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LE LOCATIONLE LOCATION

L'IMPRESSIONE DI MMJ

Ancora un remake da una commedia francese per questo road movie a binari separati che non sembrava certo impossibile da inventare senza ricorrere alle idee dei cugini d'oltralpe. Da una parte un gruppo di bimbi soli - in viaggio verso un campus di studio in Sicilia - oppressi dal capotreno (Buccirosso) che non li sopporta, dall'altra Bruno (Fresi), che avrebbe dovuto accompagnarli ma che per un inconveniente è rimasto giù dal treno e insieme a suo padre (Storti) tenterà in ogni modo di raggiungerli in qualche stazione intermedia con qualsiasi altro mezzo. Luca Miniero, che dopo BENVENUTI AL SUD fatica a trovare l'opera giusta che ne possa rilanciare...Leggi tutto in pieno il nome, s'impegola in un film che ha come target dichiarato i minori di dodici o tredici anni. Difficile che gli adulti si facciano gran risate nel seguire un gruppo di vocianti bimbetti abbandonati a se stessi sul treno per Palermo... Logico si attendano di più dal segmento in cui Fresi e Giovanni (privo dei suoi abituali compari Aldo e Giacomo) si preoccupano e incorrono in svariate disavventure nel tentativo disperato di riagganciare il gruppo di piccoli lasciati senza guida. Invece, per quanto almeno sterilizzato dalle urla, dai primi piani chiamati a indurre tenerezza e dalle battute terribili dei piccoli (recitate piuttosto male, ma qui si capisce che a quell'età non è facile assemblare un manipolo di piccoli affiatati, capita assai di rado al cinema), il viaggio che Bruno, suo padre e l'adolescente Milo (Giovine), giunto in ritardo e di conseguenza rimasto giù dal treno pure lui, compiono da Torino a Palermo non ingrana proprio mai. Miniero prova in ogni modo a rianimare artificialmente una sceneggiatura debolissima aggiungendo una colonna sonora rumorosa e invadente (con la cover di "Born to be Wild" degli Steppenwolf che dovrebbe riunire le due generazioni), lavorando sulle inquadrature e sul montaggio (viene dal videoclip e si vede), provando a dare aria con location solari che marcano le diverse tappe del viaggio, tuttavia l'impresa è davvero ardua. Mancano le gag e quando le si azzarda (come durante il cameo di Ceccherini vegano che s'infuria a sentir glorificare le qualità della carne toscana o la breve parentesi con le suore antijuventine) il risultato fa spesso cadere le braccia. Buccirosso alle prese coi ragazzini prova a far valere il mestiere, ma anche lui sconta dialoghi approssimativi, mai costruiti per far valorizzare battute che d'altro canto quasi non esistono. E se anche le pecore ammazzate incidentalmente riprese da vicino sembrano meccaniche (forse apposta per non far credere che si maltratti un animale), i difetti veri sono altri. L'intento era quello di intrattenere in qualche modo con un'opera corale sopperendo attraverso un po' di allegro caos a certe mancanze nello script. Niente da fare: non solo non si ride, ma chi non ha gran capacità di sopportare l'umorismo inevitabilmente infantile della storia (si pensi all'agghiacciante lancio multiplo di polpette) potrà trovare il film irritante. Anche per alcune situazioni che sembran quasi improvvisate, da tanto mancano di fantasia (si veda Besentini – l'Ale del duo con Franz – aspirante suicida durante il volo in elicottero). Poco incisiva la marginale partecipazione di Gigio Alberti nel ruolo del perfido professore che rinchiude i ragazzi in un campus che pare Alcatraz (dovrebbe essere in Sicilia, ma è Torre Astura in Lazio), scipita quella della ragazza reduce dall'addio al nubilato. Si attende il buon Miniero, registicamente ancora valido, a una pronta riscossa: il film per ragazzini non è terreno facile per nessuno, trovare delle simpatiche canaglie davvero simpatiche lo è ancor meno. Buccirosso ci si confronta per buona parte delle sue scene, mentre Storti e Fresi nei panni di padre e figlio, fortunatamente per loro più autonomi, non hanno certo a che fare con personaggi memorabili... Si spera possa piacere di più al pubblico cui è diretto.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 1/10/22 DAL DAVINOTTI
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Markus 1/10/22 10:36 - 3555 commenti

I gusti di Markus

Commedia per bambini che punta tutto nel rallegrare il "suo" pubblico di piccoli fan (almeno ce lo auguriamo per il regista Miniero, quello del ben più celebre Benvenuti al Sud). Ancora una volta un remake d'un film francese, un po' un cruccio del regista e ahinoi del cinema italiano d'oggi, incapace d'immaginare qualcosa di nostro. Road movie con infanti urlanti (per fortuna in brevi flash qua e là) e adulti raffigurati come macchiette da cartoni animato per assecondare un umorismo che possa compiacere un pubblico di pargoletti. Gli adulti accanto a costoro… sbadigliano.

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