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Commenti L'IMPRESSIONE DI MMJImpressione Davinotti

In una New York che non può non richiamare alla mente Woody Allen per i toni ironici adottati nella narrazione, la regista (e prima di tutto sceneggiatrice) Nicole Holofcener mette a fuoco - mascherandola in un contesto che la confonde tra altri temi diversi – una questione importante: la volontà di sostenersi tra moglie e marito mentendo nel giudicare a priori favorevolmente l'operato del coniuge.

Beth (Louis -Dreyfuss) tiene un corso di scrittura anche in virtù del relativo successo ottenuto da un suo precedente romanzo ed è sposata con Don (Menzies), psicanalista i cui clienti si avvicendano ciclicamente in scena a intervalli aggiungendo quel sale che...Leggi tutto come da tradizione, durante le sedute, non manca mai. E’ ora alle prese con la sua seconda opera, in cui abbandona il “memoir” per dedicarsi alla narrativa. La casa editrice tuttavia, non contenta del risultato, la invita a riscriverlo e lei non la prende troppo bene, forse anche perché il marito continua a ripeterle che è un ottimo libro e che varrebbe la pena di sottoporlo a un editore diverso. Beth si rasserena, almeno fino a quando non ascolta casualmente (e non vista) Don mentre parla con il cognato riferendogli quanto trovi scadente il nuovo lavoro letterario di lei, le cui numerose stesure Beth gli ha fatto ovviamente leggere. Un colpo al cuore, per la donna, che svela il tema: è più giusto fingere di apprezzare il lavoro del proprio amato per sostenerlo o sbattergli in faccia la verità perché non si costruisca false illusioni? Un tema che toccherà in modo simile anche il rapporto di entrambi col figlio (Teague) e da confrontare - al contrario - con quello molto più schietto della madre di Beth in un intreccio familiare che sa muoversi bene tra la leggerezza tipica di chi punta dichiaratamente anche a divertire (pur senza liberare la risata vera e propria, ad ogni modo) e la voglia di affrontare un argomento importante che si fa col trascorrere dei minuti trainante.

Il contorno è quello di sempre in commedie così, con la sorella (Watkins) di Beth e suo marito entrambi alle prese con lavori che non li soddisfano: lei è una arredatrice d’interni, lui un attore con un fresco fallimento alle spalle e che tutti ricordano per un “film con la zucca”… Il rapporto centrale è comunque quello tra Beth e Don e coinvolge anche i regali che i due si fanno il giorno dell’anniversario di matrimonio. Siamo sempre lì: chi ha il coraggio di dire che sono sbagliati? Senza inventare nulla la regista percorre un solco in cui si muove molto bene scegliendo gli interpreti adeguati e azzeccando quasi sempre le sottotrame che arricchiscono la storia. Si gioca facile nelle scene sul divano dello psicanalista, si sperimenta di più nelle azioni di volontariato delle due sorelle, che distribuiscono gratuitamente abiti ai poveri. Un film in cui tutto concorre a una corretta riuscita. Non lascerà il segno ma rappresenta il gustoso ritratto di una famiglia borghese e una simpatica riflessione su un tema tutt’altro che futile, altrove spesso affrontato marginalmente, a contorno di storie che di altro parlano.

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 23/06/23 DAL BENEMERITO HERRKINSKI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 5/12/23
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Herrkinski 23/06/23 15:32 - 8025 commenti

I gusti di Herrkinski

Marito psicologo e moglie scrittrice si scontrano quando lei scopre che lui ha fatto solo finta di apprezzare il suo ultimo libro. Dramedy sulle nevrosi dell'epoca moderna, le crisi di mezz'età e la necessità di sentirsi apprezzati per il proprio lavoro; qualche momento riuscito e un cast in parte, ma nel complesso la sensazione è che si parli di problemi di poco conto, riservati a una classe medio-borghese americana con cui è difficile solidarizzare. La vicenda si lascia seguire ma non si ride neanche a denti stretti e l'impressione è quella di un film di stampo televisivo.

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