V - Visitors (2 puntate)

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: V: The original miniseries
Anno: 1983
Genere: fiction (colore)
Note: La prima miniserie di Visitors che poi originerà (con il suo sequel) quella successiva (più nota) di 19 puntate.
Numero commenti presenti: 1
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Certo non si poteva pensare di chiuderla con un pareggio, la guerra tra umani e alieni... Questa prima miniserie è quindi già in origine ideata per continuare con le tre puntate supplementari della Final battle, a loro volta pronte a preparare il terreno agli interminabili 19 calci di rigore della “terza” serie. Le prime due puntate sono però quelle più memorabili, perché è qui che i visitors piazzano le loro grandi astronavi nei cieli delle nostre città più importanti esattamente come faranno molti anni dopo quelle non troppo dissimili di INDEPENDENCE DAY...Leggi tutto. Una trovata visivamente efficacissima, capace di atterrirci d'improvviso con la semplice presenza muta lassù, rimandata dalle televisioni di tutto il pianeta. Eccole lì immobili sopra il Partenone, il Golden Gate... fotomontaggi un po' rozzi dovuti ai limiti dell'effettistica Anni Ottanta, certo, ma che hanno la forza di imporre un genere insolito come la fantascienza nelle case anche degi italiani, che via Canale 5 assistono a una delle serie più ambiziose dell'epoca, destinata a stamparsi nella memoria di molti. L'incipit è in ogni caso studiato e condotto molto bene, a partire dalle scene di guerra - riprese “live” da un reporter (Singer) che diventerà uno dei protagonisti - interrotte proprio dall'apparire in cielo della prima immensa astronave. Poi la discesa sulla Terra degli alieni, diffusa in mondovisione. Sono vestiti in tuta rossa, indossano occhiali scuri per ripararsi dalla troppa luce e parlano la nostra lingua con una voce che crea un caratteristico e leggero effetto di rimbombo. Vengono in pace e hanno bisogno di prendere da noi alcune risorse che ripagheranno svelandoci tutte le loro rivoluzionarie conoscenze in campo tecnologico e non solo. I primi contatti sono insomma all'insegna della cortesia e della felice convivenza tra razze, con i visitors (il nostro doppiaggio però li chiama sempre "visitatori", a dispetto del titolo mantenuto in inglese) che si integrano con i terrestri scambiandosi aiuti e gentilezze. Almeno fino a quando il cameraman di cui sopra scopre, raggiunto di nascosto l'interno di una delle astronavi madre, che gli alieni, sotto alla maschera da umani, sono in realtà lucertoloni che divorano topi vivi e che forse non hanno nemmeno tutte le buone intenzioni che dicono di avere. Cominceranno gli screzi, quindi le incomprensioni, i duri comunicati e le prime battaglie, con la Terra che si organizzerà in comunità segrete armate per la Resistenza. Il tutto viene raccontato attraverso diversi personaggi che si alternano sulla scena per un affresco corale della condizione in cui si vive. Tra gli alieni, oltre a un simpatico Robert Englund un po' pasticcione molto lontano dal suo beffardo Freddy Krueger, a rimanere impressa è soprattutto la splendida Diana di Jane Badler, sempre impeccabilmente truccata e sottilmente ambigua, mentre tra i terrestri molti sono coloro che si ritaglieranno un proprio spazio: dalla ragazza innamorata del bel visitors biondo ad alcuni scienziati inizialmente accusati dagli alieni di complottare ai loro danni; dal giovane apprendista visitor la cui famiglia ha origini ebree (inevitabili i parallelismi per le persecuzioni) alla donna scelta come portavoce ufficiale degli "invasori". Se però la prima parte mantiene tutt'oggi un fascino non comune che ci presenta extraterrestri insoliti di grande presa (memorabile la scena in cui il reporter scopre il loro vero aspetto di rettili e le disgustose abitudini culinarie), altrettanto non si può dire della storia, priva di svolte davvero interessanti e diretta da un Kenneth Johnson (anche autore unico della sceneggiatura) che tende spesso ad addormentare il ritmo. La seconda puntata (lunga quanto la prima cioè un'ora e trequarti, per un totale di tre ore e mezza!) vede svaporare le migliori idee per ridursi a una lenta lotta di posizione con una battaglia finale deludente e che non chiude assolutamente nulla, rilanciando anzi con un "la guerra è appena cominciata" di chiara interpretazione. Recitazione sommariamente modesta, incisività bassa dei caratteri; si nota invece una certa cura negli effetti speciali: oggi sarebbero improponibili, ma considerata la destinazione televisiva al tempo funzionavano, con le tipiche navette bianche a far la spola tra la Terra e le sorelle maggiori in cielo...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/07/21 DAL BENEMERITO HARDEN1980 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 28/07/21
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Harden1980 22/07/21 10:13 - 37 commenti

I gusti di Harden1980

Dove tutto ebbe inizio. La prima miniserie in due puntate, seguita da una seconda in tre episodi, ispirò insieme a quest'ultima la serie da 19 episodi che molti di noi hanno amato. Qui però l'atmosfera è più compatta, con un gran ritmo, effetti speciali di grande dignità e coerenza per i tempi e un sottotesto che più che antifascista sembra anti-Russia (siamo negli anni della seconda guerra fredda reganiana). L'America teme che una dittatura mediatica possa cancellare la sua cultura e l'umanità intera. Certo qualche ingenuità c'è, ma la si perdona volentieri.

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