Tutti per 1 - 1 per tutti

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2020
Genere: commedia (colore)
Note: Aka "Tutti per uno - uno per tutti". Seguito di "Moschettieri del re - La penultima missione" (2018). Girato per la televisione (Sky). La voce di Aramis (il cane) è di Sergio Rubini.
Numero commenti presenti: 3
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Colpisce nel titolo l'1 scritto con il numero, ma un motivo c'è: è l'1 che si legge dietro la maglia di calcio del bimbo (Ielapi) che, dopo aver letto "I tre moschettieri", si ritrova per incanto ai tempi del romanzo di Dumas. Lì è cresciuto in un orfanotrofio dove i bimbi si distinguono con un numero: 1 diventa così il suo nome e, come nella realtà, il piccolo s'innamora della giovane ragazzina (Ciocca) che incontrava a scuola e che nel passato si trasforma in Ginevra, figlia della regina d'Inghilterra promessa sposa al futuro monarca d'Olanda. La regina di Francia (Buy) incarica allora i tre moschettieri rimasti (manca Aramis/Rubini, che si limita a prestare la voce...Leggi tutto a un lupo parlante), ormai anziani, di scortare la sovrana inglese e Ginevra fino al confine olandese. Ai nostri si aggrega però anche Uno, nascostosi in una cassa e deciso a riconquistare la sua bella evitandole lo squallido matrimonio d'interesse. Uno spunto minimo utile ad avviare l'avventura dei tre bislacchi moschettieri per le campagne francesi (toscane, in realtà), dove incontreranno personaggi altrettanto improbabili recuperando la formula di Brancaleone. Ad accompagnarli una veggente che si esprime perlopiù a gesti e smorfie (Michelini) e che, indicando la strada da seguire, si è guadagnata il nome di... TomTom, esempio di quanto gli autori tentino la via dell'umorismo surreale legato a facili anacronismi che, insieme agli immancabili inciampi dovuti all'incontro di lingue diverse, sono la testimonianza di una sceneggiatura senza idee che si arrabatta nel disperato, vano tentativo di cucire insieme scene nate evidentemente separate, lasciate all'estro dei tre protagonisti. Sono loro, in fondo, l'unico vero punto di forza del film: un Mastandrea che indulge in un romanesco trasandato, Papaleo che riesce a cavar sangue dalle rape confermando una eccellente predisposizione al comico e un Favino che, col suo accento originale e spassoso, infila strafalcioni frassichiani con una disinvoltura e una verve degne di miglior causa. E così, anche di fronte a un copione che offre poco o nulla, i nostri qualcosa s'inventano e, aiutati dal competente mestiere di Veronesi, a tratti il film lo fan pure girare. Purtroppo della stramberia fresca e a tratti sorprendente del prototipo poco o nulla è rimasto, con inserti favolistici tremendi (la storiella tra i due bimbi innamorati proprio non si può promuovere, e considerando che si fa asse portante della storia c'è da rimanere agghiacciati), momenti di tenerezza che irritano, sequenze al giorno d'oggi - con tanto di mascherine da covid - che lanciano messaggi e morali elementari. Fortunatamente la fotografia, gli splendidi scenari naturali, le luci e i colori donano una patina di ricchezza espressiva non comune che rende se non altro piacevole agli occhi il film. Magra consolazione tuttavia, perché le risate son proprio poche, le gag che lasciano un vago senso d'imbarazzo troppe (la Michelini così conciata e costretta a un ruolo tanto infelice ne mortifica le doti) e i duelli tra D'Artagnan/Favino e Cyrano/Caprino omaggi anonimi al cappa e spada più vieto. Scarpati, nell'unico ruolo davvero “serio” del film (il "salvabambini" Beghellì), emerge come un pesce fuor d'acqua, mentre non si capisce bene cosa ci faccia il grande Adriano Panatta nel ruolo di attendente della regina di Francia. Un guazzabuglio senza capo né coda nel quale così, quasi come per caso, saltan fuori ogni tanto una frase simpatica, un botta e risposta che non t'aspetti, un brillante nonsense di Favino...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 27/12/20 DAL BENEMERITO RAMBO90 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 31/12/20
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Rambo90 27/12/20 02:27 - 6525 commenti

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Il ritorno dei moschettieri di Veronesi (meno Rubini, che fa giusto qualche cameo vocale) è piuttosto sottotono. Si riprende l'idea del primo (la fiaba come fuga dalla realtà, questa volta il Covid e un amore tra bambini destinato a morire) ma con meno convinzione e soprattutto le gag sono le stesse del prototipo. I giochi lessicali di Favino, l'uso dei dialetti (ancor più esasperato) e qualche demenzialità, ma tutto lega in modo confuso e la trama è troppo pasticciata. Restano la buona prova del cast, la valida resa di costumi e location e una certa aria sognante.
MEMORABILE: Scarpati, protagonista del momento più tenero e riuscito.

Puppigallo 27/12/20 10:15 - 4551 commenti

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I tre rintronati moschettieri sguazzano e annaspano in un copione quasi impresentabile. Va bene cercare di realizzare una favoletta comico-demenziale, ma per una simile operazione serviva qualcuno che conoscesse bene il genere (tutt'altro che semplice); e purtroppo non è questo il caso. Se proprio si deve salvare qualcosa, o meglio, qualcuno, questi è D'Artagnan (Favino), che mastica poco l'italiano e reinterpreta parole e frasi, oltre a sbilanciarsi e cadere ogni tanto come un sacco di patate.
MEMORABILE: D'Artagnan deve occuparsi delle vettovaglie, ma non sa cosa siano; D'Artagnan entusiasta della tecnica del "giricollo" di Portos.

Markus 30/12/20 11:35 - 3366 commenti

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In pratica un mero "n. 2" di Moschettieri del re, sempre a opera di Giovanni Veronesi. Il collegamento/commistione tra contemporaneità e i tempi del cosiddetto genere "cappa e spada" sono decisamente raffazzonati, ma certamente i ruoli-chiave interpretati dal trio Favino/Mastandrea/Papaleo sono l'asse portante e anche l'unico appiglio sul quale poggiare un minimo d'attenzione. Peccato per il ruolo così marginale della Buy, di solito adatta a gustosi battibecchi che avrebbero acceso la vicenda. Film eccessivamente lungo, con una prima parte riuscita meglio della sonnacchiosa seconda.

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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Fedemelis • 29/12/20 07:51
    Fotocopista - 1835 interventi
    Ad inizio film si vedono i bambini seduti in palestra con la mascherina e distanziati, seguendo tutte le direttive che questa pandemia ci impone. Ottimo! 
    Ma quando i due piccoli protagonisti escono da scuola, cosa fanno? Si abbassano entrambi la mascherina, si avvicinano a meno di un metro e si abbracciano.
    Io ho trovato la cosa molto diseducativa, sia per grandi che per piccoli. Capisco che girare una scena con due che parlano con la mascherina è quasi impossibile e di certo non scenica, ma così si lancia un'idea sbagliata dell'utilizzo della mascherina. Capisco anche che la mascherina nella prima scena te l'ha "imposta" il "responsabile Covid" o dettata dal contesto del film, ma la seconda scena è un vero errore. Come vedere gli attori senza cintura di sicurezza in macchina. 
    Sicuramente attori, comparse e lavoratori erano controllati giorno per giorno, ma questa è una vera presa in giro, tanto valeva non inserire proprio la mascherina. 

  • Discussione Zender • 29/12/20 08:01
    Consigliere - 43946 interventi
    Piuttosto curioso in effetti...
  • Musiche Michdasv • 10/01/21 10:00
    Stagista - 3 interventi
    L'aria apparentemente "seicentesca", lenta e solenne, suonata a metà del primo tempo è una versione orchestrale di "La Cura" di Franco Battiato, 1997... che poi tornerà nel film  sia come musica da camera, sia come canzone vera e propria. L'insistenza forse nasconde una scelta di economicità (pagare i diritti siae solo per una canzone).
    Scherzo nello scherzo, nel definire che cosa sia l'amore Favino (se non erro) formula precisamente le parole del testo di Battiato.... "ti proteggerò da ogni malinconia ecc." (che, a voler essere pignoli, hanno ispirato una canzone ben più recente, Guerriero di Marco Mengoni).
    In un altro passaggio, Favino/D'Artagnan risponde "mi dispiace... devo andare: il mio posto è là", in prosa, ma anacronisticamente tratto da "Tanta Voglia di Lei" dei Pooh (1971).
    spero che qualcuno riesca a individuare il motivetto improvvisato da Margherita Buy/regina, perchè qui in casa non si canta altro da settimane... pa-pa-pa i moschettiee-ee-ri...
    Ultima modifica: 10/01/21 10:41 da Michdasv