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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/05/09 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO
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Soga 26/05/09 01:06 - 125 commenti

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La storia del figlio segreto del Duce è un melodramma lento e lagnoso che si trascina per troppi minuti, in uno sprofondare verso la follia privo di mordente. Per fortuna, le ottime interpretazioni degli attori risollevano il voto finale, dando volti, voci e caratteri intensi e appassionanti alle tragiche figure che si muovono sullo schermo. Mi è piaciuta anche la costruzione del film, con gli interessanti inserti d'epoca e la fotografia. Davvero, peccato per la generale fiacchezza - nonostante le musiche roboanti.
MEMORABILE: Il dialogo con lo psichiatra.

Puppigallo 24/05/09 01:01 - 4515 commenti

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Vale la pena di vederlo per due motivi: per l'interpretazione della Mezzogiorno e per una serie di interessanti documenti audiovisivi storici. Anche Timi se la cava piuttosto bene, ma il personaggio che deve interpretare era così eccessivo e oggi ancor più macchiettistico, da risultare quasi impossibile proporlo su schermo (sembra già strano che sia esistito, anche se poi penso al presente e tutto mi pare plausibile). La prima parte, con il duce toro da monta, non è il massimo, anzi, scassa un po'. Ma quando iniziano i veri problemi per Ida e il figlio, il film migliora.
MEMORABILE: Il dialogo in manicomio tra lo psichiatra (l'unico raziocinante) e Ida; Il figlio del duce che fa il verso al padre.

Harrys 26/05/09 02:09 - 682 commenti

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Una pellicola di certo non esente da pregi, ma dai troppi difetti. Quel che ho gradito di più: una buona ed incoraggiante prima parte, un gran Filippo Timi ed un singolare stile dichiaratamente omaggiante il futurismo. Quel che ho gradito di meno: una sempre più biascicante Mezzogiorno ed una non particolarmente curata sceneggiatura, ovvero un coacervo di frasi e situazioni ad effetto che faccio estrema fatica a deglutire. Riguardo quest'ultima considerazione, segnalo in particolare la sequenza del tête-à-tête tra lo psichiatra e Ida, piuttosto pacchiana.

Stefania 29/05/09 00:58 - 1600 commenti

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È un film sulla follia, su molte follie. La follia (personale e collettiva) dell'infatuazione per il Potere, la follia d'amore di Ida... Sulla paura che il Potere suscita, sulla paura che il Potere ha della verità e sulle gabbie che costruisce per ridurla al silenzio. E sull'odio-amore che sempre si ha per la figura del padre, la sua sempre ingombrante presenza, la sua sempre incolmabile assenza. Gli inserti con i filmati d'epoca è quel che mi ha convinto di meno; bello il coté melodrammatico, illuminato dalla fotografia di Ciprì.

Gugly 30/05/09 21:44 - 1016 commenti

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Film denso: di interpretazioni, musiche (belle) e inserti storici. Timi e la Mezzogiorno sono bravi (anche se l'isteria di lei ricorda quella esibita ne L'ultimo bacio), ma a mio avviso ci sono troppi salti temporali che rischiano di confondere lo spettatore che non conosce nei dettagli gli eventi storici, compreso il giallo del certificato. Interessante l'idea della seconda parte con il vero Mussolini.

Ilfigo 31/05/09 10:02 - 75 commenti

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Marco Bellocchio rimane un regista mediocre e con questo film lo conferma. La pesantezza e la noiosità si fanno sentire fino alla fine e se non ti alzi dalla poltrona è perché hai pagato il biglietto. La Mezzogiorno rimane bellissima ma priva di talento (a differenza del padre). Lasciate perdere.

Rebis 22/06/09 13:01 - 2088 commenti

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Bellocchio configura una dicotomia: Mussolini proibito (un Timi torbido e acceso) e pubblico (il Dux che fagocita l’identità individuale, evocato con soli materiali di repertorio). Scelta stilisticamente ardimentosa che necessita di continue calibrature del focus ma giustifica, nella dissociazione, l’ossessione passionale di Ida (un’intesa Mezzogiorno) e la follia lacerante del figlio (sempre Timi). Gli avvenimenti salienti che compongono il racconto, con salti temporali ed ellissi destabilizzanti, grondano significati possibili. L’apparato visuale futurista ha un'efficace valore evocativo.
MEMORABILE: Benito Mussolini figlio schianta la testa di Benito Mussolini padre.

Orson 10/07/09 01:33 - 64 commenti

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Indigeribile polpettone confezionato dall'intellettuale da salotto Marco Bellocchio. Sufficiente la prima parte con Mussolini interpretato da Filippo Timi, estenuantemente lunga e prolissa la seconda che lascia l'enfatica Mezzogiorno spaziare a tutto campo. Il film sarebbe potuto durare mezz'ora di meno e tutti ne avrebbero giovato. Inascoltabili le musiche che sembrano plagiare l'Herrmann di Intrigo Internazionale. Dello sfiancante secondo tempo si salva solo il pre-finale con Timi/figlio che fa il verso a Mussolini/padre. Sopravvalutato.
MEMORABILE: Le scene di sesso nella parte iniziale durano un'eternità: a che pro?

Manrico 6/08/09 09:59 - 80 commenti

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Questo film di un regista controverso come Bellocchio [che alterna cose notevoli a pesanti cadute] la dice piuttoto lunga sui limiti attuali di molto cinema italiano. Presuntuosetto e formalmente irrisolto - palese il disequilibrio tra straniamenti/ellissi e la necessità narrativa - rimane inchiodato, nonostante i bei materiali di repertorio, alle interpretazioni forzate e monocordi di Timi e Mezzogiorno e più che in un'inquietante vortice di follia trascina presto in un soporifero laghetto di noia.
MEMORABILE: Quando Ida Dalser/Giovanna Mezzogiorno implora la superiora del manicomio di potere vedere il figlio.

Capannelle 13/11/09 12:37 - 3732 commenti

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Piacevole a livello coreografico, sicuro come regia, delude invece come forza narrativa nonostante la discreta prova (di certo non ispirata alla sobrietà) dei due protagonisti, Timi e la Mezzogiorno. Inizio particolare che altalena il duce versione stallone a efficaci richiami futuristi. Si comincia a intravedere che sarà il rapporto tra Benito e la sua amante a fagocitare l'intero racconto. Racconto che perde quota dopo l'internamento di Ida. Un film in cui il prodotto è inferiore alla somma degli addendi.

Katiebrook 12/12/09 00:12 - 5 commenti

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Meno godardiano de Il regista di Matrimoni e più pasoliniano (oltre due scene ricordano Salò), Bellocchio torna ai suo temi cari quali la pazzia, la carnalità, l'anticonvenzionalità e la disgregazione del nucleo familiare e lo fa svelandone bene le tesi: la follia del potere, il bacio come rito di passaggio, la maschera del fascismo, facendo prevalere i significanti al significato attraverso Giovanna Mezzogiorno che rifà al meglio le dive del cinema di regime passando per Ingrid Bergman di Europa 51.
MEMORABILE: Lo sguardo in camera di Giovanna Mezzogiorno, in automobile, mentre sui muri scorre la scritta "Il Duce ha sempre ragione".

Galbo 28/11/09 07:00 - 11424 commenti

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Ricostruzione della vita di Ida Dalser, amante di Mussolini e madre di uno dei suoi figli, raccontata da Marco Bellocchio che si concentra non tanto sulle vicende storico-politiche (che però fanno capolino attraverso interessanti filmati d’epoca), quanto sull’ossessione amorosa e la fede incrollabile della donna per l’uomo Benito. Intensa e sofferta l’interpretazione della Mezzogiorno, più caricaturale quella di Timi a cui spetta però il doppio ruolo più complicato, quello di Mussolini e di suo figlio. Buona la regia di Bellocchio.

Cotola 10/01/10 02:32 - 7564 commenti

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Bel film di Bellocchio che si segnala per una qualità sempre più rara a trovarsi nel cinema contemporaneo: uno stile registico. Molte sono, infatti, le idee registiche interessanti: su tutte quella di far apparire Mussolini solo attraverso filmati d'epoca nella seconda parte. Attraverso la storia della Dalser, Bellocchio ne approfitta per trattare temi a lui cari. Ottima la confezione con una doppia citazione d'obbligo per la fotografia di Ciprì e la scelta dei brani che vanno a formare una notevole colonna sonora. Bravi Timi e la Mezzogiorno.

Travis76 13/02/10 19:22 - 28 commenti

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Ricostruzione un po' troppo lenta delle vicende di Ilda Dalser, dimenticata "moglie" del Duce rinchiusa in manicomio e del loro figlio illegittimo infine riconosciuto. Dopo una prima mezz'ora di amplessi (con la Mezzogiorno che mostra generosamente il pelo!) preludio della nascita, il film prosegue in modo didascalico e non rende partecipi del dolore della bella (qui nel film) ed ex ricca Ilda che ha dato tutto fino alla morte per i Mussolini senior e junior. Fa quasi più tenerezza, donna Rachele!
MEMORABILE: Benito Albino che si esibisce in un'imitazione del padre... e Filippo Timi sembra un po' Guzzanti e un po' Javier Bardem...

Nando 20/05/10 02:21 - 3486 commenti

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Un film incentrato su una vicenda nascosta ma, ineluttabilmente, reale. L'ascesa del duce vista con gli occhi di una sua amante che gli diede un figlio. Interessante analisi dei personaggi ove emerge un ottimo Timi che interpreta padre e figlio. La Mezzogiorno, bellissima, è leggermente manieristica.

Giacomovie 1/08/10 20:33 - 1352 commenti

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"Vincere" è un film vincente per la riuscita combinazione di diversi fattori: una regia decisa, dialoghi vigorosi, attendibilità del contesto storico e abile montaggio di sequenze sceniche e di repertorio. La storia di uno degli enigmi della vita di Mussolini fa il resto, con l'interesse che suscita l'ingiusto trattamento subìto da una delle sue donne, Ida Dalser, vittima delle convenienze degli uomini potenti. Bravo Timi nel doppio ruolo di Mussolini giovane e del figlio rinnegato; grande la Mezzogiorno, anche nelle audaci scene erotiche. ****

Vstringer 27/07/10 01:15 - 349 commenti

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Bellocchio tra gli echi futuristi e la fotografia di Ciprì superbamente giocata su luci e ombre, con una notevole consapevolezza registica, ci mette una confezione di altissimo livello: purtroppo il soggetto vale pochino (la sceneggiatura viene maluccio di conseguenza) e virarlo in melodramma lo affossa. La Mezzogiorno, se non altro, dona isteria ben recitata a questa Bovary del fascio che per l'ossessione del Duce distrugge la propria vita e quella del figlio, mentre Timi, bravo nei panni di Mussolini, nei panni del figlio è veramente superbo.

Myvincent 8/08/10 14:51 - 2579 commenti

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Bellocchio e il suo occhio attento a scorgere il senso drammatico della vita scoprono una pagina poco nota della storia d'Italia e dell'essere umano. Ma la scelta di ricorrere alle star di celluloide in voga oggi lo tradiscono: la Mezzogiorno sogna la Magnani e Timi è meno efficace di un qualsiasi busto del Duce, pur offrendo un'inedita versione sexy del medesimo. Il migliore attore resta il vero Benito Mussolini...

Homesick 14/11/10 18:57 - 5737 commenti

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Dai lati oscuri della vita privata di Mussolini si diparte un racconto entropico ed ellittico ove Bellocchio, sorvolando sugli eventi storici - affidati solo a qualche filmato di repertorio e a flash futuristi - ribadisce i punti cardini del suo cinema di sempre: l’autoritarismo delle istituzioni (politica, collegi, ospedali psichiatrici), l’anticlericalismo, il conflitto con il padre, l’inane rivolta. Il calvario senza fine della derelitta Mezzogiorno e le mimiche dell’infervorato Timi risollevano il melodramma dalle frequenti cadute nel patetico e dal manierismo di fotografia e musiche.
MEMORABILE: La bella immagine della Mezzogiorno arrampicata sull’inferriata del manicomio mentre fuori nevica; la lettera del figlio.

Jandileida 17/11/10 19:33 - 1261 commenti

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Mentre pronuncia futuriste parole, il duce è distratto dal sesso in mostra della sua amante: paradigma, tragico, di una delle caratteristiche degli italici leader e cioè la passione problematica per l'altra metà del cielo. Lei ama lui, lui ama la (vana) gloria. Bellocchio parte dalla buona intenzione di raccontare un episodio minore, ma significativo, della vita dell'uomo di Predappio; peccato lo faccia con quel suo stile ridondante ed eccessivamente formale che finisce per sommergere gli ottimi contenuti del cinema bellocchiano. Eccessivo Timi.

Tyus23 21/11/10 01:06 - 220 commenti

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Bellocchio racconta la storia della moglie rinnegata del Duce in un film funzionalmente cupo, diretto con stile e con almeno un paio di scene di notevole impatto. I difetti sono da trovarsi però in una narrazione resa confusa da continue ellissi, soprattutto nella seconda parte, che rischiano di confondere lo spettatore e di togliere intensità alla vicenda. Un approfondimento storico maggiore (in che modo il socialista Mussolini diventa Duce?), sebbene non fosse il fulcro del film, non avrebbe guastato. Tre pallini per l'efficacia stilistica.

Saintgifts 9/05/11 23:02 - 4098 commenti

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Le interpretazioni del Duce (quelle vere, da filmati d'epoca) ben s'innestano nel clima e nella recitazione generale e inevitabilmente vien da pensare, magari ingenuamente, come sia stato possibile, con quelle parole e con quelle espressioni, trascinarsi dietro un popolo (ricordando quelli che sono rimasti coscienti). Il film dà per scontato, almeno nella prima parte, che lo spettatore sappia tanto sull'uomo Mussolini, altrimenti non si capirebbe nulla. Ricerca di immagini ad effetto, più o meno riuscite e musica hitchcockiana.

Giùan 13/06/11 13:40 - 3017 commenti

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Film cupo ed intenso come pochi: pare di stare continuamente sotto la pioggia battente di notte mentre lo si guarda, il che detto tra noi è una visione che alla lunga stanca. La Passione d'amore di Ida è incoercibile e per questo da annientare nel nome di quella altrettanto totalizzante per il Potere di Mussolini. La regia di Bellocchio è solidissima e coerente, le interpretazioni di Timi e soprattutto della Mezzogiorno incandescenti, eppure il docu de La Grande Storia forse esauriva già le implicazioni della vicenda. Magniloquente!

Rullo 10/09/11 17:57 - 388 commenti

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Un film basato su una supposizione. È notevole la tecnica: oltre che per un buon gusto per l'inquadratura il film vanta una fotografia - sopratutto in zone di penombra - davvero d'eccellenza. Ma la vera mancanza è una trama solida e una sceneggiatura altrettanto ben scritta: la storia non è affatto interessante. Gli attori, tuttavia, riescono a regalare prestazione ispirate.

Luchi78 15/06/12 10:55 - 1521 commenti

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Trasposizione difficile: Bellocchio sceglie di caratterizzarla in perfetto stile Ventennio. Timi carica la sua interpretazione in modo convincente, culminando nella folle parodia del duce verso la fine del film, ma come dargli torto visionando il filmato originale perfettamente restaurato del discorso di Mussolini sul mare nostrum? La Mezzogiorno è aggressiva e audace nella prima metà del film, troppo ripetitiva nella seconda, in cui viene internata nel manicomio (anche se è il film stesso a perdere un po' di spessore in quest'ultima parte).

Cloack 77 1/09/12 10:58 - 547 commenti

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Capolavoro è: un racconto (reale o meno) dall'impatto drammatico tanto caratterizzante da sconvolgere e strutturare di fiammeggiante passione l'intero impianto del film, un montaggio meraviglioso definito giustamente "futurista", l'interpretazione accorata e carnale della Mezzogiorno, la doppia essenza tragica di Timi, le visioni sceniche di un Bellocchio regista della "Storia" e della "storia". Capolavoro è: Vincere.

Mickes2 14/05/13 17:06 - 1668 commenti

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Trascendendo l’aspetto didattico della storia, Bellocchio dapprima ci introduce nella sfera privata di Benito Mussolini (un intenso Timi) da giovane militante del socialismo a Duce; aspetto questo che non decade mai, ma la centralità dell’assunto è il rapporto tormentato d’amore-odio-follia-repressione incarnato nello sguardo livido ma forte di una bravissima Mezzogiorno. Passione pura privata dei filtri e Potere totale senza coscienza: contrasto che esplode in un affresco sull’animo umano formalmente fascinoso e emotivamente pregnante.
MEMORABILE: Ida Dalser in lacrime costretta a rispondere a domande pleonastiche di rito per cercare di rivedere il proprio figlio.

Ramino 10/09/13 11:41 - 127 commenti

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Lentissimo polpettone di stampo sovietico con un Filippo Timi con gli occhi più a palla che mai e la povera Mezzogiorno che forse pensava di recitare a teatro anziché al cinema. Il solito Bellocchio che vuole dare lezioni di politica a tutta l'"intellighenzia" di sinistra, trovando spunto da questa storia dimenticata dai più, mischiando pelo e repertorio! Evitabile.

Enzus79 30/07/14 16:34 - 1829 commenti

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La cosiddetta "colonna" del film dovrebbe essere Giovanna Mezzogiorno, dato il ruolo che interpreta; invece quello che si mette in evidenza è Filippo Timi (e la differenza si vede)! Comunque è un film poco coinvolgente, mediocre, con molti alti e bassi e a tratti di una cupezza inutile.

Rambo90 10/02/19 20:10 - 6400 commenti

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Una storia mai raccontata prima dal cinema, che Bellocchio rende bene alternando una sapiente ricostruzione d'epoca (con un'ottima fotografia) a filmati di repertorio ben piazzati. All'inizio fatica a ingranare, con sequenze forse troppo veloci e frammentate, ma la seconda parte lascia il segno, anche grazie alle belle performance della Mezzogiorno e di Timi (quest'ultimo migliore nei panni del figlio che del duce). Buono il commento musicale, regia più moderna del previsto.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Myvincent • 9/08/10 12:33
    Compilatore d’emergenza - 47 interventi
    Tutti non meritati: Bellocchio non si riconosce piu', se non a tratti. Attori mediocri, consiglierei alla Mezzogiorno un corso di fonetica! Poveri noi...
  • Discussione Gugly • 9/08/10 17:38
    Segretario - 4677 interventi
    A mio avviso Timi si conferma non malaccio, sweppure non completamente efficace.
  • Discussione Myvincent • 9/08/10 17:50
    Compilatore d’emergenza - 47 interventi
    Un qualsiasi busto del Duce ha piu' forza ed espressione e spero che Bellocchio lo abbia scelto apposta per fare contrasto di proposito.
    Solo questo giustificherebbe la voce chioccia e senza troppo colore di Filippo.
  • Discussione Harrys • 10/08/10 14:46
    Fotocopista - 651 interventi
    Onestamente Timi m'è sembrato una delle poche note liete del film.
  • Discussione Myvincent • 10/08/10 16:06
    Compilatore d’emergenza - 47 interventi
    Allora potete immaginarvi il resto... Un film rubato alla fiction
  • Discussione Gugly • 19/11/10 14:16
    Segretario - 4677 interventi
    @Jandileida: nel tuo commento parli di "un episodio minore (anche se significativo) nella vita del Duce", io non sono d'accordo: a parte il fatto che il piccolo Benito Albino è stato il primo figlio maschio riconosciuto da Mussolini e sussistono ipotesi che la Dalser si sia fatta sposare dall'amante, ti sembra episodio minore l'ostinato rabbia che la donna nutrì nel corso degli anni, e ti sembra poco che il Duce abbia fatto rinchiudere entrambi in manicomio, con la conseguenza che il povero Benito Albino è morto a soli 26 anni in un ospedale psichiatrico per cause in parte ad oggi non proprio chiare, tanto è vero che le cartelle cliniche sono ancora off limits?

    Quanto dico lo so con cognizione di causa, perchè il posto è a quattro chilometri da casa mia.
    Ultima modifica: 19/11/10 14:40 da Gugly
  • Discussione Jandileida • 19/11/10 15:28
    Addetto riparazione hardware - 406 interventi
    Intendevo minore in senso storiografico non in senso generale. Ho precisato "significativo" perchè secondo me esplica bene il modo in cui il fascismo si rapportava con il mondo:violentemente.
    Per chi l'ha vissuto è stato certamente un evento fondamentale, e distruttivo,della propria vita.
    Se però si guarda a Mussolini, e più in generale al fascismo, assumendo una prospettiva storica questo qui è un episodio che, oltre ad essere poco conosciuto, non rientra comunque tra gli eventi che possono essere considerati come caratterizzanti il ventennio come invece lo sono ad esempio il 22 ottobre 1922 o le leggi razziali o il 25 luglio 1943 o l'alleanza con Hitler etc...Per questo ho scritto minore
    Ultima modifica: 19/11/10 15:29 da Jandileida
  • Discussione Gugly • 19/11/10 16:27
    Segretario - 4677 interventi
    Ho capito, ma non concordo, e ti spiego perchè: sento molto spesso dire, a totale spregio dei fatti ( es. il trascinamento dell' Italia in guerra, Matteotti, ecc.), che in fondo Mussolini era buono, mica come Hitler.
  • Discussione Jandileida • 19/11/10 16:36
    Addetto riparazione hardware - 406 interventi
    Scusa Gugly, hai anche ragione nel dire che stiamo assistendo alla riabilitazione del fascismo e di Mussolini sulla base di fonti tendenziose o peggio finte, ma non capisco cosa c'entri con il mio commento.
    Se il film avesse parlato di Matteotti ti assicuro che non avrei certamente parlato di episodio minore nella vita (politica) di Mussolini.
    Ti ripeto che ho usato anche il termine "significativo" proprio per sottolineare la violenza intrinseca del fascismo.
    Il discorso sulle differenze tra i due totalitarismi è vastissimo ed ha impegnato i più grandi storici del '900,ma non penso sia questo il luogo dove discuterne.
    Ultima modifica: 19/11/10 16:37 da Jandileida
  • Discussione Gugly • 19/11/10 16:41
    Segretario - 4677 interventi
    Ok :-)

    Probabilmente per mio carattere e in quanto donna sento molto questo tipo di argomenti.