Videodrome

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La quintessenza del cinema di Cronenberg, che in quanto tale suggerisce innanzitutto una molteplicità di interpretazioni. Arriviamo a metà film credendo di aver compreso l'originale idea alla base della storia, ma da lì in poi ci perdiamo in un labirinto ineludibile costituito dal sovrapporsi di realtà e allucinazione. Cosa è vero di quello a cui Max Renn (uno straordinario, glaciale James Woods) assiste e prende parte? Gli incredibili effetti speciali di Rick Baker (di un realismo impeccabile, frutto di una fantasia unica) ci guidano in un universo dove ogni certezza scompare, dove apparentemente Cronenberg abbandona ogni logica per proseguire sommando suggestioni visive. Non è così: il regista (e autore unico dello script) sceglie deliberatamente...Leggi tutto di confondere lo spettatore per approciare un modo diverso di fare cinema: non dobbiamo più credere che quanto ci viene mostrato sia vero: il cinema inganna, può ingannare. Ognuno potrà dare la sua libera interpretazione di VIDEODROME e sarà comunque corretta, perché la moltiplicazione dei punti di vista è prevista e anzi ardentemente cercata, dal regista. Lasciamoci quindi avvolgere dalle immagini, dalle cupe sinfonie classiche composte dall'inseparabile Howard Shore in stile ARANCIA MECCANICA, tuffiamoci in quest'incubo rosso (sicuramente il colore dominante) accompagnati dall'ex singer dei Blondie Debbie Harry (un volto e due labbra sensualissimi), perché sarà un'esperienza. Probabilmente non tutti riusciranno (o vorranno) entrare nella logica crononberghiana (già molto vicina agli scritti di Borroughs, forse persino più del PASTO NUDO, da Borroughs ufficialmente derivato). Si potranno aborrire gli eccessi splatter, rifiutare l'incomprensibile impianto cronenberghiano, trovare semplicemente noiose molte fasi, ma la forza del film, il suo saper rompere gli schemi, sono qualità rare e innegabili.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Flazich 12/02/07 19:40 - 658 commenti

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Videodrome è un viaggio delirante all'interno dei mass-media e dei loro effetti deleteri sul pubblico. Naturalmente Cronenberg estremizza il concetto di "dannosità". Il cervello si metamorfizza e non a caso, essendo lo strumento cognitivo dell'essere umano. Ne consegue una metamorfosi dei pensieri dell'individuo (che perde la capacità cognitiva) e si ottiene così il vero obbiettivo che si prefigge la tv: l'assenza di analisi critica. Geniali alcune scene come quella della pistola di metacarne.

Magnetti 21/03/07 22:37 - 1103 commenti

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Che nel 1983 un regista potesse andare così nel profondo da portare sullo schermo quella parte della natura umana che ci spinge ad una sorta di ossessionato attaccamento alle immagini dello schermo ha dell'incredibile. E poi c'è James Woods che, con quel suo aspetto un po' laido, riesce magnificamente a rappresentare la categoria di quelli disposti a tutto pur di attaccare le masse allo schermo. Metafora del lato peggiore dei mass media. Lato che, purtroppo, ha sempre molto successo. Capolavoro.

Caesars 4/05/07 10:18 - 2670 commenti

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Sicuramente il film che portò il genio di Cronenberg alla popolarità. La trama è complessa e si apre a molte interpretazioni, cosa che può lasciare allibiti molti, ma indubbiamente si assiste ad un'opera di un autore vero che affascina per come è realizzata. Personalmente preferisco i Cronenberg precedenti a questa opera, ma sicuramente non si può negare al film una certa "rottura" con il modo di fare cinema più tradizionale. Bellissima l'ex cantante dei Blondie Deborah Harris (e anche brava) e molto convincente James Woods. Da vedere.

Undying 6/05/07 18:39 - 3841 commenti

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Cronenberg affonda lo sguardo "oltre lo schermo", analizza gli effetti del contagio non solo a livello fisico (le spaventose metamorfosi cui va incontro il bravo James Woods) e sessuale (memorabile la sequenza sado-maso interattiva, premonitrice delle porno potenzialità di internet), ma soprattutto mentale. Sorta di Orwell 1984 e Fahrenheit 451, in chiave horror, che tenta diversi piani di "narrazione" spesso velati dietro l'apparente gusto di immagini morbose e disturbanti (l'ibridazione uomo-macchina). Profetico.

B. Legnani 2/07/07 01:14 - 4687 commenti

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Fa parte di quei film di straordinaria importanza nella storia del cinema, la cui rilevanza, che è "totale", è superiore al valore, pur più che buono, del film. Qui c'è la lucidissima preveggenza dei guasti televisivi nella società moderna, la rappresentazione delle irresistibili sirene del piccolo schermo, che risucchia anima, corpo e mente e tante intuizioni geniali. La parte meno riuscita è il finale.
MEMORABILE: Le lusinghe femminili che vengono dallo schermo. Indimenticabili.

Homesick 1/11/07 09:07 - 5737 commenti

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Inquietante distopia telecratica che la spettacolarizzazione di sesso e violenza nell'era dei media interattivi rende sempre più tremendamente attuale. L'intricata trama si incastra tra realtà e allucinazione, i corpi si deformano e si annientano sotto la forza ipnotica, assorbente e divorante del Videopotere. Cronenberg, nel suo inconfondibile stile, continua il discorso sulle fusioni uomo-macchina-sistema nervoso già iniziato con Scanners e che giungerà ad eXistenZ.
MEMORABILE: Gli incredibili effetti speciali nell'uomo-videoregistratore.

Capannelle 28/11/07 16:09 - 3699 commenti

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Un aggettivo appropriato per la pellicola potrebbe essere allucinata, un po' come i disturbi che colpiscono James Woods. E lui, come noi, non riesce a capire da dove si generi questo male in propagazione. La risposta arriva nella parte finale, dopo che tutti i personaggi hanno recitato una parte ambigua. Cronenberg anticipa il rapporto perverso tra mezzo televisivo e spettatore, portandolo alle estreme conseguenze, con una trama originale, costruita in modo bizzarro ma recitata senza troppa verve. Effetti splatter dosati con cura.

Cotola 14/12/07 23:05 - 7447 commenti

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Straordinario film di fantascienza che sconfina nell'horror e che è un chiaro atto di accusa contro la televisione e il suo potere di controllare e manipolare la mente delle persone. Cronenberg dirige con mano sicura un film geniale, dalla forte carica visionaria e a tratti davvero disturbante. Ottima la "confezione" del film. Buona l'interpretazione di James Wood. Un film davvero molto bello, a tratti inquietante e soprattutto che fa pensare. E non è poco!!!

Il Gobbo 15/01/08 09:21 - 3011 commenti

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Il più compiuto e teorico film di Cronenberg, quello nel quale le sue riflessioni, le sue metafore, il suo gusto visionario e orrorifico si sposano meglio. Apocalittico (ma anche un po' integrato), regala a James Woods uno dei due ruoli della carriera, perfetta la sua maschera per questa discesa agli inferi. Che è, poi, in fondo la storia di una sconfitta: il vituperato mostro tecnologico ha fagocitato anche Videodrome. È lecito segnalare un briciolo di noia?

Redeyes 27/03/08 12:19 - 2130 commenti

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È senza ombra di dubbio un capolavoro, che come un buco nero risucchia tutto un certo genere di pellicole a venire e le fa scomparire, dimenticare. Siamo nel 1983 e siamo avanti di decenni. Potenza visionaria amplificata al massimo. Woods strepitoso. Tuttavia, come molti capolavori, specie se visionari, specie se quasi manifesti, ha un'intrinseca forza che affascina e disturba, è difficile da digerire, va visto a più riprese e di certo con la giusta predisposizione. Non facile. Può non piacere a tutti!

Puppigallo 17/01/09 11:21 - 4494 commenti

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Qui Cronenberg si comporta come un pugile esperto. Prima studia lo spettatore, dandogli solo piccole sollecitazioni (i frammenti di video). Poi inizia un lento lavoro ai fianchi (un certo approfondimento psicologico; la ricerca del piacere attraverso il dolore). E infine, lo tempesta di psico-video bordate, precipitandolo nella sua mente, più tortuosa delle montagne russe, dove realtà, sogno, incubo e emozioni si amalgamano, dando vita a una dimensione nella quale animato e inanimato si fondono, raggiungendo l'estasi. E' una pellicola unica, inimitabile, ma un po' troppo pesante.
MEMORABILE: La seconda parte, dove il videoincubo prende vita e diventa tangibile.

Patrick78 22/01/09 15:03 - 357 commenti

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Ingarbugliato e poco comprensibile viaggio ai limiti della realtà per Woods che diretto dal canadese Cronenberg interpreta un personaggio oscuro e poco convincente. Tra televisori che si animano, snuff movie, rapporti carnali nel più classico stile del regista, si arriva ad un risultato che non lascia per nulla soddisfatti. Il tocco di Cronenbeg c'è e si vede ma è la logica a latitare in un film che ne avrebbe un disperato bisogno. Ottimi comunque i trucchi del grande Rick Baker che si adattano perfettamente al clima morboso e malato del film.

Ciavazzaro 6/03/09 16:39 - 4758 commenti

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Ottimo. Horror che compie una critica sociale fortissima e in larga parte condivibilissima. David Cronenberg specialista del genere offre un'ottima regia, mentre l'idea di partenza del diabolico canale televisivo con vere torture e veri omicidi è geniale. Non mancano anche effettacci di sangue (un tripudio nel finale). Da vedere, fa quasi paura pensando che alla fin fine non è propriamente improponibile quello che si mostra e che potrebbe accadere, un brutto giorno.

Renato 8/03/09 21:13 - 1528 commenti

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Inquietante, in una parola. Ad ovvia dimostrazione che il vero orrore nasce dalla mente e non dalle quantità di budella mostrate, Cronenberg gira uno dei suoi migliori film in assoluto: intelligente nell'assunto, efficace nella realizzazione e spettacolare anche a livello visivo (gli "incubi" di Max Renn, ad esempio, non si dimenticano facilmente). Tutto il discorso sul controllo delle menti tramite la tecnologia, poi, è quantomeno attuale anche oggi: vedremo mai apparire davvero una Chiesa Catodica? E se l'avessimo già vista? Grandissimo film.

Herrkinski 11/03/10 17:45 - 5023 commenti

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Cronenberg qui codifica definitivamente il suo "cinema delle mutazioni" dando vita a un film allucinato (e allucinante) di difficile comprensione, ma che nel messaggio di base è profeticamente e tragicamente avanti sui tempi. Strepitosi gli SPFX, così come l'eccellente prova di James Woods ma anche quella di Debbie Harry. Tuttora ineguagliato dallo stesso regista e ineguagliabile da chiunque altro nella sua visionarietà (altro che Lynch), seppur imperfetto nella forma (lo svolgimento è un po' lento e tende al caos nel finale); grande cinema.
MEMORABILE: La pistola nella pancia; Woods "entra" nel televisore.

Daidae 17/12/09 17:35 - 2726 commenti

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Ho sempre considerato Cronenberg e i suoi film sulle mutazioni (eccezione fatta per La mosca) delle mediocrità, ma questo "Videodrome" mi è piaciuto tanto. Geniali le trovate della tv "invisibile" che trasmette scene di violenza reali e la tv sado-interattiva. Un po' confuso verso il finale ma fa niente.
MEMORABILE: Morte a videodrome, lunga vita alla nuova carne!

Enricottta 29/03/10 16:09 - 507 commenti

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L'essenza di un film non si misura solo sui temi, sulle tecniche di ripresa o il cast; è le suggestioni che provoca e i ricordi che riesce a fissare nelle nostre menti. Videodrome, è l'innovazione, il baluginare di quello che verrà e che è avvenuto, senza per questo diventare il classico film manifesto, che ostenta verità ad ogni fotogramma. Cronemberg è un osservatore attento del mondo eppure sembra distaccarsi da esso attraverso l'uso di metafore "allucinogene". Resta intatta la magia del cinema e la voglia di esprimersi su piani diversi. Inquietante!

Greymouser 6/05/10 17:20 - 1458 commenti

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Se tutti i piccoli apprendisti stregoni che oggi giocano con tematiche tipo snuff, sado-spettacoli, torture e compagnia bella si fossero presi la briga di guardare e soprattutto studiare questo film di Cronenberg, forse avremmo evitato tanti sprechi puerili di pellicola. Il regista canadese aveva già scritto qualche pagina definitiva di cinema, e si trattava semmai di approfondire gli innumerevoli sottotesti di cui "Videodrome" è pregno. Ma qui sta veramente la differenza fra arte visionaria e semplice pornografia dello sguardo.

Disorder 7/05/10 11:23 - 1408 commenti

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Davvero un gran film. Azzeccatissima l'idea di utilizzare la cifra dell'horror per descrivere quello che in realtà è un problema reale: l'invadenza e il potere di controllo dei mass media. Altra intuizione geniale, gli istinti umani più primordiali (sesso e violenza) utilizzati scientificamente come irresistibili attrattori di massa. Effetti speciali ben realizzati, convincente Woods e sensualissima Debbie Harry (storica vocalist dei "Blondie"). Da vedere senza esitazioni!
MEMORABILE: L'agghiacciante scena di sado-maso, con Woods che frusta un televisore con l'immagine della Harry...

Tomastich 7/12/10 14:06 - 1216 commenti

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Un viaggio ai confini della realtà. Prima dei vari polpettoni in 3d, prima dei tanto idolatrati Matrix e Il tagliaerbe, prima che Cameron "evacuasse" Avatar, David Cronenberg aveva già ridefinito un genere, quello dell'horror fanta-sociale, che grazie alla sua visionarietà post-moderna riesce ad elevarsi a manifesto degli anni '80.

Mdmaster 9/12/10 19:06 - 802 commenti

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Avendolo visto senza sapere della sua fama come miglior film di Cronenberg, devo dire che forse è stato meglio così. Sì, perché non ho trovato Videodrome capace di portare un messaggio molto significativo a distanza di vent'anni. Per quanto all'epoca la portata fosse importante, oggi è una pellicola dal ritmo altalenante, a tratti noiosetta, anche se rimane una visione intrigante. Cronenberg ha un tocco unico e il regista canadese regala a Videodrome un look notevole, ma non mi ha convinto in pieno. Lo rivedrò più in là.

Daniela 11/12/10 11:49 - 9197 commenti

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Rivisto recentemente insieme ai figlioli, ho fatto fatica a farne capire l'importanza dal punto di vista dell'immaginario cinematografico, dato che ne è passata di acqua (virtuale) sotto i ponti da allora... Ad apparire invecchiata è in effetti la trama, talvolta pesante o incomprensibile, ma non certo la potenza di certe intuizioni visive, soprattutto legate all'ibridazione uomo/macchina, che resta immutata a quasi trent'anni dalla prima visione. Non il miglior film del regista, ma forse il più imprescindibile, e non solo per il cinema horror
MEMORABILE: Woods che frusta il monitor, l'addome che si apre per introdurre la videocassetta

Mtine 1/06/11 20:20 - 224 commenti

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Videodrome comincia quasi come un thriller e termina come un incubo. Sicuramente può non piacere, anche perché il film diventa a poco a poco sempre più onirico e labirintico, ma non possono non colpire i mirabolanti effetti speciali o la tensione di alcune scene (soprattutto verso la fine). Geniale anche l'idea di proporci la narrazione tutta dal punto di vista del protagonista, rendendo alcune sequenze inspiegabili razionalmente (il "buco" su tutti: ci viene mostrato non solo come frutto di allucinazione). Criptico, forse troppo, ma da vedere.
MEMORABILE: Tra barboni: "Ma chi è che puzza in questo modo?" "Tutti!".

Buiomega71 20/07/11 11:04 - 2226 commenti

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Assoluto, indispensabile e punto nevralgico cronenberghiano. In realtà, anche vedendolo più volte, ci ho capito poco o nulla, ma non importa. Quello che conta è il potere visionario di Cronenberg, tra snuff, televisori organici, ferite vaginali sullo stomaco, putridi comparti per carnali vhs, fusioni tra armi e arti, bocche sensuali che escono dallo schermo, teste che si spaccano, donne legate e frustate. Puro delirio fatto di carne e sangue, unico e irripetibile. Da oscar gli sfx di Rick Baker. Gloria e lunga vita alla nuova carne. Capolavoro.
MEMORABILE: James Woods ridotto a videoregistratore antropomorfo; vhs di carne pulsanti; l'esplosione splatter del televisore; "dacci il canale 33 Max".

Zender 12/01/12 17:38 - 277 commenti

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Il manifesto della rivoluzione cronenberghiana è scritto nella carne di James Woods, che sulle tracce della misteriosa trasmissione tv Videodrome (torture in diretta propagate da chissà dove via etere) indagherà smarrito nell'alterato mondo che diventa il nostro, un magnetico labirinto di perversione dove la realtà cambia e il corpo repellentemente muta. Personaggi liquidi e sfuggenti, la Blondie come femme fatale... tutte schegge di un'avanguardia che s'avvolge un po' su se stessa, ma tanta diversità fa giustamente gridare al genio.

Bjorn 6/03/12 00:51 - 32 commenti

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Cronenberg sconvolge, delizia e confonde con un film surreale che lascia aperto uno spazio profondo come quello squarciatosi nel ventre del protagonista-videoregistratore. È lo spazio dei punti di vista, delle libere interpretazioni a cui ogni singolo spettatore viene lasciato. Un travolgente mix di organica repulsione e freddo metallo dalla visionarietà incredibile, dal potente effetto scenico e da un tema alquanto moderno e profondo. Realtà o allucinazione? Dove finisce l'una e inizia l'altra? A noi la scelta, mentre ci gustiamo le sconvolgenti sequenze.
MEMORABILE: "Morte a Videodrome. Gloria e vita alla nuova carne!"; Fusioni tra video-macchine e corpi viventi; Le potenti allucinazioni; Il finale.

Max renn 6/03/12 19:53 - 80 commenti

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Cronenberg elabora le sue preoccupazioni con uno stile allucinato e visionario (eccezionale il capovolgimento del ruolo uomo/macchina con videocassette che pulsano e televisori che fremono e sanguinano). Il sarcasmo non manca come nel caso della reintegrazione dei barboni a suon di TV o del business gestito dai creatori del nefando segnale (occhiali per farci vedere meglio?) Lo spettatore perde il senso della realtà ed entra nell’incubo: la videoparola si sta facendo carne! Imprescindibile.
MEMORABILE: Morte a Videodrome... gloria e vita alla nuova carne!

Luchi78 22/03/12 17:21 - 1521 commenti

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Siamo di fronte a un film che regala forti emozioni: le musiche cupe avvolgono lo spettatore che proverà sicuramente a immedesimarsi in quella fusione tra uomo e macchina, provando una strana sensazione allo stomaco quando vedrà l'ottimo James Woods "cianfrusagliarsi" dentro le viscere... Un'esperienza cinematografica assolutamente da non perdere, ovviamente solo per stomaci forti visti gli strepitosi effetti speciali. Grandioso!

Fabbiu 31/05/12 12:14 - 1930 commenti

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Vertice nella filmografia di Cronenberg; la mutazione (tema al centro sempre di ogni suo film), è inserita nel contesto fantapolitico di un grande complotto autoritario che vuole fare piazza pulita di chi tende ad apprezzare la violenza sessuale; tra effetti splatter essenziali, interpretazioni fantastiche (quella di Woods in primis), ottime musiche cupe e una narrazione con autentiche aperture surreali, si riflette sul ruolo della continua illusione mediatica che confonde la realtà. Uno stile evocativo e innovativo che colpisce.

Zutnas 7/11/12 12:02 - 85 commenti

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Allucinazioni videoindotte inducono il protagonista ad azioni (auto)distruttive. Film che punta a colpire e disorientare lo spettatore con l'alternanza realtà-allucinazione (nel film c'è un videodrome che è poi vera oscenità e violenza come il nostro videodrome), mostruose trasformazioni, momenti paradossali e musiche ansiogene (anche eccessive). Accusa verso la televisione e gli eccessi che si trasmettono.

Jena 2/03/13 09:55 - 1168 commenti

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Summa della visione cronenberghiana e film dalla compattezza teorica impressionante. Anticipando di decenni quello che avverà, Cronenberg proclama che il terzo occhio, anzi l'unico occhio ormai dell'uomo è la tv e che "la Tv è più reale del reale", inoltre introduce quella fusione uomo-macchina che sarà il suo tema costante (e a cui altri maestri si abbevereranno, come Tsukamoto). Effetti speciali efficaci anche se artigiali, sequenza di scene sconvolgenti, visionarietà estrema, Woods ottimo nel repellente ruolo. Geniale! ****1/2
MEMORABILE: Le fusioni Woods-televisore; Woods videoregistratore umano; La "fessura" in Woods; Il sadomaso col televisore.

Pinhead80 22/08/13 15:08 - 3879 commenti

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Impossibile uscire indenni dalla visione di questo film che si pone avanti dieci, venti, trenta anni rispetto alla data di uscita. Il mezzo televisivo nutre e plasma le menti umane crescendovi dentro come un grosso tumore. Videodrome è un segnale che tutti possono captare e che nessuno può ignorare. Se per Max Renn la chiave è il sesso per altri può essere il denaro, le armi, la politica, il cibo, la bellezza... fate voi. Il potere che seduce e corrompe per poi gettarci via nell'immondizia è qui rappresentato come meglio non si può. Capolavoro.
MEMORABILE: Le allucinazioni di Max Renn e gli effetti speciali con le armi che diventano un tutt'uno con la persona.

Maxx g 21/01/14 15:20 - 491 commenti

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Obiettivamente pensavo meglio. Ricordo la storia di Dylan Dog " Canale 666", che aveva tratto ispirazione, si diceva, da questo film. È un incubo che sembra interminabile per il povero Max, risucchiato in un sistema perverso denominato appunto " Videodrome ". 83 minuti dove la follia imperversa e dove ci sono già le basi del Cronenberg futuro. Un film che ha un suo significato, anche se dell'autore canadese c'è di meglio.

Bergelmir 26/03/14 00:34 - 160 commenti

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Imprescindibile opera sull'alienazione nella società dello spettacolo televisivo, pervasivo e soffocante, che non lascia alcuno spazio al controllo e alla libertà personali. L'individuo non esiste se non in relazione continua col mezzo di comunicazione, che lo invade e lo cambia in modo irreversibile. Nulla è più reale: realtà, incubo e finzione televisiva si intersecano senza soluzione di continuità. Ancora attualissimi i temi trattati da Cronenberg: i mezzi cambiano, ma l'alienazione resta.
MEMORABILE: Il dr. O'Blivion.

Yamagong 17/08/14 00:25 - 274 commenti

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Se in Carpenter la carne si deforma per esternare il lato più oscuro dell'essere umano, qui la trasformazione avviene perché indotta dal televisore, unico occhio dell'uomo contemporaneo sulla realtà: ne consegue che è la tv stessa a diventare realtà, filtro necessario quanto terribilmente manipolabile. L'orrore che Cronenberg ci racconta è fatto sì di allucinanzioni, orripilanti metamorfosi e sequenze oniriche, ma ci tocca da vicino, perché, sono infine le martellanti e ossessive suggestioni del tubo catodico a essere messe in discussione...
MEMORABILE: Il sesso col televisore, la pancia-videocassetta; L'omicidio finale; "Morte alla carne! Lunga vita a Videodrome!"; Deborah Harry.

Hackett 6/03/15 15:28 - 1720 commenti

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Che questo film sia il manifesto indiscusso del cinema di Cronenberg è innegabile. Lascia senza parole invece il fatto che a ogni visione, a più di trent'anni di distanza, Videodrome sia ancora una vibrante, fresca e attuale critica verso l'omologazione culturale e verso il rapporto che i media stabiliscono con il loro pubblico. Quel circo degli orrori clandestino che mina le menti di chi guarda ci ha infettati un po' tutti dagli anni '80 in poi. Lunga vita a Videodrome.

Minitina80 20/03/15 00:15 - 2296 commenti

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La quintessenza del cinema di Cronenberg, che porta in auge un tema ancora oggi attuale. È una critica sul potere della televisione di controllare e manipolare la mente delle persone: il vero obiettivo che si prefigge la tv è l'assenza di analisi critica. Il rapporto che si instaura con lo spettatore è morboso e deviato; egli finisce per diventarne schiavo e incapace di distinguere la realtà dalla finzione. Un film profetico, da ammirare e rivedere.

Lythops 30/07/15 20:43 - 972 commenti

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Cronenberg riesce sempre a colpire nel segno, in ogni suo film: impossibile restare indifferenti di fronte alle sue allucinazioni, alla sottilissima perversione che le sue interpreti, indipendentemente dalla bellezza, dall'età e dal corpo, riescono a trasmettere. Il film è una monumentale opera sulle correnti occulte della mente, sulle dipendenze indotte, su una tecnologia che, ai tempi del film solo lontanamente ipotizzabile, oggi è delinata molto meglio nella sua diabolica solitudine. E tensioni e misteri plausibili si fondono alla perfezione.

Almicione 28/05/15 00:51 - 765 commenti

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Il confine tra realtà e finzione diviene sempre più vago per Max Renn (un bravo Woods) vittima di Videodrome, programma all'apparenza basato sul BDSM, ma che in realtà nasconde ben altro. Negli anni dei primi sviluppi significativi della rivoluzione digitale Cronenberg analizza il rapporto fra uomo e tv, la quale è incosapevolmente utilizzata come strumento di consapevolezza da parte degli spettatori, che tendono a identificarsi in essa fino addirittura a incorporarla (lo schermo che diviene pelle, le cassette nel ventre). Inquietante e alienante.
MEMORABILE: Lo squarcio che si forma sul ventre di Renn.

Taxius 18/06/15 13:03 - 1643 commenti

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Inquietante fantascienza che sconfina nell'horror. E' una critica sociale molto forte contro il mondo dei media, accusati di manipolare la mente umana fino a controllarla e fargli fare quello che vogliono loro. Il film, nonostante sia del 1983, è invecchiato benissimo, in quanto sono cambiati solo i mezzi di diffusione delle notizie e non i loro messaggi (quello che accadeva nel film con una vhs potrebbe accadere oggi con un dvd). Gli effetti speciali sono iper-realistici e spaventosi. Ennesimo capolavoro di Cronenberg.
MEMORABILE: Morte a Videodrome, gloria e vita alla nuova carne.

Il ferrini 13/08/16 23:40 - 1661 commenti

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Viaggio allucinato di Cronenberg incentrato sull'influenza della televisione nella nostra società (per i videogames toccherà attendere eXistenZ). Man mano che si procede nella visione il confine fra realtà e finzione si sfuma sempre di più, sia per il protagonista che per lo spettatore, il quale si immerge completamente nell'atmosfera straniante della pellicola. Straordinario James Woods nel restituire il suo crescente malessere, fino alla folle conclusione. Rivoluzionario.
MEMORABILE: Il ventre di Woods che si apre per accogliere la videocassetta; La fusione della pistola con la mano.

Vito 10/10/16 06:00 - 638 commenti

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Videodrome è una vera e propria summa della filosofia cronenberghiana. Retto tutto sulle spalle di un James Woods in stato di grazia. Il suo personaggio allucinato è l'antieroe di Cronenberg per eccellenza, anima in pena che si rifugia in visioni notturne di snuff per sfuggire a una realtà esterna di degrado e immondizia. Ibrido di carne e tecnologia, figlio tumorale della nuova carne che si batte contro un potere autoritario e censore. Una profezia cyberpunk.
MEMORABILE: Max Renn programmato come un videoregistratore vivente.

Magi94 13/07/17 19:42 - 656 commenti

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Vista la fama mi ha deluso. I primi 30 minuti intrigano, poi un terribile calando. Insomma, da quando Cronenberg diventa più cronenberghiano inizio a perdere interesse: non mi piace la sceneggiatura che se ne va da sola in un crescendo allucinatorio (facendo perdere ogni intento di critica sociale al film), non mi piacciono i personaggi che si comportano in modo inspiegabile (James Woods unico giustificato per le allucinazioni) e non mi basta la potenza visiva del corpo trasformato da Videodrome per dire che è un buon film.
MEMORABILE: I minuti iniziali e le prime indagini su Videodrome.

Rufus68 1/10/17 14:22 - 3047 commenti

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La finzione ha sostituito la realtà e la realtà può, quindi, mutarsi continuamente in finzione e allucinazione sino a esserne assorbita del tutto. La vittoria dell'inorganico è la "nuova carne": un serraglio da incubo in cui non v'è più nessun limite morale e tradizionale a tracciare confini e forme in grado di rendere umani (la "vecchia carne"). La metafora è talmente potente e invasiva da relegare sullo sfondo lo stesso prodotto filmico. Bravo Woods. Il Cronenberg definitivo.

Thedude94 16/11/17 22:50 - 533 commenti

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Eccellente lavoro di Cronenberg, che attraverso un racconto fantascientifico e surreale riesce a rappresentare l'influenza del mezzo televisivo (e, in maniera quasi predittiva oggi, dei mezzi tecnologici moderni) sulla gente comune e su chi fa televisione. Un meraviglioso Woods gestisce il suo personaggio in maniera perfetta con una performance eccelsa; gli effetti speciali e la fotografia rendono il tutto inquietante e terribile e la regia non fa una piega. Insomma, un film che è chiaro nella forma e nel messaggio.

Il Dandi 17/09/18 11:18 - 1744 commenti

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Nonostante l'evoluzione delle tecnologie e delle letture filosofiche a esse collegate abbiano stabilito ulteriori record (tristi e provvisori), Videodrome non è stato spodestato dal suo status di capolavoro. Il merito non è neanche tanto degli effetti speciali (comunque ancora validi e incredibili per il 1983) ma del magnetismo elementare e maledetto di una tematica eterna, quale che sia la sua frontiera attuale. Certo, in questo gioco di realtà e allucinazione una maggiore chiarezza sarebbe stata più gradita, ma fatalmente impossibile.
MEMORABILE: La masochista Debbie Harry si brucia con una sigaretta e Woods gliela toglie, ma senza poter far a meno di annusarne la punta accesa.

Rocchiola 29/03/19 10:50 - 854 commenti

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Forse l’opera più ambiziosa del primo Cronenberg. Metafisico, disturbante, non sempre di facile comprensione ma ricco d’intuizioni profetiche sugli snuff movie, le pay-tv e i reality show. Per la prima volta il mezzo televisivo è visto negativamente come strumento socio-politico per il controllo delle masse. Sempre in bilico tra realtà e incubo allucinatorio, è un’opera non per tutti i gusti; ma se si sta al gioco comprendendone la notevole valenza metaforica, non si resterà delusi. Grande perfomance di Wood e di una Harry tragicamente sexy.
MEMORABILE: La mano-pistola; I barboni nella chiesa catodica; Wood che affonda la testa nello schermo tv; "Morte a Videodrome, gloria e vita alla nuova carne".

Rambo90 3/09/18 01:55 - 6316 commenti

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Allucinatorio viaggio in una realtà manipolata dagli schermi e dai segnali televisivi, in qualche modo profetico, seppur datato nella messa in scena. La prima parte sembra piuttosto classica, ma poi sfocia in una seconda assolutamente folle, che colpisce più volte lo spettatore allo stomaco con momenti sempre più deliranti di violenza e/o di psicosi. Woods perfetto per la parte. Un po' confuso nell'intreccio da un certo punto in poi e antiquato negli effetti, ma da vedere almeno una volta.

Paulaster 12/11/18 18:07 - 2723 commenti

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Produttore tv entra in possesso di una cassetta di torture. Inizio che spiega come si vorrebbe la tv (perversa) e invece si riceve sempre la stessa pornografia (!). Cronenberg è all’avanguardia nel mescolare analisi psicanalitiche degli spettatori, annientamento voluto dalla politica e deformazioni horror a iosa. La vera pecca è la sceneggiatura, che si incarta verso la fine giostrando Woods come un killer. Alcune allucinazioni sono ormai datate, ma la violenza fa il suo effetto. Debbie Harry è ingessata, tenuto conto del suo ruolo da fatalona.
MEMORABILE: La chiesa Catodica; Woods sul set di Videodrome; Il dito fuori dallo schermo.

Bubobubo 15/01/19 01:34 - 1183 commenti

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Per quanto il messaggio ultimo del film sia oggi risaputo, rimane forse il capitolo più importante di tutta la carriera cronenberghiana, il primo punto di approdo di un'originalissima filosofia artistica che negli anni successivi si sarebbe manifestata in forme e linguaggi sempre rinnovati. La costruzione dell'intreccio, magistrale, regala dei momenti memorabili che tutt'ora impressionano per impatto e visionarietà: Deborah Harry è l'incarnazione perfetta di quella sensualità straripante e ambigua che permea tutto l'impianto semiotico del film.
MEMORABILE: Frustate al televisore; Sigarette spente sulla pelle; Ventri aperti e cassette pulsanti; Massacro al congresso degli oculisti; Il finale.

Giùan 2/08/19 07:15 - 2924 commenti

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Film che porta in qualche modo a compimento tutta la prima filmografia cronemberghiana (quella che va dal Demone all'immediatamente precedente Scanners). Anche qui il semantema portante è la costruzione allucinata d'un universo filmico claustrofobico, quasi totalmente cerebrale, sostanzialmente impermeabile dall'esterno, dunque sostanzialmente metaforico, psicologico, capace però, in virtù appunto della sua programmatica essenzialità, di alludere (e profetizzare) figurativamente come nelle linee narrative alla pervasività del rapporto uomo-media tecnologici.

Fedeerra 23/11/19 04:40 - 404 commenti

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Capolavoro di Cronenberg, il primo, visionario film sul virtuale, con picchi di onnipotenza surreale (le scene splatter, seppur datate, conservano ancora una grande potenza visiva). Un viaggio mistico, politico e culturale in cui body horror e fantascienza si fondono alla perfezione e in cui il regista dimostra ancora una volta di essere sempre un passo avanti coi tempi. Iconica Deborah Harry (quelle labbra!), bravissimo James Woods. Ipnotico lo score firmato da Howard Shore.

Ryo 12/05/20 13:13 - 2169 commenti

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Film profetico di David Cronenberg, in grado di prevedere l'importanza della televisione per l'umanità influenzando le persone con messaggi subliminali, manipolando il pubblico e diventando uno strumento molto potente. Woods interpreta perfettamente il programmatore squallido, tecnicamente molto ben realizzati gli effetti speciali. In definitiva incredibile, inquietante, strano, geniale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Undying • 25/04/12 17:27
    Scrivano - 7634 interventi
    Il corpo umano: un continuo divenire...

    "Io credo che noi pensiamo che la nostra esistenza fisica sia relativamente stabile, ma io non penso che lo sia. Il nostro corpo è come un uragano: muta costantemente, è solo un'illusione che si tratti dello stesso corpo giorno dopo giorno, ma non è mai lo stesso da un momento all'altro. Per questo la questione dell'identità diventa ancor più urgente. Avvertiamo che siamo qualcuno che continua, cha ha una storia, che ha un futuro, ma non lo possiamo provare. E' impossibile."

    David Cronenberg

    Fonte: Tenebre - Speciale I maestri del terrore (suppl al n. 2 - pag. 15), Funfactory Entertainment
  • Discussione Tarabas • 23/08/12 12:14
    Formatore stagisti - 2050 interventi
    Remake fumettaro in arrivo...

    http://cinema.libero.it/news/00022725/il-remake-di-videodrome
  • Discussione Cotola • 23/08/12 13:17
    Consigliere avanzato - 3609 interventi
    Per una volta farò il prevenuto...mi vengono i
    brividi (non certo di paura)...anzi no...i conati. Speriamo che alla fine non se ne faccia
    nulla.
  • Discussione Didda23 • 23/08/12 18:09
    Comunicazione esterna - 5712 interventi
    Rimango perplesso della scelta del regista.
  • Curiosità Zender • 12/09/12 19:32
    Consigliere - 43542 interventi
    Dalla collezione "Sorprese d'epoca Zender" il flano del film:

  • Discussione Raremirko • 14/12/12 08:30
    Addetto riparazione hardware - 3449 interventi
    Ho intravisto la versione inglese di Youtube e ho visto quelal ita mandata in onda da Rai movie.

    Non paiono esserci gli stralci tratti dai film di D'Amato, come mi pare invece di aver letto su alcuni libri (tipo Killing for culture)
  • Curiosità Maxspur • 4/02/14 17:44
    Galoppino - 205 interventi
    Gli FX di Rick Baker entusiasmarono Cronenberg al punto da fargli gridare durante le riprese: "Più sangue!"

    Fonte: "Guida al cinema splatter" (1993) di Gian Carlo e Gian Luca Castoldi.
  • Homevideo Bergelmir • 26/03/14 00:39
    Pulizia ai piani - 213 interventi
    Buona la versione BD Universal, anche se risulta leggermente discontinuo nella qualità video, ma nel complesso niente di grave.
    Mancano completamente gli speciali. In effetti, però, con un film del genere cos'altro si vuole dire?
  • Homevideo Rocchiola • 29/03/19 11:05
    Call center Davinotti - 1123 interventi
    Al di là della mancanza dei famigerati 90 secondi della versione uncut americana, l'edizione BD della Universal, piuttosto bistrattata da molti recensori, a mio avviso presenta una qualità più che buona. L'immagine è assolutamente di ottimo livello, pulita e nitida con una lieve patina di grana del tutto naturale. Inoltre veine presentato nel corretto formato anamorfico 1.85, mentre il DVd era in 4:3. L'audio italiano DTS 2.0 è decisamente migliore rispetto alla precedente versione DVD. Insomma una visione completamente gratificante !!!
    Ultima modifica: 29/03/19 11:12 da Rocchiola
  • Homevideo Rocchiola • 29/03/19 11:55
    Call center Davinotti - 1123 interventi
    In merito alle varie edizioni di questo film ho raccolto un pò d’informazioni in giro e voglio fare un piccolo riassunto. La versione unrated è stata restaurata in alta definizione sotto la supervisione del regista David Cronenberg e del direttore della fotografia Mark Irwin e per l’esattezza dovrebbe durare 1.28.52 fonte presa dal BD americano Criterion e dalla quale pare vadano tolti 13 secondi della sigla dell’etichetta. Quindi la durata netta del film unrated sarebbe 1.28.39, esattamente 77 secondi in più della versione europea edita dalla Universal che dura 1.27.22.
    Le principali differenze secondo le fonti disponibili sono così riassumibili:
    - mentre Max visiona la serie orientale "Samurai Dreams ", il fallo di gomma solo parzialmente mostrato nella versione cut è completamente visibile;
    - la prima visione del programma Videodrome nel laboratorio di Harlan ha una durata maggiore;
    - nella scena successiva sempre nel laboratorio di Harlan, la trasmissione Videodrome presenta una diversa grafica;
    - la scena in cui Max trafigge l'orecchio di Nicki è più esplicita ed estesa;
    - la scena in cui Max uccide il suo secondo socio nella sede della Civic TV è un pò più lunga;
    - la morte di Barry Convex presenta particolari splatter più espliciti.

    Premesso che è sempre meglio avere la versione completa di un’opera cinematografica, bisogna dire che questi micro-tagli non inficiano più di tanto la visione dell’edizione nostrana (che poi è quella uscita nelle sale europee), trattandosi in fondo di soli 77 secondi. Va precisato anche che oltre al BD Criterion c’è anche quello inglese della Arrow che utilizza la stessa versione unrated con il vantaggio di essere un Region B. Inoltre la Arrow ne ha fatto anche una versione deluxe in digipak con 2BD e 2DVD. Ovviamente per vedere la versione uncut bisogna accontentarsi della traccia audio in lingua originale. Le recensioni sul sito bluray.com prediligono qualitativamente le versioni Criterion e Arrow, considerando piuttosto scarsa l’edizione Universal, ma dando un’occhiata ai fotogrammi pubblicati l’edizione Universal non mi pare così male. L’immagine ha un pò più di grana (comunque per nulla fastidiosa), ma appare anche più definita e dalla colorazione più intensa. Insomma io mi accontento del BD Universal, certo sempre pronto ad acquistare la versione unrated nel caso fosse pubblicata anche in italiano.