Via da Las Vegas

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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Ruffianissima storia di disperazione e abbandono che poggia quasi del tutto sulle spalle dei due protagonisti Nicolas Cage ed Elizabeth Shue (entrambi candidati all'Oscar, ma solo Cage lo vinse); il primo è un alcolizzato senza speranza, la seconda una prostituta sfruttata da un bieco individuo dall'accento straniero (Julian Sands in un ruolo che non lascia il segno ed anzi sembra quasi lì per dimostrare l'inonsistenza di una sceneggiatura decisamente sconclusionata). Ovviamente i due s'incontrano (duramente una marchetta di lei) e stabiliscono un rapporto autodistruttivo, rifiutando entrambi - ma soprattutto lui - di correggere i propri "vizi". Nel frattempo la regia di Mike Figgis cerca attraverso una fotografia tutta tramonti, luci rosse,...Leggi tutto penombre e colori caldi, di farci dimenticare la pochezza in cui si dibatte. Si naviga nella banalità dei film programmaticamente cupi e disperati, con Cage che biascica mezze frasi mentre in una mano regge sempre una bottiglia da scolare, preferibilmente in un'unica sorsata. Bravo, in una parte per lui indubbiamente calzante, ma anche vuoto come il contesto in cui s'ambienta la vicenda, una Las Vegas impalpabile della quale cogliamo giusto qualche insegna luminosa e che ci concede l'inevitabile puntatina al casinò. Ottima anche la performance della Shue, che si spinge molto oltre nella descrizione cruda di alcune "pratiche" relative al suo mestiere e sa dare al personaggio lo spessore richiesto. Peccato appunto per la parte "tecnica", artificiosa nella costruzione di una progressiva distruzione fisica, appesantita da un ritmo preteziosamente lento e accompagnata dal solito blues (canta Sting) che fa tanto "autore". Perdibile.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Dillinger 30/01/07 18:31 - 22 commenti

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Film molto bello, sullo sfondo di una città decadente immersa per 24 ore al giorno in un delirante e frenetico sogno collettivo americano. I due personaggi sono le anime della nostra personalità più nascosta, l'autodistruttività senza controllo e quella che cerca di reagire, di recuperare il proprio equilibrio mentale. In effetti questo squarcio su due individui che non ce l'hanno fatta, due loosers nella visione a stelle e strisce, è forse l'aspetto più meritevole del film. Intenso e struggente.

Saintgifts 13/02/17 18:27 - 4098 commenti

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Nessuna positività, nessun personaggio che rientri nella normalità della massa (escludiamo le brevi apparizioni dei colleghi e del direttore di Cage), forse la coppia tenutaria del residence di Sara (Shue) rappresenta la normalità, ma in negativo. Figgis fa un tentativo, attraverso la coppia dei protagonisti, di farci vedere tutta la decadenza autodistruttiva della società occidentale (non per niente siamo a Las Vegas), ma riesce solo a mostrarci due esseri umani che hanno la fortuna di incontrarsi, ma non la sfruttano. Negativamente furbo fino alla fine.

Galbo 7/01/08 07:33 - 11694 commenti

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Discreto film che ha avuto un riscontro maggiore di quando meritasse (compreso l'Oscar a Cage come attore protagonista). Il film miscela abilmente il tema della decadenza personale (i protagonisti sono entrambi perdenti ed in cerca di una difficoltosa ed improbabile redenzione) con la decadenza ambientale di una città rappresentata (bene) coma nuova Sodoma e Gomorra, luogo di tentazioni e perdizione. Il film procede su schemi piuttosto ripetitivi ma è ben fatto. La Shue è più brava di Cage.

Ira72 28/01/17 19:55 - 1101 commenti

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Un film "low profile", semplice, che per arrivare non si avvale di inutili orpelli e di eccessivi sentimentalismi come invece gran parte dei film americani. La storia, al contrario, è cruda e la solitudine dei protagonisti emerge pienamente senza perdersi in prevedibili moralismi. Due anime disilluse che non vogliono salvarsi reciprocamente, ma solo (forse) terminare insieme la propria disperata esistenza alla meno peggio. Cage avrebbe dovuto proseguire con film così, più emotivi e meno action, perché emerge un talento che si era dimenticato.
MEMORABILE: La scena iniziale dove Cage, davanti a uno spogliarello, beve smodatamente, senza sosta.

Enzus79 21/01/09 10:27 - 2104 commenti

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Il destino fa incontrare un alcolista che si vuole autodistruggere ed una prostituta a Las Vegas. Incosapevolmente uno ha bisogno dell'altro, per riempire il vuoto delle loro giornate. Mike Figgis è ottimo nel rappresentare uno stato d'animo negativo, come la solitudine. Gli interpreti, la Shue e Cage, sono uno più bravo dell'altro. Ottime le musiche. Sottovalutato.

Rickblaine 21/01/09 11:22 - 635 commenti

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La storia di due persone addolorate e malinconiche per quello che la vita ha riservato loro. Due persone che si riescono a capire solo tramite le proprie sofferenze, fino ad aver l'uno bisogno dell'altro. Girato bene e con un ottimo sottofondo musicale. Belle le scene di Las Vegas sfocata sulle sue numerose luci serali. La Shue e Cage fanno a pieno il proprio dovere impersonificandosi nei ruoli trasmettendo allo spettatore i dolori che certi vizi umani portano.
MEMORABILE: "Non ricordo se ho cominciato a bere quando mia moglie mi ha lasciato o se è da quando è scappata che ho cominciato a bere".

Cotola 20/04/10 18:36 - 8040 commenti

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Sufficiente intrattenimento scritto e diretto alla "maniera americana": non si indaga mai davvero il malessere di un protagonista votato all'autodistruzione ma, per fare spettacolo e indurre a facile pietismo, se mettono solo in risalto gli eccessi. L'oscar a Cage potrebbe anche essere meritato ma alla fin fine è l'insieme a non convincere del tutto e a non avvincere più di tanto. Lo stile è impersonale, la storia così così, la confezione pure. Non male la colonna sonora jazzistica (a cui partecipa anche Sting). Poco memorabile ma accettabile.

Ishiwara 5/05/11 20:24 - 214 commenti

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Due disperazioni che unite tentano di fondersi in una sorta di assurdo impossibile amore. Non ci sono riscatti in questa storia, non c'è futuro, nessuna speranza. Solo brevi istanti in cui sembra le cose possano cambiare, salvo poi precipitare. Nella città più appariscente d'America le vite di due personaggi che vogliono scomparire. Credibile la Shue nella sua bellezza sul punto di sfiorire. Cage per la prima volta dimostra di saper recitare. Hollywood - sorpresa - lo premiò con l'Oscar e da allora è tornato ad essere la sagoma di cartone che era.

Nando 30/12/11 07:13 - 3580 commenti

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Melodrammone di buon impatto in cui uno sceneggiatore alcolizzato s'innamora di un'attraente prostituta. Una discesa nel baratro della solitudine ove due persone disperate scoprono di poter superare il loro disagio. Validissimi i due protagonisti, anche se talvolta Cage sembra gigioneggiare troppo rispetto al sofferto dolore della Shue.

Mickes2 25/01/12 14:31 - 1668 commenti

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Racconto di due esistenze borderline intrappolate nella metropoli effimera e divoratrice, in preda alla solitudine e alla disperazione. Tuttavia la mano di Figgis sposta buona parte dell'essenza della pellicola su binari fin troppo "hollywoodiani", non dimostrando coraggio e perdendo incisività nell'osare un'indagine dell'animo più asciutta e profonda, nonchè toccante. Notevole la fotografia e la colonna sonora che sanno scandire i toni del racconto e la Shue offre una buona prova, ma nel quadro d'insieme manca più di qualcosa.

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Dusso 16/04/13 17:58 - 1548 commenti

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Colpisce molto di questo film lo stile "torbido" molto intenso; la prima ora (***) prende molto lo spettatore, ma il seguito sconta un qualcosa di troppo ripetitivo che si chiude senza sorprese, anche in modo piuttosto banale. L'interpretazione di Cage è molto buona in un personaggio cucito apposta per lui.

Jandileida 15/07/13 18:36 - 1343 commenti

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Il film più citato per giustificare gli obbrobri cinematografici del caro Nicolas: "Eh, ma ha fatto Via da Las Vegas". La pellicola, comunque vedibile, è in realtà scontata, incapace di rendere l'aria morbosa che avrebbe dovuto permeare la dolorossissima storia dell'amore impossibile tra due reietti: Figgis insiste, invece, con i ralenti (ancora due e sarebbe comparso Biscardi) e le musichine di Sting, finendo per smorzare la vicenda in un polpettone melò dal sapore tanto, troppo, hollywoodiano (vedi il finale). La Shue è due spanne sopra Cage. Mezza delusione.

Lucius 8/12/13 15:28 - 2940 commenti

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Incontro di due anime sopraffatte dalla solitudine in una città, Las Vegas, da sempre simbolo di perdizione. Un capolavoro che coniuga due grandi interpretazioni (sulle due prevale quella immensa dell'istrionico Nicolas Cage) con una regia attenta e una colonna sonora indimenticabile, tra le migliori realizzate in quegli anni. Pur non amando il genere non posso non riconoscere che trattasi di grandissimo cinema. Una pellicola in cui a emergere non è tanto la trama quanto il malessere esistenziale dei due protagonisti.
MEMORABILE: I titoli iniziali; L'interpretazione dei due protagonisti; Las Vegas.

Homesick 9/10/14 09:33 - 5737 commenti

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Non si tratta di un film sociale sui problemi dell'alcolismo, ma è indubbio che nell'abbagliante melting pot di humour nero, scambi romantici, dialoghi scabrosi, improvvise irruzioni violente e perdite di controllo, Figgis sia riuscito a trasmettere la drammaticità del tracollo psicofisico causato dalla malattia. Perfetta l'alchimia tra i due protagonisti: il tragicomico Cage, che dà il meglio di sé proprio quando è libero di andar fuori di matto, e la donna forte Shue, al contrario sempre compita nel proprio dolore. Come un drappo funebre i tramonti e le luci perenni dell'insonne Las Vegas.
MEMORABILE: L'allegro e forsennato shopping di alcolici di Cage; i regali della Shue; Cage che dà in escandescenze al casinò; l'ultima immagine di Cage.

Il ferrini 22/05/16 00:25 - 1899 commenti

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Angosciante, crudo, un viaggio nell'autodistruzione metodica e consapevole di un uomo solo ma anche nella disperazione di una donna. Cage in gran forma (Oscar meritato) ma ottima anche la Shue, struggenti i loro dialoghi: "Chi sei tu? Un angelo uscito dai miei sogni di ubriacone?" "Non so di cosa parli. Io ti sto usando, ho bisogno di te". Due anime perse che s'aggrappano l'una all'altra per fare un altro passo nell'oscurità. Monumentale la fotografia di Declan Quinn.
MEMORABILE: Il primo, ultimo e unico rapporto sessuale fra Ben e Sara.

Paulaster 24/05/17 10:09 - 3302 commenti

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Relazione improbabile tra un alcolizzato e una prostituta. Parte iniziale e finale che affonda nell'autodistruzione di lui e nella desolazione di lei, rallenta nel mezzo e non calca ulteriormente la mano. Las Vegas serve per le luci illusorie ma viene sfruttata poco. Buona la fotografia notturna. Cage è a suo agio nelle crisi d'astinenza ma è la Shue che ha il personaggio più variegato. Le musiche jazz accompagnano bene la deriva dei due.
MEMORABILE: Cage che sfascia il tavolo al blackjack; "Sono un porcospino ubriaco".

Ryo 8/09/19 13:19 - 2169 commenti

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La storia filmata dell'orribile declino di un alcolizzato. Particolare la totale assenza di un'evoluzione o involuzione del personaggio, che andando contro le regole di una sceneggiatura resta sempre uguale oscillando, fra alti e bassi. Nonostante questo il film non annoia: le numerose situazioni in cui il personaggio, memorabilmente interpretato da Nicolas Cage, si mette nei guai che hanno dell'assurdo; i dialoghi delranti, il tossico rapporto con la prostituta interpretata da una bravissima Elizabeth Shue lo rendono un interessante viaggio.

Kozincev 27/05/20 10:06 - 54 commenti

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Il film di Figgis è una classica e furba operazione hollywoodiana, tanto accattivante quanto, a ben vedere, fatua e prevedibile. Lo sperpero di sé, la dannazione nei fumi dell'alcool sono temi straabusati dalla letteratura e dal cinema statunitensi. Il regista indugia sui primi piani del viso intenso della Shue, ma non basta a dare spessore al personaggio; Cage, poi, manca di naturalezza e dà vita a una sequela interminabile di tic e manierismi. La colonna sonora accentua il lato melodrammatico a scapito del realismo. Mediocre.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Ciavazzaro • 8/01/10 11:43
    Scrivano - 5624 interventi
    Naomi Campbell aveva nel film qualche scena,che furono però tagliate prima che il film venisse trasmesso.

    Fonte:Imdb
  • Discussione Pigro • 21/01/11 19:24
    Consigliere avanzato - 1527 interventi
    Metto qui, a proposito del film che ha fatto guadagnare l'Oscar a Nicolas Cage, il link per un delizioso video su YouTube che mostra l'evoluzione di capelli e pettinature in tutti i suoi film.
    Mi sembra un video molto interessante, perché si vede come i capelli cambiano in continuazione, ma l'espressione è sempre la stessa! A riprova di quel che sostengo da tempo a proposito di questo attore catatonico e decisamente sopravvalutato: meno male che ci sono i suoi capelli che recitano per lui...
    Godetevi il montaggio: http://www.youtube.com/watch?v=uNz0POlwQP0
  • Discussione Zender • 22/01/11 11:58
    Consigliere - 44892 interventi
    Ahah, divertente questa! Povero Nicolas, secondo me il suo unico personaggio lo sa fare bene... Certo è un tantinello limitato, questo non c'è dubbio.
  • Curiosità Lucius • 8/12/13 12:32
    Scrivano - 8725 interventi
    Il film che Nicolas Cage e compagna guardano in tv, in hotel, è "Il terzo uomo" con Alida Valli (1949) per la regia di Carol Reed.
  • Discussione Raremirko • 9/12/13 00:22
    Addetto riparazione hardware - 3742 interventi
    Gradirei gentilmente un parere da Buiomega su tale film, sempre se lui lo desidera, visto che, come mi aspettavo, l'ho adorato alla follia.

    Curiosità, però mi itneresserebbe.
  • Discussione Buiomega71 • 9/12/13 17:32
    Pianificazione e progetti - 23164 interventi
    Lo vidi nel 1998 (vhs allegata con L'espresso), quindi ho pallidi ricordi, ma debbo dire che lo trovai un bel pugno nello stomaco e mi piacque molto (soprattutto la figura della prostituta di Elisabeth Shue-lontani i tempi di Ritorno al Futuro-tra umiliazioni e violenze sessuali come nel miglior Verhoeven d'annata)

    Di Figgis ho amato molto Affari Sporchi (uno dei polizieschi, fine anni '80, tra i più feroci e viscerali), ma credo che Via da Las Vegas sia il suo capolavoro: duro, spietato e senza peli sullo stomaco (almeno così ne ho il ricordo di allora)
    Ultima modifica: 14/08/15 19:40 da Buiomega71
  • Discussione Raremirko • 9/12/13 23:52
    Addetto riparazione hardware - 3742 interventi
    Buiomega71 ebbe a dire:
    Lo vidi nel 1998 (vhs allegata con L'espresso), quindi ho pallidi ricordi, ma debbo dire che lo trovai un bel pugno nello stomaco e mi piacque molto (soprattutto la figura della prostituta di Elisabeth Shue-lontani i tempi di Ritorno al Futuro-tra umiliazioni e violenze sessuali come nel miglior Verhoeven d'annata)

    Di Figgis ho amato Affari Sporchi, ma credo che Via da Las Vegas sia il suo capolavoro: duro, spietato e senza peli sullo stomaco (almeno così ne ho il ricordo di allora)


    Grandissimo, mi fa piacere ti sia piaciuto; concordo, e noto che purtroppo per molti sia un film sottovalutato.

    E anche Cage mi è sempre discretamente piaciuto, salvo qualche film; qua l'Oscar se l'è anche meritato.

    Poi il finale ti lascia smarrito in modo assurdo.
  • Curiosità Raremirko • 22/06/14 01:22
    Addetto riparazione hardware - 3742 interventi
    * Il film, di produzione francese, è costato 5 milioni di dollari

    * Venne scritto in 5 giorni e fu girato in 4 settimane in super 16mm e poi gonfiato a 35 mm

    * Figgis ha composto una buona parte della colonna sonora jazz

    * Il regista appare nel ruolo di un mafioso russo


    Fonte: extra del dvd uscito con Panorama