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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Nel disperato tentativo di sfruttare ogni successo cinematografico possibile, i cinematografari italiani prendono in prestito il bravo Pablito Calvo da MARCELLINO, PANE E VINO e, quattro anni dopo, lo affiancano al grande Totò sperando di recuperare le atmosfere chapliniane de IL MONELLO mescolandole col Dickens di “Oliver Twist”. La speranza è quella di commuovere e far ridere amaro. Ebbene, va dato atto agli sceneggiatori Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Diego Fabbri e Antonio Musu (pure regista) di esserci riusciti. La vicenda, benché ampiamente scontata e semplicistica, effettivamente muove a compassione;...Leggi tutto sia per la comprovata attitudine del piccolo Pablito Calvo al ruolo sia per l'estrema bravura di Totò, che in uno dei suoi personaggi più classici (il ladro morto di fame) fornisce un'altra straordinaria prova d'attore. Anche alle prese con un copione non eccelso il Principe regala momenti di autentica magia, riuscendo a far ridere in un ambito che non sembrava esattamente il più confacente (i tempi del MONELLO sono lontani...). Il film, che ovviamente cede quando Totò scompare dalla scena per lasciare temporaneamente il testimone al piccolo collega (e al redivivo Fanfulla, che nel ruolo di sfruttatore di minori non pare il massimo), ha momenti di ristagno dovuti a una regia mediocre, ma anche altri di grande umanità. Certo, chi identifica (ed è facile) TOTO’ E MARCELLINO con un’operazione buonista spudoratamente commerciale troverà facili agganci per dimostrarlo, ma raramente Totò ha avuto la possibilità di sfoderare tutto il suo talento di attore comico/drammatico. E in Memmo Carotenuto/guardia trova una spalla di rispetto.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Lovejoy 4/07/08 18:03 - 1824 commenti

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Discreta pellicola che miscela abilmente il dramma con la commedia. Buona mano di Musu in cabina di regia, con un ritmo piacevole, personaggi ben delineati e interpreti bravi davanti la macchina da presa. Forse non sarà uno dei migliori del grande comico ma si segue piacevolmente.

Rambo90 2/07/10 18:05 - 6710 commenti

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L'idea di affiancare il divetto del momento Pablito Calvo al principe della risata poteva generare una commedia stile Il monello; qui invece si vola più basso con molti facili sentimentalismi e poco spazio alla verve di Totò. Comunque il risultato non è spregevole, il film si fa vedere e si segnala l'ottima partecipazione di Memmo Carotenuto.

Graf 12/09/13 02:17 - 708 commenti

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Avevo letto peste e corna su questo film. Invece siamo di fronte a una pellicola onesta che diverte e rincuora. Ricorda solo nel titolo lo splendido film di Ladislao Vajda ma in realtà siamo di fronte a un “lacrima movie” anticipato, immerso in un duro clima neorealista, innervato da rimandi filologici nobili come il Monello di Chaplin, imbevuto dagli umori che provengono direttamente dai drammi strazianti di Matarazzo e permeato da un degno pathos umano e cristiano. Totò risalta nella sua lucida recitazione che è sia comica che drammatica.
MEMORABILE: Schietti e gustosi i duetti tra Totò e il vigile Zefirino interpretato da un Memmo Carotenuto in stato di grazia.

Minitina80 14/04/15 09:18 - 2516 commenti

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Una commedia ordinaria in cui Totò riesce a far emergere anche un po' della sua vena malinconica di attore. Non ha nulla a che vedere con il film che ha reso celebre Pablito Calvo e anche il sentimentalismo in esso contenuto punta a tutt’altro registro. Forse, se fosse durato qualcosina in meno, avrebbe reso anche di più, ma è tutto sommato accettabile.

Pessoa 23/12/18 09:30 - 1494 commenti

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Commedia in cui le esigenze di mercato affiancano Totò al giovane Pablito Calvo. La storia spinge sul pedale del patetico che solo l'anima comica del Principe riesce a evitare. La confezione resta ordinaria ma si segnalano alcune belle location romane, urbane e agresti. Notevole l'apporto di Carotenuto, che si conferma spalla di lusso per Totò. Per una volta hanno senso anche le scene senza l'attore napoletano. Probabilmente la mano di un regista come Monicelli, che sapeva parlare ai bambini, ne avrebbe fatto un piccolo capolavoro. Discreto.
MEMORABILE: La scena finale dei fuochi d'artificio su tutte.

Smoker85 22/07/19 19:37 - 411 commenti

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Dall'incontro tra il Principe e l'orfanello divenuto famoso nel 1955 (sebbene in realtà il personaggio di Calvo abbia una storia diversa) nasce un film altalenante, sospeso tra la comicità di Totò, in alcuni punti anche abbastanza spassosa e l'eccessiva melanconia del piccolo Pablito, che tocca pericolose vette allorquando l'orfano viene affidato alle "cure" del perfido zio, interpretato alla perfezione da Fanfulla. Ottima anche l'interazione tra Totò e Carotenuto. Non il miglior film del Principe, ma comunque riuscito.

Siska80 20/07/20 16:53 - 1229 commenti

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Bella l'idea accostare il bimbo prodigio al fenomenale Totò, ancora una volta in un ruolo drammatico: infatti, nonostante qualche gag iniziale, è una pena al cuore assistere alle umiliazioni che l'orfano Marcellino subisce dal perfido zio scroccone (il bravo Fanfulla). Nonostante il cast non eccelso (a parte i tre attori sopra menzionati), ne vien comunque fuori un film bellissimo che mette il dito nella piaga dei maltrattamenti e dello sfruttamento minorile in ambio familiare. Finale commovente: il Principe fa sorridere e scendere anche qualche lacrima; cosa chiedere di più?

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