LE LOCATIONLE LOCATION

L'IMPRESSIONE DI MMJ

Ritorna dopo ben dieci anni il bifolco dell'outback australiano che infesta l'area di Wolf Creek, causa di decine di scomparse a cui nessuno ha saputo dare risposta. Il personaggio - e l'attore che lo interpreta, John Jarratt - è sempre lo stesso, così come non è cambiato il regista (Greg McLean). E a ben vedere non sono granché cambiate nemmeno le coordinate dell'operazione. Ancora grande sforzo fotografico, affascinanti riprese naturalistiche in campo lungo, silenzi, il vento, i colori contrastatissimi del deserto australiano. Trama? Non c'era allora, non c'è adesso: semplicemente un matto assassino con spiccate tendenze sadico-umoristiche che accoppa chi gli capita a tiro con una...Leggi tutto predilezione per gli stranieri (giovani campeggiatori e autostoppisti in particolare). E questo a dispetto di un incipit in cui le vittime sono invece due australiani doc, poliziotti che con il mostro condividono un'attitudine diabolicamente scherzosa e che fanno il grave errore di fermarlo per eccesso di velocità inesistente. Non gli andrà molto bene; anche perché uno dei punti di forza del film si confermano essere gli strepitosi effetti speciali splatter che prevedono decapitazioni, fucilate che dividono le teste in due, sventramenti assortiti. Per una buona metà si va avanti così, senza grosse variazioni di sorta. Poi invece il bifolco individua la sua vittima preferita e dopo una ripresa in chiave australiana di DUEL (tremenda la scena del'investimento multiplo di canguri) si parte in direzione torture-porn, con tanto di quiz per salvarsi la pelle: è qui che emerge la natura più "umoristica" del film, con il protagonista che può finalmente sfoggiare fino in fondo il suo bizzarro carattere sfogando il suo odio verso lo straniero (un "molle inglese" culturalmente ferrato). Inizialmente la sfida funziona, poi prende a seguire strade già ampiamente battute anche da altri e a trasformarsi in uno dei mille "horror col pazzo", appena più studiato dal punto di vista delle inquadrature e della cura registica. Per quanto sia impossibile non notare lo splendore della confezione, riesce difficile capire il motivo del successo superiore alla media presso la critica. Niente di così memorabile, dopotutto.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/05/14 DAL BENEMERITO MICKES2 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 10/02/16
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Puppigallo 18/05/14 11:39 - 4968 commenti

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Di matti col botto, cinici psicopatici e pervertiti è pieno il cinema. Ma è giusto che si stringano un po' e facciano definitivamente spazio a questo bifolco australiano "leggermente" prevenuto nei confronti degli stranieri. Forse la sceneggiatura non sarà il massimo dell'originalità, ma la cosa risulta secondaria quando immagini e situazioni di massima tensione si susseguono con non comune regolarità (il protagonista è così terrorizzato da non fidarsi neanche più di un'anziana coppia). Altro punto di forza, la rauca, gracchiante voce originale dello zoticone psicopatico. Notevole.
MEMORABILE: La sua smorfia quando il poveretto dice: "Vorrei rivedere i miei figli"; "Unisci le mani, o ti spalmo il naso su tutta la faccia"; Macellato; Il quiz

Herrkinski 9/05/14 04:51 - 7088 commenti

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Strano il cinema: se il prototipo, pur essendo stato quasi elevato a film di culto, era un modesto survival-movie nella moda del periodo, con questo seguito il livello si alza di parecchio andando a compensare le mancanze del precedente. E così il rapporto tra Jarratt (molto bravo) e la sua vittima si fa finalmente interessante, ricordando spesso The hitcher, anche per i numerosi inseguimenti da road-movie; il tasso di crudeltà e gore si alza, portando a un finale delirante che pare riecheggiare Non aprite quella porta 2. (S)piacevole sorpresa!

Mickes2 7/05/14 16:50 - 1669 commenti

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Seguito ideale del riuscitissimo primo episodio. Ancora imperante la natura sterminata, incolta, raccoglitrice di brutalità e mattanze, testimone silenziosa della devianza umana. Lo psicopatico rastrellamento di stranieri dalla terra natia è sempre a opera del furioso, “autoctono” e imprevedibile Mick Taylor (Jarratt in forma smagliante). Mclean filma col medesimo piglio visivo, ma il punto di vista preda-cacciatore questa volta è più truce, aberrante e sadico; e il finale getta una luce ancor più terrifica e indelebile sull’intero contesto.
MEMORABILE: Le domande (con torture annesse) à la “chi vuol essere milionario? ”; La febbricitante e diabolica risatina di Jarratt.

Schramm 12/05/14 15:47 - 3041 commenti

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Nel secondo round, McLean fa esplodere tutto quanto già disturbò nell'apripista, a partire da un Jarratt umano troppo umano che mattatorizza il film incorporando il prototipo del redneck buzzurro che non vorresti mai avere davanti, per poi accentuare tutto quanto è conseguente al villain: un'autoironia che finisce col risultare ammorbantissima, un laido e ruspante ipersadismo come da un pezzo il cinema non ne trasudava (la notevole mezzora finale finisce con l'essere la risultante della combinazione dei due), amorevoli rimandi al miglior horroad (Harmon, Red, Spielberg). E son 105' coi peli tesi.

Daniela 19/05/14 08:34 - 11843 commenti

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Dopo il buon esordio, torna il cugino cattivo di Crocodile Dundee, rozzo nei modi ma non ignorante, ferocemente xenofobo, dotato di un perverso senso dell'umorismo. Rispetto al primo film, il personaggio, interpretato da John Jarratt con straripante vitalità, ha uno spazio ancora maggiore, mentre l'astrattezza del paesaggio australiano si presta ad essere reinterpretata cinematograficamente secondo stilemi ben noti ma sempre gravidi di suggestioni: una caccia all'uomo, dal duello meccanico al western, che tiene col fiato sospeso. Godurioso
MEMORABILE: Le risatine sarcastiche di Jarrett; i canguri volanti; il gioco a quiz

Greymouser 20/05/14 19:10 - 1458 commenti

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Forse ancor più del primo capitolo, questo marcio e sanguinolento sequel sprizza un'atmosfera che più malsana non si può, condensata nel modo più efficace nel lurido ghigno e nella voce catarrosa del bifolco protagonista, sadico, assassino e ultra-nazionalista. Tra squarci di macabra ironia e macellamenti vari, il film crea un clima di ininterrotta tensione, risultando un notevolissimo prodotto di genere. Ma non certo uno spot per promuovere il turismo nella terra dei canguri, proprio no...

Giùan 23/06/14 14:38 - 3908 commenti

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Ed eccolo riemergere dall'outback australiano quel gran bastardo di Mick Taylor, capace, grazie agli spietati grugniti (altrochè rigurgiti) ultranazionalisti di John Jarratt di ritagliarsi il suo definitivo spazio vitale nell'affollato ade dei serial killer cinematografici. Mclean compie un'operazione speculare rispetto al prototipo, esasperandone il sadico cinismo sarcastico mentre ne rivela tutti i debiti verso il dirty new horror anni '70. Unica pecca è che ciò che guadagna in metalinguaggio, il film lo perde nel costruir il suo specifico universo.
MEMORABILE: L'incipit con l'assassinio dei due avventati poliziotti; Il quiz alla "Il milionario" cui Mick Taylor sottopone Paul: Il risveglio a casa dei vecchietti.

Gestarsh99 12/07/14 19:13 - 1393 commenti

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Rispecchiando sciagurati baedeker come Un giorno rosso sangue e Passaggio per l'inferno, l'outback australiano resta di fatto il terreno prediletto per la caccia illegale al turista sprovveduto. Una macabra ilarità urticante s'insinua - anche musicalmente - tra gli aridi solchi e le mozze lacerazioni di questo sadico survival a prova di Plasil, che alza ancora una volta il sipario sulle gesta del vecchio Mick, lo Slim Dusty a forma di Ed Gein, il George Carlin della macellazione ambulante. Ad ogni sua boutade si sanguina dalle risate e se gli scatta la molla, son carni alla julienne per tutti.
MEMORABILE: Il biondo autostoppista Rutger (allusione all'Hauer di The Hitcher); le fattezze del maniaco ricalcate su quelle del musicista oz-country Slim Dusty...

Belfagor 3/06/15 12:07 - 2661 commenti

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Sarò all'antica, ma sopporto la violenza nei film quando viene usata come un mezzo. Quando è un fine, come in questo film, si cade nell'exploitation (anzi, ozploitation, per usare un neologismo) più sordida. Non ci sono neanche le emozioni forti che danno alcuni film splatter: in pochissimo tempo la pellicola diventa così bieca, nichilista e gratuita da portare alla saturazione. A nulla è servito il citazionismo o la pur efficace follia del protagonista; per me siamo dalle parti di un Saw qualsiasi. Pornografico.

Rambo90 18/06/15 02:08 - 7239 commenti

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Niente male come sequel. La psicopatia e la xenofobia del cacciatore di maiali Jarratt è spinta ancora di più agli estremi, tra sadismo e battute sparate a raffica che strappano più di una cinica risata. Il regista riesce a tenere alta la tensione: tra vivisezioni, inseguimenti alla Duel, sparatorie e dita mozzate c'è di che divertirsi, per gli appassionati del genere. Il quiz sull'Australia nella parte finale, poi, è un piccolo gioiellino di paura e perversione. Da vedere.
MEMORABILE: I canguri.

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Viccrowley 17/08/15 00:23 - 814 commenti

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Mick Taylor a modo suo è un patriota vero. Di quelli integralisti e sciroccati che non tollerano feccia straniera sulla loro madre patria. Dopo un primo capitolo buono ma tutto sommato convenzionale Mclean sviluppa il suo villain all'ennesima potenza a partire da un grande incipit e chiudendo il cerchio in maniera beffarda. Nel mezzo trovate a più non posso, citazioni deliziose come la Fort Alamo del maniaco ripresa direttamente da Non aprite quella porta parte 2. Per non parlare del grandioso quiz dove in palio c'è la tua stessa vita.

Pumpkh75 1/02/16 23:17 - 1564 commenti

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Lo spettacolare outback, ritratto divinamente, è la vera spalla (o antagonista) del perfido esterofobo Mick Taylor. Non è certo l’unico “nuovo” sotto il sole australiano: rispetto al primo capitolo aumenta vorticosamente lo splatter, il bodycount ribalta i propri dettami e anche quando il film sembra quasi spremuto ecco il vibrante duetto vittima-carnefice e la sostituzione degli spazi aperti con uno genialmente angusto che suscitano un brivido sospeso su tutto il finale. Gran bella regia, film bello tosto.

Lucius 10/04/16 10:34 - 2979 commenti

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Ancora gli straordinari paesaggi australiani, tanto suggestivi quanto pericolosi per via del senso straniante di solitudine che gli stessi emanano, al centro del secondo Wolf creek. E la magia si ripete, grazie a una sceneggiatura che, pur mantenendo i topoi del primo film, si distingue da questo nella trama. Un orrore primordiale che può colpire impunemente in qualsiasi momento. Mick Taylor conosce la sua terra quasi a sentirsene il padrone assoluto. Occhio a passare per queste strade. Sconcertante.

Undying 11/08/16 19:01 - 3812 commenti

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Eccezionale seguito che supera per qualità (e quantità di contenuto) il già notevole primo capitolo. Il regista sfrutta con grande capacità tecnica le affascinanti scenografie naturali dell'Australia innestando sul tema della suspense l'action e l'avventura, realizzado così un rarissimo esempio di cinema qualità. Le citazioni (Sergio Leone, Spielberg, Tobe Hooper ma anche di opere minori come Radio killer 2) sono realizzate con taglio personale e nel complesso la tensione, sempre alle stelle, non cala mai confinando il film in ambito infernale!
MEMORABILE: I canguri tagliano la strada al Tir; La devastante reazione di Mick Taylor al verbale stilato dai carognosi poliziotti.

Pinhead80 3/02/17 20:55 - 4375 commenti

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Le imperfezioni del primo film vengono cancellate da questo potente seguito che consacra John Jarratt nei panni del redneck xenofobo Mick Taylor pronto a spezzare letteralmente la schiena a qualsiasi turista osi attraversare il suo amato outback. Uomini, donne e bambini vengono trucidati senza pietà come risarcimento per una terra usurpata da centinaia di anni. Il film, violento sin dall'inizio (spettacolare l'incipit con i poliziotti), non concede un attimo di tregua e si regala un finale in linea con la follia del protagonista.

Cotola 15/05/17 16:56 - 8519 commenti

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Succede raramente, ma a volte capita: il secondo capitolo supera (qui di gran lunga) il primo di cui mantiene le qualità, eliminandone quasi tutti i difetti. Se la prima parte, infatti, è abbastanza risaputa e prevedibile, si riscatta però in tutta la seconda. Pur saccheggiando qua e là il livello di tensione si mantiene alto, così come il livello di emoglobina. Tutto ciò, coadiuvato da una buona regia che regala qualche bella scena e da una prova all'altezza di Jarratt, lo rende superiore alla media di genere e più che degno di essere visionato.
MEMORABILE: Il malcapitato coprotagonista a casa della coppia di anziani.

Minitina80 4/11/17 12:06 - 2758 commenti

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Repetita iuvant dicevano i latini e Mclean deve aver fatto propria la frase perché se da una parte la sostanza non cambia ripetendo situazioni pressoché identiche, dall’altra migliora la qualità della confezione. Il segmento migliore è il secondo, nel quale si entra gradualmente nell’incubo non lesinando angherie e deliri di varia natura, alcuni dei quali d’impatto. Dietro una pornografia della violenza tanto ostentata però non si nasconde granché; nemmeno Jarrat sembra avere i numeri per stagliarsi alla pari con altri villain più blasonati.

Taxius 30/08/18 12:45 - 1654 commenti

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Uno dei rari esempi in cui il sequel è meglio dell'originale (che era comunque di alto livello). Tornano i bellissimi paesaggi dell'Australia continentale e torna il vecchio Mick, più folle e cattivo che mai. Rispetto al primo la trama è molto più complessa e articolata e non si limita a essere un semplice slasher; oltretutto il colpo di scena a quasi metà film vale da solo la pellicola. Oltre al sangue, che abbonda, non mancano certo gli inseguimenti automobilistici, con chiara citazione al cult Duel.

Tyus23 9/01/19 15:28 - 220 commenti

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Regista e attore protagonista ritornano sul luogo del delitto (è il caso di dirlo) per questo più divertito, ma non necessariamente più divertente, sequel del primo (notevole) Wolf Creek. Gli ampi e poco popolati spazi australiani si confermano location ideale per questo genere di pellicola, che in questo caso rinuncia però forse un po' troppo al realismo (relativo) del primo capitolo per buttarla in una caciara che funziona ma che purtroppo coinvolge molto meno.

Rufus68 25/04/19 17:57 - 3608 commenti

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Finalmente un cattivo convincente: il pregio del film consiste tutto nell'interpretazione di Jarratt, spietato, sfottente, razzista, un redneck col vizio dell'ammazzatina. A fronte di un personaggio di rilievo, beffardo e sadico, stanno, purtroppo, solo antagonisti insulsi (i ragazzi) oppure manichini pronti per essere fatti a pezzi. La trama, scarnificata all'osso (è il caso di dirlo), non aggiunge nulla. Al di sopra della media attuale, comunque.

Greg Mclean HA DIRETTO ANCHE...

Rocchiola 18/07/19 10:48 - 937 commenti

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Più che un seguito è la versione migliorata del primo film. McLean abbandona lo stile amatoriale del modello e gira in 2.35 accentuando l’importanza del paesaggio, caratterizza meglio la figura dell’assassino alquanto simpatico nella sua scorrettezza politica e aumenta la dose di splatter. Girato quasi interamente alla luce del sole è un film un po' esagerato che mescola slasher, torture e road-movie cercando una nuova via d’autore al genere. Il quiz sul colonialismo inglese è un bel colpo d’ala, preludio per un finale meno scontato del solito.
MEMORABILE: La vendetta di Jarratt multato dalla polizia; L’inseguimento in stile Duel; Il finale nel rifugio dell'assassino degno di Non aprite quella porta 2.

Jena 17/10/19 18:50 - 1410 commenti

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Nel seguito di Wolf Creek, dopo ben otto anni, McLean cambia totalmente registro. Un po' come Freddy Krueger nei Nightmare, lo psicotico Mick Taylor ascende a protagonista assoluto, sorta di beffardo massacratore intento a spazzare via dall'outback australiano tutti gli stranieri. Il film vira più sulla baracconata con esagerazioni varie; ci perde quanto a inquietudine ma ci guadagna in spettacolarità. Il riferimento, più che The hitcher (una vittima si chiama Rutger) sono Non aprite quella porta e il torture porn. Divertente, tutto sommato.
MEMORABILE: Il massacro iniziale dei due poliziotti; La macellazione del "maiale"; Il quiz a "premi" sulla storia australiana; Il folle antro infernale di Mick.

Anthonyvm 20/10/19 16:05 - 4360 commenti

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Mick Taylor passa dal ruolo di antagonista a quello di boogeyman. Il film ruota tutto attorno a lui, una sorta di cugino aussie di R. Lee Ermey nel remake di Non aprite quella porta (c'è pure Nicotra al doppiaggio), sadico, implacabile, brutale e carismatico. Rispetto al primo, questo sequel pare più USA-friendly (si noti la svolta da horror on-the-road in stile Radio killer), ma è comunque divertente, molto più splatter (anche se numericamente limitati, ci sono effetti gore estremi) e sopra le righe. Uno svago grandguignol tecnicamente curato.
MEMORABILE: L'incipit coi poliziotti uccisi; La dissezione del cadavere (inclusa evirazione); I canguri investiti mentre suona "The lion sleeps tonight"; Il quiz.

Kinodrop 3/12/19 17:57 - 2437 commenti

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La natura australiana è ancora più protagonista e vivida in questo secondo capitolo e le orde di turisti stranieri ne approfittano per esplorazioni con sacco a spalla; ma dovranno pagare "un pedaggio" cruento col più sadico squartamaiali ancora in libertà. Mclean anche qui saccheggia, cita e rielabora con intelligenza tra un Duel spietato nella prima parte, fino alle sevizie al malcapitato inglese alla Hostel in formato quiz nazionalistico nel finale. Si dà molto più rilievo all'eclettismo di Jarratt ed è un raccapricciante guardare. Forte.
MEMORABILE: La conseguenza della multa; La mattanza di canguri; La silhouette di Mick a cavallo; Paul e la sfortunata coppia di anziani; Il quiz "a premi".

Lupus73 29/05/21 11:59 - 1320 commenti

I gusti di Lupus73

Torna il macellaio australiano, il Mr Crocodile in salsa acida, e rispetto al mediocre predecessore per la prima parte il livello sembra scendere in picchiata: violenza e macellazione più che gratuita, anzi tirata in faccia un tanto al chilo, in maniera anche piuttosto squallida, e viene a mancare pure l'elemento intrigante dell'intrattenimento col quale il tizio si mimetizzava tra i teenager come  amicone autoctono; la seconda parte presenta delle sorprese non male come il quiz, i dialoghi beffardi, i sotterranei, l'esterofobia e un finale che spiazza sicuramente più del precedente.

Magerehein 25/07/22 10:05 - 505 commenti

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Uno dei pochi casi in cui il sequel batte il capostipite. Ritorna un Mick Taylor più cattivo che mai, armato come Rambo, brutale come Jason e fetente come Freddy. Questa volta l'azione irrompe da subito e la differenza si vede; forse ce n'è fin troppa (con tanto di riferimento a Spielberg), ma è cosa gradita. Non sono più gli splendidi paesaggi australiani a farla da padrone, quanto del gustoso gore annaffiato con umorismo nero in quantità. Qualche perplessità c'è (come fa Mick a ritrovare sempre la preda in quella vastità?), ma sono cose perdonabili. Jarratt in gran forma. Gustoso!
MEMORABILE: L'incipit; Mentre Mick evira il tedesco: "Cosa sei, mezzo uomo e mezzo somaro?!"; Poveri canguri...
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Schramm • 9/05/14 01:07
    Scrivano - 7365 interventi
    appena finito di vedere. grandioso, di spanne meglio del pur disturbante capostipite. jarratt rulez and rocks! pensare che mick taylor sia un personaggio ispirato a ivan marko milat (vedi qui) dà al termine della visione quel supplemento di brividi in più

    era da un pezzo che non si vedeva trasudare così tanto sadismo al cinema
  • Discussione Herrkinski • 9/05/14 04:45
    Consigliere - 2526 interventi
    Appena finito di vedere anch'io, non sapevo neanche fosse uscito! Nonostante il prototipo non mi avesse entusiasmato particolarmente, stranamente questo sequel l'ho trovato molto meglio.
  • Discussione Herrkinski • 9/05/14 05:05
    Consigliere - 2526 interventi
    POSSIBILI SPOILER:


    A mio avviso palesi le plurime e ripetute citazioni da The Hitcher (il rapporto vittima/carnefice; il ruolo inutile della polizia; gli inseguimenti nel deserto e sulle strade battute dal sole tra killer e preda) nonchè da Non Aprite Quella Porta - Parte 2 (il furgone da redneck del killer che compare dal nulla e insegue la vittima, tra l'altro anche simile a quello della famiglia Sawyer; il dungeon pieno di cadaveri, trappole, luci colorate e artefatti in ossa umane; la prigioniera cadaverica che si ridesta come la ragazza nel frigo nel primo Texas Chainsaw M.; la tortura/quiz che riecheggia la cena della famiglia di Hooper; il finale con la scritta che spiega la detenzione a vita del sopravvissuto in un istituto psichiatrico).


    FINE SPOILER
    Ultima modifica: 9/05/14 05:06 da Herrkinski
  • Discussione Schramm • 9/05/14 12:51
    Scrivano - 7365 interventi
    Herrkinski ebbe a dire:
    nonostante il prototipo non mi avesse entusiasmato particolarmente.

    a me colpì moltissimo invece, con quel suo oscillare tra l'herzoghiano e il lustighiano. rimasi assai disturbato. non dimentichiamo inoltre che è stato uno dei primi prodromi di certo torture-porn odierno. per me resta una notevole doppietta promossa a pienissimi voti.
  • Discussione Schramm • 9/05/14 12:53
    Scrivano - 7365 interventi
    Herrkinski ebbe a dire:
    POSSIBILI SPOILER: gli inseguimenti nel deserto e sulle strade battute dal sole(...) il furgone da redneck del killer che compare dal nulla e insegue la vittima

    qua invece ci ho visto tantissimo un omaggio a duel
    Ultima modifica: 9/05/14 12:54 da Schramm
  • Discussione Herrkinski • 9/05/14 15:07
    Consigliere - 2526 interventi
    Sì in effetti quando prende il camion l'omaggio è piuttosto palese.
  • Curiosità Gestarsh99 • 14/07/14 13:36
    Vice capo scrivano - 21549 interventi
    Probabilmente ai non australiani sarà sfuggito l'ironico riferimento estetico-fisiognomico, ma la figura di Mick Taylor (il bush-maniac interpretato da John Jarratt) ha evidenti richiami ad un personaggio a dir poco mitologico nella storia musicale del paese dei canguri: il cantautore country-folk Slim Dusty. Non per altro nella colonna sonora del film, son presenti addirittura due brani eseguiti da lui (When the Rain Tumbles Down In July e l'anthem nazionale Waltzing Matilda).

  • Homevideo Buiomega71 • 27/09/15 18:42
    Pianificazione e progetti - 24431 interventi
    In dvd (e BR) per Mustang Entertainment, disponibile dal 03/11/2015

    http://www.amazon.it/gp/product/B015NRH3VS?qid=1443371542&ref_=sr_1_88&s=dvd&sr=1-88
  • Discussione Lucius • 10/04/16 10:26
    Scrivano - 8997 interventi
    Nel film c'è anche un omaggio ad Arancia meccanica: quando il killer accoppa l'anziana signora, in sottofondo lo stesso motivo utilizzato da Kubrick nel suo capolavoro.
  • Homevideo Rocchiola • 18/07/19 10:53
    Call center Davinotti - 1224 interventi
    Il BD Mustang è perfetto. Immagine eccezionale dalla definizione praticamente perfetta. Audio in DTS 5.1 ineccepibile anche se non molto potente, bisogna infatti alzare di diverse tacche il livello del volume per avere una buona potenza soprattutto nelle parti dialogate.