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TITOLO INSERITO IL GIORNO 11/11/07 DAL BENEMERITO HOMESICK
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Homesick 11/11/07 17:48 - 5737 commenti

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Anche Loy firma il suo film sulla Resistenza italiana, sintetizzandone pregi e difetti: l’eroismo e la volontà di “fare” storia, ma anche lo sciacallaggio dei partigiani e la crudeltà della lotta fratricida, che tradisce le amicizie onorando il “mors tua, vita mea”. La silenziosa regia di Loy è volta specialmente a mettere in rilievo le psicologie dei numerosi personaggi, affidati alla bravura di un cast all-stars. Eccesivamente lungo.

Galbo 3/06/12 11:22 - 11646 commenti

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Nella migliore tradizione delle opere di impegno civile prodotte in Italia, un film che racconta una delle tante vicende del gruppo partigiano del nostro paese. Ben sceneggiato, mescola abilmente la parte "politica" con le vicende umane dei protagonisti, ben interpretati da un gruppo di attori affiatato. Buona anche la ricostruzione ambientale.

Piero68 4/06/12 09:02 - 2836 commenti

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In attesa di cimentarsi con Le 4 giornate di Napoli, Loy inizia ad approcciare il film bellico e lo fa nel suo solito stile asciutto e silenzioso. Un buon cast per una sceneggiatura tutto sommato dozzinale. Ma il film si lascia guardare anche perché ormai quasi nessuno gira più con questo stile. Come spesso accadeva è la caratterizzazione di ogni singolo personaggio che occupa la maggior parte del tempo. Al resto viene lasciato solo lo spazio indispensabile al completamento della storia. Non tra i migliori ma sicuramente fatto con gran mestiere.

Nando 12/04/13 11:03 - 3565 commenti

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Un episodio eroico della resistenza con un'esaltazione dell'amicizia miscelata al semplice sacrificio. La triste pagina della resistenza realizzata con uno stile asciutto senza inutili pietismi ma con lucida amarezza. Cast di buon livello con Salvatori in evidenza.

Maik271 18/11/14 21:57 - 436 commenti

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Nanni Loy gira un buon film che ricostruisce le gesta di un gruppo di partigiani nel periodo post 8 settembre. Bravo Salvatori e ottimo Milian nella parte del borgataro, così come anche una giovanissima Gravina nei panni della staffetta e Trieste nella parte dell'impiegato finito fra i partigiani più per ripiego che per scelta. Nonostante l'argomento non fosse dei più facili, il risultato è più che accettabile.

Rufus68 12/06/16 20:27 - 3389 commenti

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Il maggior vizio del film è la mancanza di vera tensione, sia cinematografica che morale. Alla prima pecca congiura lo svolgimento della trama, sin troppo aneddotica e la lunghezza; alla seconda il poco rilievo dei personaggi, più empatici che convincenti. Il tocco apologetico dell'autore nei confronti della Resistenza, inoltre, svuota di vera forza drammatica anche le sequenze più coraggiose e problematiche (l'uccisione del fascista). Un cinema nobile, insomma, ma superficiale. Bravo Salvatori.

Jurgen77 3/09/18 08:57 - 630 commenti

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Film datato ma che ben rappresenta i drammi e le vicende personali nell'Italia allo sbando dopo l'8 settembre. Azione mista a scene drammatiche. Italia (e i personaggi che fanno parte della vicenda) divisa tra conflitti interiori, lotte fratricide e guerra contro i tedeschi. Ottima la ricostruzione storica e toccanti alcuni momenti. Interpreti del periodo in ottimo spolvero, tra i quali spicca un giovane Tomas Milian. A volte, tratti di neo-realismo....
MEMORABILE: L'uccisione del giovane milite da parte del capo partigiano....

Il Dandi 17/09/18 10:26 - 1917 commenti

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Dramma resistenziale epico e corale, in cui tra l'ombroso Salvatori e il pavido Trieste (loro due i migliori del mazzo) è compreso un ventaglio di caratteri appena accennati (la gentilezza di Castelnuovo e il cinismo di Milian) ma funzionali, in cui ogni personaggio resterebbe incompiuto se non fosse salvato (cinematograficamente parlando) dagli altri. Corretto, mai esasperato, con buoni momenti di tensione (Trieste che sta per confessare al commissariato, il giovane milite che chiede un passaggio) drammatica oltre che civile.
MEMORABILE: Milian, sottotono, domina la scena del posto di blocco fascista.

Zampanò 23/12/20 14:48 - 336 commenti

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Le bande partigiane dei Castelli romani, poco note e riscattate da una pellicola di robusta intensità soprattutto in epilogo e in principio. Spiccano la prove di Leopoldo Trieste e Romolo Valli, che hanno i ruoli più sfaccettati; precipitoso Salvatori, composto Castelnuovo; sempre di gran caratura Urzì anche in favella toscana. Mario Brega fa il repubblichino picchiatore. Sul tema resistenza antifascista, l'agguato al ponte Sette Luci sarà per Loy il prodromo del più famoso Le quattro giornate di Napoli. Di salacissima ironia il finale ginnico.
MEMORABILE: Il ragioniere si nasconde nei bagni della stazione per sfuggire al trasferimento a Salò.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Mauro • 10/06/15 17:06
    Disoccupato - 10118 interventi
    C'è qualcuno che ha il DVD di questo film?