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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Si potrebbe tirare in ballo il solito elogio della diversità, il messaggio educativo di fondo, ma la verità è che siamo semplicemente di fronte a una rilettura italiana della vecchia serie televisiva dei MOSTRI intrecciata col solito INDOVINA CHI VIENE A CENA? che, in casi simili, torna sempre utile per generare imbarazzi e gaffe assortiti. Il target sembrerebbe insomma al massimo adolescenziale, anche se poi l'innesto della coppia ultracoatta formata da Lillo e Ilaria Spada sposta il secondo tempo sui binari della commedia caciarona di discendenza cinepanettonica operando una mescolanza...Leggi tutto piuttosto disorientante. Inizialmente conosciamo però i giovani, che si vedono una sera, si piacciono e si mettono insieme fino al comparire del test di gravidanza: positivo. Arriva inevitabile il momento di incontrare i genitori di lui (quelli di lei sono morti, a quanto pare); Adalberto (Caccamo) è però titubante: sa che non sarà facile, considerata la natura "mostruosa" della sua famiglia, ritiratasi a vivere in un castello isolato e fuori dai radar. Ma Luna (Rei) non si fa scoraggiare e i due partono. Nel frattempo al castello ci si prepara all'evento, inatteso e non così lieto: a mamma strega (Ocone) l'idea che una “umana” (non riesce nemmeno a pronunciare il termine dallo schifo, tormentone che si fa insopportabile già dopo la terza delle centoquaranta volte che viene ripetuto) stia con suo figlio, licantropo in erba, proprio non va giù, mentre papà vampiro (Ghini) è più rassegnato e comprensivo. Lo zio (Calabresi) ridotto a mostro di Frankenstein per l'immancabile operazione finita male spiaccica giusto qualche verso mentre la sorellina vampirella (Ciocca) se ne sta in disparte infastidita dagli atteggiamenti dei genitori. La prima parte se ne va tra gag assai deboli di matrice fantasy-horror con qualche effetto speciale all'acqua di rose e la comparsa della ex di Adalberto, una ragazza invisibile che può dirsi protagonista dei momenti più umoristicamente deludenti. Nella seconda invece, a sorpresa, si presenta al castello la famiglia di lei, che non è affatto morta come si credeva: beceri palazzinari della peggior risma, cultura al grado zero, Lillo e Ilaria Spada sguazzano a meraviglia in caratterizzazioni simili e si scatenano senza mai spaventarsi di nulla: hanno sempre la battuta pronta per sdrammatizzare di fronte a qualsiasi esibizione di "superpotere" de parte dei consuoceri, mentre il fratellino (Sebastiani) di Luna fa amicizia colla simpatica vampirella e il nonno (Franco) si dedica al fantasma (Bouchet) del castello in un incontro di gloriosi eroi del nostro cinemabis purtroppo penalizzati da personaggi e dialoghi di rara vacuità. Insomma, se si ride il merito è del coattismo spinto di Lillo & signora, esplosivo e travogente, talvolta gratificato da invenzioni azzeccate e reso al meglio dai due. La famiglia mostruosa "originale" è invece molto più composta e fiacca, nonostante la comprovata bravura di Ghini e della Ocone. Al punto che ad emergere finisce con l'essere la piccola Ciocca, davvero espressiva e dal sorriso (con canini acuminati) contagioso, perché anche il solitamente brillante Calabresi si ritrova qui ad azzardare quattro smorfie accompagnate da monosillabi insignificanti. Quanto alla coppia di fidanzatini non va molto oltre il ruolo di spalla che la sceneggiatura riserva loro, con la trasformazione in lupo mannaro dovuta ma eccessiva (meglio Lillo che ribatte con nonchalance esibendo il villosissimo petto). L'anima ingenua della prima parte, che comprende anche l'incipit ed excipit in cui vediamo che è Lillo a raccontare l'intera storia a un gruppo di bimbi, ha in comune con la seconda solo l'estrema derivatività da modelli noti, perché quando si cambia modalità è evidente come si attui uno scarto netto nel tipo di comicità. Di Biase ci mette di suo un confezionamento professionale, condito da una buona fotografia ed effetti accettabili, ma il ritmo zoppica in più parti e in un film così si sente. Resta un buffo esperimento da noi poco praticato, con tutti i limiti dell'operazione per famiglie e una conseguente e ovvia superficialità nell'approccio (al di là dei facili insegnamenti morali ricavabili, che sono quelli di ogni film che comprenda mostri e freaks assortiti).
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/11/21 DAL DAVINOTTI
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Markus 28/11/21 09:30 - 3465 commenti

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Prendi i "sessantiani" I mostri e La famiglia Addams e fanne una commedia all'italiana di moderna concezione per famigliole in periodo di Halloween. Questa dev’essere stata l'astuta mossa di marketing che deve aver spinto un'operazione di questo genere. Film che al netto della scarsa originalità può contare sulla scorrevolezza e l'apporto comico/espressivo delle più tipiche battute e calembour romanesche/coatte che sappiamo essere di facile presa. Chiaramente una pellicola rivolta a un pubblico senza pretese che cerca in queste visioni un sano momento di svago.

Gabrius79 5/12/21 01:36 - 1291 commenti

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De Biasi confeziona un film per tutta la famiglia con buoni effetti speciali e una valida fotografia, ma traballante nel ritmo. Assistiamo infatti a una prima parte senza grandi sussulti e con lo sbadiglio dietro l’angolo, mentre la seconda con l’arrivo di Lillo e della Spada cambia marcia a favore di risate un po' grasse ma di sicura presa dovute a una certa caciara di sottofondo. Ghini, Calabresi e la Ocone non brillano molto, così come i fidanzatini Rei e Caccamo. Lavoro comunque apprezzabile.

Sircharles 8/12/21 20:00 - 102 commenti

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La base è una rivisitazione in salsa italian comedy della Famiglia Addams, ma le variazioni sul tema e le divagazioni non mancano. I membri della insolita famiglia non hanno infatti una comune e uniforme matrice "mostruosa", ma si spazia dal vampirismo alla magia e ad altro ancora, con una gamma di bizzarrie sovrannaturali che offrono vari spunti di ilarità. La storia (incrocio di vite e sentimenti fra "mostri" e "umani") è tutto sommato banale ma non manca di passaggi anche inattesi (lati oscuri e scheletri nell'armadio non sono solo da una parte). Spada, Lillo e Ghini al top.

Rambo90 15/12/21 00:45 - 6952 commenti

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Un film incredibilmente mal assemblato da una sceneggiatura che pesca a piene mani dalla Famiglia Addams e simili senza inventare nulla, ma anzi appiccando un po' di gag italiote già viste e in forme migliori (vedi lo scarabeo da Natale sul Nilo, qui rielaborato come cervello). Il cast anche sembra poco in forma, a parte la coppia Lillo/Spada che almeno dà una marcia in più al film nel momento in cui entra in scena. Messa in scena decorosa ma sprecata nella nullità delle idee. Mal scelta la coppia di giovani protagonisti.

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