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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/08/08 DAL BENEMERITO MAINENG
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Maineng 2/08/08 02:43 - 100 commenti

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La storia di una delle ultime donne ghigliottinate in Francia nel'43. Isabelle Huppert, vivendo di stenti durante la guerra, decide di procurare aborti clandestinamente riuscendo a migliorare la sua condizione, ma il ritorno del marito dal fronte farà precipitare la situazione. Un film lucidissimo dove la protagonista, che solo la Huppert poteva interpretare, mostra se stessa con la più grande naturalezza. Dapprima é mossa dal desiderio di miglioramento ma poi diventa avida (affitta una stanza anche all'amica prostituta). Ottimo cast, bravi tutti!
MEMORABILE: Dopo l'arresto dell'amica: "Rachelle ebrea? Non é mai stata ebrea!; La prghiera nella cella prima di morire.

Caesars 23/02/11 08:20 - 3364 commenti

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Chabrol ci racconta una storia ispirata ad un reale fatto di cronaca. È quella di una delle ultime donne condannate alla ghigliottina in Francia, nel 1943. Con occhio neutrale ci viene narrato di come la protagonista (un'eccellente Isabelle Hupert) diventi esperta in aborti clandestini. Al regista interessa denunciare non tanto gli atti della protagonista, che diventa una "criminale" quasi per caso (all'inizio), ma la falsa moralità francese che portò ad una pena incredibilmente severa solo per dare un'immagine forte agli occhi degli occupanti.

Pigro 18/04/13 08:41 - 8792 commenti

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La guerra vista dalle donne: non quella dei soldati, ma quella che si combatte nella quotidianità in una società che impone regole e morale a misura d’uomo. Racconto lucido e intenso della vita vera di una madre che affronta la miseria facendo fruttare astutamente la solidarietà femminile, procurando aborti e supportando prostitute, sullo sfondo ambiguo della Repubblica di Vichy. Huppert è straordinaria nel delineare una figura fragile e forte, sincera e avida al tempo stesso. Cinepresa spesso elegante, talvolta pietosa, amara nel finale.
MEMORABILE: “Ave Maria, piena di merda, marcio è il frutto del ventre tuo”.

Giùan 14/09/15 21:29 - 3694 commenti

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Il distacco partecipato di Chabrol rispetto alla materia trattata trova nelle coordinate del film, se non "storico", quantomeno di rievocazione, la giusta distanza. Nella pellicola (affinità elettive lo riallacciano a Violette Nozière e La linea di demarcazione), understatement cinefilo e satira corrosiva, tipiche del Maestro francese, lasciano spazio alla sottrazione straniata, che trova il suo zenit nella recitazione "a levare" della Huppert, la cui irresponsabilità morale è riflesso della anomica Francia di Petain. Gli avrebbe giovato più stringatezza.
MEMORABILE: I dialoghi tra la Huppert e il marito tornato dal fronte (Cluzet), assolutamente incapace di intendere le motivazioni e l'agire della moglie.

Paulaster 15/02/21 11:11 - 3641 commenti

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Durante l'occupazione nazista una donna francese pratica aborti clandestini. Storia al femminile tra chi è serva in casa, chi rimane incinta dai tedeschi e chi cerca una soluzione. La condanna è rivolta al cinismo dello Stato francese che esige una rigida condotta morale dove ci sono deportazioni e rallestramenti. Brava la Huppert a passare da contadinotta a cinica e spigliata; nel finale amaro i figli vengono evidenziati come le vere vittime del sistema giudiziario. Chabrol non insiste sulle vicende di guerra ma fa ben vedere le condizioni misere in cui la popolazione precipita.
MEMORABILE: Il sangue del primo aborto; I soldi presi anche se la donna era morta; La preghiera blasfema.

Daniela 26/05/22 10:24 - 11523 commenti

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Durante il regime di Vichy, una donna con due figli migliora la propria misera condizione praticando aborti e affittando stanze a prostitute... Ispirandosi liberamente a un vero fatto di cronaca, Chabrol dirige un film che trascende l'abituale denuncia delle meschinità familiari e dei nidi di vipera provinciali per diventare un atto d'accusa contro l'ipocrisia di una società che si regge sul predominio maschile e condanna l'aborto ma non le stragi. Perfetta Huppert nei panni di una persona dura e sgradevole che suscita comunque pietà in quanto più innocente di chi la condanna.
MEMORABILE: Sei figli in sette anni; L'invocazione blasfema rivolta alla Vergine Maria.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Pigro • 18/04/13 08:42
    Consigliere avanzato - 1585 interventi
    Zender, in entrambi i commenti di Caesars e Maineng c’è una inesattezza: non è vero che si tratta dell’ultima donna ghigliottinata (come riportato erroneamente anche dal Morandini, forse perché fa più effetto dire che è “l’ultima”), ma di una delle ultime, e semmai l’unica per procurato aborto. Dopo di lei ce ne furono altre 4 (ma colpevoli di altre cose) tra il 1947 e il 1949.
  • Discussione Zender • 18/04/13 08:45
    Pianificazione e progetti - 45835 interventi
    Ok, messo "una delle ultime", grazie.
  • Discussione Caesars • 18/04/13 11:51
    Scrivano - 15522 interventi
    Grazie della correzione Pigro. Non ricordo dove lessi che si trattava dell'ultima,