Villaggio dei dannati

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Village of the damned
Anno: 1995
Genere: fantascienza (colore)
Note: Aka "Il villaggio dei dannati". Remake del film omonimo del 1960
Numero commenti presenti: 19
Papiro: cartaceo

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Undying 3/09/07 23:26 - 3839 commenti

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Incidente di percorso per Carpenter, che porta sullo schermo (come già aveva fatto con La Cosa, ottenendo ben altro risultato) un soggetto molto meglio sviluppato nel film originale del 1960. La scarsa riuscita è forse da attribuire all'impostazione di tipo televisivo; tanto che, seppur presenti nel cast attori di un certo spessore (Christopher Reeve ad esempio), la storia non decolla mai finendo per conformarsi alla piattezza di un patinato prodotto privo di carattere e spessore. Manca il gore e manca, soprattutto, il taglio del regista.

Caesars 5/09/07 14:27 - 2731 commenti

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Se pensiamo a tutti i capolavori che ci ha regalato John Carpenter sembra impossibile che ci sia davvero lui dietro la macchina da presa di questo inutile remake del cult-movie di Wolf Rilla. Sembra un prodotto destinato alla televisione tanta è la piattezza che caraterizza la pellicola, non aiutato neammeno dalla prova degli attori, tutti piuttosto sottotono. Il film dovrebbe generare un alto livello di tensione, mentre riesce soltanto ad annoiare e ad intristire nel vedere malamente sprecato il talento di un grande autore.

Galbo 6/09/07 15:43 - 11424 commenti

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Probabilmente questo film Carpenter lo ha diretto perché aveva problemi economici (o doveva cambiare macchina); non è pensabile altrimenti che il grande regista americano fosse convinto di un film che non mostra in nessun momento alcun tocco personale e che potrebbe tranquillamente passare per un prodotto televisivo, di quelli che mandano durante l'estate per riempire il palinsesto. Il film è noioso, diretto senza convinzione ed interpretato da attori mediocri o svogliati.

Puppigallo 18/10/08 10:20 - 4515 commenti

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Inutile e ignobile remake di un classico già di per sè intoccabile. Gli attori adulti sono una pena (il povero Reeve è l'unico a barcamenarsi come può) e i bambini, che dovrebbero essere il pezzo forte (un gruppetto di teste bianche, che sembrano tutti figli di Marcello Lippi) non inquietano neanche un po', anzi, con sti occhi luminosi che variano dal rosso, al giallo, al verde, danno più l'impressione di mini semafori ambulanti. L'aggravante poi, è di aver voluto dare anche una spiegazione, con inserimento del bimbo semibuono (ma per piacere!). Carpenter andrebbe fustigato per questa boiata.
MEMORABILE: La dottoressa, sotto l'influsso dei bambini, si opera con un bisturi, aprendosi a partire dall'ombelico (non si vede nulla, ma almeno l'idea è buona).

Daniela 17/04/09 09:12 - 9537 commenti

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Probabilmente il peggior film di Carpenter (regista che pure adoro), certo quello più impersonale. Da un piccolo gioiello in bianco e nero, un remake inutile che fallisce pure sul piano strettamente spettacolare, dominato da un'estetica para-televisiva. Gli effetti speciali, quasi inesistenti nel film di Rilla, qui ci sono ma improntati alla mediocrità che segna tutta la pellicola, mentre è meglio sorvolare sul cast: il confronto fra il povero Reeve e il superbo Sanders rischia di essere troppo impietoso per il primo.

Tomslick 8/09/09 12:14 - 205 commenti

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Inutile spreco di (pochi) mezzi. Dal confronto con l'originale inglese questo brutto remake esce con le ossa rotte: già dopo il primo tempo sta sotto dieci a zero e più si va avanti più la débacle è completa: l'ideona (sì, come no...) di "umanizzare" uno dei bambini non fa che peggiorare le cose. Stanco, impersonale, sciatto, amorfo. La stima (motivo del mezzo pallino in più) che si ha verso Carpenter impone di far finta di non aver visto nulla...

Homesick 1/08/10 17:33 - 5737 commenti

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Remake dell'omonima pellicola del 1960, ne spegne il senso di terrore cosmico e l'atmosfera di angoscia perenne entro una confezione da fantascienza televisiva e ossequiosa al politically-correct (il capo branco è femmina e uno dei bambini possiede improbabili slanci d'umanità). Il tocco di Carpenter si intravede a stento nelle carrellate iniziali, nella paresi collettiva durante l'ingravidamento alieno e nelle musiche da lui stesso composte. Come telefilm sarebbe ok, ma come cinema è ben sotto la sufficienza.

Nando 26/08/12 14:54 - 3486 commenti

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Filmettino fantascientifico provvisto di firma autorevole ma che all'atto pratico mostra una narrazione da telefilm anni 70 con effetti speciali deprimenti e uno sviluppo narrativo scontato. L'inserimento del bimbo buono cerca il lato emozionale, ma purtroppo peggiora il tutto. Cast anonimo nonostante Reeve, che comunque non è mai stato un grande attore.

Von Leppe 29/04/14 13:32 - 1034 commenti

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Il punto debole sono proprio i bambini, che risultano troppo finti con i capelli bianchi dal taglio stereotipato (espediente che funzionava bene ai tempi del prototipo in bianco e nero). Sono anche poco inquietanti nel loro voler apparire gelidi, per via della scarsa recitazione. Remake che necessitava di trovate nuove e invece è una copia sbiadita dell'originale inglese. Non male comunque alcune scelte, tra le quali il finale.
MEMORABILE: L'embrione alieno.

Rebis 15/12/14 20:13 - 2088 commenti

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Con un gioiellino della fantascienza d'antan tra le mani di John Carpenter, era lecito far lievitare l'aspettativa. Ma se La cosa sfondava il fronte materico facendo dell'innovazione effettistica tutt'uno con quella concettuale, Il villaggio è un riadattamento meccanico e inoffensivo, privo d'ispirazione, fastidiosamente demodé - a partire dall'aspetto dei pargoli - le cui rare intuizioni (il bimbo che sviluppa affettività è quello che ha subìto una perdita, il fanatismo religioso) restano teoriche e irrisolte. Ridicolo e criptocattolico il visto di censura italiano (V.M.18). Cast da eutanasia.

Almicione 19/11/15 01:50 - 765 commenti

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Il genere horror è oggi molto ripetitivo e sfrutta i soliti quattro esemplari di successo. Nel 1995, però, c'era ancora chi tirava fuori qualcosa di nuovo o ripescava qualcos'altro di buono dal passato. Carpenter è un maestro della tensione e sfrutta in modo sagace ed essenziale gli elementi giusti: un evento inspiegabile in una cittadina isolata; il fenomeno ancestrale del concepimento e della maternità; la ripercussioni bioetiche e le reazioni sociali. Ne esce fuori un film godibile, nonostante le numerose pecche, da Reeve agli FX.

Taxius 30/01/16 14:15 - 1645 commenti

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Film di stampo televisivo di un Carpenter poco ispirato e in declino artistico. Il limitato budget si vede tutto e nonostante il nutrito cast c'è veramente poco da salvare (giusto il povero Christopher Reeve si eleva almeno un po' dalla mediocrità generale). I bambini malefici, che dovevano essere il punto forte del film, si rivelano piatti e ridicoli. Visto il regista ci si aspettava un po' di violenza e/o azione, ma niente.

Jena 4/05/16 18:12 - 1207 commenti

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Sicuramente uno dei risultati più mediocri di un Carpenter avviato al declino (e purtroppo farà ben di peggio in seguito). Trama banalotta e scontata (tutto è talmente ovvio), bella sfilata di attori che però sembrano poco convinti (tra cui anche Mark "Skywalker" Hamill), effetti speciali così così, scarsa tensione (!) Forse a Carpenter interessava la critica politica all'omologazione cui deve ribellarsi il singolo, ma il film sembra fuori tempo massimo. Rimane solo un po' di atmosfera dovuta alla non ancora tramontata grandezza del Maestro...

Belfagor 1/11/16 22:01 - 2625 commenti

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Se La cosa era stato un remake geniale, questo rifacimento del film di Rilla spiazza per la sua inutilità. Ogni punto forte del cinema di Carpenter è tristemente rivoltato: effetti speciali mediocri sia nella qualità che nell'utilizzo, futili spiegazioni al posto di un ben più efficace ignoto, ritmi e fotografia televisivi, l'irritante aggiunta del bambino redento come appiglio emotivo. Mezzo pallino solo per l'interpretazione di Reeve, l'unica con un minimo di pathos. Il punto più basso della carriera di Carpenter. Da dimenticare.

Mutaforme 14/11/16 01:04 - 392 commenti

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In questo remake di un vecchio film di fantascienza, Carpenter non riesce a trasmettere come vorrebbe il profondo senso di inquietudine che dovrebbe accompagnare la discesa dei bizzarri bambini alieni discesi sulla terra. Ne esce un film guardabile ma incompiuto, un'opera che verrà tristemente ricordata per essere stato l'ultimo lavoro di Christopher Reeve prima dell'incidente che lo avrebbe paralizzato. Nel cast si segnala anche il redivivo Mark Hamill.

Vito 19/11/16 02:31 - 662 commenti

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Carpenter naturalmente aggiorna il classico del 1960 e trasporta l'azione dall'Inghilterra all'America. Rispetto all'originale c'è più violenza grafica e i bambini alieni sono più inquietanti e spaventosi; il benevolo governo del primo film inoltre qui viene sostituito da militari e scienziati senza scrupoli. Bravo il povero Christopher Reeve.
MEMORABILE: La Alley che si apre lo stomaco con un bisturi; Il feto alieno.

Rufus68 11/10/17 20:57 - 3125 commenti

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Carpenter mantiene gli occhioni fosforescenti e alcuni luoghi del modello; rinuncia al personaggio-chiave di Sanders deprivando il film dell'umanesimo illuminista che costituiva il fascino del predecessore; aggiunge particolari raccapriccianti o curiosi che a nulla servono (e nulla aggiungono, è il caso di dire). La Alley tabagista e cinica è insopportabile almeno quanto i mocciosetti biondo platino. Nadir: il bambolotto interstellare sotto formalina (o quel che è). Un fallimento totale.

Faggi 6/01/18 19:12 - 1507 commenti

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Il Maestro molesta un capolavoro della fantascienza insidioso, inciampa e cade rovinosamente. Non funziona nulla, in questa pellicola da relegare nel dimenticatoio. Personaggi piatti (e i bambini ibridi non riescono a suscitare inquietudine); vicenda che ne esce svilita e volgarizzata. Non ci sono tracce di ispirazione nel girare, nessuna bella immagine, nessun passaggio degno della firma. Il risultato è un cumulo di macerie. Unico punto a favore: potrebbe far apprezzare meglio la cristallina compiutezza dell'originale.

Rigoletto 24/01/18 19:55 - 1610 commenti

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Il reamke di un grande film parte sempre svantaggiato e questo non fa differenza; tuttavia, pur trattandosi di un Carpenter ogettivamente minore, non manca di far sentire sprazzi della mano del maestro che gioca molto sull'atmsofera e si circonda di bravi attori il cui ruolo, però, non sempre è azzeccato (vedi Hamill). Tutto sommato da non bocciare: un fondo di fascino lo conserva anche dopo più di vent'anni.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Caesars • 6/09/12 09:24
    Scrivano - 11053 interventi
    Questo film di Carpenter, oltre ad essere stato monopallinato dal Davinotti, non è ancora stato suffrecciato da nessuno. Incredibile considerando il nome del regista e la stima che ha verso di lui il popolo davinottico (e cinefilo in genere). Un vero e proprio passo falso (anche se, a mio giudizo, non l'unico) nella carriera registica del grande John.
  • Discussione Poppo • 2/06/16 13:18
    Galoppino - 422 interventi
    Rivisto ieri sera dopo anni.

    A mio parere sarebbe il caso di rivedere anche le troppe stroncature ai troppi film di Carpenter. Magari cominciando da questo.

    Se il remake de La Cosa viene annoverato come capolavoro, questo altro remake non è affatto da buttare: l'intelligenza di Carpenter fa si che i suoi fans arranchino nel comprendere i significati psicologici e sociali che appaiono in tutta la loro forza. Discorso analogo con il suo ultimo film capolavoro The Ward.

    Chi non ama quei bambini? Perché non amarli? Sono banalmente "cattivi" o sono la classica proiezione del male degli adulti? C'è qualcuno che ama quei bambini tra i personaggi del film? E tra i fans di Carpenter?

    Domande retoriche a parte (ma, guarda caso, buone anche per The Ward), questi "bambini" rispondono sempre alle aggressioni e al non-amore. Rispondono con violenza? Ok. Gli adulti sono forse più morbidi e comprensivi nei loro riguardi? Bisognerebbe ri-partire da qui...
    Ultima modifica: 2/06/16 13:20 da Poppo
  • Discussione Rebis • 3/06/16 11:42
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Al contrario per me la seconda visione è stata peggiorativa.... mi è parso un remake compilativo e senza ispirazione. I temi che sottolinei ci sono, ma erano già (e meglio) nel film originale. Sono d'accordissimo invece su The Ward che credo sia stato sottovalutato dai più...
    Ultima modifica: 3/06/16 17:51 da Rebis
  • Discussione Poppo • 3/06/16 20:51
    Galoppino - 422 interventi
    Suvvia, se c'è una cosa che distingue il film di Carpenter dall'originale è proprio il trattamento dei bambini; nell'originale sono un espediente cinematografico per parlare di terrore sociopolitico, nel remake diventano coppie simbiotiche maschio/femmina provenienti dallo spazio (dichiaratamente), dunque, come in altri noti film sci-fi - prendiamo E.T ad es - diventano metafora dell'evoluzione umana, con rischi e pregi della medesima (anche in E.T. si crea una coppia simbiotica). Il bambino a cui la dottoressa sottrae la compagna si evolve in maniera differente, unico sopravvissuto della nidiata considerata malefica verrà portato in salvo dalla madre; inoltre tutte le interazioni adulti vs bambini sono in forma di aggressioni alle quali i bambini rispondono "occhio per occhio".

    Nel primo film non c'è nulla di tutto questo. Come remake non ha nulla da invidiare a La Cosa. Ossia c'è abbondante materiale nuovo su cui elaborare interpretazioni e letture psico-sociali.

    Ecco perché ho citato The Ward dove abbiamo una ragazza ribelle che tenta di salvare sé stessa e le sue identità lottando contro un sistema psichiatrico anni sessanta, cioè ancora travagliato da sistemi coercitivi e di tortura. Kristen intendo. Questa è la ragazza (cit).
    Ultima modifica: 3/06/16 20:55 da Poppo
  • Discussione Rebis • 4/06/16 11:08
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Faccio fatica a non interpretare il cinema di Carpenter in chiave socio-politica: che abbia svecchiato il soggetto originale dalle paturnie da guerra fredda è fuori discussione, ma non credo che il film argomenti seriamente su una razza aliena: i bimbi esemplificano ben altro. Certo, l'idea che l'adulto eserciti una coercizione sul bambino plasmandolo o domandolo a propria misura c'è. Ma anche ridurre l'originale ad una mera metafora del conflitto USA-URSS mi sembra riduttivo, c'è molto di più dietro l'allegoria politica, che è solo la superficie, l'aspetto più evidente della pellicola che non richiede particolari sforzi interpretativi.

    Oltretutto il remake di Carpenter per me è inefficace anche stilisticamente: è piatto, televisivo, recitato malissimo, senza un vero crescendo. Il look dei bambini è inverosimile, ridicolo: quando camminano tutti in fila indiana per il paese è difficile non farsi prendere da un attacco di ilarità :D
    Ultima modifica: 4/06/16 11:17 da Rebis
  • Discussione Poppo • 4/06/16 20:32
    Galoppino - 422 interventi
    la discussione potrebbe continuare, piacevolmente, a lungo.

    inutile aggiungere che se qualcun altro ha da dire la sua, io sarei felice...

    sul fatto che i bambini in fila per due suscitino ilarità, sai, sono abbastanza perplesso: per giove e giunone, o sono vecchio per la vostra media oppure sono stato in scuole fasciste... accidenti a questa italia, ma alle elementari, nei mitici sessanta e settanta, tutti in fila per due... e qualche prof tentò pure alle medie...

    vale la pena rivedere i due film, fidatevi. Nel primo i bambini sono "cattivi" senza apparenti motivi... e questo la dice lunga su come Carpenter abbia rivisto e rilanciato problematiche molto più sottili sul piano psicologico e umano.

    probabilmente qui sta il rifiuto della critica: un Carpenter quasi sempre impegnato politicamente si sposta su un fronte diverso... (dove la politica va letta in chiave psicologica e sociologica). Infatti, The Ward, stessa sorte.