Volti del cinema italiano nel cast VOLTI ITALIANI NEL CAST Volti del cinema italiano nel cast

LE LOCATIONLE LOCATION

TITOLO INSERITO IL GIORNO 2/09/21 DAL BENEMERITO DEEPRED89
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Deepred89 2/09/21 00:00 - 3517 commenti

I gusti di Deepred89

Noé spiazza i fans realizzando un un dramma da camera sulla vecchiaia e sulla morte spesso in split-screen con riprese dal sapore amatoriale, tematicamente in zona Amour, ma più lento, realistico e iettatore. Il fulcro dell'interesse è concentrato però, almeno per buona parte degli spettatori italiani, sulla performance di Argento, praticamente sempre in scena: dizione balbettante e francese di livello ultrabasico, ma quello che vediamo è proprio il vero Argento, quello che conosciamo, inserito in tale inedito contesto domestico. Il che dà un sapore straniante e a suo modo unico.
MEMORABILE: I fogli gettati nel water.

Herrkinski 30/06/22 13:24 - 6809 commenti

I gusti di Herrkinski

Un Noé diverso, quasi compassionevole nel descrivere gli ultimi mesi di vita di una coppia di anziani, lui malato di cuore e lei di demenza senile. L'uso costante dello split-screen è simbolico ma risulta certamente impegnativo da seguire, così come la durata monstre di oltre due ore, a causa di alcune scene tirate davvero troppo per le lunghe, specialmente nella prima parte; il taglio semi-documentaristico è comunque efficace nel suo realismo, il cast - su tutti Argento - offre prove notevoli e l'ultima mezz'ora è emozionalmente e concettualmente molto intensa. Deprimente, ma bello.
MEMORABILE: Le ultime immagini del funerale e della casa vuota.

Schramm 1/07/22 11:36 - 2974 commenti

I gusti di Schramm

Love oltre l'Amour ch'a nullo amato. La necrosi della memetica, d'un sogno che è (ricordo del) cinema-corpo-casa, di una vita che è ricordo obliato di un sogno, coagulati-disgiunti da uno split screen di spietata letteralità. A tutta chiaroscurale pornografia necrospettiva, Noè vara la sua quinta stagione, mitiga il caratteraccio senza tradire se stesso, fa la muta per restare serpe più letale che mai, rende equipollenti crudeltà e misericordia in un convito obitoriale del no del corpo-cerebro, del se parare nex, del Mene Tekel Peres, dell'”insieme, da soli”. Occhi a cuore, spezzato.
MEMORABILE: Francoise Hardy; “Ti ho sistemato la scrivania”; Commoventissimo, Argento attore riscatta i suoi ultimi 20 anni di cinema.

POTRESTI TROVARE INTERESSANTI ANCHE...

Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Schramm • 30/06/22 21:39
    Scrivano - 7314 interventi
    herr, puoi accendere il calumet della pace e passarmelo. contrariamente alle aspettative a me è strapiaciuto (la troverai forse una bestemmia in chiesa, ma anche più di amour - ma mi sembra più affine a the father che a haneke). proprio una bella bombetta. non ce n'è, zio gaspar sempre una garanzia.

    se mai preparati a non digerire il pallinaggio superiore al tuo... XD

    deep, hai avuto la fortuna di vederlo a cannes? :O 
    Ultima modifica: 30/06/22 21:49 da Schramm
  • Discussione Deepred89 • 1/07/22 01:36
    Comunicazione esterna - 1478 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    herr, puoi accendere il calumet della pace e passarmelo. contrariamente alle aspettative a me è strapiaciuto (la troverai forse una bestemmia in chiesa, ma anche più di amour - ma mi sembra più affine a the father che a haneke). proprio una bella bombetta. non ce n'è, zio gaspar sempre una garanzia.

    se mai preparati a non digerire il pallinaggio superiore al tuo... XD

    deep, hai avuto la fortuna di vederlo a cannes? :O
     

    No, visto al festival Nowy Horyzonty di Breslavia, lo scorso agosto.
  • Discussione Schramm • 1/07/22 16:34
    Scrivano - 7314 interventi
    Deepred89 ebbe a dire:
    Schramm ebbe a dire:
    herr, puoi accendere il calumet della pace e passarmelo. contrariamente alle aspettative a me è strapiaciuto (la troverai forse una bestemmia in chiesa, ma anche più di amour - ma mi sembra più affine a the father che a haneke). proprio una bella bombetta. non ce n'è, zio gaspar sempre una garanzia.

    se mai preparati a non digerire il pallinaggio superiore al tuo... XD

    deep, hai avuto la fortuna di vederlo a cannes? :O
     

    No, visto al festival Nowy Horyzonty di Breslavia, lo scorso agosto.
    beh, tantissima invidia. film come questo su maxischermo sono una gran bella bombetta e un privilegio.

    sbaglierò, ma quest'opera acquisterà un diverso e forse più acuto senso impatto effetto valore rivista quando darione (grat grat) non sarà più tra noi.

    Ultima modifica: 1/07/22 16:35 da Schramm
  • Discussione Herrkinski • 1/07/22 17:43
    Consigliere - 2488 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    herr, puoi accendere il calumet della pace e passarmelo. contrariamente alle aspettative a me è strapiaciuto (la troverai forse una bestemmia in chiesa, ma anche più di amour - ma mi sembra più affine a the father che a haneke). proprio una bella bombetta. non ce n'è, zio gaspar sempre una garanzia.

    se mai preparati a non digerire il pallinaggio superiore al tuo... XD
    Alleluja! Ce l'abbiam fatta ad avere un Noè sul quale quasi concordiamo haha...
    Su Haneke, ammetto di essere rimasto parecchio indietro e dovrò fare un corso di aggiornamento al più presto. The Father me l'ha sicuramente ricordato per la tematica, anche se la messinscena è talmente diversa che faccio fatica a paragonarli; dicono cose simili per certi versi ma in maniera differente. Ho preferito The Father perchè è più "film", con un ritmo meglio bilanciato e attori di livello, ma quello di Noè ha altri pregi.
    L'effetto documentario, con riprese essenziali, spesso a camera fissa e una fotografia illuminata naturalmente, aumenta il senso dello "spiare" nella vita della famiglia e dona un realismo notevole, così come la prova di un Argento che mai mi sarei aspettato risultare così naturale e vulnerabile davanti alla mdp.

    SEGUONO (FORSE?) SPOILER

    Fa uno strano effetto vederlo impegnato in un ruolo del genere e mi chiedo come si sia sentito; in fondo è un po' come fare le prove generali del proprio trapasso, quindi dev'essere emozionalmente disturbante, a meno che non risulti un esorcizzare la paura della morte. Che poi è un discorso che poteva valere anche per Hopkins in The Father, ma Noè ha quella capacità di mostrare tutto con una naturalezza disarmante che per forza di cose risulta sempre un pugno nello stomaco; non c'è mai il finale poetico o sospeso o la romanticizzazione della realtà, ha questo desiderio di mostrare tutto e fino all'ultimo, come a dire "questa è la realtà, che ti piaccia o no, e adesso te la guardi". E lo sappiamo tutti, ma l'ultima parte è davvero da groppo in gola, pregna di quel pessimismo nichilista del regista (notoriamente e fermamente ateo, se servisse sottolinearlo) ben esemplificata dal breve e lapidario scambio di battute tra padre e figlioletto al funerale ("I nonni adesso hanno una nuova casa?" "No. Le case sono per i vivi"), financo le polaroid della casa progressivamente svuotata, che mi hanno lasciato una tristezza immane.

    FINE PROBABILI SPOILER

    A livello puramente tecnico, la prima ora risulta un po' troppo tirata per le lunghe, qualcosa si poteva probabilmente sforbiciare anche perchè il film è pesantuccio; sull'uso dello split-screen, forse non era necessario per l'intero film e risulta un po' una scelta stilistica forzata, che non aiuta la visione specialmente quando i due frame mostrano azioni diverse, dovendo tra l'altro leggere i sottotitoli.
    Forse è il film più scarno e meno cinematografico di Noè, visivamente povero, ma vista la tematica è una scelta che ci può stare.

    Film comunque da prendere con le pinze se si hanno genitori anziani in condizioni simili e più in generale se si ha un brutto rapporto con la vecchiaia e con la fine inevitabile. O semplicemente se si è in un pessimo mood...
  • Discussione Schramm • 2/07/22 19:08
    Scrivano - 7314 interventi
    Herrkinski ebbe a dire:
    Alleluja! Ce l'abbiam fatta ad avere un Noè sul quale quasi concordiamo haha...
    beh no dai ci sarebbe anche seul contre tous...
    Su Haneke, ammetto di essere rimasto parecchio indietro e dovrò fare un corso di aggiornamento al più presto. The Father me l'ha sicuramente ricordato per la tematica, anche se la messinscena è talmente diversa che faccio fatica a paragonarli; dicono cose simili per certi versi ma in maniera differente. Ho preferito The Father perchè è più "film", con un ritmo meglio bilanciato e attori di livello, ma quello di Noè ha altri pregi.
    si chiaro l'affinità con the father è tutta squisitamente tematica mentre con amour inizia ad essercene anche di stilistica e umorale. con la differenza che noè, che non ha perso pelo della pornografia (dei sentimenti e della necrotizzazione-spoliazione corporea, e di quella casa che è metafora-sdoppiamento del corpo, e del cinema che le mummifica ambedue essendo a sua volta casa museale di corpi, di sogni) né vizio della stronzaggine (come neanche, in pari, in sguardo visceralmente compassionevole) riesce a trapanare più a fondo facendo uscire la punta dalla parte opposta proprio grazie a
    L'effetto documentario, con riprese essenziali, spesso a camera fissa e una fotografia illuminata naturalmente, aumenta il senso dello "spiare" nella vita della famiglia e dona un realismo notevole
    che peraltro segnano un ennesima derapata formale rispetto a tutto quanto fatto. certo dovuta anche alla malattia che l'ha allontanato da tutto il cotè psichedelico e dalla survoltazione stilistica (apparentemente dato che la forma rimane qui estenuantemente immutata), ma che non di meno lo ha reso ancor più hardcore nell'analizzare la caducità del corpo e della psiche, della famiglia, dei rapporti, della memoria, insomma di ecoscandagliare oltre il fondo quel disfacimento e quella mortalità che spetterà anche a noi che, temporaneamente privilegiati, la testimoniamo (il film avrebbe dovuto contenere come consueta didascalia "la vita è una festa che verrà presto dimenticata", poi spostata come presentazione nella brochure di cannes)
    così come la prova di un Argento che mai mi sarei aspettato risultare così naturale e vulnerabile davanti alla mdp.
    ribadisco solo che con la sua prova attoriale, toccante oltre ogni più rosea previsione, si fa perdonare gli ultimi 20 anni di prove registiche.
    e ribadisco anche che sono certo che nel rivedere il film tra una dozzina d'anni quando argento non sarà più fisicamente tra noi (sottolineo l'avverbio, perché argento è eterno da un pezzo) cambieranno molte delle carte in tavola. sono abbastanza certo che noè aveva in qualche modo cinicamente calcolato quest'aspetto biforcuto e mutaforme del film. e sarebbe certo interessante interpellare dario su che effetto gli ha fatto un ruolo che lo mette così totalmente a nudo.
    E lo sappiamo tutti, ma l'ultima parte è davvero da groppo in gola, pregna di quel pessimismo nichilista del regista (notoriamente e fermamente ateo, se servisse sottolinearlo)
    ma a suo modo anche molto tenero, si veda quello slancio proemico delicatissimo, quasi truffautiano, con la hardy - oltre a quella sorta di richiamo palindromico sul finale (irreversible?)
    se il film è tirato per le lunghe è perché, come sopra, noè non rinuncia alla sua vis pornografica, qui applicata anche al più banale dettaglio della più banale quotidianità - che così banale, come vedremo già attorno al decimo minuto, non è (da lì, chi conosce bene haneke e l'amore di noè per questo regista, è facile sentir scampanellare l'allarme)
    sull'uso dello split-screen, forse non era necessario per l'intero film e risulta un po' una scelta stilistica forzata, che non aiuta la visione specialmente quando i due frame mostrano azioni diverse, dovendo tra l'altro leggere i sottotitoli.
    secondo me tutt'altro; forse è un po' didascalico e letteralizzato - lo split screen qui serve essenzialmente a rimarcare la separazione tra i corpi e tra le vite, ma anche tra i corpi e le cose, tra i corpi-attori e il cinema ed è giusto che, per quanto tautologico, sia così snervante; in tal senso mi è parso assai meno estetizzante che in lux aeterna. se l'avesse tolto o usato solo per metà avremmo avuto un film totalmente diverso, specie verso il finale laddove

    SPOILER
    alla morte di argento continua a divedere lei da uno spazio non vuoto, ma riempito dal nero
    FINE SPOILER

    e comunque, se ci fai bene caso, ne fa anche un uso scaltramente cruciverbale, in alcuni punti i due corpi divisi sembrano ricomporsi come due ponti levatoi americani che si richiudono, semplicemente per il fare, a disparità di spazi e contesti, la stessa identica mossa o posa.
    Forse è il film più scarno e meno cinematografico di Noè, visivamente povero, ma vista la tematica è una scelta che ci può stare.
    al di là delle contingenze che gliel'hanno imposta (sono abbastanza sicuro che se non l'avesse colpito l'ictus, questo film sarebbe stato un bel po' diverso) è comunque una scelta lodevole, che segna quasi probabilmente una nuova fase del suo fare e intendere cinema.
    Film comunque da prendere con le pinze se si hanno genitori anziani in condizioni simili e più in generale se si ha un brutto rapporto con la vecchiaia e con la fine inevitabile. O semplicemente se si è in un pessimo mood...
    in tal senso non mi sono sentito personalmente ammorbato o toccato (non ho paura della vecchiaia o della fine, più di qualcosa di permanentemente invalidante - anche rispetto a chi mi sta vicino) però sì, rilancio il monito: chi queste preoccupazioni/fobie le cova o ha situazioni familiari affini forse è bene che si tenga alla larga da questo film, che non è certamente da vedere neanche se si è depressi per altri motivi..

    Ultima modifica: 3/07/22 15:39 da Schramm