarebbe bello discutere a lungo di questi argomenti affascinanti, anche se non ne verremmo mai a capo.


    Intervengo perché conosco discretamente la vicenda. Meegeren non smise di dipingere nel suo stile nel primo periodo delle sue falsificazioni ma, più che altro, si dedicò a ritratti di personaggi facoltosi. Mi pare di ricordare che avesse anche una attività di fiorante.
    Visto il successo dei falsi, poi si dedicò solo a quelli. Credo che il problema di rinunciare al suo stile non lo abbia minimamente sfiorato. I pittori dipingono per la pagnotta, più che per l'arte. E Meegeren, vista la vita dispendiosa e viziosa che conduceva, aveva voglia di molto danaro, non di fare arte.
    Francesco Guardi nella sua bottega usava spesso materiali di qualità mediocre e firmava opere non sue (per esempio alcune di suo figlio Giacomo, spesso limitandosi ad aggiustarle qua e là), con l'obiettivo di risparmiare da un lato e di fare soldi dall'altro, visto che il mercato "tirava". Di diventare un maestro, venerato nei secoli, non gli interessava granché.

    Ultima modifica: 27/03/21 17:01 da B. Legnani
  • Daniela • 27/03/21 21:33
    Gran Burattinaio - 5479 interventi
    Siska80 ebbe a dire:
     Sarebbe bello discutere a lungo di questi argomenti affascinanti, anche se non ne verremmo mai a capo.
    Credo proprio di si, impossibile venirne a capo... ma non voglio pensare che questa vicenda si riduca solo ad una faccenda di soldi, anche se avranno certo giocato un ruolo importante, perché questo le sarebbe perdere gran parte del suo fascino,