Vampyr - il vampiro

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Vampyr
Anno: 1932
Genere: horror (bianco e nero)
Note: Aka "La strana avventura di David Gray".
Numero commenti presenti: 19
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Talvolta dimenticato (nonostante il titolo) quando vengono stilate le cronistorie dei vampiri al cinema, il film di Theodor Dreyer si rifà ampiamente quando si tratta di giudicarne il valore: quasi tutti i critici sono concordi nel considerarlo un capolavoro. E in effetti i pregi di VAMPYR sono davanti agli occhi di tutti e riguardano innanzitutto l'impatto visivo. L'aver portato una vicenda (liberamente tratta da “Carmilla” di Sheridan Le Fanu) tanto oscura alla luce del sole colpisce subito: non quindi mostri assetati di sangue che si muovono nelle tenebre ma un protagonista (Julian West) che sembra prigioniero di un sogno a occhi aperti e vaga nella campagna spettatore passivo di scene misteriose: un uomo con cappellaccio e falce che...Leggi tutto si imbarca su un traghetto, ombre in movimento che non corrispondono a nessuno (davvero spettacolare quella che sale sulla scala dell'edificio abbandonato), donne che sembrano morte e poi si rialzano... Sarà leggendo un antico testo sui vampiri (idea che occupa la scena per molti intervalli fungendo da vero e proprio commento, come ai tempi del muto) che il giovane capirà con quale strano fenomeno è venuto in contatto, risolvendo la sciagura con un finale che ogni appassionato di vampiri può ben immaginare. La seconda parte è molto meno suggestiva dalla prima, ed escludendo la lunga, splendida soggettiva dalla bara si trascina a fatica, con dialoghi radi e personaggi troppo caricaturali. Un horror “solare” e oggi datato, da vedere quando ci si sente “ispirati”; ma con qualche momento unico!
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Puppigallo 18/03/07 17:17 - 4515 commenti

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Già inquietante l’angelo segnavento dei primi fotogrammi. Il film è un incubo spettrale con geniali giochi di ombre umane (sulla riva, il soldato, il contadino, i danzatori): sono le anime imprigionate dal vampiro, che addirittura le zittisce. Bella e lugubre la stanza con teschi e scheletrini, ma tutta l’ambientazione lo è. Il protagonista che si vede nella bara è un colpo di genio, come la visione da dentro e la lettura del libro che spiega il vampirismo. Può tranquillamente andare a braccetto col capolavoro di Murnau.

Matalo! 15/12/11 17:20 - 1368 commenti

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Della triade classica (Nosferatu, Dracula) Vampyr è sicuramente il più fuori dagli schemi. Vampiri in piena luce (opalescente, onirica), un castello diroccato, un protagonista eternamente stupefatto (il west che in realtà è il barone Nicolas De Gunzburg, coproduttore), effetti speciali così aderenti all'estetica da essere insurclassabili. Non solo un film di vampiri ma un film sulla linea d'ombra tra conscio e inconscio. Impossibile dimenticare la storica soggettiva da... morto. Il finale ribadisce che chi va al mulino...
MEMORABILE: Le ombre che ritornano al loro uomo; I primi piani delle protagoniste, pura estetica dreyeriana.

Pigro 6/09/09 08:31 - 7819 commenti

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Un giovane legge un libro sui vampiri in un paese che sembra ospitarne uno. Capolavoro horror che non contiene praticamente nessuna scena vampiresca: tutto il film è pervaso di una febbrile atmosfera di attesa attraverso mille presagi, dettagli, ombre, sogni, suoni... Un incubo più esistenziale che splatter, dove il sangue si limita a un'apparente trasfusione e dove la vera esperienza agghiacciante è il sogno della propria sepoltura da vivo. Eccelsa la regia minimale e raffinatissima di Dreyer che azzanna lo spettatore meglio di un vampiro.

Undying 31/10/09 04:29 - 3840 commenti

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Ospite in una locanda, Allan Grey (Julian West/Nicolas de Gunzburg) riceve la visita d'uno sconosciuto che invoca il suo aiuto; lo segue nel castello, nel quale giace, gravemente ammalata, la figlia, in tale stato in quanto vittima dell'influsso negativo di un vampiro. Pellicola sperimentale, forse intimista, che appare riduttivo, e impreciso, relegare nel genere horror. Dreyer dimostra particolare predisposizione nel comporre un'opera sempre in bilico tra simbolismo e mondo onirico resa particolarmente efficace grazie all'uso mirato del sonoro, opzione allora recente ma ottimamente sfruttata.
MEMORABILE: L'arrivo nella locanda ed il traghettatore munito di falce; la sepoltura del protagonista, con soggettiva "dalla bara".

Belfagor 13/11/10 11:01 - 2624 commenti

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Dreyer utilizza un vivido e marcato simbolismo e tecniche molto avanzate per l'epoca in questa raffinatissima pellicola horror, che unisce i contrasti di luci ed ombre tipici dell'espressionismo tedesco ad una connotazione spirituale, quasi metafisica, del mondo delle tenebre. L'intimismo che contrassegna lo stile del regista dà vita ad un orrore onirico ed esistenziale. L'ottima fotografia, la commistione fra muto e sonoro e l'attenta orchestrazione delle scene rendono questo film uno dei migliori del suo genere.
MEMORABILE: Su tutte, l'uomo con la falce e la sepoltura in soggettiva.

Bergelmir 5/06/10 23:54 - 160 commenti

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Si tratta di un'opera eccezionale, che mantiene molti stilemi del cinema muto e nel contempo introduce un sonoro rado e misurato, che fa da contrappunto alle numerose didascalie. Il film ha il pregio della semplicità e al tempo stesso della compassata profondità decisamente nordica, che inquieta e che perturba con un magistrale impiego delle ombre, vere protagoniste del film, con inquadrature espressioniste e con movimenti di macchina che denotano una concezione già decisamente moderna del mezzo. Ingiustamente sottovalutato, da conoscere.
MEMORABILE: La passeggiata ipnagogica di Allan Grey.

Homesick 6/03/10 10:06 - 5737 commenti

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Opera di enorme fascino, in prima istanza per il magistrale utilizzo di uno spettrale b/n e di un sonoro ai primordi e per la recitazione catatonica degli attori, che trasmettono alla vicenda un senso di inafferrabile mistero e crescente tremore, originando situazioni assurte ad emblema di tutta la cinematografia gotica e fantastica: la chiave che gira nella porta, le ombre che si staccano dai corpi, l’incubo del protagonista in cui sogna il suo seppellimento prematuro e vede in soggettiva l’interno della bara, l’uccisione del non-morto. L’essenza di Dreyer e di tutto il cinema sui vampiri.
MEMORABILE: La scheletrica mano che afferra la boccetta del veleno.

Rosy 19/04/10 19:33 - 73 commenti

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Onirico, inquietante, lento come quell'espressionismo tedesco al quale s'ispira, Vampyr è soprattutto un film spiazzante per il suo modo inatteso di rappresentare i vampiri che Dreyer ha saputo qui rendere molto più umani di chiunque altro; la vecchia della pellicola appare talvolta così comune da suscitare davvero paura, non mostra i canini eppure è terrificante quando solleva il bastone e ordina ai fantasmi di fermarsi. Insieme al Nosferatu di Murnau resta una pellicola memorabile, unica, da guardare ancora oggi con grande rispetto e ammirazione.
MEMORABILE: L'uomo con la falce, la polka ballata dai fantasmi, David Grey che assiste alla propria sepoltura dall'interno della bara.

Cotola 9/04/10 23:54 - 7556 commenti

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Capolavoro della storia del cinema che lascia ancora oggi stupefatti per la sua semplicità e per alcune trovate visive, corroborate da una funzionale ed eccellente fotografia del futuro regista Mathè, che lasciano di stucco anche lo spettatore di oggi e che sono state copiate fino alla noia dal cinema successivo fino ad arrivare a quello odierno. Splendida la sobria regia di Dreyer che sceglie di svolgere il plot non in maniera lineare ma secondo un registro ondivago e onirico. Impossibile da dimenticare.
MEMORABILE: L'uomo con la falce, le ombre e, naturalmente, la soggettiva dalla bara.

Ciavazzaro 6/11/10 22:12 - 4765 commenti

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Bellissimo. Con la sola forza delle immagini e senza bisogno di grandi dialoghi viene creato un incubo vampirico che merita di rimanere negli annali del cinema (non solo del terrore). Ottimi gli attori (come non citare la faccia della neo-vampira quando guarda la sorella, decisamente una delle immagini più inquietanti del cinema dell'orrore). Notevolissime (anche dal punto di vista scenico) la fine nel mulino e la bara. Fondamentale.

Von Leppe 8/10/10 14:08 - 1032 commenti

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Girato lo stesso anno del Dracula-Lugosi di Browning, questo Vampyr è però un film d'arte (come li chiamavano allora); in effetti poco si preoccupa di usare un linguaggio comprensibile e si abbandona a scene visionarie di sogni e ombre che vanno per conto loro. Essendo francese si discosta dall'espressionismo imperante per uno stile surrealista e, pur essendo sonoro, mantiene in parte le caratteristiche del cinema muto: quindi rimane un capolavoro unico con la fotografia bianca tipica di Dreyer che rende bene l'atmosfera spettrale.
MEMORABILE: Le ombre che danzano e l'ingresso della vecchia che urla: silenzio!

Lupoprezzo 13/08/12 15:23 - 635 commenti

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Tra i massimi esempi di cinema dell'orrore e del fantastico. La vicenda (ispirata da uno scritto di Le Fanu) prende mirabilmente forma nelle mani sapienti del regista, capace con incredibili e meravigliosi movimenti di camera di creare un'atmosfera solenne e rarefatta, animando di pulsioni profonde e presagi di morte i personaggi in scena (veri e propri sonnambuli in un mondo sospeso e inquietante). Molte le sequenze passate giustamente alla storia (per me inarrivabili le ombre separate dai corpi e la terribile fine del dottore nel mulino).

Mickes2 17/08/12 21:32 - 1668 commenti

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Tenebroso e imponente horror dalle straordinarie venature oniriche e fantastiche, coperto di squarci lirico-simbolici indelebilmente seminali. Il mito del vampiro celebrato e raccontato attraverso un linguaggio marcatissimo, gelido, straniante, finanche metafisico e sorretto da una tecnica sopraffina: soggettive, luci e ombre, movimenti sinuosi della mdp: tutto confluisce al raggiungimento cerebrale ed emotivo dell’orrore oscuro, dell’ignoto, dell’immortale leggenda che lambisce ogni paura ancestrale. Straordinario l’apporto attoriale. (*****)
MEMORABILE: L'incubo.

Enzus79 5/03/14 17:20 - 1826 commenti

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Notevole horror firmato Carl Theodore Dreyer, liberamente ispirato al racconto Carmilla di Le Fanu. Immagini bellissime e al tempo stesso terrificanti che, forse, non hanno nulla da invidiare al famoso e bellissimo Nosferatu di Murnau. Ottima la fotografia di Maté.

Deepred89 11/10/14 13:24 - 3291 commenti

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Complessivamente buono, anche se l'atmosfera onirica (accentuata dall'arcaica sonorizzazione, con le rare battute proferite da voci che paiono venire dall'oltretomba) non riesce a celare un andamento altalenante, che alterna fasi di spossante lentezza ad autentiche folgorazioni visive, dai tocchi di campana del traghettatore con falce (tra le immagini più suggestive mai viste, ripresa, tra i tanti, da Avati in Tutti defunti... tranne i morti), alle ombre notturne fino alla celebre soggettiva nella tomba. Curiosamente insistita l'agonia finale dell'antagonista.

Rufus68 22/12/16 09:35 - 3117 commenti

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Se l'ispirazione occasionale è data da un racconto di Le Fanu, la potenza fantastica è saldamente radicata nel romanticismo germanico. Gli episodi si susseguono gratuiti, come in un sogno: se ne avverte, tuttavia, il sostrato perturbante che li carica simbolicamente di pericolo e minaccia (l'immagine iniziale dell'uomo che si imbarca con la falce). Ogni inquadratura e accenno non vale, quindi, per sé stesso bensì come segno di una realtà altra che grava e opprime il naturale svolgersi della vita. Un classico, seppur inferiore al Caligari.

B. Legnani 7/01/17 15:15 - 4746 commenti

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A momenti di grande suggestione (l'uomo con la falce, la celebre soggettiva dalla bara...) si alternano momenti meno felici, che rendono la narrazione altalenante e non in grado di fornire quel complesso di tensione che la fama attribuisce alla pellicola. Resta, ovviamente, la grande perfezione formale di Dreyer, ma rimane anche la domanda se questo film raggiunga o meno l'elevatissimo livello dei veri capolavori del Maestro.
MEMORABILE: La soggettiva dalla bara.

Daniela 21/03/17 02:24 - 9510 commenti

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Con la complicità di un medico pazzo, una donna vampiro insidia due sorelle orfane ma un giovane, innamorato di una delle due, riuscirà a sconfiggerla... Primo film sonoro di Dreyer, che si affida ben poco alla parola previlegiando le immagini, con figure simboliche (l'uomo con la falce), inquadrature inusuali (la soggettiva dalla bara), giochi di luci e d'ombre. Il riferimento letterario non è il sanguigno Stoker con il suo sottotesto sensuale come in Murnau e Browning, ma il più impalpabile e reticente Le Fanu: il risultato è un film ipnotico, dai contorni indefinibili come quelli di un incubo.
MEMORABILE: La morte del dottore, sepolto dalla farina

Lupus73 22/10/20 15:25 - 632 commenti

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Uscito dopo l'inizio del gothic targato Universal (Dracula di Browining) ma con una gestazione piuttosto lunga a cavallo tra cinema muto e inizio del sonoro (si nota dai dialoghi molto rarefatti) e difficilmente incanalabile solo nel gotico. L'avanguardia espressionista era alla fine, ma in quest'opera ve ne sono sicuramente delle reminiscenze (le tematiche tetre, le grandi ombre, il fattore emozionale intimista), unite a una fotografia più vicina al realismo ed una sceneggiatura (ispirata a Carmilla) simbolista ed eterea. Buon lavoro ma non a livello di Murnau.
MEMORABILE: La scena (integrale) dell'esecuzione del vampiro e quella del dottore nel mulino asfissiato dalla farina; Il lugubre laboratorio.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Zender • 25/01/10 20:40
    Consigliere - 43605 interventi
    Punti ben investiti quindi.
  • Homevideo Ciavazzaro • 26/01/10 11:09
    Scrivano - 5605 interventi
    Sembra proprio un ottima edizione,quasi quasi in futuro ci farò un pensierino.
  • Curiosità Undying • 8/03/10 22:49
    Scrivano - 7630 interventi
    Un film ammirevole e mai datato in grado ancora oggi di generare una buona dose di inquietudine, non fosse altro per le precedenti dichiarazioni del regista e successive interpretazioni critiche.
    Ma Wampyr ha un altro pregio, non indifferente, quello di avere segnato l'infanzia e l'immaginazione di un maestro dell'horror suggerito e implicito, Pupi Avati.

    Pupi Avati e la paura
    Dichiarazioni di Pupi Avati

    "Un evento che mi segnò molto, durante la mia infanzia, fu la visione del film Wampyr di Carl Theodor Dreyer.
    Dopo aver visto quel film ebbi la consapevolezza che il cinema era il mezzo più adatto per dare corpo e fisico alla paura, così quando iniziai la mia carriera mi ripromisi che l'obiettivo del mio cinema sarebbe stato quello di raccontare questa dimensione-altra, cioè di rendere visibili tutte quelle realtà che nella vita concreta non potresti mai vedere."

    Fonte: intervista di Paolo Fazzini, su Gli artigiani dell'orrore (pag. 140-141), edizioni Unmondoaparte
  • Homevideo Bergelmir • 6/06/10 00:13
    Pulizia ai piani - 213 interventi
    Mi associo agli elogi per l'edizione Sinister Film (2 DVD).

    C'è da premettere che le copie disponibili del film non erano in buone condizioni e pertanto il restauro è stato condotto nei limiti del possibile. Molte scene risultano infatti ancora sgranate e polverose, tuttavia è sicuramente la migliore versione che io abbia mai visto.
    Commovente la presenza delle due scene censurate - concesse all'epoca solo per il mercato francese - con tanto di confronto con la versione ufficiale.
    Ben assortiti gli altri speciali, fra cui la presentazione giustamente entusiasta di Cozzi. Spiccano inoltre un'intervista a Dreyer, un suo rarissimo racconto autobiografico e un interessante cortometraggio, ovviamente di Dreyer, che si conferma regista profondissimo, di grande umanità, decisamente moderno, anticipatore di tecniche e di soluzioni visive.
    Da riscoprire.
  • Discussione Cotola • 1/11/10 12:30
    Consigliere avanzato - 3632 interventi
    Sarà possibile vedere il capolavoro di Dreyer
    sul grande schermo:

    Torino - Cinema Massimo Mercoledì 24 novembre ore 20,45

    Trattasi della copia restaurata dalla Cineteca
    di Bologna e dalla Duetsche Cinematek

    Accompagnamento musicale di Stefano Maccagno.
  • Curiosità Undying • 4/05/12 17:36
    Scrivano - 7630 interventi
    Un altro regista, oltre a Pupi Avati, ricorda questo piccolo gioiello del cinema.

    “Ricordo che a sette anni vidi in TV un film che mi spaventò profondamente: Vampyr di Dreyer. Quella pellicola ha toccato le mie corde più profonde che fino a quel momento non erano mai state scosse! Ero già stato coinvolto in un mondo visionario e fantastico perché avevo letto i libri di fiabe di Andersen, ma soprattutto quelli dei fratelli Grimm, ma la crudezza di Vampyr, con quel bianco e nero saltellante, con quegli sbalzi di luce… la faccia del vecchio, le immagini dell’ombra con la falce… ricordo che mi hanno spaventato molto! Naturalmente poi sono state metabolizzate e mi hanno cominciato a far sognare.”

    Michele Soavi

    Fonte:
    Gli artigiani dell’orrore (pag.213) a cura di Paolo Fazzini, edizioni Un Mondo a Parte
  • Discussione Noncha17 • 14/07/16 12:40
    Magazziniere - 1073 interventi
    In Italia, a quanto pare, è noto come Vampyr - Il vampiro.
    O almeno, con quel titolo hanno fatto uscire il dvd..e, quindi: Wikipedia

    IMDb
    Ultima modifica: 14/07/16 12:41 da Noncha17
  • Discussione Zender • 7/01/17 17:36
    Consigliere - 43605 interventi
    Mah, io l'ho messo, però mi pare strano che nel '32 o giù di lì abbiano mantenuto il titolo originale, sulle locandine... Però, visto che tutti concordano...
    Ultima modifica: 7/01/17 17:36 da Zender
  • Discussione Noncha17 • 7/01/17 21:16
    Magazziniere - 1073 interventi
    Ho trovato questo: "VAMPYR - DER TRAUM DES ALLAN GRAY"


    Probabilmente, è la classica situazione in cui: per distinguerlo da altri "film sui vampiri", è stato re-intitolato tenendo l'originale (in tedesco..) con tanto di traduzione a fianco, per non incorrere in eventuali correzioni anglofone! :)
    Ultima modifica: 7/01/17 21:17 da Noncha17
  • Discussione Noncha17 • 7/01/17 22:28
    Magazziniere - 1073 interventi
    Questa, invece, la presentazione di Luigi Cozzi presente sul DVD:


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