Vacanze per un massacro

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MMJ Davinotti jr
Anno: 1980
Genere: drammatico (colore)
Note: Aka "Madness - Vacanze per un massacro".
Numero commenti presenti: 40
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Sesso e violenza in un casolare di campagna. Praticamente senza una trama che vada al di là del semplice incontro tra un evaso e i tre restanti personaggi che abitano il casolare, MADNESS fu pensato da mario Gariazzo ma realizzato (e sceneggiato) da Di Leo per volere della produzione. E non sarebbe nemmeno così male, nelle scene in cui la tensione sale e il volto minaccioso di un Joe Dallesandro visibilmente allucinato dalle droghe domina. Il problema sono i troppi riempitivi, gli amplessi prolungati oltre logica, le lente fasi in cui non accade nulla (vedi quasi tutto il prologo, con Dallesandro a vagare in auto e tra i cespugli con e musiche riciclate da MILANO CALIBRO 9 che provano...Leggi tutto a riempire i vuoti.). Quando ci sono i dialoghi la mano di Di Leo ancora si sente, quando Lorraine De Selle sale in cattedra col suo atteggiamento spudorato anche, ma poi il film è sfilacciato, fatica a unire tra loro le scene migliori. Così Di Leo preferisce concentrarsi sulla direzione del risicatissimo cast ottenendo risultati talvolta insperati. Joe Dallesandro è l'evaso che torna al casolare per recuperare il bottino che aveva sepolto lì prima di farsi arrestare, Gianni Macchia è il “borghese” che porta lì la moglie (Patrizia Behn) e la di lei sorella (Lorraine De Selle) copulando più con quest'ultima che con la consorte. Quando subentra Dallesandro la De Selle, sbarazzina e quasi sempre nuda sul set, subito ne approfitta testandone le qualità sessuali. Ma lui non se ne innamora di certo, le dà della “sciacquetta” e la costringe a far sesso col cognato sotto gli occhi della sorella. Violenza concentrata nel finale.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Dusso 26/01/07 13:25 - 1539 commenti

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Povero e girato in 12 giorni (secondo il Giusti), ma nel suo genere (rape and revenge?) è un buon film. Lorraine de Selle sempre nuda è uno spettacolo e sprizza carica erotica a non finire, Dallesandro invece è piuttosto impacciato e inespressivo. Musiche riciclate da Milano calibro 9. L'ultimissima scena è inutile e fastidiosa: se la potevano risparmiare.

Pol 16/11/07 21:35 - 589 commenti

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Tre amici. "Guardiamo un film". Propongo il neo-acquisto "Vacanze per un massacro". Morale: prendersi a bastonate nudi sotto la neve sarebbe stata un'esperienza migliore e non avrei speso 12 euro. Fernando Di Leo dirige (per motivi alimentari, non c'è dubbio) un film basato su un invasato che punta il fucile su tre persone in uno chalet di dieci metri quadri. Punto. Con un soggetto del genere ed un budget da recita scolastica non stupisce che il risultato sia imbarazzante.

Deepred89 20/11/07 14:38 - 3306 commenti

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Un film vuoto e inconsistente. Nonostante la trama, la violenza è quasi assente mentre il sesso è abbondante ma quasi sempre inutile all'economia della storia. Dallesandro nella parte del cattivo non convince più di tanto e infatti gli altri tre finiscono subito per risultare molto più antipatici di lui. Fotografia e scenari trasandati e poverissimi, ma vista la miseria della produzione era inevitabile. La colonna sonora riprende in gran parte l'immortale main theme di Milano Calibro 9 e in una scena quello di La vittima designata. Evitabile.

Undying 8/12/07 20:11 - 3839 commenti

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Di Leo è costretto a girare con un budget limitato e con una selezione d'attori piuttosto ristretta. La storia originale, scritta da Mario Gariazzo, viene ottimamente risolta nella sceneggiatura sviluppata dallo stesso regista. La figura dell'evaso è stampata addosso al convincente Joe Dallesandro, mentre alla brava Lorraine De Selle tocca il ruolo morboso che all'estero fu al centro di alcune polemiche date dalla criticità (più psicologica che fisica) di alcune scene. Soundtrack di repertorio, firmata dal grande Bacalov.

Lercio 11/12/07 14:33 - 232 commenti

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Se è interessante il finale, tutto il resto è troppo pacato; senza dubbio una delle opere con meno attrattiva del grande Fernando Di Leo. Psicologia dei personaggi ben delineata ma manca l'atmosfera, fondamentale in un film di questo genere. Forse imputabile al budget ridotto, le ambientazioni lasciano a desiderare. Senza l'ottima caratterizzazione di Joe Dallesandro il film sarebbe davvero a livelli bassi.

B. Legnani 30/09/08 00:03 - 4778 commenti

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Il problema non è la frettolosità delle riprese, ma la frettolosità nel redigere una sceneggiatura che discendeva da una buona idea, cosicché quello che poteva essere uno spunto molto intrigante (per quanto basato sull’abusato amore fra cognati) affonda qua e là in dialoghi banali o assurdi, ai quali improvvisamente si alternano tocchi invero notevoli, come il prefinale, girato splendidamente (e stavolta la riciclata, splendida, musica di Bacalov, non pare come i cavoli a merenda), prima del finalone dall’assurda genesi. Dallesandro monoespressivo come sempre, Macchia opaco, mentre la De Selle, dal cicciolinesco volto, sprizza sesso anche quando dice scemenze.

Brainiac 8/02/09 18:48 - 1083 commenti

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Pessimo film. Nulla da salvare in una pellicola vuota e noiosa, dove le scene erotiche sono quanto di meno eccitante possa offrire la pruriginosa filmografia di De Leo (che però enfatizza sempre il lato sadico e violento della sessualità), le scene d'azione incongruenti (in virtù di cosa l'evaso si fida della donna nell'improbabile finale?); la sceneggiatura, quella sì, sembra essersi presa una vacanza. Visione veramente massacrante.
MEMORABILE: La sparatoria nel pre-finale.

Bruce 16/07/09 16:22 - 1005 commenti

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Il colpo di coda che non t'aspetti: Di Leo sul finire di carriera e con pochissimi mezzi a disposizione riesce ancora a fare il suo cinema migliore, quello rigoroso, morale, coerente e quando occorre spietato. L'atmosfera claustrofobica, la tensione sempre presente, la morbosa inquietudine sessuale e il complesso intreccio psicologico che si sviluppa tra i quattro, insieme all'ottima e convincente interpretazione di Joe D'Alesandro, rendono interessante la visione del film. Musiche di Bacalov e Osanna riciclate da Milano Calibro 9.

Ghostship 10/08/09 17:59 - 394 commenti

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Strano film, questo di Di Leo. L'ossatura è quella tipica di un "rape and revenge", l'imprevedibilità dei personaggi rende l'atmosfera ambigua, costellando però la pellicola anche di momenti poco riusciti. Girato per buona parte in interni, pecca nella resa fotografica, ed il mestiere del regista influisce solo in parte. Minore.

Daidae 20/11/09 22:28 - 2761 commenti

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Non brutto come lo si dipinge, ma nemmeno bello (neppure sufficiente). Trama esile, banale, attori svogliati come la regia, Di Leo dopo i grandi successi degli Anni Settanta scivola anche lui nel baratro della mediocrità tipica del cinema italiano Anni Ottanta. Tra il mediocre e lo scarso, salvo solo la bella colonna sonora (riciclata, tra l'altro).
MEMORABILE: "Per le sciacquette come te ci sono gli stronzi come lui".

Herrkinski 16/06/10 00:01 - 5278 commenti

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Certamente non tra i migliori di Di Leo; tuttavia qualcosa di salvabile c'è, principalmente nella parte finale, dove il regista finalmente dimostra il suo talento e il duo Dallesandro/Behn dà vita ad un'interpretazione sorprendentemente intensa. Peccato che la confezione non sia delle migliori (musiche riciclate, scenografie poverissime) e che il ritmo latiti, favorendo le scene erotiche a quelle più tese e violente e perdendo quindi di vista il fulcro del film. La De Selle, nonostante sia sempre nuda, recita anche discretamente. Sufficiente.

Nando 2/05/10 02:46 - 3495 commenti

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Lezioso e malizioso il film di Di Leo fa del sesso la sua guida portante. Sceneggiativamente carente e poco pronto all'indagine psicologica, il film, oltre che mostrare corpi nudi e sadismo spiccio, non riesce ad emergere nonostante l'impegno, poco credibile degli interpreti. Dallesandro interpreta il fuori di testa ingrifato, la De Selle sembra una ninfomane e gli altri due protagonisti si prestano suinamente all'azione prestabilita.

Il Dandi 30/01/11 23:48 - 1842 commenti

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Amo questo Di Leo minore dal titolo idiota, mi ha conquistato col tempo. Per certi versi lo considero un po' il Tenebre di Fernando Di Leo: nel film di Argento tutto grida che sono iniziati gli anni '80 e non c'è scampo per i rimasugli (non solo cinematografici) del decennio precedente; Di Leo, sempre calligrafo, dimostra la stessa intuizione in anticipo su tutti. Ma se Argento saprà (più o meno) riadattarsi e sopravvivere, Di Leo faceva parte anche lui di quei rimasugli per cui non c'era scampo, e questo per me è il suo ultimo film.
MEMORABILE: La sgradevolezza delle scene erotiche, tra le meno patinate del cinema italiano.

Cotola 26/02/11 23:58 - 7603 commenti

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Sgomberiamo subito il campo da equivoci: la storia non è molto originale; la sceneggiatura grida vendetta (specie in alcuni punti) e gli attori non sono il massimo della vita (ma la De Selle sprizza sessualità da ogni centimetro del suo bel corpicino). Eppure divertimento e intrattenimento non mancano grazie anche ad un tasso di erotirmo e morbosità non male. Sprecato lo spunto di partenza, tante (troppe) ingenuità eppure godibile e con una colonna sonora riciclata davvero magnifica.

Enzus79 3/04/11 16:43 - 1845 commenti

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Fernando Di Leo ha girato questo film, come si dice, con la mano sinistra. Storia che ha un barlume di interesse ma che viene sormontata dalle troppe scene inutili e con dialoghi al limite del comico. Belle le musiche di Luis Bacalov, che evidentemente meritavano altre storie.

Giacomovie 26/05/11 09:11 - 1354 commenti

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Di Leo crea un particolare connubio tra tensione ed erotismo. Operazione riuscita: nella prima parte prevale un erotismo organico al contesto del film, nella seconda la tensione si fa più pressante e i riferimenti erotico-passionali continuano a fungere da filo conduttore. Come in La seduzione Di Leo mette in evidenza la molteplice valenza della psiche femminile. La sua concezione è quella di una donna sicura dei suoi mezzi seduttivi ed in grado di guidare il comportamento dell’uomo secondo le sue volontà. Pochi mezzi ma idee chiare. ***!

Uomomite 28/07/11 05:10 - 174 commenti

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Questo film potrebbe essere letto come un apologo del fallimento della lotta armata ma anche, più in generale, come il fallimento del sogno rivoluzionario del '68. Liliana è il popolo sfruttato, Sergio e Paola sono i capitalisti cinici e rapaci e Sergio è Renato Curcio, il carbonaro. Il grosso limite del film è la deludente recitazione di Gianni Macchia, Lorraine De Selle (caricaturale) e Patrizia Behn (inespressiva). Dallesandro, invece, è efficace. Comunque, non ci si annoia mai e la "tensione morale" è alta. Da vedere.

Fauno 11/09/11 11:44 - 1934 commenti

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L'unico somaro che tira la carretta del film si chiama Lorraine De Selle, la quale semplicemente erutta come un vulcano e in maniera sboccata tutta la sua volgarità. Le sue uscite non sono neanche male, ma tutto il resto del cast e l'intero film è polpa molle, che si colliqua e imputridisce a tempo zero. Dallesandro neanche lontano parente di quello, solo per dirne uno, dell'Ambizioso o del Tempo degli assassini, per Macchia e la Bhen davvero no comment...
MEMORABILE: "...Lui potrà accontentare giusto mia sorella, che non ha avuto altri uomini e non può fare paragoni..."

Giùan 16/05/12 11:46 - 3044 commenti

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Francamente improponibile. Capisco nasca da una disillusione dell'autore nei confronti in primis della contemporaneità, come anche di certo cinema di genere, ma l'epigono-apologo è sul serio di compassionevole pochezza filmica. Il tentativo, forse, era ridurre i due assi portanti del cinema di Di Leo (sesso e violenza) al loro livello zero; il risultato tuttavia è affidarsi alla "primitiva" recitazione di Dallesandro e De Selle che, lasciati a briglie sciolte, si confermano prototipi del camionista e della battona. Titolo e corpo della Behn almeno dan valore.
MEMORABILE: Occhi sempre sgranati da duro di Dallesandro eespressione perennemente lasciva di Lorraine De Selle, con i relativi approcci di quest'ultima: bah!

Homesick 1/08/12 11:28 - 5737 commenti

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Concepito da Gariazzo con un occhio che guarda a Ore disperate ed uno a Teorema, è realizzato da Di Leo in modo scarno e atono secondo i canali preferenziali del sesso (molto), della violenza (poca: solo nel prologo e nella conclusione), delle morbosità familiari e dell’ipocrisia borghese fatta esplodere dall’arrivo di un soggetto perturbatore. Dallesandro è espressivo come un legno secco, ma adatto alla parte; la De Salle sfacciata, ironica, sensuale e nudissima, la Behn all’uopo repressa, Macchia frollo e risibile. Riascoltare Bacalov è sempre un piacere, anche quando si ricicla.
MEMORABILE: Dallesandro, in jeans e canottiera, si spaccia per un assicuratore!

Kazanian 15/10/12 12:11 - 48 commenti

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Grande filmone del Maestro Di Leo che, dopo tanti capolavori, regala al pubblico una storia morbosa con protagonista il bel Dallesandro nei panni di un inespressivo delinquente perverso. Imperdibile. La recitazione non sarà il massimo per i soggetti coinvolti, ma la pellicola rimane una buona prova del cinema drammatico nostrano.

Modo 31/07/13 11:50 - 829 commenti

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Film che onestamente non lascia molto soddisfatti ed è oltremodo morboso. Nonostante la bella protagonista sia molto sensuale, alla lunga si arriva ugualmente alla (para)noia. Ambientazioni al limite della decenza a causa del budget? Così così.

Myvincent 9/12/13 19:47 - 2602 commenti

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Della serie violenza brutale fra le quattro mura di casa; una specie di film con Joe Dallesandro nell'usuale ruolo di giovane teppista disposto a tutto. Alla fine il risultato è sorprendentemente di un comico involontario, grazie ai siparietti porno-soft, ai dialoghi surreali e alle mise femminili indimenticabili.
MEMORABILE: Il momento in cui la radio spara "Dimenticare" di Roberto Soffici.

Escape1 29/05/14 01:05 - 12 commenti

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Capolavoro del maestro Fernando di Leo, capace, con una sceneggiatura ai limiti del nulla, di creare una singolar tenzone, che accompagna lo spettatore per tutta la pellicola concedendo un finale iperbolico. Interessante l'interpretazione degli attori (anche il nudo recita), capace di generare un peculiare interesse, nuovo per l'epoca. Il finale, assolutamente imprevedibile, evidenzia quanto il mediocre cinema abbia scarsamente utilizzato gli insegnamenti dei maestri.

Minitina80 26/02/15 00:06 - 2392 commenti

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Una messa in scena minimale di un dramma familiare che scaturisce all’arrivo di un soggetto perturbatore che fa emergere le morbosità e le ipocrisie insite in un tipica famiglia medio borghese. Nonostante i mezzi a disposizione assai modesti, Di Leo riesce a essere anche spietato, alternando erotismo crudo a sadismo e violenza. Anche l'ambientazione è minimale; tutto si svolge in uno scarno casolare di montagna dove la triade familiare si era rifugiata per consumare le proprie bugie.

Jdelarge 6/10/15 00:20 - 886 commenti

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Su una sceneggiatura basilare ma potenzialmente efficace, Di Leo dilata i tempi dando vita a un'introduzione piuttosto lunga volta a definire bene il carattere dei personaggi coinvolti. Il problema, però, è che se da un lato la prima metà del film è sufficiente e crea i presupposti per uno sviluppo interessante della vicenda, dall'altro la seconda risulta addirittura ridicola per la disarmante prevedibilità con cui viene messa in scena. Tutti gli attori bocciati; belle le musiche e le ambientazioni estremamente "comuni".

Ciavazzaro 12/01/16 00:02 - 4766 commenti

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Trucido rape & revenge firmato Di Leo e davvero riuscito. Ambientato (a causa del budget) in una piccola scenografia; questo rende il film claustrofobico e crea un'eccellente tensione. Ottimo il cast, a partire dalla De Selle, qui in stato di grazia (una delle sue prove migliori), e Dallesandro (leggermente sopra le righe ma bravo); da citare la cavalloniana Behn e pure Macchia è abile in un ruolo detestabile. Attrici molto generose quanto a nudità, ottimo approfondimento psicologico dei personaggi, finale brutale. Merita e molto.
MEMORABILE: La scena di sesso tra Macchia e Behn, con la De Selle che si masturba e Dallesandro che spia dalla finestra.

Maik271 29/05/16 10:08 - 436 commenti

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Un rape and revenge che mi aspettavo più violento; qui la violenza, se si escludono la scazzottata e il finale, si riassume nel fuggiasco che obbliga la moglie a guardare il proprio marito che si fa con la sorella. Il cast non eccelle; Dallesandro inespressivo, così come la sceneggiatura curata dallo stesso regista, che risulta lacunosa. La De Selle cerca di aumentare l'interesse dello spettatore con l'esposizione di epidermide e pelo ma con scarsi risultati. Le musiche di Bacalov sono invece azzeccate.

Samdalmas 8/06/16 17:04 - 302 commenti

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Di Leo in fase calante accetta di dirigere un film con un budget molto ridotto, tutto ambientato in una casa di campagna. Per risparmiare ricicla anche le storiche musiche di Bacalov scritte per Milano Calibro 9. Il cast vede Joe Dallesandro nella parte di un evaso e una Lorraine De Selle, quasi sempre nuda, nel ruolo della sua vita. Il regista riesce a creare un clima morboso in un ambiente ristretto e il finale riscatta un lavoro su commissione.

Taxius 6/09/16 19:07 - 1651 commenti

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L'idea di partenza non era male, non originale ma non male; è un po' il resto che non convince, soprattutto nella prima metà; Di Leo infatti la infarcisce di scene di sesso (o comunque erotiche) inutili e troppo lunghe, come se cercasse in qualche modo di allungare il brodo. Si rialza nella seconda parte con un buon colpo di scena finale, ma è comunque poca cosa. La violenza non è molta e lo stesso "cattivo" non sembra poi così cattivo. Il budget ristrettissimo si vede tutto nelle scenografie piuttosto povere. Nulla di che ma guardabile.

Pinhead80 21/08/17 12:35 - 4002 commenti

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Un uomo appena evaso da una prigione deve ritrovare il bottino di una precedente rapina nascosto in un casolare. Finirà per dover sequestrare marito, moglie e cognata arrivati per trascorrere un fine settimana all'insegna del disimpegno. Non tra i migliori film di Di Leo, girato in fretta e furia e con pochissimi soldi. La sceneggiatura è ricca di falle disseminate un po' ovunque e l'interpretazione del protagonista lascia alquanto a desiderare. Pure le musiche (pur sempre belle) sono riciclate.

Pessoa 5/09/17 09:17 - 1220 commenti

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Di Leo elabora un soggetto di Gariazzo alla sua maniera cercando di impiegare al meglio i pochi denari del budget. Piuttosto che puntare su atmosfere tese, tipiche del genere, il regista pugliese spinge sui pedali di sesso e violenza per ovviare alla scarsità degli attori, fra cui un'acerba e maliziosa De Selle allergica ai vestiti. Il discorso del regista sulla degenerazione dei valori borghesi giunge comunque forte e chiaro, con la scena finale che chiarisce ogni dubbio, lasciando il bene e il male alla mercé dello spettatore. Guardabile.

Gmriccard 26/07/18 19:41 - 118 commenti

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Un irriconoscibile (svogliato?) Di Leo sforna una prova pessima. Dallesandro dall'inespressività irritante come attore e inspiegabilmente indulgente come personaggio (essendo oltretutto in fuga dal carcere mi sarei aspettato il livore di uno dei cani arrabbiati di Bava). La De Selle riecheggia alcune movenze tamburiane di Seduzione, ma forse è una mia suggestione per trovare comunque un lato positivo in una figura geometrica curvilinea. In mezzo a questa mediocrità la Carneade Behn non sfigura. Mezzo pallino in più solo perché si parla di Fernando.
MEMORABILE: Il piccone che si incastra più volte nel portone (scommetto nello stesso punto), per non appesantire il budget con ripristini murari extra.

Victorvega 28/10/18 11:49 - 308 commenti

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Una volta si facevano film anche a partire da una sola idea e potevano essere girati con quattro attori in una sola stanza (o quasi). Un bel film, fatto con mestiere (pur apparendo chiaro il basso budget e i pochi sforzi) ma in cui si avvertono buchi e lungaggini coperte dalla bellissima (pur se riciclata) colonna sonora. I dialoghi sono in certi frangenti imbarazzanti. Brava la De Selle con un personaggio che trasuda perversione, Macchia rigidissimo. Ma si caccia sparando colpi a caso?
MEMORABILE: Il finale

Rufus68 30/10/18 21:32 - 3147 commenti

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Se non fosse per il riciclo della straordinaria colonna sonora e per la presenza vitalistica di Dallesandro (elementi che riannodano il film alle atmosfere dei mitici Settanta), i novanta minuti costituirebbero un disastro assoluto. Il cast residuo è a livelli imbarazzanti e la storiella che, eufemisticamente, potremmo definire basica si prolunga sin troppo. Solo nel prefinale si riconosce la mano del regista: un minuto dell'antica gloria.

Faggi 9/11/18 19:43 - 1508 commenti

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Lorraine De Selle è sempre nuda (torbida e sensuale; da sola vale la visione di questo ibrido tra thriller ed erotico). L'aria Anni Ottanta, quella deleteria, comincia a insinuarsi; gli splendori di certo cinema italiano di genere, incisivo e squisitamente scapestrato, sono alle spalle: in questo film ciò si vede bene. Di Leo non gira con i piedi (certi passaggi hanno dignità di stile) ma i difetti saltano agli occhi. La forza, l'esattezza e il mesmerismo figurativi sono scarsi; e si pensa al dileguarsi più che al manifestarsi dell'ispirazione.

Berto88fi 29/01/20 09:43 - 199 commenti

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Incrocio tra rape & revenge e softcore di bassa lega; di tensione neanche l'ombra ma la noia non tarda ad arrivare: alto il rischio per lo spettatore di addormentarsi. L'unica a recitare discretamente è la De Selle, sexy e con un ruolo provocante che le calza a pennello; Dallesandro ricicla l'atteggiamento da tipo tosto come in altre pellicole precedenti. Troppo poco, considerando la pochezza dei dialoghi e la mediocrità del finale.

Bubobubo 31/03/20 17:35 - 1231 commenti

I gusti di Bubobubo

Di medio livello. Qui e lì spuntano effettivamente delle assurde incongruenze (Dallesandro in canotta che si spaccia per assicuratore, il bottino nascosto sotto il camino - chi poi lo avrebbe costruito e perché?), ma Di Leo nel corso degli anni ha girato film ben peggiori. Pur costruito al risparmio, nelle location e nel cast, avrebbe giovato di un minutaggio superiore, attorno agli 85', per permettere una maggiore fluidità narrativa. Si arriva invece al rush finale col fiato piuttosto corto: un peccato, per un prodotto del genere.
MEMORABILE: Dallesandro e Patrizia Behn amoreggiano sul divano.

Il ferrini 17/08/20 00:30 - 1728 commenti

I gusti di Il ferrini

Molto rape e poco revenge questo Di Leo minore dalla trama a dir poco essenziale. Dallesandro evade di prigione e va a recuperare il bottino di una rapina in una casa estiva ove si trovano un marito, una moglie, e la sorella di lei/amante di lui. L'idea, ottima per un corto, viene annacquata fin troppo, e la De Selle (integralmente nuda per buona parte del film) recita qui davvero male. Colonna sonora di pregio, sebbene a volte poco coerente con le immagini. Per completisti del genere.

Peter neal 9/11/20 03:58 - 14 commenti

I gusti di Peter neal

Pericoloso evaso si intrufola in uno chalet per recuperare un bottino e deve sequestrarne gli occupanti: nemmeno gli ostaggi son del tutto innocenti, quindi se ne vedranno delle belle. Povero nella messinscena, il film azzecca morbose rappresentazioni; peccato che la ricerca del torbido ad ogni costo infici la verosimiglianza. L'interpretazione della DeSelle è la migliore della sua carriera, tanto da gettare ombre sulla sua vera personalità: sembra che per dare vita a un personaggio sgradevole la seducente attrice si sia limitata a essere sé stessa. Musiche riciclate ma funzionali.
MEMORABILE: La disinibita Paola che si fa il cognato sotto gli occhi della sorella, prima metaforicamente poi letteralmente nella sequenza migliore del film.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Undying • 8/12/07 20:15
    Scrivano - 7630 interventi
    Concerto Grosso per i New Trolls, composto da Bacalov, è inserito -per la prima volta- nella colonna sonora di La Vittima Designata (1971).
    Successivamente il romantico brano è entrato a far parte di altre pellicole diretta da Fernando Di Leo, come Milano Calibro 9 (1971), o -più avanti nel tempo- questo Vacanze Per Un Massacro (1980).
  • Homevideo Zender • 14/11/08 08:55
    Consigliere - 43741 interventi
    Sempre dall'inesauribile Geppo collection di Germania un'altra chicca: la vhs New Pentax del film.

    Ultima modifica: 14/11/08 16:55 da Zender
  • Homevideo Xtron • 15/10/13 19:07
    Servizio caffè - 1833 interventi
    DVD RAROVIDEO prima edizione
    Durata 1h25m36s - Formato letterbox



    DVD RAROVIDEO nuova edizione
    Durata 1h25m49s (immagine a 1h09m57s)

    Ultima modifica: 15/10/13 19:09 da Zender
  • Homevideo Zender • 15/10/13 19:10
    Consigliere - 43741 interventi
    Ammazza che differenza! Brava Rarovideo. Si può proprio buttare, la prima edizione!
  • Homevideo Geppo • 22/07/14 16:46
    Addetto riparazione hardware - 4019 interventi
    Zender ebbe a dire:
    Ammazza che differenza! Brava Rarovideo. Si può proprio buttare, la prima edizione!

    Stamparle prima le ottime "seconde" edizioni no, eh?
    Prima ci fanno comprare le pessime versioni.
  • Discussione Ciavazzaro • 12/01/16 00:09
    Scrivano - 5606 interventi
    A me questo film è veramente piaciuto moltissimo.
    Un film molto marcio, con un cast veramente notevole (mi è piaciuto pure Macchia !).
    Le attrici sono generosissime nei nudi (la De Selle stupenda), purtroppo pure Macchia è assai generoso, incredibilmente Dallesandro qui è molto sobrio.
    Come già detto la De Selle non solo bella e sexy, ma bravissima, fa un personaggio molto interessante, c'è poi la piacevole presenza della Behn protagonista del cultone La gemella erotica.

    Ottime le musiche di Bacalov, che si autoricicla (il bellissimo tema musicale de la vittima designata in una scena molto bella).

    Le scenografie ridotte io le ho apprezzate, perché aiutano molto ad enfatizzare la claustrofobia del film.
    Ottimo doppiaggio, bellissimo finale.
    Un piccolo gioiellino per me !
  • Discussione B. Legnani • 12/01/16 01:04
    Consigliere - 13982 interventi
    Ciavazzaro ebbe a dire:
    incredibilmente Dallesandro qui è molto sobrio.


    Diciamo pure che è catatonico.
    --------------
    Bellissimo il finale, ma i dialoghi....
  • Discussione Fauno • 12/01/16 21:12
    Contratto a progetto - 2538 interventi
    A me non è proprio piaciuto Macchia...Rispetto a Brucia ragazzo brucia è di serie zeta. Peggio del parallelismo su Dallesandro che ho fatto nel commento.

    Nel finale è bellissima la scena al ralenti, ma di film claustrofobici ne conosco di infinitamente migliori nel cinema italiano. Ad esempio La casa sperduta nel parco e Gli occhi freddi della paura, solo per dire i primi due che mi vengono in mente.

    Ne parlo volentieri poiché quando a suo tempo cercai la VHS conoscevo solo il cast dalla guida, ma avevo già visto Macchia in Amarsi male e mi era piaciuto, quindi vedendo che era vietato ai 18 mi aspettavo un capolavoro. Anche perché era titolato come Madness-Vacanze per un massacro.
    Oggi posso dire che pur avendo un suo interesse, il calo di stile e di resa del grande Di Leo è notevole, perché a tratti è quasi frivolo...
    Mi fa però piacere che tu l'abbia apprezzato. FAUNO.
  • Discussione B. Legnani • 12/01/16 22:12
    Consigliere - 13982 interventi
    Fauno ebbe a dire:

    Nel finale è bellissima la scena al ralenti, ma di film claustrofobici ne conosco di infinitamente migliori nel cinema italiano.
    Oggi posso dire che pur avendo un suo interesse, il calo di stile e di resa del grande Di Leo è notevole, perché a tratti è quasi frivolo...


    Totalmente d'accordo con FAUNO.
  • Homevideo Buiomega71 • 29/05/19 11:36
    Pianificazione e progetti - 22093 interventi
    Dal 02/06/2019 in blu ray per la tedesca X-Rated (con audio italiano)

    http://www.sinart.asso.fr/madness-zum-toten-gezwungen-cover-a-dvd-bluray-41401