The shift

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The Shift
Anno: 2020
Genere: action (colore)
Numero commenti presenti: 1
Papiro: elettronico

LE LOCATION

I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

La strage di matrice islamica sulla quale si apre il film sembra indirizzarlo in una direzione diversa da quella che invece poi prenderà. Non sarà tanto l'indagine psicologica (che pure non viene accantonata) a caratterizzarne il prosieguo, né le riflessioni sulle differenze di visione tra religioni e modi di pensare differenti, quanto piuttosto l'impostazione da thriller on the road amplificata dall'uso della camera a mano. La scuola di Bruxelles in cui si consuma l'attentato iniziale diventa teatro di un tiro al bersaglio freddissimo, compiuto da due attentatori (ma uno dei due sembra del tutto passivo) che abbattono gli studenti nel nome di Allah. Pur nella limitatezza di una fotografia piatta che fatica...Leggi tutto a resituire l'impostazione cinematografica, la scena ha una sua indubbia forza e si conclude con il killer più feroce che si fa esplodere. La polizia converge assieme alle ambulanze, su una delle quali siedono Isabelle (Hesne) e Adamo (Dionisi): entrata nella scuola, lei si accorge che tra le vittime a terra c'è ancora chi è in vita e senza saperlo soccorre uno dei due attentatori (Amara), svenuto. Caricatolo sull'ambulanza guidata dal collega, lo medica fino ad accorgersi, liberandolo dai vestiti, che indossa una cintura di esplosivo. Il giovane, nel frattempo, si è ripreso sufficientemente da minacciare di farsi esplodere. Con il pollice pronto ad azionare il pulsante che fa da detonatore costringe Adamo ad azionare le sirene per oltrepassare i posti di blocco e dirigersi al campo di calcio dove lo aspetta un complice, ma il viaggio si rivelerà ricco di imprevisti. Anzi, forse dire ricco è esagerare; capiterà qualcosa, certo, ma niente che faccia pensare a un grande sforzo di fantasia da parte degli sceneggiatiori. La situazione in fondo è chiara e rimane la stessa per poter mantenere alta la tensione. Il ragazzo con la mano sul pulsante tiene i due sotto scacco, mentre a quelli spetta di pensare a qualcosa per immobilizzarlo in qualche modo; ma obiettivamente non è facile farlo, sapendo che a lui basta la pressione del pollice per far saltare tutti in aria. Per spezzare la tragica avventura in ambulanza si frappone qualche stacco alla centrale di polizia, dove chi si occupa del caso convoca i genitori dell'attentatore sopravvissuto, increduli, per cercare di saperne di più, mentre si prova a capire dove il loro figlio sia finito, dal momento che sul luogo della strage non è stato trovato. Nessuno ancora sa che il giovane è in fuga sull'ambulanza. Sballottati da una camera a mano utilizzata anche per gli interni alla centrale possiamo seguire senza gran entusiasmo la storia, che prevede una facile schematizzazione del killer (disadattato, non capito dai genitori, convinto di essere nato per grandi cose, bisbiglia saltuariamente preghiere) e un meno scontato disegno dell'infermiera Isabelle, a ben vedere la vera protagonista e unica a mostrare sfumature di un certo interesse nel personaggio. Ma si spinge palesemente sul pedale dell'azione, soprattutto, e il finale va detto che conserva una certa efficacia. Nonostante l'insolita ambientazione in una Bruxelles ad essere sinceri piuttosto "invisibile", un film che scivola via senza lasciare tracce, troppo convenzionale e scipito per coinvolgere davvero. Sa un po' tanto di fiction ampliata (colpa in buona parte della fotografia), recitata correttamente, non disdicevole, ma senza quei guizzi che potrebbero rivitalizzarla. Qualche bel momento di tensione (resta notevole la strage nella scuola, anche per come è girata), un po' di necessaria attenzione al fenomeno del terrorismo islamico che aiuta a dare spessore.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 22/10/21 DAL DAVINOTTI
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Daniela 5/11/21 12:36 - 10921 commenti

I gusti di Daniela

Nel nome di Allah, due adolescenti compiono una strage in una scuola. Il più grande aziona la propria cintura esplosiva, l'altro ferito viene scambiato per una delle vittime e caricato a bordo di un'ambulanza mentre ancora indossa la propria sotto il giubbotto... Dopo un inizio di grande impatto emotivo, la situazione di pericolo costituita dal veicolo che vaga per le strade di Bruxelles non risulta ben gestita né bastano alcuni accenni alla mancata integrazione e alla necessità di dialogo tra padri e figli per conferire maggiore spessore ad un film volenteroso ma poco pregnante. 

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