Un bacio e una pistola

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Kiss me, deadly
Anno: 1955
Genere: gangster/noir (bianco e nero)
Note: Aka "Kiss me deadly".
Numero commenti presenti: 18
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Uno dei tanti noir americani che negli Anni Quaranta e Cinquanta Hollywood sfornava dando spesso l'impressione di una catena di montaggio pronta ad essere apprezzata dai fanatici delle “facce da duro”. I Marlowe di Bogart, il Mitchum dell’osannato CATENE DELLA COLPA... tutti eroi dell'investigazione privata cupa ed egocentrica. Ralph Meeker e il suo violento Mike Hammer vengono dopo, ma ben poco li differenzia dagli illustri predecessori: sguardo torvo, battuta pronta, inesauribile intuito e capacità di uscire da ogni situazione. Belle donne e sicari spietati a far da contorno alla trama rigorosamente inestricabile. Che parte lineare, chiara, per trasformarsi verso la metà...Leggi tutto in un groviglio di nuovi personaggi che saltan fuori come funghi confondendo le acque (ma senza smuovere un ciglio nel volto imperturbabile del protagonista). Fotografia in un bianco e nero (soprattutto nero) sempre molto contrastato, con giochi di ombre a movimentare gli interni spogli di camere d'albergo spesso affollate di gente pronta a sparare o brandire coltelli a serramanico. La parte del leone la fa in ogni caso il detective, cui vengono riservate le migliori battute e viene diretto sempre con grande bravura (anche perché i registi sono Tourneur, Haws, Aldrich... mica pivelli!). Anche qui Ralph Meeker è perfetto e, in ultima analisi, l'unico vero asso nella manica di KISS ME, DEADLY, noir datato e pachidermico nel suo incedere. Con qualche scena azzeccata, un paio di gustose caratterizzazioni di secondo piano ma troppo déjà vu. E anche il finale, pur insolito, lascia purtroppo insoddisfatti.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Cotola 9/12/07 22:20 - 7815 commenti

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Straordinario noir degli anni '50 che si regge sulla bellissima regia di Aldrich che dispiega tutto il suo talento visionario riuscendo a creare un'atmosfera tesa e paranoica che non si scioglie nemmeno nel finale. Decisamente cupo ma soprattutto, visti i tempi in cui fu girato, insolitamente brutale e violento (vedi ad esempio la sequenza iniziale in cui una donna viene torturata a morte, ma ce ne sono diverse altre). Notevolmente sottovalutato alla sua uscita, è divenuto col passare del tempo, giustamente, un gioiello di rara bellezza.

Homesick 30/05/09 18:03 - 5737 commenti

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Seconda trasposizione cinematografica di Mike Hammer, il celeberrimo detective nato dalla penna dello scrittore Mickey Spillane: coriaceo, scontroso, ironico, intuitivo e tenero con l'amata Velda. Molto intricato, è illuminato da una fotografia ombrosa (tipicamente noir) e comprende sequenze particolarmente forti: talune appena suggerite (la violenza sulla donna), altre più esplicite (l'apertura della valigetta dal misterioso contenuto). I titoli di testa scorrono al contrario.
MEMORABILE: L'interrogatorio. L'entusiasmo del meccanico per l'automobile.

B.wildest 29/10/09 15:54 - 33 commenti

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Memorabile Aldrich! Imprevedibile e decisamente pulp! Ralph Meeker non si dimentica nel ruolo di Mike Hammer... mena cazzotti a destra e a manca, ma forse è quello al più oscuro di tutti. Tarantino del resto è innamorato di Ralph e non a caso lo ricerca nei bistecconi simpatici di oggi (Pitt). Sempre di pulp e Tarantino parlando, Quentin è un fan sfegatato del film e quando lo vedrete capirete anche da dove gli sia venuta in mente la famosa valigetta!
MEMORABILE: L'apertura della valigetta con suono assurdo.

Harrys 15/01/10 23:17 - 683 commenti

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Pur rientrando appieno nel mitico filone noir degli anni d'oro (rappresentandone invero l'apogeo), sovverte i più disparati topoi del genere con abile disinvoltura: colpendo nel dettaglio, piuttosto che nell'insieme. Meeker si destreggia quasi come "marionettizzato", dando adito a situazioni al limite del surreale: uno sconosciuto tenta di accoltellarlo e lui se ne frega, un sgherro potrebbe fornire testimonianze fondamentali e lui se ne frega ancora (e via così). Tourbillon di assurdità culminanti in un finale allucinante. Strambo e innovativo. *****

Lupoprezzo 8/10/10 12:10 - 635 commenti

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Robert Aldrich dirige un noir ineguagliabile, al limite del genere, sensibilizzato dall'originalità linguistica e stilistica di Mickey Spillane. La regia barocca (seminascosta, occultata), esaltata da uno splendido bianco e nero, è degna di Orson Welles. Troppe le scene memorabili (l'incontro con Carmen Trivago e quelli con il meccanico Nick, giusto per citarne alcuni). Imprescindibili le figure femminili che gravitano intorno ad un R. Meeker algido e freddo come una sala operatoria. Capolavoro.

Il Gobbo 15/06/11 14:11 - 3011 commenti

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Quando la trasposizione è meglio dell'originale letterario. Aldrich conserva e anzi enfatizza il vitalismo brutale di Spillane ma senza le rozzezze, sublimate da una regia accorta che innesca un processo di astrazione. Così Meeker non è "solo" Hammer, ma una specie di centone distillato dei duri hard-boiled, e la vicenda sconfina quasi nel fantastico, ben rappresentato dall'inesprimibile contento della celebre valigetta. Fondamentale.

Giùan 8/11/11 15:36 - 3246 commenti

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È da quando l'ho visto per la prima volta a 16 anni che ho negli occhi il formidabile incipit ed il disorientante finale di Kiss me deadly, uno dei più cupi thriller all time. La robusta intelligenza cinematografica di Aldrich fa del gradasso destrorso Hammer di Spillane un antieroe catapultato in una realtà ben più grande e paranoica di lui e col quale il regista non cerca nessuna empatia ma distanza critica. Essenziale Meeker, ma non si dimentica l'apparizione di Cloris Leachmann. Rapido, teso, secco come un classico, sporco e unto come nessuno mai.

Luchi78 7/03/12 14:52 - 1521 commenti

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Pur contenendo elementi classici e ormai cult dello stile noir all'americana anni '50 e pur se osannato e preso a modello dai registi moderni (vedi Tarantino che ne copia la famosa valigetta luminosa a sorpresa riproponendo questo celebre "MacGuffin"), il film manca di un coinvolgimento forte dovuto ad un certo sfilacciamento della trama nella parte centrale del film, un po' troppo caotica e confusionaria. Rimane comunque un cult del genere.

Pinhead80 29/03/12 12:19 - 4064 commenti

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Già il noir è uno dei miei generi preferiti, se poi ci aggiungiamo un film di questa caratura allora il giudizio non può che essere un voto straordinario. Bello, cupo e con una sceneggiatura a tratti contorta ma sicuramente affascinante, il film regala emozioni a non finire. I personaggi sono caratterizzati alla grande e le facce esprimono emozioni da sole anche senza dialoghi. L'inizio con la donna che corre quasi svestita sulla strada è di quelli da favola. Un film di cui è necessario "ricordarsi"...
MEMORABILE: "Ricordati di me..."

Mickes2 24/08/13 13:22 - 1668 commenti

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Straordinario noir di Bob Aldrich, sospeso, al limite del metafisico, con innesti di pura violenza fuoricampo, dinamiche distorte e una febbre algida e paranoica che monta corposa fin dal fulmineo incipit. Teso, una ballata di corruzione e piste morte, indizi e false identità; anime torbide e maschere inespressive affogate nel terrore e nell’opportunismo nella doppia, spasmodica ricerca di un occultamento e una rivelazione. Meeker grande antieroe, commovente Nick, splendide le donne, preziosissimo l’impianto estetico-formale. Superlativo.
MEMORABILE: L’incipit (la velocità, la strada, le strisce bianche) e la casa esplosa, assolutamente riconducibili a Strade perdute di David Lynch; Il pedinamento.

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Delpiero89 16/02/15 14:58 - 263 commenti

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Celeberrimo noir anni '50 diretto da Robert Aldrich e con un durissimo protagonista come Ralph Meeker. Presenta molte somiglianze con tanti noir dell'epoca e la presenza di troppi personaggi non giova alla narrazione. Detto questo rimane una pietra miliare, con diverse sequenze anche molto "avanti". Ispirazione per la valigetta di Pulp fiction.

Daniela 24/04/16 22:26 - 10150 commenti

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Inizio folgorante, con un donna a piedi scalzi che corre su una strada di notte, cercando di fermare un'auto di passaggio. Da qui parte uno dei noir più cupi di tutto il genere, nonostante la violenza sia per lo più tenuta fuori campo (in molte sequenze l'azione è ripresa all'altezza dei ginocchi), protagonista un private eye duro e scorretto alle prese con la ricerca, costellata di cadaveri, ad un "chissàchecosa" a cui sono interessati in molti, fino ad un epilogo senza scampo che stupisce per la sorte riservata al protagonista. Meeker perfetto nel ruolo, grande regia di A., capolavoro.
MEMORABILE: La morte del meccanico; L'apertura del vaso di Pandora e la corsa sulla spiaggia

Matalo! 24/08/16 18:41 - 1368 commenti

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Impossibile trascurare un grande noir, le cui novità son state sviscerate da decine di esegeti e la cui influenza arriva sino a oggi. D'altronde basterebbe il leggendario finale a rendere indimenticato un film dove nulla ha senso se non la totale distruzione. Aldrich non risparmia i barocchismi e le scelte stilistiche inconsuete. Imprescindibile.
MEMORABILE: Le inquadrature delle gambe nude della Leachmann torturata; Il dialogo del prefinale; La morte del carrozziere col dipendente diserato.

Saintgifts 6/03/17 19:30 - 4098 commenti

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Tratto molto liberamente dal romanzo di Mickey Spillane, con una sceneggiatura che va tutta a favore del film. Diretto splendidamente da Aldrich con la giusta faccia di Ralph Meeker, un Mike Hammer che si muove tra attraenti donne e spietati assassini ma assediato anche dalla legge, con la stessa noncuranza attento solo a perseguire il suo scopo. Non tutto risulta chiaro, come del resto il contenuto della valigia che scotta (anche se il riferimento ai primi esperimenti nucleari è reso esplicito), ma il velo di mistero aggiunge fascino.

Rocchiola 18/08/17 14:24 - 896 commenti

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Con Prima linea è il capolavoro di Aldrich, che firma un noir innovativo e avvincente. L'intreccio è tipico del genere ma meno complicato rispetto ad altri classici noir dell'epoca. L'espediente un po' ingenuo della valigetta misteriosa, paragonabile a un moderno vaso di Pandora, offre anzi un tocco fanta-politico che si discosta ancor più dai classici del genere. Ma a colpire è soprattutto il ritmo furioso e brutale (benché i dettagli più violenti restino fuori campo) e il ritratto di una società viziosa e degradata. Regia barocca degna di Welles.
MEMORABILE: Il prologo a piedi nudi sull'asfalto; La morte dell'amico meccanico; "Ricordati di me"; L'apocalittica apertura della scatola misteriosa.

Nicola81 4/06/18 18:48 - 2100 commenti

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Uno dei noir più originali e innovativi della storia del cinema. Aldrich detestava il Mike Hammer di Spillane e lo dipinge come un antieroe mosso esclusivamente dal proprio tornaconto, imprime un ritmo e una violenza da poliziesco puro e si inventa uno stupefacente finale apocalittico in cui viene evocato l'incubo delle radiazioni nucleari. Unica concessione alla classicità del genere, la trama è intricata come da consuetudine, forse persino con qualche nome di troppo da tenere a mente. Ruolo della vita per il buon caratterista Ralph Meeker.
MEMORABILE: L'inizio e il finale.

Schramm 28/11/19 22:37 - 2534 commenti

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Il bacio tutt'altro che giudaico della shockwave filmica, il proiettore nostra fida magnum 357 puntata addosso. Così Aldrich vuole lo spettatore: soggiogato sotto i colpi del più straripante pieno. Atomic e nient'affatto anemique cine-espritz d'antan con l'hard boiled a rebours che guarda a Lang con occhi da incombente nouvelle vague e viceversa, spyactionpsychodetectiondramadreamorama che nell'elevare ad autorialità e a potenza il genere (senza dimenticarlo in quanto sperone) e accentandolo con l'interpunzone della metaforizzata guerra fredda fa liquefare la zona più mou dell'anima cinefila.

Deepred89 7/05/20 15:00 - 3372 commenti

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Noir che inserisce in mezzo ai tipici topoi del genere alcuni elementi insoliti, dai comportamenti non sempre logici di un personaggio principale sgradevole alla narrazione discontinua, con alcuni momenti vagamente bizzarri che deflagrano in un finale d'inaspettato delirio, che travalica i confini del filone. Materiale difficilmente gestibile: neanche Aldrich riesce a evitare cali d'interesse, ma impone una messinscena da maestro, mai banale, nemmeno nella rappresentazione della violenza, oltre che impeccabile nella scelta delle inquadrature.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Patrick78 • 19/05/09 08:51
    Magazziniere - 546 interventi
    Nel libro di Wensley Clarkson TARANTINO - THE MAN, THE MYTHS AND HIS MOVIES edito nel 2007 viene citato come uno dei film e delle fonti di ispirazione che più di ogni altro hanno influenzato la carriera registica di Quentin Tarantino.
  • Homevideo Rocchiola • 18/08/17 14:29
    Call center Davinotti - 1196 interventi
    DVD MGM discreto a livello di immagine, benché il film sia proposto in formato 4:3 non anamorfico rapporto 1.66. Certo visto sugli attuali televisori 16:9, non essendo anamorfico, necessità di aggiustamento dell'immagine in 14:9 (altrimenti risulta deformato in larghezza) e queste operazioni influiscono sempre sulla qualità di partenza dell'immagine. Inoltre il film non è stato restaurato e presenta, seppur in minima parte, alcune imperfezioni e segnature.
    Comunque passabile, anche se il bluray americano della Criterion e quello francese edito da Carlotta sono su di un altro pianeta per pulizia e definizione dell'immagine presentata in questi casi nel corretto formato anamorifico!!!!
  • Homevideo Noncha17 • 30/11/17 01:23
    Magazziniere - 1072 interventi
    Si dice che il finale del film sia stato alterato, una volta uscito dal circuito americano.
    E, quindi, è stato distribuito con dei tagli che portano ad una conclusione differente.

    Una volta restaurato, nel 1997 è stato re-inserito il finale "lungo".


    Il finale originale > americano?

    Il finale alterato > europeo?
    Ultima modifica: 30/11/17 01:30 da Noncha17
  • Homevideo Rocchiola • 5/10/20 08:39
    Call center Davinotti - 1196 interventi
    Riedito in DVD dalla A&R in versione rimasterizzata in HD. Come al solito i signori della A&R hanno preso un master proveniente dai bluray esteri e il confronto con la vecchia edizione MGM si dimostra ovviamente vincente. Il video qui è infatti anamorfico formato 1.66 quindi non ci sono più problemi di adattamento ai televisori panoramici in 16:9. Inoltre le immagini sono state ripulite da  graffi e spuntinature ed appaiono più nitide e meno granulose. L'unico neo è un bianco-nero un po' blando che solo in alcuni passaggi offre un buon contrasto, mentre spesso predomina una componente più tendente al grigio scuro che al nero. La definizione è discreta. L'audio italiano monofonico mi pare identico a quello MGM, ma non si tratta del doppiaggio originale ma del ridoppiaggio fatto negli anni 90 per il passaggio televisivo mi pare a Fuori Orario. Il finale è quello esteso della versione americana per una durata di 1h 45min circa.
    Ultima modifica: 5/10/20 09:40 da Zender