The pusher

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: Layer Cake
Anno: 2004
Genere: gangster/noir (colore)
Note: Tratto dal romanzo di J.J. Connolly "L'ultima partita", edito in Italia da Einaudi.
Numero commenti presenti: 12
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Rispetto al banalissimo titolo italiano, quello originale tenta almeno di rendere metaforicamente l'idea della stratificazione sociale che nella rozza immagine di un boss, nel film, indica le differenze tra chi nella vita sta in alto, chi sta in basso e chi si dibatte nel mezzo tentando di salire. Il nostro pusher (Craig) lavora per Jimmy (Cranham) - uno di quelli che sta in alto - ma mantiene una propria autonomia. Spaccia cocaina per incamerare più denaro possibile, uscire presto dal giro e godersi poi il frutto delle sue malefatte. Anzi, la soglia prevista per la "pensione" l'ha quasi raggiunta quando Jimmy gli chiede di trovare la figlia tossicodipendente di un amico. Un incarico decisamente insolito per il nostro, che infatti lo subappalta...Leggi tutto immediatamente a due giovani che bazzicano le discoteche; lui continuerà a occuparsi di scambi di droga e anfetamine. Fallito un accordo col solito trafficante mezzo psicopatico che sbraita sovreccitato (Foreman), si preoccupa quando capisce che quest'ultimo ad Amsterdam ha sottratto un bel po' di "roba" a una banda di serbi ex criminali di guerra spietati come pochi citando il suo nome. E siamo solo all'inizio o quasi, perché la trama prenderà a ramificarsi ulteriormente perdendo per strada quel minimo di linearità che la potesse rendere comprensibile senza dover faticare troppo per riagganciare i fili. Tra nomi in sequenza, scambi, doppi giochi, rivelazioni, l'immancabile spruzzata di sesso (buttata lì senza un perché) e psicologia da bancarella si precipita nel pulp alla Guy Rutchie (non a caso anch'egli britannico) tutto forma, dialoghi veloci e azione che segue di conseguenza in una Londra decisamente anonima. Buona ma non certo originale l'interpretazione di Daniel Craig (due anni prima di esplodere come 007), gangster elegante di poche parole, sguardo da duro, fisico in mostra appena possibile e un dinamismo che ben si sposa con la veloce regia dell'esordiente Matthew Vaughn, degno rappresentante della rivisitazione inglese del modello tarantiniano. I dialoghi mancano però della necessaria ironia (lo stesso difetto che affliggerà il suo 007, privato di una delle migliori qualità bondiane), sostituita da ghigni, con gangster ebeti e boss dall'andatura ieratica che si collocano presto nell'ambito degli stereotipi raramente efficaci. Inappuntabile sotto il profilo tecnico, con una colonna sonora perfetta che sfrutta intelligentemente brani non notissimi del rock inglese (da "Ordinary World" dei Duran Duran a "Gimme Shelter" dei Rolling Stones, dai Cult di "She Sells Sanctuary" alla rilettura di Joe Cocker di "Don't Let Me Be Misunderstood" in chiusura), LAYER CAKE si avvicina pericolosamente allo sterile esercizio di stile, con la solita voce off che ci introduce alle gioie del bravo spacciatore e che continua prendendo dal noir la caratteristica fumosità dell'intreccio.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 19/05/08 DAL BENEMERITO MASCHERATO POI DAVINOTTATO IL GIORNO 15/04/20
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Mascherato 20/05/08 01:34 - 583 commenti

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Responsabile del revival del gangster movie britannico (ha prodotto Lock & Stock e Snatch di Guy Ritchie), Vaughn, avendo visto robaccia tipo Rancid Aluminium, prova a rilanciarlo mettendosi dietro la m.d.p. E fa bene perché allo sguardo scanzonato conferito dal signor Madonna, il neoregista affianca un retrogusto malinconico che è tipico del genere. E (particolare scontato trattandosi di attori inglesi) il cast è azzecatissimo, salvo un Michael Gambon reduce da un imbrunimento epidermico da UVA che ha del comico.

Pol 4/06/08 18:59 - 589 commenti

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Buon film gangsteristico il cui più grosso difetto sta nel non riuscire a rendere sempre comprensibile l'intreccio che tende ad aggrovigliarsi in una massa di nomi ed eventi, lasciando la sgradevole sensazione di essersi persi per strada. A parte questo la pellicola si guarda con piacere, anche se l'impostazione più "seria" rispetto ad un Lock & stock non sempre paga: se l'avessero buttata più sullo humor ne sarebbe risultato un film superiore, a mio avviso.

Il Dandi 28/06/10 14:28 - 1821 commenti

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Buon gangster-movie post-tarantino che già prima dei titoli di testa cala tutte le carte e se le gioca (bene) con toni da commedia nera. Buone scene d'azione, cinematografiche e non esageratamente fracassone. Forse la caratterizzazione di questi gangster-filosofi è ormai già risaputa, ma funziona. Si perdona anche il vezzo di ostentare inutili virtuosismi (pochi, soprattutto nei raccordi di montaggio), fino ad un finale che è insieme suggello e parodia della figura cinematografica del gangster, da Ugo Piazza a Carlito.
MEMORABILE: L'omicidio nel giardino della villa, con violenta zoomata all'indietro che ne allarga il campo visivo e ne smorza il suono.

Galbo 11/01/11 05:53 - 11424 commenti

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Film di genere gangsteristico in puro stile tarantiniano. Trama molto (forse troppo) complessa: da questo punto di vista decisamente più calzante il titolo originale (torta a strati). Svolgimento confuso nella prima parte, poi il film prende quota con buone sequenze d'azione e una discreta caratterizzazione del personaggio principale con un'efficace interpretazione (è uno dei ruoli migliori della sua carriera) di Daniel Craig. Buona la regia.

Andykap 13/01/11 10:47 - 37 commenti

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Mah. Film in bilico tra new mood “rock & rolla” appunto alla Ritchie (alcune situazioni, personaggi, musiche) e gangster movie più classico. La storia gira intorno ad un carico di pasticche rubate alle persone sbagliate (ma Dragan, lo spauracchio serbo, rimane solo un evocazione) e la girandola di nomi è difficile da seguire. Daniel Craig (bella faccia da cattivo con un suo rigore morale) come in 007 si prende anche un bel po’ di legnate. Francamente il finale è piuttosto tirato via e mi ha innervosito.

Homesick 2/01/14 17:35 - 5737 commenti

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Non c’è nulla di nuovo, se non una corretta rivisitazione dei luoghi del noir, contraddistinti da massicce dosi di azione (e di violenza) - che il regista ha l’accortezza di non avvicinare troppo ai facili spettacolarismi del moderno cinema mainstream – e dal finale tragico, tipico dei grandi classici del genere. La trama è un groviglio frastornante in cui Daniel Craig agisce con un personaggio disilluso, in bilico tra il gangster e il detective privato. La colonna sonora si apre con le note limpide ed energiche di “She sells sanctuary” dei Cult.
MEMORABILE: Craig che immagina la droga legalmente esposta sugli scaffali di un supermercato di domani.

Saintgifts 31/12/15 17:07 - 4098 commenti

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Un incipit molto chiaro e pulito, con riflessioni sulla droga, lo spaccio, la liberalizzazione, il consumo, lascia poi spazio a una vicenda di droga rubata, che si aggroviglia per i tanti cani ringhiosi attorno al succulento osso. Oltre le solite questioni tra individui con il pelo sullo stomaco e i vari ammazzamenti, il messaggio che ne scaturisce è che una volta entrati nel giro è difficile, se non impossibile, programmarne l'uscita. Bisogna percorrere tutti gli strati della torta fino alla cima (il finale è la ciliegina amara).
MEMORABILE: "...Bisogna dare alla gente ciò che vuole (la droga): divertimento oggi, rincoglionimento domani".

Daniela 19/04/18 14:44 - 9537 commenti

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Si definisce un uomo d'affari ma il suo affare è la coca: quando pensa di ritirarsi, il suo boss gli affida due missioni troppo rischiose per essere portate a termine senza spargimento di sangue... Inizio "didattico" brillante, svolgimento tantantin-ritchiano nella norma, con un mix di toni, di intrighi e colpi di scena che rischia la saturazione, anche se evita gli eccessi di violenza gratuita, infine epilogo amaro con un sospetto di morale della favola: tutto sommato un noir non memorabile ma dignitoso, con un convincente Craig supportato da buone spalle come Meaney e Gambon.
MEMORABILE: Il prologo con il protagonista che spiega i suoi affari; Il sicario a pagamento che si esercita nello studio delle lingue portando le cuffie

Bruce 29/10/18 11:01 - 1005 commenti

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Film di difficile definizione e interpretazione, anche perché dalla trama complessa o forse perché solo abbozzata. Vi sono anche velleità autoriali da parte del regista che appesantiscono decisamente la visione. Così, quel che alla fine è un gangster movie, diventa un confuso patchwork, privo di identità e sostanza con qualche inutile eccesso di violenza. Evitabile.

Josephtura 25/03/19 12:24 - 153 commenti

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Bel film, ben fatto e teso. Solo un po' confuso coi personaggi e con la trama, alla fine, poco chiara. Molto bene nella parte gli attori e molto ben reso il fatto che anche la malavita ha una ferrea organizzazione del lavoro. Nello stesso tempo risulta un po' artificioso proprio per la trama che riesce a congiungere il gangster movie, un certo noir e l'heist. Con maggiore semplicità avrebbe potuto diventare un gran film, peccato.
MEMORABILE: La scena con Sienna Miller in albergo e Craig che simula 007.

Kinodrop 29/04/19 20:08 - 1552 commenti

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Anche se non manca qualche trovata registica di livello e si apprezza la scelta di dribblare la classica violenza "noir", Vaughn non trova la misura giusta e stratifica troppe sottotrame che si esauriscono senza sintetizzarsi. Tutto ruota intorno a una grossa partita di pasticche allucinogene di cui il protagonista suo malgrado cerca di venire a capo, zigzagando tra malavitosi e boss di vario spessore. Storia un po' indigesta e farraginosa, inconsistente sul piano psicologico, con un Craig monoespressivo dall'inizio alla fine; meglio i coprotagonisti.

Redeyes 16/07/19 07:57 - 2148 commenti

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Pusher prova a navigare nel pluri-esplorato magma del gangster movie, strizzando fortemente l'occhio a un taglio ritchiano, ma l'ammicco resta tale e soprattutto non evidenzia un asso nella manica. Craig non convince, Hardy non pervenuto e la Miller, femme fatale, è fin troppo defilata. Convince unicamente Meaney, pur senza brillare. La pellicola si trascina senza particolare appeal e giusto l'agrodolce colpo di scena finale ci strappa un sorriso.
MEMORABILE: Il finale.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Il Dandi • 30/06/10 16:16
    Contratto a progetto - 1449 interventi
    Scusa Zender, è un'inezia ma per favore, nel mio commento potresti inserire il link a Milano calibro 9 e Carlito's way quando nomino i personaggio Ugo Piazza e Carlito?
  • Discussione Zender • 30/06/10 17:14
    Consigliere - 43623 interventi
    Ero convinto di averli messi... andiamo bene... Inseriti.
  • Homevideo Gestarsh99 • 27/09/11 02:00
    Scrivano - 14810 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc per Sony Pictures:



    DATI TECNICI

    * Formato video 2,40:1 Anamorfico
  • Curiosità Raremirko • 3/06/14 00:28
    Addetto riparazione hardware - 3484 interventi
    Il finale fu inserito a discapito del parere della Sony, che in realtà avrebbe voluto quello più positivo, presente come extra sul dvd.


    Fonte: extra del dvd