Thirteen days

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Thirteen days
Anno: 2000
Genere: drammatico (colore)
Note: aka "13 days" parla della crisi dei missili a Cuba
Numero commenti presenti: 9
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Non c'è il montaggio incredibile di JFK, non c'è in regia Oliver Stone che regga lo stesso ritmo indiavolato, né il cast di all-star che rese quel film un capolavoro indimenticabile; ma c'è una tensione tirata allo spasimo, che alza e abbassa la suspense in continuazione, che ci fa respirare a malapena tra un colpo di scena e l'altro, che mette in luce meritoriamente il momento in cui più il mondo si è avvicinato alla sua fine sfiorando il Terzo conflitto mondiale. L'episodio di Cuba 1962, quando gli americani scoprirono che nell'isola di Fidel Castro la Russia stava piazzando testate nucleari, rese eroica la...Leggi tutto politica estera dei Kennedy consegnandoli alla storia. Furono due settimane tremende, che Roger Donaldson trasforma in un thriller perfetto, in cui pur conoscendo tutti il finale si riesce a respirare una tensione che lo attualizza in tutta la sua drammaticità. E se ancora una volta Kevin Costner dimostra di essere, nel ruolo del consigliere politico del Presidente, il miglior candidato a ricoprire il ruolo di difensore americano della pace, va detto che Bruce Greenwood è un JFK non somigliante ma credibilissimo e Steven Culp un Bob Kennedy invece somigliante e davvero bravo. Ma il merito della grande riuscita spettacolare del film va in gran parte attribuito a una sceneggiatura eccezionale, che rende comprensibile a tutti l'avvicendarsi dei fatti e il meccanismo inquietante dell’escalation militare, dipingendo con chiarezza ruoli ed eventuali responsabilità (i soliti generali guerrafondai) nel conflitto. C'è quel po' di retorica a stelle e strisce che non mancava nemmeno in JFK, ma è difetto trascurabile di fronte a tanta spettacolarità. Meno puntiglioso e più commerciale rispetto a Stone, nel contempo godibilissimo e inquietante. Un must.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Galbo 10/12/08 15:23 - 11702 commenti

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Ottimo film che documenta un fatto storico relativamente recente (la crisi cubana che rischiò di scatenare un grave conflitto tra USA e URSS) e lo fa in modo asciutto e rigoroso, rispettoso dei fatti ma anche contemporaneamente appassionante e coinvolgente grazie ad un'accorta regia (che tiene sempre un ritmo elevato), all'accurata messa in scena ed ambientazione e ad un ottimo cast con un Kevin Costner in uno dei suoi migliori ruoli. Da vedere.

Ciavazzaro 25/03/09 16:44 - 4771 commenti

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Abbastanza fedele agli avvenimenti originali. Non è certamente un capolavoro, ma supera la sufficienza a mio avviso. Merito di un buon cast: Kevin Costner, Greenwood... Tensione non sempre allo stesso livello (anche perché fortunatamente sappiamo già come finì).

Saintgifts 9/03/10 22:59 - 4098 commenti

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Il gran merito di questo bel film è la sua chiarezza nell'esposizione dei fatti e del ruolo dei protagonisti e di far capire le difficoltà di scelta a cui un uomo così potente come il presidente degli USA, può essere messo di fronte. Lo fa ponendo il problema in tutta la sua grandezza e obbligando lo spettatore a tentare di prendere una decisione lui stesso così da creare una tensione pari a quella presumibilmente provata dai protagonisti. Sceneggiatura e regia quindi di alto livello, ottime e credibili interpretazioni, specie quella di JFK.
MEMORABILE: Le immagini tremende e splendide delle esplosioni atomiche. I preparativi dei mezzi della grande macchina da guerra americana.

Nando 20/09/10 22:31 - 3584 commenti

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Pellicola lucidamente coerente che narra lo svolgimento e la successiva risoluzione dei problemi statunitensi con Cuba durante il noto evento. Molti dialoghi ed esplicazioni con un cast di livello ottimale. Tuttavia l'azione, ovviamente, latita ed il film langue lievemente.

Capannelle 13/01/11 08:48 - 3929 commenti

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Regia di stampo classico, ottimi protagonisti e un ritmo serrato le caratteristiche del film. Retorica contenuta a poche battute, ma come narrato è un po' troppo unilaterale (quali erano le reali intenzioni dei sovietici? Cosa dicevano gli europei?). Incisivo nel descrivere le dinamiche di gioco tra falchi e colombe. Mi ha fatto inoltre molto piacere riscontrare il ruolo tutt'altro che secondario di Robert Kennedy nell'Amministrazione.

Greymouser 20/03/11 19:35 - 1458 commenti

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Un film che è ben fatto, si lascia seguire, affronta un tema importante. Però, è anche un film dalla scrittura convenzionale, a volte piatta e senza sussulti. E, soprattutto, non mi convince una rappresentazione così decisamente buonista della figura di JFK e del suo entourage. Buono insomma per ripassare gli avvenimenti, meno se si cerca un approfondimento psicologico non banale o una visione più divergente su quegli avvenimenti epocali.

Pigro 5/07/11 08:49 - 8519 commenti

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Peccato che un soggetto così intrigante e importante come la crisi dei missili a Cuba venga trattato in maniera così superficiale, con una sceneggiatura degna di un'americanata, tra dialoghi spesso sciocchi, fotografia piatta e retorica in pillole, senza alcun approfondimento nonostante la dettagliata cronologia. Elusa la dimensione politica e il respiro storico, dribblata una decente anaisi psicologica, rimane la buona tecnica, soprattutto dei bravi attori, con rari momenti di tensione, peraltro mai davvero avvincenti.

Belfagor 8/11/11 19:55 - 2643 commenti

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Questo resoconto della crisi cubana dei missili non fa che confermare i tratti tipici del cinema americano mainstream. La riluttanza più o meno voluta con cui si affrontano gli aspetti storico-politici - il ruolo dei sovietici è trattato in modo superficiale e distante - si accompagna alla preferenza per l'individuale. Nonostante le valide scelte tecniche e il buon cast, il film finisce col diventare un'oleografia dell'amministrazione Kennedy, mentre le possibilità di compiere un approfondimento concreto sono per lo più sprecate.

Schramm 14/09/19 16:29 - 2602 commenti

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Sussidiario ideario inventario e sudario dei giorni che sconvolsero il mondo, osservatorio e memoriale del perorare politico tra necessarie bugie bianche, defconferenza stampa e precipitato polemologico: Donaldson dissotterra il più grande cliffhanger del secolo scorso e lo imbriglia nella pellicola, forgiando una bussola che ogni politico di cattiva volontà dovrebbe sempre tenere a portata. Di scolastica e propaghandistica forma, ammesso e concesso: ma la polpa è un thriller storico ove vittima e assassino coincidono, che richiede nervi diamantini e il cui sequel è bene non vedere annunciato.

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