White God: Sinfonia per Hagen

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Titolo originale: Fehér isten
Anno: 2014
Genere: drammatico (colore)
Note: Miglior film a Cannes nella sezione "Un certain regard".
Numero commenti presenti: 5

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I COMMENTI

TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/04/15 DAL BENEMERITO COTOLA
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Cotola 11/04/15 11:00 - 7564 commenti

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Tecnicamente, nulla da dire: giù il cappello. Il regista (da tenere d'occhio) mostra un talento non comune che dispiega soprattutto nelle scene (tante) in cui sono protagonisti i cani. I dubbi sono tutti sul piano scrittorio: se i primi due terzi sono una sorta di "normale" film di formazione (umana e canina), l'ultima parte lascia sbalorditi per potenza e coinvolgimento ma anche per inverosimiglianza (forse si è un po' ecceduto). E non so quanto si possa tirare in ballo l'aspetto metaforico che mi è sembrato piuttosto blando e sporadico. In ogni caso non male, forse anche buono.
MEMORABILE: Tecnicamente parlando: gli ultimi 30 minuti.

Myvincent 14/04/15 06:57 - 2582 commenti

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Una adolescente e il suo cane ben presto prenderanno tragicamente strade diverse per sperimentare quanto è dura la vita. Col registro dell'invenzione si raccontano le ingiustizie e gli abusi del mondo animale che non è dissimile da quello umano, puntellato dai medesimi sentimenti. Insomma, una sorta di "pifferaio magico" che ci insegna che molto sui noi e i nostri amici a quattro zampe. Cani-attori straordinariamente espressivi.

Fulcanelli 12/09/15 07:02 - 135 commenti

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Dal punto di vista di un cane potrebbe essere considerato un horror. Una drammatica storia di una ragazzina e del suo amico a quattro zampe. Nell'insieme molto ben realizzato e convincente, ma la sceneggiatura appare a tratti improbabile. Non si capisce bene se nelle intenzioni del regista c'è la volonta di dare un significato extraimmaginario o raccontare semplicemente una storia di cani con i toni del polpettone iperrealistico/triste fiaba per bambini coccolosi. Buona pellicola ma concettualmente scompigliata.

Daniela 12/10/15 10:59 - 9537 commenti

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Hagen è amatissimo da Lili, ma è un bastardo e per questo viene abbandonato per strada dal padre della ragazzina. E'l'inizio di una odissea che inizialmente sembra rientrare nei canoni classici del film per l'infanzia, con messaggio antirazzista incorporato, ma poi vira in maniera inaspettata, collocandosi fra l'horror tipo "animali assassini" e la "vendetta della natura". Questo spiazzamento rende questa favola nera molto originale ma rischia anche di privarla del pubblico infantile a cui sembrava diretta, mentre le troppe inverosimiglianze possono lasciar perplessi gli adulti.
MEMORABILE: Nel prologo, la sequenza della ragazzina in bici inseguita dai cani, ripresa poi nella parte finale della vicenda

Kinodrop 28/12/15 20:45 - 1552 commenti

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Anche se di fattura notevole, soffre di un eccesso di registri dal target incerto: si va dal film di formazione con taglio favolistico all'horror/splatter, forse inseguendo una metafora socio-politica rivolta al presente o al passato dell'Ungheria. Protagonista un cane meticcio che, abbandonato viene addestrato crudelmente alla lotta e liberatosi diventa capobranco vendicatore. Colpisce l'immagine di una Budapest "metafisica", teatro della "rivolta" ben orchestrata dal giovane regista. La musica Lisztiana è forse l'elemento chiave della narrazione.
MEMORABILE: La "recitazione" di Hagen; Il virtuosismo della mdp nelle scene di "rivolta"; La tromba pacificatrice nel finale.
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