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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/11/16 DAL BENEMERITO PUPPIGALLO
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Puppigallo 19/11/16 08:34 - 4616 commenti

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L’ottovolante di Sorrentino farà provare interesse per alcune scelte felici (il papa a dir poco alternativo, una sorta di diabolico santo, una vera e propria contraddizione vivente, ben interpretato da Law), ma anche noia e un certo scoramento per inutili lungaggini, o semplici cadute. Seguita da ammirazione per la scelta di alcune inquadrature, della costruzione e della cura degli ambienti, che danno maggiore forza ai momenti più significativi. Contrapposta però a perplessità per la presenza di personaggi che sembrano buttati lì per allungare il brodo. Non del tutto riuscito, ma coraggioso.
MEMORABILE: La vestizione; Il simpatico botta e risposta col Presidente del Consiglio; La richiesta ai frati di lavarsi i piedi; Gutierrez; Il mentore disilluso.

Galbo 12/02/17 08:18 - 11618 commenti

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La serialità secondo Sorrentino "passa" attraverso una "non vicenda" che riguarda la chiesa e il suo mentore sul soglio pontificio. La storia praticamente non c'è, e la serie procede attraverso segmenti spesso di notevole bellezza dovuta ad immagini frutto della consueta e conosciuta padronanza del mezzo da parte del regista che tra gli altri meriti ha anche quello di scegliere un cast all'altezza: i duetti tra Law e Orlando sono memorabili è frutto di un notevole adattamento degli attori ai propri personaggi. Un po' sottotono Diane Keaton.

Il Dandi 23/11/16 14:55 - 1917 commenti

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Pio XIII è una contraddizione vivente: esaspera la severità di un Ratzinger e il carisma di un Wojtyla; è rivoluzionario in quanto apertamente conservatore, politico scaltro e diabolico narciso, in bilico tra lungimiranti strategie di marketing e autolesionisti deliri di onnipotenza: è in definitiva un orfano (letteralmente) del '68 (suo anno di nascita) e di un Dio in cui probabilmente non crede nemmeno. La sontuosa messa in scena di Sorrentino non rinuncia ad alcuni evitabili eccessi grotteschi, ma la potenza è innegabile.
MEMORABILE: L'incontro tra il papa e il presidente del consiglio italiano.

Piero68 22/11/16 09:52 - 2832 commenti

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Sorrentino ripropone l'esperimento Grande bellezza usando più o meno le stesse tecniche di ripresa e lo stesso stile di montaggio. Solo che questa volta alla sontuosa confezione non viene aggiunta sostanza e il pacco alla fine rimarrà vuoto. Altalenante in troppi episodi, inutilmente onirico; non si arriva mai a capire le reali intenzioni e il giovane Belardo rimarrà un un personaggio che a tratti rasenta la macchietta involontaria. Qualche gustoso scambio di battute e poco altro in questa fiction che sembra la classica montagna che partorisce il topolino.

Lou 20/11/16 01:11 - 1036 commenti

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Una provocazione raffinata, più surreale che blasfema. Sorrentino stavolta alza la posta e si misura con un Papa di 47 anni, alternativo e contraddittorio, molto terreno ma anche elevato, ossessionato dal passato di bambino abbandonato dai genitori, che non è sicuro di credere in Dio ma che ha i tratti della santità. Parte come un restauratore di una chiesa inaccessibile, lontana dai fedeli, per poi diventare il paladino dei giusti, contro gli impostori e i pedofili. Gli episodi hanno un andamento molto discontinuo, con un crescendo nel finale.

Ira72 19/11/16 21:18 - 1051 commenti

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Parte in sordina questa ottima produzione di Sorrentino, con uno sfolgorante Jude Law che rende sempre più umana e avvicinabile la figura di Pio XIII. Un Papa tormentato ma scanzonato e provocatore che fa colazione solo con Coca Cola Cherry, fuma sigarette nelle sacre stanze del Vaticano non tollerando che altri lo facciano e mal sopporta le formalità, la burocrazia e la superficialità che lo circondano. Intollerante e fermo, scaltro e integerrimo, claudicante (per sua stessa ammissione) dinanzi alla fede. Ambientazioni da Grande bellezza!

Hackett 30/11/16 08:04 - 1801 commenti

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Sorrentino accetta la sfida multipla di girare una serie tv ambientata negli spinosi meandri del Vaticano. Ne esce un'opera eccellente, ricca di buone idee e personaggi complessi che meriterebbero una serie da protagonisti. Il papa giovane che manipolando e utilizzando la morobosa curiosità popolare vuole riportare la chiesa agli antichi splendori resterà nella storia del cinema, grazie a un regista con personalità che non rinuncia al suo stile anzi lo amplifica, regalandoci immagini splendide e sprazzi di visionarietà. Cast ottimo.

Cotola 30/12/16 18:14 - 7876 commenti

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Serie-tv italica di notevole livello, in cui sembra di essere più al cinema che dinanzi al piccolo schermo. Merito, ovviamente, di Sorrentino che di certo anche qui sorrentineggia (e ciò ad alcuni potrebbe non piacere), ma stavolta lo fa con una sceneggiatura abbastanza robusta alle spalle che permette di glissare sui suoi autorialismi non sempre funzionali al racconto. E lo script, pur a tratti allungato oltre misura e con qualche risvolto e contenuto non originalissimo, ha il merito di creare diversi personaggi, Lenny e Voiello in primis, che si stagliano nella memoria.
MEMORABILE: Le battute sul Napoli di Voiello; L'incontro con il Presidente del consiglio; Lenny "prega" per suor Antonio; Voiello e il suo miglior amico.

Didda23 19/01/17 11:29 - 2317 commenti

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Non una semplice serie, ma un film lungo 10 ore. Paolo non "commercializza" la propria maestria e mette tutte le proprie capacità in un'opera completamente diversa e altra, rispetto al panorama del genere. Una visione particolare che non rispetta gli standard che procede non rispettando i canoni, prendendosi le giuste pause, giocando con accelerazioni improvvise che fanno da contraltare a repentini rallentamenti. La forma, come sempre, è di prima classe, come la scelta dei pezzi nella colonna sonora. Maestoso Law, comprimari di livello assoluto.
MEMORABILE: Voiello: un personaggio tipicamente "sorrentiniano"; L'incontro/scontro con il primo ministro (Accorsi); L'ossesione per i genitori.

Redeyes 10/02/17 07:50 - 2261 commenti

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Serie tv che, dannatamente, tende a manifestarsi come un unico grande film. Sorrentino gongola potendo amplificare al massimo le sue pause, la sua fotografia, la "sua" Roma. Il quadro finale è quello di un papa contraddittorio che alterna Coca Cola e preghiere. Senza dubbio Lenny/Jude col suo sorriso da guascone ci cattura, anche se, va detto, i momenti di stanca non mancano; di pari passo, la sensazione che tutto quanto sia un fantastico circo per esaltare le doti di Sorrentino è viva e forte. Notevole Law e ottimo cast.

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Ryo 19/03/17 08:32 - 2169 commenti

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Credo che per le serie tv italiane qui si sia raggiunto l'apice. Una sceneggiatura per nulla convenzionale, che spesso lascia sbalorditi sia per il coraggio con cui il geniale Sorrentino ci racconta una realtà alternativa in cui viene eletto un Papa giovane e "innovativo", sia per la scelte registiche sorprendenti, la profondità e l'eleganza dei personaggi, le suggestive immagini (e i soliti omaggi a Fellini immancabili nel cinema di Sorrentino) accompagnate sempre da una colonna sonora favolosa. Serie TV perfetta, da vedere assolutamente.
MEMORABILE: Il primo discorso del papa; La maglietta di Suor Mary; Il divieto di fumare; Le espressioni esterrefatte del Card. Voiello; Il discorso in Africa.

Myvincent 8/12/17 09:28 - 2844 commenti

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Un Papa giovane, americano, biondo e dalle labbra morbidamente disegnate. Sorrentino fa vestire attori non convenzionali i panni di personaggi-chiave, destabilizzando il racconto e non solo. Controverso, rock, problematico, tradizionale e soprattutto umano, questo ipotetico Papa sventa tante "ruberie" che si annidano in Vaticano, senza urlare sensazionalismi, senza mai cadere nel macchiettistico, pur regalando ironia a perfusione. Tutto con l'usuale stile originale a cui siamo ormai avvezzi, perché il vero protagonista è il regista stesso.
MEMORABILE: La sigla rock d'introduzione ai vari episodi.

Xamini 18/05/20 10:38 - 1053 commenti

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Un Jude Law davvero in parte (con tanto di occhiolino allo spettatore) fa da protagonista a questa serie pseudo distopica di grande eleganza estetica (un po' la firma di Sorrentino) e notevole scrittura (molto incisivi gli interventi del Papa). Soffre di qualche momento di lungaggine (puntate 6 e 7 in particolare) ma riesce a tracciare una meravigliosa parabola, anche grazie a comprimari di tutto rispetto sui quali spicca il Voiello di Silvio Orlando.
MEMORABILE: La figura del Papa; gli interventi, a iniziare dal primo, surreale e terrificante; il canguro; i dialoghi con Dio; Voiello; la sigla di apertura
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