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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Frullatone di generi che punta a stranire e in qualche momento pure ci riesce, azzeccando un clima surreale accentuato da un uso particolare delle luci che incupisce l'interno del gigantesco magazzino scelto come teatro praticamente unico dell'azione. Un uomo senza nome (Cage) giunge in un paese dove l'attrazione principale pare un tempo fosse Willy's Wonderland, sorta di circolo ricreativo nel quale si organizzavano compleanni per bambini tra grossi pupazzi dalle strane fogge, tendenzialmente animalesche. L'uomo ha le gomme a terra, bucate su una sgradevole trappola piazzata sulla strada e fa capire (perché non apre mai bocca per tutto il film, tranne nel finale) di aver bisogno di sistemarsi da qualche parte in attesa...Leggi tutto che qualcuno gliele sostituisca. Gli propongono di andare da Willy's Wonderland guadagnandosi il pernottamento con una sommaria rassettata del luogo, che un tizio dice di voler risistemare per una prossima riapertura. Il nostro accetta e comincia a pulire i vetri, a scopare, a sistemare... ma già dopo poco un gruppo di ragazzi gli chiede da fuori di uscire: hanno intenzione di appiccare il fuoco e incendiare il magazzino distruggendolo. L'uomo non risponde; continua il suo lavoro costringendo quindi una ragazza del gruppo a entrare per salvarlo e i suoi amici a seguirla. Della stranezza del posto, intanto, ce n'eravamo già accorti prima, allorquando uno dei pupazzi si era animato di vita propria rivolgendosi al nuovo guardiano per riceverne in cambio un fracco di botte. Perché lui non va per il sottile, non si domanda come sia possibile una cosa simile: semplicemente appena c'è da menar le mani si trasforma in un Rambo spietato che non guarda in faccia nessuno. E' infatti la componente action a mescolarsi principalmente con quella horror, legata invece all'origine satanica dei mostriciattoli pelosi che la abitano e facilmente associabile a quella di Chucky, la bambola assassina che aveva imprigionata in sé l'anima di un killer trasmutato. Qui c'è pure dietro un malsano patto tra i pupazzi e gli abitanti del paese ma poco importa, in fondo il film vive soprattutto sugli scontri tra Cage e i suoi avversari "posseduti" (che colpiti perdono sangue, per non privarci di qualche timido effetto splatter); e sulla caratterizzazione spinta verso il demenziale del personaggio principale stesso, a cui a intervalli regolari suona sull'orologio una sveglia che lo porta a interrompere qualsiasi cosa stia facendo per bersi una lattina di drink energetico e giocare un po' a flipper. Un rituale senza senso che fa il paio col resto: si punta a colpire l'immaginazione dello spettatore trasformando dei pupazzoni di peluche in SMALL SOLDIERS spietati (l'idea non è certo nuova), a farli agire in un contesto bizzarro che compensi l'assenza totale di suspense e spinga sul pedale del weird ad ogni costo. Purtroppo, al di là del ghigno che si può fare alla prima apparizione di qualche mostro, della nostalgia nel vedere un Cage ancora in forma ripreso come un autentico supereroe, dei soliti omaggi più o meno velati (quando lui e lei se ne vanno via nel finale sulle note della "Free Bird" dei Lynyrd Skynyrd non può non venire in mente - anche perché la canzone era la stessa - il grande epilogo di LA CASA DEL DIAVOLO), il film non eccelle né per recitazione né per regia, con una sceneggiatura che poco fa per eludere l'influenza dei tanti film simili in cui un gruppo di persone intrappolate finisce preda di chi cerca di eliminarle. Perché è chiaro che se il protagonista è un osso duro gli altri sono solo carne da macello...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Anthonyvm 1/03/21 14:11 - 3118 commenti

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"The Banana Splits movie vs. Nicolas Cage": questo sarebbe il sottotitolo più indicato per l'opera in questione. Lewis, ben conscio di ciò che il pubblico si aspetta da simili premesse, imposta Cage in modalità massacratore over-the-top à la Mandy (gli taglia del tutto pure i dialoghi, completando così la sua metamorfosi in pupazzone semovente) e gli fa prendere a sganassoni un mucchio di robot assassini. Il divertimento sta tutto qui, fra balletti dell'eroe, duelli leoniani, botte da orbi e "Free Bird" sul finale. Il resto (splatter incluso) è un contorno scipito. Born to be meme.
MEMORABILE: Lo struzzo meccanico; Cage massacra il gorilla nel bagno; Inseguimento dell'alligatore nei condotti dell'aria; Il duello con Willy; Finale col botto.

Schramm 1/03/21 17:16 - 2602 commenti

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Se ancora non avete mai esclamato "io davvero boh", questa potrebbe essere la vostra grande occasione. Intanto, ecco, Cage protagonista. Cioè uno che ormai non occupa U.F.O. che non siano svalvolatissimi. I bisnipoti dei Feebles (la main song ne è quasi un plagio), che forse non hanno visto da che follia consimile è sbarcato, cercano incauti di farne polpettone: il resto è un cent che non sa se dare la testa di Chucky o croce di Hooper e nel dubbio cade dritto di taglio. Insomma, avete capito: uno di quei film che si possono prendere sul serio solo a patto di non prenderli sul serio.

Rambo90 28/08/21 17:49 - 6868 commenti

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Volutamente trash e scombinato, il film gioca con l'immagine che Cage si è costruito negli ultimi 7-8 anni. Eroe di film tremendi, questa volta è al centro di una trama così assurda e fallimentare da non poter almeno un paio di volte chiudere un occhio e lasciarsi trascinare. Muto e senza un vero copione da seguire, fa a pezzi pupazzi realizzati maluccio tra fotografie cupe (ma non male) e musiche fanciullesche inquietanti. Con un budget diverso poteva essere un gioiello, così invece è solo la summa finale dell'ultima parte della carriera di Cage.

Lupus73 30/08/21 15:24 - 1024 commenti

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Dopo il recente Mandy troviamo ancora Nicolas Cage come protagonista di una pellicola dai toni fumettistici. Un grande locale dei divertimenti in disuso, con una storia orrorifica alle spalle (tra il soprannaturale e lo slasher) e un Cage "muto" (?) che deve pulire. Il concetto/meccanismo chiave è preso in prestito da Chucky e moltiplicato per vari serial killer reincarnati in pupazzotti inquietanti, che poi l'eroe puntualmente stende tra una birra e una partita a flipper. Un po' di gore, molta ironia, ma dopo la rivelazione dell'antefatto la noia si fa sentire in maniera vistosa.
MEMORABILE: Le pause "puntuali" di Cage.

Daniela 14/10/21 23:27 - 10766 commenti

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Viandante costretto a fermarsi in un paesucolo causa bucatura di gomme accetta in cambio della riparazione dell'auto un lavoro in apparente semplice: pulire un locale fatiscente ove un tempo si tenevano feste per bimbi... Sorgono dubbi sulla natura umana di Cage che non parla mai, non muove muscolo facciale mentre mena pupazzoni assassini, ha un collo scrocchiante, deve assumere energetici per ricaricarsi, balla con movimenti meccanici. Insomma, è anche lui un robot? Certo è l'unico motivo di interesse di un horror bizzarro e volutamente scombinato ma meno divertente del previsto

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