DISCUSSIONE GENERALE di L'ora del mistero (13 episodi) (1984)

  • TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/08/15 DAL BENEMERITO UNDYING
    POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/01/16
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  • Non male, dopotutto:
    Rufus68, Marcel M.J. Davinotti jr.
  • Mediocre, ma con un suo perché:
    Undying

DISCUSSIONE GENERALE

  • Zender • 6/04/19 08:16
    Consigliere - 43734 interventi
    Grazie Rufus, inserito. Però una cosa: se il livello è buono il voto è 3, se si arriva a duemmezzo è discreto, come da legenda. Io ho messo discreto, se vuoi cambiare dillo pure.
  • Rufus68 • 7/04/19 22:10
    Comunicazione esterna - 195 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Grazie Rufus, inserito. Però una cosa: se il livello è buono il voto è 3, se si arriva a duemmezzo è discreto, come da legenda. Io ho messo discreto, se vuoi cambiare dillo pure.

    Ho sfumato sul "discreto".
  • Rufus68 • 7/04/19 22:11
    Comunicazione esterna - 195 interventi
    5. LA DEFUNTA NANCY IRVING (The Late Nancy Irving)
    **! Ancora un piccolo colpo a segno. Come accade con i migliori prodotti del perturbante non è il sangue o l'orrore fisico ciò che più mette a disagio, ma la irresistibile discesa in una situazione senza uscita che evoca atmosfere di claustrofobia psicologica. In tal caso si pensa alle ambientazioni di Buzzati dove il mistero si addensa lentamente senza una vera spiegazione razionale sino alle conseguenze estreme; stavolta il finale è sin troppo chiaro, ma la forza del racconto permane egualmente. Brava la Raines nel ruolo di vittima.
  • Rufus68 • 7/04/19 22:12
    Comunicazione esterna - 195 interventi
    6. SALTO NEL TEMPO (In Possession)
    *** Un'ora di mistero alimentata con misura, passo dopo passo. Pure qui il finale forse spiega troppo, togliendo la sottile aria di incertezza quasi metafisica; lo svolgimento, tuttavia, è di bella fattura. Momenti in cui nulla accade, apparentemente banali, accanto ad altri in cui il presagio appare improvviso e casuale (la gabbia per uccelli, sono sfruttati per dare risalto alle scene maggiori in cui i piani temporali vengono abilmente mescolati. Pregevole l'economia di mezzi (un paio di location), apprezzabile la coppia protagonista.
  • Zender • 8/04/19 08:10
    Consigliere - 43734 interventi
    Grazie Rufus, inseriti.
  • Rufus68 • 8/04/19 22:19
    Comunicazione esterna - 195 interventi
    7. CHE FINE HANNO FATTO I FAVOLOSI VERNE BROTHERS? (Black Carrion)

    ** Interessante nei primi venti minuti grazie all'efficace costruzione della storia (un pregio comune agli episodi), si perde poi a metà d'essa per una serie di lungaggini che ne depotenziano la tensione. Anche la rappresentazione della misteriosa coppia di fratelli rock 'n' roll dapprima funziona (anche grazie alla buona colonna sonora di cover) quindi sbraca in un maledettismo già visto (e in colpo di scena non proprio all'altezza).
  • Zender • 9/04/19 08:11
    Consigliere - 43734 interventi
    Grazie Rufus, inserito.
  • Rufus68 • 10/04/19 18:18
    Comunicazione esterna - 195 interventi
    8. IL DOLCE PROFUMO DELLA MORTE (The Sweet Scent of Death)
    *! Il mistero, purtroppo, è telefonato come una ciabattata da metà campo. E se la storia rimane prevedibile, almeno per i più smaliziati nel genere, anche la maniera di condurla non si spinge al di là d'un anonimo e modesto artigianato. Il contesto (l'alta politica che stimola l'ambizione alla Macbeth), potenzialmente interessante, non viene, invece, mai adeguatamente sfruttato. Figurativamente accettabile la coppia maledetta, meno la protagonista (la vittima), assai poco fascinosa. Uno dei nadir della serie.
  • Zender • 10/04/19 18:35
    Consigliere - 43734 interventi
    Grazie Rufus, inserito.
  • Rufus68 • 11/04/19 21:29
    Comunicazione esterna - 195 interventi
    9. L'UOMO CHE DIPINSE LA MORTE (Paint Me A Murder)
    **! Un altro episodio privo di elementi davvero soprannaturali (con l'eccezione, forse, del finale) e che gioca, invece, col mistero delle psicologie umane. La parabola dell'artista senza talento che cerca il riscatto con il sotterfugio ha larga parte nel fantastico inglese, soprattutto vittoriano. Siamo, perciò, in presenza di un apologo sull'ambizione umana frustrata che trae vita, più che dallo svolgimento (non troppo coinvolgente), dal duello fra i vari caratteri (notevole, peraltro, la coppia di artisti contestatori, sorta di alleggerimento "comico" tipico del teatro maggiore). Originale anche la struttura narrativa che inizia dove la storia sembra finire.
  • Rufus68 • 11/04/19 21:31
    Comunicazione esterna - 195 interventi
    10. L'EREDITA' CORVINI (The Corvini Inheritance)
    ***! La storia gioca continuamente su due livelli che viaggiano paralleli: realtà e finzione filmica (le riprese); la colpa del passato che si riproduce nel presente; la confusione fra vita vissuta e fallacia del desiderio; verità oggettiva e falsità soggettiva. McCallum è bravissimo nell'interpretare un personaggio malinconico e psicologicamente controllatissimo (sin alla repressione), e, alla lunga, travolto dallo svolgersi di tali inarrestabili dialettiche. Una sorta di "La conversazione" in versione televisiva. Il finale non è intaccato dalla prevedibilità dato che la sua forza riposa non sulla sorpresa bensì sull'intensità dello scavo interiore e metacinematografico. Una delle cose migliori della Hammer postrema.
  • Zender • 12/04/19 07:54
    Consigliere - 43734 interventi
    Grazie Rufus, inseriti.
  • Rufus68 • 13/04/19 21:06
    Comunicazione esterna - 195 interventi
    11. LA PARETE MALEDETTA (And the Wall Came Tumbling Down)
    *! Episodio non privo di una certa atmosfera (la maledizione che origina da un lontano passato), seppur svolto troppo meccanicamente (i continui rimandi fra le serie temporali). Ciò non permette lo sviluppo di una vera progressione drammatica riposando il tutto su tale pedestre parallelismo fra attualità e tempo remoto. Anche il cast, parecchio ordinario, non eleva il livello, già blando e prevedibile, della narrazione.
  • Rufus68 • 13/04/19 21:09
    Comunicazione esterna - 195 interventi
    12. UN GIOCO DA BAMBINI (Child's Play)
    *** Il finale, memorabile, ha pregi e difetti. Chiude con perfetto cinismo (e una certa vertigine metafisica: chi può dire di essere veramente libero?). Esso, tuttavia, spiegando "razionalmente" i fatti irrazionali di poco prima, sottrae inevitabilmente spessore all'aura del mistero. Rimane l'ingegnosità della trama e un costante tono beffardo, da apologo morale o, addirittura, forzando la metafora, da divertissement teologico. Azzeccato il personaggio della bimba, sottilmente inquietante.
  • Zender • 14/04/19 10:16
    Consigliere - 43734 interventi
    Grazie Rufus, inseriti.
  • Rufus68 • 14/04/19 16:30
    Comunicazione esterna - 195 interventi
    13. IL CAMPO DA TENNIS (Tennis Court)
    ** La chiusa, non certo uno dei picchi della serie, tira avanti a fatica, ma, se non altro, armeggia con mestiere con la variazione dello spirito della colpa. La regia si limita a bofonchiare spezzone dopo spezzone senza nessuno stile o qualche impennata che possa scuotere la vicenda (a parte la morte del ghostbuster, non malaccio). Flashback e fantasmi del passato tentano di movimentare il tutto: difficile, tuttavia, prendere sul serio palle da tennis, reti e racchette killer.
  • Zender • 14/04/19 17:46
    Consigliere - 43734 interventi
    Grazie Rufus, chiusa anche questa.