The pyramid

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2013
Genere: horror (colore)
Regia: [4e] Vari
Note: Episodi e registi: "Ritual" (Alex Visani), Roberto Albanesi, "Dream door" (Luca Alessandro), Pestilence (Simone Chiesa e Roberto Albanesi), "Apocalypse" (Antonio Zannone). I quattro episodi sono collegati e anticipati da un prologo ("Twinge").
Numero commenti presenti: 1
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Tutto sta a misurare le attese con quel che può essere o meno confermato attraverso i conseguenti mezzi. THE PYRAMID è un horror indipendente e fa quel che può con il materiale a disposizione, puntando tutto sulla visionarietà dei registi e agendo principalmente su immagini e montaggio. E' un film antologico, costituito da quattro episodi (più un prologo) diretti da mano diverse ma che mantengono una loro inattesa omogeneità nascondendo la diversa origine. Sono legati da un misterioso oggetto che passa di mano in mano provocando terribili effetti in chi lo utilizza, una piramide a moduli rotabili che ricorda molto una versione semplificata del cubo di HELLRAISER,...Leggi tutto presente già nel fascinoso incipit all'interno di una stanza occupata da catene proprio come nel classico di Barker. La acquista il presentatore di una trasmissione tv reduce assieme al suo cameraman da uno speciale su una festa paesana. Il venditore ha l'aria ambigua, si fa pagare ma poco dopo getterà via i soldi. La maledizione ha inizio con RITUAL, dove ad esser posseduta è proprio la mano del presentatore, esattamente come capitava al Bruce Campbell della CASA 2 (che a sua volta già riprendeva LA MANO di Stone, LA MANO STRISCIANTE di Strock e molti altri). I due, che dormono nella stessa camera, cercheranno di capire cosa stia succedendo ma finiranno con l'accedere a un cupissimo incubo extradimensionale destinato ad aprire la strada agli altri che seguiranno mostrando chiaramente l'indirizzo del film: la violenza, la possessione e un ovvio abuso di sangue diventeranno il vero leitmotiv, come ci si può aspettare dal genere. Ritrovata nella camera d'albergo dei due protagonisti di RITUAL, la piramide passa a una cameriera dell'hotel, che in DREAM DOOR di Luca Alessandro la regala al suo ragazzo, disegnatore di fumetti il quale presto ne scopre le tremende proprietà. Nuova orgia di sangue per l'episodio comunque meno esasperato sotto questo punto di vista, più pacato nella conduzione (c'è spazio per qualche dialogo in più) e comunque competente nella messa in scena da horror indipendente moderno. Con PESTILENCE di Simone Chiesa e Roberto Albanesi si esplora il tema zombi: consegnata da un cane a un gruppo di ragazzi che passeggia in un bosco, la piramide li trasformerà per l'appunto in non-morti con tutto ciò che ne consegue. Non esiste trama, solo assalti dei nostri a malcapitati in auto, inseguimenti tra il fogliame (l'omaggio a Raimi si rinnova nelle riprese tra gli alberi dal basso in steadicam, come nella CASA) e uno spreco di liquami nerastri cui la fotografia desaturata regala un tocco di poeticità in più. Il lungo finale con la ragazza che deambula per i campi dà il segno di una lentezza non facilmente digeribile, che unita alla ripetitività degli eventi non depone a favore dell'episodio. Chiusura con APOCALYPSE, di Antonio Zannone, in cui l'ambientazione postatomica successiva a una tragica epidemia globale riprende il tema del segmento precedente innestando qualche elemento fantasy (il predicatore, i guerrieri)... Come si può arguire sono storie minimali, in cui la trama è del tutto secondaria e accessoria, puro pretesto per mettere in scena atrocità di ogni sorta e immergerle in colori e contrasti cromatici che, assieme a un ossessivo lavoro sul montaggio che spezza, interrompe, frammenta ogni scena (soprattutto negli ultimi due segmenti), diventano il segno distintivo del film. Si intravede un buon lavoro in regia (gli attori son quel che sono ma è piuttosto inevitabile, in operazioni del genere), piacciono l'intro tra le catene e alcune sequenze dotate di ottimo impatto visivo, ma a ben vedere sembra soprattutto un prodotto per appassionati e horrorofili incalliti. E il trincerarsi dietro l'evidenza di un omaggio agli eighties rischia di apparire come una semplice incapacità di proporre qualcosa di fresco e originale, perché qui la ricerca sembra volta in buona parte a mettere in scena l'orrore trascurando fin troppo ogni altra componente. E dal momento che gli effetti non sono (né potevano essere) all'altezza di una produzione dal buon budget, la speranza è che i nostri si guadagnino in futuro più finanziamenti ed emergano da un sottobosco foltissimo dove la concorrenza è al momento davvero ampia.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 7/08/18 DAL DAVINOTTI
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Anthonyvm 8/12/19 22:10 - 2149 commenti

I gusti di Anthonyvm

Operazione ambiziosa che si rivela una delusione quasi totale. La storia, in quattro capitoli divisi fra cinque registi, mescola Hellraiser, La casa, i post-apocalittici zombeschi à la 28 giorni dopo e omaggi a Notte profonda di Salerno (citato nei titoli di coda), generando un mélange insapore. Visani e Alessandro, ispirati, tirano fuori qualche sequenza forte e suggestiva (senza risparmiare sangue e nudi); Chiesa e Albanesi girano una sorta di videoclip semidilettantesco; Zannone si rifugia nel fumettistico. Progetto lodevole, risultato scadente.
MEMORABILE: La costruzione della piramide; La prima selvaggia possessione della piramide; L'inserimento della "chiave"; I due eroi mascherati a caccia di zombi.
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