USS Indianapolis

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: USS Indianapolis: Men of Courage
Anno: 2016
Genere: drammatico (colore)
Note: Dalle stesse circostanze storiche era stato tratto un tv-movie nel 1991, "Cibo per squali".
Numero commenti presenti: 13
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Nel riprendere in mano la storia dell'incrociatore Uss Indianapolis e del suo equipaggio, che recapitarono importanti componenti della bomba atomica esplosa a Hiroshima fino alla base di Tinian, nel Pacifico, il film riporta alla mente dapprima il terribile racconto di Quint nello SQUALO (quando il cacciatore mostra a Hooper il tatuaggio della Indianapolis spiegando cosa accadde dopo che la nave affondò), ma secondariamente e molto più da vicino CIBO PER SQUALI, il tv-movie firmato da Robert Iscove e costruito nell'identico modo. Spesso gli stessi remake sono molto meno simili, all'originale: la struttura, che prevede la medesima...Leggi tutto divisione in tre fasi (consegna della bomba, naufragio, processo), li avvicina immediatamente, ma è proprio vedendoli che si capisce quanto questa nuova versione tragga grandi spunti dalla pellicola del 1991. Nicolas Cage (discreto ma il copione non gli offre certo modo di brillare) sostituisce il bravo Stacy Keach nel ruolo del capitano McVay e sta in scena proporzionalmente per lo stesso periodo di tempo, uscendo parzialmente dal set nella fase centrale di lotta con gli squali per lasciare spazio ai gruppi più numerosi di naufraghi, alle prese con seri problemi di sopravvivenza. Naturalmente i mezzi sono qui superiori, la tecnologia ha fatto passi notevoli e le sequenze in mare con gli squali, integrate da riprese di repertorio, hanno la possibilità non tanto di mostrare più brutalità negli attacchi (contenuti in entrambi i film rispetto ai veri racconti dei sopravvissuti, di cui abbiamo parziale testimonianza sui titoli di coda) quanto di regalare veridicità ai momenti in cui i feroci predatori serpeggiano tra i salvagenti e i disgraziati che galleggiano. Grazie anche a una limpidezza nell'acqua (e nella fotografia) notevole, l'effetto di angoscia misto a efficace realismo produce uno spettacolo maggiormente godibile rispetto al più compassato precedente, in cui peraltro si eccedeva coi dialoghi (in questo caso al contrario drasticamente ridotti al minimo indispensabile). Allungata la fase dell'affondamento dell'incrociatore, con vaghe reminiscenze del TITANIC nella realizzazione tecnica nonché nella progressiva distruzione degli ambienti interni, si ha l'impressione che il ritmo sia gestito molto meglio dopo una prima parte in cui invece la vita dei marinai al porto poteva essere tranquillamente sforbiciata senza perdere nulla. Fortunatamente il prologo con l'attacco aereo all'Indianapolis che dava l'impressione di essere entrati in un videogioco (con evidenti artefatti cartooneschi nella resa di mezzi ed esplosioni) non corrisponde a quanto vedremo in seguito: gli effetti sono dosati e ben gestiti. La regia di Mario Van Peebles stempera bene la tronfia retorica americana di cui Cage si fa una volta di più portavoce e anche l'ultima parte, in tribunale (di nuovo ricalcata su quella di CIBO PER SQUALI), è stringata e funge da coda necessaria senza calcare troppo la mano sul dramma di McVay. Ricostruzione tuttavia storicamente attendibile quanto priva di slancio, corretta ma anonima. Piuttosto buttate lì le vicende personali dei giovani componenti dell'equipaggio (si fan ricordare solo i due innamorati della stessa ragazza), drammaticamente valido il piccolo apporto di Tom Sizemore, che spaventa tutti in anticipo parlando della ferocia degli squali quando ancora in nave si respira una grande tranquillità; esattamente come faceva Quint nello SQUALO citando l'episodio dell'Indianapolis, a pensarci bene...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/01/17 DAL DAVINOTTI
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Puppigallo 12/01/17 12:00 - 4494 commenti

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Eccolo, l'episodio non certo secondario della guerra, che spostò definitivamente gli equilibri, ma che ebbe come conseguenza due tragedie, una marina e una dalle immani proporzioni, decisamente terrestre. La pellicola inizia nel peggiore dei modi, con effetti non proprio speciali, scenette alla Pearl Harbor (amori militari, balletti e scazzottate firmati "fumettone USA") e un Cage che, quando tenta di cambiare espressione, sembra che soffra le pene dell'inferno. Poi però, dall'affondamento, avviene un mezzo miracolo. Il tutto assume una sua dignità, col dramma del naufragio e il processo.
MEMORABILE: Lo squalo che, in una scena al ralenti con colonna sonora, nuota sinuoso attorno ai naufraghi, in una sorta di macabra danza; Cage e il giapponese

Maxx g 22/07/17 21:28 - 491 commenti

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Non sono mai stato amante dei film di guerra ma la trama aveva stranamente catturato il mio interesse. La pellicola di Van Peebles non annovera un inizio particolarmente brillante ma anzi, è discretamente convenzionale. Dallo sganciamento del missile il plot cambia decisamente direzione e è lì che avvinghia lo spettatore e non lo molla fino alla fine. Un film decisamente consigliato, con una buona interpretazione di tutto il cast. Per non dimenticare una delle tante storie che hanno contraddistinto la seconda guerra mondiale.
MEMORABILE: Lo sganciamento del missile, che fa colare a picco la nave.

Dusso 24/07/17 11:31 - 1533 commenti

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Impostazione dal sapore molto "vintage", un budget non altissimo con effetti speciali criticati secondo me ingiustamente (pensavo peggio) con naturalmente uno spirito "americano" molto sentito e ben racchiuso nei titoli di coda con brevi interviste e foto di repertorio. Cage sappiamo che non brilla per la troppa espressività, ma per il ruolo funziona.

Digital 25/07/17 16:51 - 1116 commenti

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Dopo un inizio da far paura (negativamente parlando) per la cattiva qualità degli effetti speciali, inizia a decollare sempre più mantenendo un elevato livello di intrattenimento. La pellicola si può dire essere un ibrido tra il war-movie e il più classico degli animali assassini. La miscellanea funziona giacché si arriva piuttosto soddisfatti al finale (invero un po’ troppo alla vogliamoci bene). La parte processuale gli fa perdere di intensità, ma rimane più che godibile. Cage non demerita, ma questa volta gli preferisco Sizemore.

Rambo90 2/08/17 22:51 - 6316 commenti

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Solido film tra il bellico e il catastrofico, che sconta un po' il basso budget (alcuni effetti sono tremendi) ma si riscatta grazie alla buona scrittura e a un lavoro di ricostruzione storica abbastanza accurato. Van Peebles dirige bene e fa quel che può con i mezzi a disposizione, imbastendo una vicenda commovente, emozionante e dal buon ritmo, anche se con qualche scivolone nelle stereotipate caratterizzazioni di alcuni personaggi. Bene Cage, ancor meglio Sizemore e Jane. Da vedere.

Piero68 4/08/17 10:38 - 2754 commenti

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A metà tra Discovery Channel e un film TV, l'opera stenta a trovare una giusta dimensione anche per via di un budget non troppo elevato. Un episodio della guerra così drammatico avrebbe meritato ben più di uno sceneggiatore sconosciuto e di un Van Peebles qualsiasi alla regia. Aderenza alla realtà vicina allo zero, fatti salvi i momenti salienti ed effetti speciali da videogioco vecchio di almeno tre generazioni. Inutile la parte processuale come inutile il clima da Pearl Harbor di inizio film. Mezzo pallino in più per gli inserti finali.
MEMORABILE: L'incontro tra McVay e il comandante giapponese; Theodore si mette a nuotare e... hop, si ritrova col comandante a svariate miglia di distanza.

Rikycroc77 6/08/17 23:48 - 53 commenti

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Film che meritava un budget maggiore e un trattamento più autoriale, considerata la povertà della messa in scena e l'eccessiva fretta di raccontare in tre distinti blocchi l'intera storia. Avrebbe guadagnato di più in profondità e caratterizzazione dei personaggi se si fosse concentrato solo su un preciso episodio del racconto. Tuttavia Van Peebles riesce a infondere dramma e umanità alla storia, con un terzo atto che ci ricorda quanto la guerra spinga a compiere gesti atroci contro la nostra volontà. Non perfetto, ma onesto e con molto cuore.
MEMORABILE: L'attacco del sommergibile all'Indianapolis, intenso e drammatico; L'incontro tra McVay e il comandante giapponese.

Ryo 7/08/17 13:30 - 2169 commenti

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Ottima ricostruzione del disastro accaduto alla nave che dà il nome alla pellicola. Attori emotivamente coinvolti, scene da panico e mozzafiato. Dopo una prima parte un po' lenta e piuttosto noiosa (ma necessaria a mostrare i personaggi e permetterci di empatizzare con loro), il film esplode con il suo momento chiave: il disastro, in cui il regista dà sfogo alla creatività e si lascia andare a più d'una citazione a Titanic. Scorrevole e d'impatto la parte finale.
MEMORABILE: Il marinaio che intaglia un pianoforte nella scialuppa e suona: l'orchestra accompagna i movimenti ondeggianti dei superstiti stremati a ritmo.

Josephtura 7/08/17 15:54 - 148 commenti

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Meglio la scena breve del primo "squalo" che l'intera vicenda dell'Indianapolis raccontata da Van Peebles. Film lento, privo di enfasi. Ho fatto fatica a rimanere in sala. Speravo che con l'arrivo degli squali ci fosse maggiore ritmo e invece tutto è rimasto legato a una melassa sentimentalista. Pessimo. Non salvo quasi nulla, giusto alcuni giovani attori...

Capannelle 16/08/17 15:16 - 3699 commenti

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Quando si affida la copertina a Cage già le speranze si riducono, ma qui non è solo sua la colpa: è quel poco che gli fanno dire, un paio di frasi retoriche e un patetico incontro con l'ufficiale giapponese. E' quanto viene raccontato: incompleto, per sommi capi e didascalico nonostante la complessità dell'accaduto e le sue conseguenze. E' come viene messo in scena, tra effetti da film tv e scopiazzature del Titanic, dove si salvano solo le scene sott'acqua e del sottomarino. Cast senza infamia e senza lode.

Daniela 3/10/17 23:50 - 9197 commenti

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Promette male il faccione tronfio di Cage in locandina ed il film mantiene quanto promette: un disaster movie che, pur ispirandosi ad eventi tanto tragici, non riesce mai a distaccarsi dai più vieti stereotipi, soprattutto nella prima parte. In seguito, acquista un minimo di grinta, ma il "merito" è degli squali, non della sceneggiatura. Oltre due ore di film non riescono a trasmettere le stesse emozioni che in una manciata di minuti suscitava il racconto del capitano Quint. Cinema "vecchio stile", il che non sarebbe un difetto se non fosse anche cinema che nasce già stantio.

Galbo 3/12/17 07:53 - 11343 commenti

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In questa rievocazione di un episodio realmente accaduto durante la seconda guerra mondiale, Van Peebles dirige una pellicola che mescola insieme il genere bellico, al film catastrofico e al survival movie. La prima parte è più convenzionale e paga il budget limitato, con una ricostruzione degli eventi stereotipata e di maniera. La parte centrale è più curata e godibile anche per merito di una migliore interpretazione corale da parte del cast. Finale anonimo. Nel complesso vedibile ma non memorabile.

Taxius 14/10/19 14:46 - 1643 commenti

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Il film, tratto da fatti realmente accaduti, racconta la triste storia dell'incrociatore Indianapolis e del suo equipaggio, silurati da un sommergibile giapponese dopo aver trasportato la bomba che avrebbe distrutto Hiroshima. Il regista per il suo film punta più sull'action catastrofico che sul biografico drammatico, un po' come avvenne per il Pearl Harbor con Ben Affleck. Non male nel complesso, anche se a tratti il budget limitato si fa sentire, soprattutto negli effetti speciali.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Zender • 27/07/17 15:30
    Consigliere - 43542 interventi
    Come già scritto anche dal Marcel nel papiro (e poi nelle note del film), la storia vera dell'incrociatore USS Indianapolis, affondato dopo aver recapitato importanti componenti della bomba atomica esplosa a Hiroshima fino alla base di Tinian, è quella raccontata da Quint (Shaw) nello Squalo di Spielberg e già portata sullo schermo nel tv-movie del 1991 Cibo per squali.

    Su Wikipedia la storia completa.
  • Discussione Kanon • 27/07/17 15:48
    Fotocopista - 813 interventi
    Nessun in-joke riguardo al Quint de "lo squalo"?
  • Discussione Piero68 • 4/08/17 13:51
    Contatti col mondo - 234 interventi
    Chi si fosse appassionato alla storia dell'Indianapolis e ne volesse sapere di più, ma soprattutto volesse conoscere la REALTA' fino in fondo, consiglio caldamente il saggio di Doug Stanton Il comandante e gli squali.

    Fatti salvi i momenti salienti il resto, nel film, ha una aderenza alla realtà quasi pari allo zero.

    Tra qualche giorno, appena avrò un pò di tempo a disposizione, pubblicherò un post in questa pagina in cui segnalerò tutti (o quasi) gli svarioni e le licenze (per non dire balle) che lo sceneggiatore ha inserito nel copione.

    Giusto un assaggio: i nomi dei protagonisti, fatto salvo quello del comandante e (in parte) quello del cappellano, sono praticamente inventati. Non so se per volere dei parenti viventi o per una scelta precisa di sceneggiatura. Sta di fatto che il nome di alcuni uomini che si prodigarono, quanto se non più di McVay, a dare aiuti agli altri ed a cercare di infondere coraggio, sono stati praticamente annullati.

    SPOILER SPOILER SPOILER

    Altra chicca:

    E' vero che al momento del siluramento c'erano due uomini in cella di rigore. Ma ovviamente non si sono salvati perchè guarda caso la nave si è spezzata in due proprio all'altezza delle celle e loro sono riusciti a salvarsi. Oltretutto è fantascienza pura visto che, anche ammesso che la nave si fosse spezzata realmente dove erano le celle, i risucchi della nave che affonda avrebbero trascinato anche i due uomini nell'abisso.
    Molto più semplicemente dopo l'impatto del secondo siluro il marine di guardia, capito quello che accadeva, prese le chiavi ed aprì le celle consentendo così ai prigionieri di uscire da lì.


    Ci sono ovviamente altri particolari che però sarebbero tropo lunghi da specificare. E inoltre, non posso dirlo con certezza perchè riscontri fotografici non ne ho trovati, ma credo che persino gli zatteroni fatti vedere nel film non siano uguali a quelli della realtà. Nel libro si parla di zatteroni e reti di salvataggio che potevano ospitare anche fino a 20 persone. Quelli fatti vedere nel film sembra che non arrivino a contenere nemmeno dieci persone.
    Ultima modifica: 8/09/17 12:22 da Zender
  • Curiosità Puppigallo • 10/08/17 10:19
    Scrivano - 502 interventi
    Nel film i carnefici dei poveri marinai sono squali bianchi (forma e muso li identificano come tali). Ma secondo testimonianze e informazioni basate sul luogo dell'affondamento, è da escludere che sia stato lo squalo bianco l'artefice della strage. E' stato invece il longimanus o squalo pinna bianca oceanico; si tratta di un predatore pelagico opportunista, che già in altre occasioni ha rappresentato un grosso problema per i naufraghi a causa della sua aggressività e del fatto che pare non tema l'essere umano, anzi; spesso infatti lo attacca anche solo come intruso nel suo territorio di caccia. Un predatore essenziale nell'ecosistema marino, che come altri sta scomparendo proprio "grazie" a chi in realtà non sembra temere.

  • Curiosità Piero68 • 8/09/17 09:58
    Contatti col mondo - 234 interventi
    A chi si fosse appassionato alla storia dell'Indianapolis e ne volesse sapere di più, ma soprattutto volesse conoscere la realtà fino in fondo, consiglio caldamente il saggio di Doug Stanton "Il comandante e gli squali".

    Ecco alcune delle tante differenze col film:

    * I nomi dei protagonisti, fatto salvo quello del comandante e (in parte) quello del cappellano, sono praticamente inventati. Il nome di alcuni uomini che si prodigarono, quanto se non più di McVay, a dare aiuti agli altri e a cercare di infondere coraggio, sono stati praticamente annullati.

    * E' vero che al momento del siluramento c'erano due uomini in cella di rigore, non che si siano salvati perché la nave si era spezzata in due proprio all'altezza delle celle facendolocisì uscire (oltretutto è fantascienza pura visto che, anche ammesso che la nave si fosse spezzata realmente dove erano le celle, i risucchi della nave che affonda avrebbero trascinato anche i due uomini nell'abisso). Molto più semplicemente dopo l'impatto del secondo siluro il marine di guardia, capito quello che accadeva, prese le chiavi ed aprì le celle consentendo così ai prigionieri di uscire da lì.

    * Subito dopo l'affondamento, la prima causa per cui iniziarono a morire i membri dell'equipaggio fu l'enorme quantitativo di nafta/kerosene che si riversò in mare: non solo impregnava i giubbotti di salvataggio rendendoli così pesanti da trascinare gli sventurati nell'abisso e la sua viscosità impediva quasi di nuotare sempre con conseguenze mortali, ma la sostanza si attaccava addosso aggredendo le mucose di occhi, bocca e naso rendendo i marinai pazzi dal dolore e molto spesso rendendoli ciechi. I visi dei naufraghi erano talmente neri e trasfigurati che all'inizio per riconoscersi dovevano dire nome e cognome a chi gli stava accanto. Da una stima molto approssimativa fatta a posteriori, i primi 50/100 naufraghi morirono per via del carburante in acqua. Di questo nel film non vi è proprio menzione.

    * A poche ore dall'affondamento, i sopravvissuti, per via delle correnti e altro si divisero in tre grossi gruppi di cui il più grosso era composto inizialmente di circa 400 persone. Il gruppo maggiore, che si vede nel film dopo l'affondamento, probabilmente non arriva nemmeno a 100 persone. Capisco che girare una scena di massa, per di più in acqua, sia difficile, ma diamine, oggi con i green screen e la CG si potrebbero ricreare anche gruppi di 1000 persone...

    SPOILER

    * Non è vero che McVay salì per ultimo sull'aereo che ammarò per salvarli facendo stoicamente prima salire i suoi uomini. Semplicemente McVay non era proprio con il grosso del gruppo ritrovato dall'aereo. Era andato alla deriva, a molte miglia di distanza dal gruppo, con tre zatteroni e un gruppo iniziale di nove uomini. Fu il penultimo gruppetto ad essere trovato e ad essere tratto in salvo. Anche se in effetti su questo esiste una piccola disputa: qualcuno sostiene che sia stato l'ultimo gruppo ad essere stato trovato e salvato. In ogni caso non andò come raccontato nel film.

    * Verso la fine il film sostiene che McVay fu l'unico ufficiale ad essere sopravvissuto. Balla enorme: in realtà furono 14 gli ufficiali ad essere tratti in salvo. Probabilmente McVay era l'unico ufficiale superiore ad essersi salvato, ma sicuramente non l'unico ufficiale.

    * L'incontro a quattro occhi tra McVay e il comandante del sommergibile Hashimoto non c'è mai stato. I due si videro ed incrociarono gli sguardi solo in aula. D'altra parte il comandante Hashimoto, per evitare proprio che potesse fare incontri spiacevoli o che potesse parlare con la stampa, fu trattato alla stregua di un prigioniero, guardato a vista 24 ore su 24 e scortato in ogni posto dove si recava. Resa la testimonianza in aula fu preso in fretta e furia e riportato in Giappone senza che mai, nemmeno per un attimo, fosse riuscito a scambiare qualche parola con chicchessia (a meno che non si trattase di persona autorizzata).
  • Discussione Zender • 8/09/17 12:27
    Consigliere - 43542 interventi
    OK, ho portato le tue interessanti notazioni in curiosità, Piero. Ho lasciato fuori solo quella che vedi qui sopra degli zatteroni perché in curiosità scriviamo solo le cose che sono certe e non le ipotesi.
  • Discussione Piero68 • 13/09/17 11:45
    Contatti col mondo - 234 interventi
    Zender ebbe a dire:
    OK, ho portato le tue interessanti notazioni in curiosità, Piero. Ho lasciato fuori solo quella che vedi qui sopra degli zatteroni perché in curiosità scriviamo solo le cose che sono certe e non le ipotesi.

    Grazie!

    In tema di curiosità vorrei segnalare due errori nel famoso monologo di Quint ne Lo squalo. Anche se forse sarebbe più giusto postarlo nella pagina del film di Spielberg. Lascio deciderlo a te.

    Quint dice "Ero a bordo della corazzata Indianapolis"; l'Indi era invece un'incrociatore.
    Poi dice: "Finimmo in mare in 1.100". Intanto l'equipaggio al completo era di quasi 1.200 uomini. Il problema è che in mare ne finirono circa 900. Il resto dell'equipaggio morì per lo scoppio dei due siluri. E' ovvio che queste sono solo valutazioni fatte a posteriori e nessuno ha la contabilità precisa di quanti e come morirono dei quasi 1200 membri dell'equipaggio. Sta di fatto che è ormai un dato acquisito da tutti e dovunque si legga è riportato che a morire per i siluri furono in circa 300. Pertanto l'asserzione di Quint può essere ritenuta inesatta
  • Discussione Zender • 13/09/17 14:34
    Consigliere - 43542 interventi
    Beh diciamo che se lui sapeva che erano in 1200 e che qualcuno doveva esser morto per i siluri; dicendo 1100 ha fatto una valutazione a spanne piuttosto credibile, direi. Nessuno ci dice che lui si sia poi andato a informare di quanti eran morti o finiti in mare. Finita la guerra è plausibile che non abbia voluto pensarci più e gli sian rimaste le sue impressioni iniziali, non poi distantissime dalla realtà.

    Quanto all'Indianapolis mi sembra proprio che lui dica solo "USS Indianapolis" in originale, quindi sarebbe un'invenzione dei nostri traduttori, quel "corazzata".
  • Curiosità Piero68 • 30/07/18 15:43
    Contatti col mondo - 234 interventi
    * Dal terzo giorno in poi, un'altra importante causa di morte degli uomini finiti in mare furono le allucinazioni. In alcuni casi anche collettive. Sempre da testimonianze raccolte dai sopravvissuti si calcola che furono circa un centinaio gli uomini che affogarono a seguito ad allucinazioni. In particolare, un gruppo di oltre venti persone ebbe una sorta di allucinazione collettiva.

    Dalla testimonianza del marine McCoy: "A metà mattinata vidi un gruppo di circa 25 uomini che nuotavano molto lentamente e in fila indiana. Erano in posizione quasi eretta ed ognuno di loro aveva la mano destra sulla spalla del compagno che lo precedeva (nota mia: tipo il trenino che si fa nelle feste). Erano taciturni ed avevano un'espressione strana. Così mi avvicinai e chiesi loro cosa stesse accadendo. Uno di loro mi rispose sottovoce che avevano trovato un albergo ad ore, ma siccome tutte le stanze erano occupate tranne una, si stavano alternando a dormire un quarto d'ora per uno. Se voleva poteva mettersi in fila anche lui. Dopo un po' il gruppo scomparve alla vista di tutti. Probabilmente inghiottiti dall'oceano, sfiniti dalla fatica".
    Nel film si fa soltanto intendere, e molto alla lontana, che gli uomini fossero preda di allucinazioni. E comunque non viene indicata come causa di morte dell'equipaggio.

    * La statistica definitiva dei dati raccolti indica che dal momento in cui l'equipaggio finì in mare al momento in cui i naufraghi furono tratti in salvo, morì circa un uomo ogni dieci minuti. Sempre secondo statistiche stilate dai racconti dei sopravvissuti, i naufraghi morti in seguito ad attacchi di squalo furono circa 200, vale a dire un terzo di quelli finiti in acqua dopo il siluramento dell'Indianapolis.

    * La didascalia finale dice che furono in 317 ad essere salvati dalle acque. In realtà furono 317 i sopravvissuti alla conta finale. Ad essere tratti in salvo furono 321. In 4 morirono durante il ricovero ospedaliero.

    SPOILER
    *Il cappellano morì il quarto giorno, dopo essersi prodigato a salvare quante più vite potesse. Nel film fanno solo vedere che l'ultimo giorno, cioè poco prima del salvataggio, è disteso sul bordo di uno zatterone semi incosciente ma ancora vivo. L'ufficiale medico invece riuscì a sopravvivere. Gli sforzi di questi due personaggi, uniti a quelli del comandante, riuscirono a tenere in vita molti marinai. Nel film vengono invece trattati come figure marginali a tutto beneficio di personaggi assolutamente inventati come i due amici Mike e Bana ad esempio.

    Fonte: Doug Stanton "Il comandante e gli squali".