LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Commedia a cielo grigio tra le strade e i lussuosi interni di Manhattan: il Woody Allen più classico che si possa immaginare, che però abbassa l'età dei suoi protagonisti scegliendo di dare a lui, Gatsby (Chalamet), natali altolocati che possano permettergli di esprimersi con la precoce padronanza concessagli dal ricco retroterra culturale e quindi dai dialoghi naturalmente non comuni scritti da Allen. Lei, Ashleigh (Fanning), al contrario arruffona e impacciata, imprevedibilmente molto più vicina di lui al Woody comico e farsesco. Insieme studiano al college e quando lei ha l'occasione di andare a Manhattan per intervistare un grande regista (Schreiber), lui decide di accompagnarla sfruttando i ventimila dollari da poco vinti al poker,...Leggi tutto nel quale è un vero asso. L'occasione per una romantica trasferta, insomma, che però si trasforma in tutt'altro quando Ashleigh si presenta al cospetto del regista per intervistarlo. Perché la giovane è attraente, con la sua innocente dolcezza affascina non solo chi risponde distratto alle sue domande (promettendo di rivelarle una “chicca”) ma pure un quotato sceneggiatore (Law) e un celebre attore (Luna) incontrati poco dopo. A lei non pare vero di trovarsi al centro di simili attenzioni e per questo continua a richiamare Gatsby al telefono rimandando prima il pranzo poi ogni successivo appuntamento. Nel frattempo lui, casualmente, incontra la sorella minore (Gomez) di una sua ex e ci passa qualche ora insieme, divisa tra una puntata da suo fratello che abita in zona e una al tavolo da poker con gli amici di quest'ultimo. Due storie separate, che di tanto in tanto si ricongiungono - attraverso la voce del telefono - esplorando mondi diversi: Gatsby quello molto più regolare di chi si ritrova in città da solo discutendo futilmente con persone cui sembra non dare troppa importanza, Ashleigh lasciandosi travolgere dal contatto con l'universo scintillante del cinema, dei party alla moda e dei divi, combattuta tra l'intenzione di riportare tutto sul notes da utilizzare per l'articolo desiderato e il tuffarsi nei sogni più sfrenati. Ed è lei la più viva e vivace, genuinamente entusiasta nel suo ardore giovanile. Gatsby sembra disilluso e deluso, rassegnato a raggiungere i genitori a un party over 60 al quale, non potendo presentare la sua ragazza, decide di sostituirla con una escort spacciandola ai suoi per Ashleigh. Allen ricama come sempre sui dialoghi, lascia fotografare la sua Manhattan prediletta a un grande artista come Storaro, mescola leggerezza e sofisticatezza secondo lo stile che da sempre gli è proprio. Non rinuncia qua e là alla gag efficace da comico vero (la fidanzata del fratello dalla risata improponibile) ma nel complesso predilige il registro sentimentale per le parti dedicate a Gatsby, dai toni più smorzati, spingendosi semmai verso la commedia in quelle con Ashleigh. Si sorride, si ammira una volta di più l'arguzia di dialoghi che in più occasioni ancora sottolineano la distanza di Allen dalla banalità imperante, ci si diverte con moderazione e si ha la conferma di quanto dosando con sapienza gli ingredienti di sempre chi sa fare cinema riesca comunque - anche in mancanza di grande ispirazione (piuttosto palese, in questo caso) - a confezionare film all'altezza della propria fama. Lasciando che sottilmente emergano in Gatsby le lacune di un'educazione rigorosa costretta in gabbie culturali che smorzano gli entusiasmi, inserendo attraverso il personaggio di sua madre una chiave interpretativa che deflagra a sorpresa. Si concentra insomma su Gatsby e le sue acute riflessioni il vero senso del film, lasciando ad Ashleigh e all'abituale caricatura dello stardom il compito di sdrammatizzare interrompendole, di rivitalizzare l'opera con la semplicità propria di chi si abbandona cancellando con l'alcol inibizioni e timidezza. Ci sono pause, momenti talvolta superflui, prolissità ingiustificate in molti dialoghi, ma l'approccio è ancora quello personale, unico di chi a 83 anni non si rassegna ad abbandonare il suo pubblico.
Marcel M.J. Davinotti jr.
Chiudi
TITOLO INSERITO IL GIORNO 29/11/19 DAL BENEMERITO IL FERRINI POI DAVINOTTATO IL GIORNO 30/11/19
Clicca sul nome dei commentatori per leggere la loro dissertazione
ORDINA COMMENTI PER: BENIAMINI GERARCHIA DATA

Il ferrini 29/11/19 23:34 - 1702 commenti

I gusti di Il ferrini

Un Woody particolarmente comico. Si torna a ridere di gusto, come ai tempi di Basta che funzioni, soprattutto grazie al personaggio interpretato dalla Fanning, giovanissima "paesana" ingenua finita nelle grinfie di ben tre scafati personaggi dello star system (un regista, uno sceneggiatore e un attore). Dall'altro lato Chalamet, che assieme alla Gomez danno vita ai classici battibecchi alleniani. Esilarante la scena in cui Jude Law scopre la moglie fedifraga e toccante il monologo della madre, fotografato dal solito impeccabile Storaro. Bello.
MEMORABILE: Il primo incontro di Ashleigh con Francisco Vega; Il bacio "cinematografico" in auto fra Gatsby e Chan.

Markus 30/11/19 10:19 - 3310 commenti

I gusti di Markus

Una garbata commedia giovanilistica fa da cornice a una vicenda che dura ventiquattro ore con una coppia di universitari che, una volta arrivati a New York, si separeranno facendo quindi scaturire due storie che s'intrecciano. Qualche sghignazzo qua e là e i toni sardonici della "pochade" alla Woody Allen rallegrano non poco; resta però la scarsa verosimiglianza delle situazioni e del linguaggio da "anta" colti messo in bocca a dei ventenni yankee. Complessivamente allettante ma con un finale fiaccamente prevedibile.

Lou 30/11/19 00:40 - 972 commenti

I gusti di Lou

Woody torna a girare a Manhattan magnificando ancor più del solito la sua città del cuore, che resta brillante anche sotto la pioggia grazie alla luce del solito Storaro. In questa ennesima commedia ironica e leggera si ritrovano i temi consueti del cinema alleniano, pur con qualche spunto nuovo e un'apprezzabile freschezza di sguardo. Il giovane Chalamet veste i panni del Woody dei vecchi tempi, intellettuale sensibile e raffinato, refrattario al conformismo e alla mondanità.

Kinodrop 1/12/19 18:47 - 1545 commenti

I gusti di Kinodrop

Vera protagonista di questa favola sentimentale è la cornice alleniana per antonomasia, una New York sotto la pioggia tra scintillio e grigiore che rende accettabile l'intrecciarsi degli accadimenti dei due giovani protagonisti, lui portavoce di un certo intellettualismo nostalgico e lei di un candore spensierato e sorridente, entrambi travolti da una giornata piena di sorprese e imprevisti. Purtroppo, nonostante il brillio delle location, fa da freno uno script opaco e prevedibile. Fanning sprizza allegria, Chalamet sembra fuori parte, Law poco più che un cameo. Modesto.
MEMORABILE: L'intervista a frammenti; Gli spettacolari interni; Gatsby tra la escort e la mamma; Il finale spicciativo.

Xamini 1/12/19 19:11 - 1021 commenti

I gusti di Xamini

Il lavoro di Woody Allen lascia anzitutto un bel sapore. La città è nota e chiaramente abusata (ma se la firma è la sua è sempre un piacere tornare), mentre il gusto per i colori è ereditato da La ruota delle meraviglie, con questi ocra sparat. I dialoghi non raggiungono i suoi livelli di aggrovigliata eccellenza ma sono piuttosto soddisfacenti e il racconto - che è ancora una volta un racconto di città e situazioni - è costruito su una serie di cliché, che funzionano. Un'ultima parola per Chalamet, attore del momento e decisamente in parte (anche se non ai livelli di Chiamami col tuo nome).

Galbo 4/04/20 07:03 - 11422 commenti

I gusti di Galbo

Commedia metropolitana “alleniana” per atmosfere e genere di personaggi che animano la storia. Sotto il cielo piovoso della grande mela una coppia si divide e incontra umanità varia, con i ritmi e i tempi che sono quelli tipici del regista, ma la storia non entusiasma, a differenza dei dialoghi decisamente più intriganti. Attori in parte, una bella colonna sonora e buon doppiaggio italiano per un film godibile ma non memorabile.

Rambo90 17/12/19 01:57 - 6394 commenti

I gusti di Rambo90

Quasi un'evoluzione dell'episodio più debole di To Rome with love, in cui Allen dimostra da una parte di saper scrivere ancora dialoghi sagaci e velocemente brillanti, ma dall'altra conferma una grossa crisi di idee mettendo in piedi una non-storia piena di momenti superflui. I protagonisti sono inoltre mal scelti, entrambi troppo ammiccanti e sopra le righe, con sprazzi di bravura nei ruoli di Schrieber, Law e della Jones. Regia routinaria, fotografia elegante ma abbastanza sprecata.

Daniela 8/12/19 23:55 - 9522 commenti

I gusti di Daniela

Se tutto il mondo è paese, New York è un paese piccolo piccolo, dato che tutti non fanno altro che imbattersi l'un l'altro in questa commedia amabile dalla consistenza di una mousse, resa straniante dalle considerazioni esistenziale incongrue sulle labbra di Chalamet, controfigura poco più che ventenne di Allen, mentre Fanning mima l'ingenuità del suo personaggio agitando le mani come le pale di un mulino. Più convincente il cast di contorno e fascinosa la vera protagonista New York, splendidamente fotografata da Storaro. Qualche battuta a segno, ma sceneggiatura modesta e prevedibile.
MEMORABILE: La rivelazione della madre

Graf 15/12/19 22:53 - 699 commenti

I gusti di Graf

Ennesima meditazione malinconica sulla vita e sui sentimenti da parte di Woody Allen. Riflessione esistenzialista e buffa commedia di caratteri vanno perfettamente a braccetto nelle due vicende che si alternano senza mai incontrarsi, con le quali la maestria cinematografica di Allen costruisce una storia complessa, molto studiata, di grande eleganza formale e sapienza letteraria ma che porta a esiti drammatici piuttosto artificiosi seppur raffinatissimi. Il regista conferma tutto il suo talento ma la maniera si è ormai sostituita all'ispirazione.

Paulaster 12/02/20 10:02 - 2825 commenti

I gusti di Paulaster

Coppia universitaria si perderà di vista a Manhattan. Contrapposizione di caratteri tra i protagonisti (introverso lui, estroversa lei) per un bailamme di incontri non troppo credibile per la giovane età. I dialoghi sono brillanti, specie nella prima parte in cui Allen dimostra di avere ancora buone battute, ma si spegne verso la fine. La pioggia stempera le sempre presenti nevrosi cittadine e qualche location artistica o "intima" rende New York meno caotica del solito.
MEMORABILE: I creativi da mamma e papà; Assomiglia ad Arafat; "Parlate di cactus?"; La canzone al piano; "Adoro i rimorchiatori".

Urraghe 20/02/20 23:58 - 67 commenti

I gusti di Urraghe

Ventiquattro ore di una coppia di giovani studenti accompagnati dalla regia di Woody Allen. Commedia dissimile del regista che questa volta segue un protagonista ventenne e ben poco stravagante nelle sue peripezie amorose nella abituale e confortevole New York. Attori tutti ben diretti nella pioggia autunnale con poche battute e la musica ben presente in un film meritevole per una visione rilassata.
MEMORABILE: La scena del bacio nell'auto.

Didda23 26/03/20 07:26 - 2288 commenti

I gusti di Didda23

Strepitosa opera alleniana (probabilmente la migliore del decennio 2010-2019) con una qualità dei dialoghi nettamente sopra la media del genere. Una direzione attoriale impeccabile con una Fanning ammirevole in un personaggio che mischia ingenuità a dolcezza e un Chalamet sorprendente nei panni del giovane-vecchio (imbattibile nei giochi d'azzardo). New York è fotografata egregiamente dal mitico Storaro, che si supera negli interni sublimando - con un gioco di luci egregio - il dialogo fra madre e figlio. Un film di una delicatezza ammirevole, con momenti comici riusciti.
MEMORABILE: Il bacio fra Chalamet e la Gomez; L'arrivo della fidanzata di Luna; Il finale romantico in stile "vecchi tempi".

Camibella 6/06/20 00:12 - 144 commenti

I gusti di Camibella

Da sperticato amante qual è della sua New York, Allen la beatifica rendendola protagonista centrale di questa commedia che non manca dei suoi stilemi (un'eleganza e una raffinatezza di fondo e dialoghi particolarmente colti). Piuttosto quello che non convince è la scelta dei due giovani protagonisti, l'uno troppo attento a interpretare un alter ego ventenne del regista e l'altra che gesticola e farfuglia come una scolaretta senza arte né parte. Molto più bravi ma sprecati gli altri navigati attori, che però hanno poco battute per elevare il prodotto. Magnifica la fotografia.

Nando 8/06/20 23:00 - 3485 commenti

I gusti di Nando

Un frammento della poetica del grande Allen che regala una garbata commedia provvista di dialoghi sopraffini, dotati di tecnica di ottimo livello. Per il resto la narrazione scorre lineare tra pseudo tradimenti e confessioni sconvolgenti. Certo non si può definire un capolavoro, ma regala comunque una leggiadria di discreto livello. Finale parzialmente inaspettato.

Thedude94 9/06/20 00:11 - 588 commenti

I gusti di Thedude94

Allen regala a Chalamet un personaggio notevole, giovane e nichilista, che vive una relazione nella quale spera di trovare un po' di romanticismo, ma che in una suggestiva New York piovosa dovrà affrontare in un solo giorno varie situazioni sconvolgenti. Il cast è diretto in maniera eccellente, la Fanning entra bene nel personaggio e regge le parti con attori più affermati; anche la Gomez fa la sua bella figura. Nulla da ridire sull'eccellente comparto tecnico e la splendida fotografia. Il regista tocca vari temi oltre l'amore, tra cui il rapporto del giovane con la madre opprimente.

Enzus79 14/06/20 22:06 - 1827 commenti

I gusti di Enzus79

Due giovani studenti sono travolti da imprevisti in una giornata piovosa a New York. Woody Allen ritorna nella città fonte di ispirazione di suoi moltissimi film. Purtroppo il risultato non è quello che ci si aspettava: pur avendo momenti e battute di buon livello, la storia risulta fiacca e nella parte finale un po' banale. Bene il cast, specialmente Elle Fanning.
Per inserire un commento devi loggarti. Se non hai accesso al sito è necessario prima effettuare la registrazione.

In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


DISCUSSIONE GENERALE:
Per discutere di un film presente nel database come in un normale forum.

HOMEVIDEO (CUT/UNCUT):
Per discutere delle uscite in homevideo e delle possibili diverse versioni di un film.

CURIOSITÀ:
Se vuoi aggiungere una curiosità, postala in Discussione generale. Se è completa di fonte (quando necessario) verrà spostata in Curiosità.

MUSICA:
Per discutere della colonna sonora e delle musiche di un film.