The fog - Nebbia assassina

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MMJ Davinotti jr
Titolo originale: The fog
Anno: 2005
Genere: horror (colore)
Note: remake dell'omonimo film
Numero commenti presenti: 19
Papiro: elettronico

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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Apparentemente il THE FOG versione 2006 è molto più ricco del suo predecessore, al punto da far sembrare il film di Carpenter un raccontino sviluppato senza troppa inventiva. Il superbo lavoro sulle immagini, la quantità di eccellenti effetti speciali che costella questo remake ne fa un'opera da non poter prendere troppo alla leggera, impossibile da liquidare con quattro parole. Perché se dal punto di vista del cast (insufficiente) e dei dialoghi il confronto con l'originale è perduto su tutta la linea, non si può non notare la volontà di trasformare un horror giocato in gran parte sull'atmosfera in qualcosa di epico, di ricco, di colossale....Leggi tutto Pieno di difetti - è vero - ma anche affascinante e zeppo di momenti di riusciti. L'estetica videoclippara è inflazionata, di questi tempi, ma non tutti sono in grado di raggiungere risultati convincenti. Il remake è in questo caso profondamente diverso - nella realizzazione ma anche nelle sue linee guida - dall'originale: la figura della dee-jay del faro perde completamente di forza e di importanza, la vicenda dei padri fondatori di Antonio Bay dà vita a ripetuti flashback drammatici che si inseriscono nel presente senza che quasi si noti lo stacco. C'è tanta, tantissima carne al fuoco e si sa che quando si esagera il rischio è quello di precipitare nella ridondanza e nel pacchiano. Disgraziatamente è quel che accade, con un'ultima parte più vicina al fantasy che all’horror come a tentare di agganciarsi, per quanto possibile, al successo della MALEDIZIONE DELLA PRIMA LUNA. A molti potrà sembrare uno svilimento e una bassa commercializzazione del genio di Carpenter, ma lo spettacolo c'è.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 5/10/06 DAL DAVINOTTI
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Sadako 17/03/07 18:57 - 177 commenti

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La sola cosa sicura è che Maggie Grace (presente anche nel serial tv "Lost") dovrebbe stare lontana dall'acqua. Pensavo inutile, ma in realtà solo banale, remake della nebbia di Carpenter, che però mi ha stupito più di quanto immaginassi. Più dettagli sulla vita dei fantasmi/naufraghi della "Elizabeth Dane", ma assolutamente assente uno dei punti di forza del primo: Stevie Wayne e la sua radiocronaca dal faro, fatta per guidare fuori dalla nebbia i paesani. Finale quasi romantico... quasi...

Flazich 28/11/07 23:17 - 658 commenti

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The Fog è un chiaro esempio di come non deve essere fatto un remake. Interpretato da attorucoli (per me troppo giovani) che fanno sembrare questo film un prodotto per teenager. C'è poco altro da aggiungere, se non che la regia è decisamente acerba per non parlare dei "buffi" effetti speciali. Mi sa che vado a rivedermi l'originale. Da dimenticare, o forse lo hanno già fatto.

Black_xmas 20/08/07 16:30 - 18 commenti

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Remake indecente destinato, per fortuna, ad un rapido oblio. Costellato da volti da bambocci televisivi, incartato ad uso e consumo di un pubblico da piccolo schermo (basti vedere l'inqualificabile "sequenza sexy" nella doccia), il film di Wainwright (regista già colpevole di Stigmate) si segnala per la prevedibilità di una messa in scena scolastica (ad essere generosi) e per l'effetto nebbia digitale fasullo come una banconota da tre dollari. Per Carpenter due piccioni con una fava: la memoria dell'originale è salva e il conto in banca pure.

Undying 19/11/07 21:20 - 3839 commenti

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Il paragone con il capolavoro di Carpenter sarebbe -quantomeno- impietoso. Ma anche ingiusto, perché il remake si distingue (pur con lievi differenze) dal modello pricipale. Da un punto di vista narrativo viene dato ampio risalto ai "ritornanti" e ne viene tracciato un profilo psicologico (ed individuale) assente nel film del 1980. Ma è proprio questa dovizia d'informazioni, abbinata all'uso (smodato nel finale) di computer grafica a rendere meno affascinante (leggasi misteriosa) la storia (inarrivabile) proposta dal geniale Carpenter.

Mascherato 1/06/08 10:31 - 583 commenti

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Cosa sarà passato per la mente di John Carpenter e Debra Hill (scomparsa immediatamente dopo, ma i due fatti non dovrebbero essere legati) quando hanno deciso di salire sul carro (non sempre vincente) del remaking degli horror '70-'80? Guadagno? Solo economico, forse, perché l'immagine ne esce piuttosto insozzata da questo rifacimento paratelevisivo (con cast esclusivamente televisivo, su cui spiccano il Tom Welling di Smallville e la Maggie Grace di Lost) francamente inutile se non dannoso. Perché non distribuire di nuovo l'originale?

Galbo 4/06/08 19:20 - 11424 commenti

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Remake del riuscito omonimo film di Carpenter, non è disprezzabile in sè ma il paragone con il film originale lo vede inevitabilmente perdente.A penalizzare questa nuova versione una storia che si dilunga un po' troppo nelle spiegazioni facendo perdere il tocco misterioso della storia originale e l'eccessivo uso della computer grafica che fa vedere quello che nel capolavoro di Carpenter si intuiva e che era frutto di un lavoro artigianale semplice ma geniale. Pletorico.

Herrkinski 17/07/08 23:33 - 5216 commenti

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Inutile remake del già non eccezionale film di Carpenter. Ma laddove Carpenter riusciva perlomeno a mantenere una buona tensione e un'atmosfera suggestiva, oltre ad avere per le mani interpreti di un certo calibro, questo remake mette in scena i soliti attorucoli della "nuova Hollywood" e abusa della computer grafica nel pessimo finale, degenerando molto verso un fantasy sui fantasmi tipo Sospesi Nel Tempo. L'intero film annoia non poco, nonostante gli sforzi per tracciare la storia dell' "equipaggio dei morti"; mostra troppo e male.

Puppigallo 18/06/09 15:37 - 4515 commenti

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Certo, per chi ha visto l'originale, non c'è neanche un minimo di sorpresa, a parte una più approfondita indagine sulle cause della mortifera nebbia e di ciò che contiene. C'è però da dire che, qua e là, si crea un minimo di tensione, anche se, proprio la ricerca stessa della verità, costituisce un'arma a doppio taglio, perchè, se da una parte soddisfa la curiosità dello spettatore, dall'altra priva lo stesso proprio di quell'indispensabile tensione che è la linfa del genere horror. Le scene con la nebbia e relativi attacchi sono quasi sempre decenti. Sicuramente vedibile, ma nulla più.
MEMORABILE: "Sangue chiama sangue". Detto da un cadavere, fa una certa impressione; La carbonizzata senza fiamma; L'arrivo della nebbia sulla spiaggia.

Brainiac 20/06/09 11:43 - 1083 commenti

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Fare un horror con protagonisti gli adolescenti non è un sacrilegio, né tantomeno ambire a quel target; esempio ne sono Final destination 2 e Scream: due film intriganti e spassosi. Fare un horror con adolescenti senza una sceneggiatura, quello sì che è un peccato mortale. Si prenda la scena dell'assedio nella barca: la tensione non viene minimamente fatta drizzare (a differenza che nell'originale di Carpenter, film placido ma dall'atmosfera luttuosa), arriva la nebbia e fredda tutti (con tanto d'immancabile mano che striscia ditate sulla vetrata). Annebbiato.

Rebis 19/06/09 16:08 - 2088 commenti

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L'originale era un prodigio atmosferico in cui regia e montaggio reinventavano "l'orrore suggerito" di Val Lewton; il remake riparte dallo script di base apportandogli articolazioni e una maggior rotondità nella definizione dei personaggi. L'apparato visivo è affidato a Rupert Wainwright, che le ossa se l'è fatte nei videoclip e si vede: non cede al citazionismo, tenta una ridefinizione ambientale e mette a segno qualche bella intuizione figurativa. Nel complesso però il risultato rimane convenzionale, la CGI è semplicemente orrenda e il finalone spettro-sentimentale una brutta caduta di stile.

Caesars 30/10/09 13:17 - 2731 commenti

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Parliamo subito del lato positivo del film: la fotografia è buona. Il resto è fuffa: recitazione, variazioni rispetto all'originale di Carpenter, regia. Peccato perché per qualche minuto, pochi in verità, avevo sperato di essermi imbattuto in un'operina almeno discreta, invece tutto volge nel trito e ritrito. Il personaggio della dj, originariamente interpretato dalla grande Barbeau, qui è del tutto inutile. Sembra incredibile che questo remake sia prodotto da Carpenter stesso e dalla produttrice della pellicola originale Debra Hill.
MEMORABILE: La dedica nei titoli di coda alla compianta Debra Hill.

Cotola 7/07/11 23:09 - 7564 commenti

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Paragonarlo all’originale è ingiusto, poiché c’è troppa differenza di classe tra i due registi, gli attori ed anche i tecnici. Non è mal fatto, ma manca soprattutto l’atmosfera che Carpenter sapeva creare magistralmente attraverso il non visto, e i protagonisti sono i soliti bambocci giovani che ispirano solo rabbia ed antipatia, tanto che si è felici di vederli fare a polpette.

Buiomega71 24/09/11 00:42 - 2285 commenti

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Strepitoso (a sorpresa) e visivamente superlativo restyling del gioiello carpenteriano. Se quello di Carpenter era un horror "astratto", questo di Rupert è puro surrealismo e potenza visiva al cubo. Gioca con le suggestioni, i colori (superlativa fotografia di Nathan Hope), tocchi di poesia visionaria (la tavola con le sedie sulla spiaggia), flashback spietati e fiammeggianti ed un finale fantasy tra Romero e Peter Jackson. Il personaggio di Elizabeth porta alla mente la Patricia Arquette di Stigmate e dà una marcia in più. Gioiellino.
MEMORABILE: I flashback del tradimento di Blake e la sua ciurma di lebbrosi; Elizabeth che cade in acqua e trova il diario; L'apparizione del galeone tra la nebbie.

Ale nkf 1/10/11 16:22 - 803 commenti

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Pessimo remake del Fog di Carpenter. Questa volta la regia è affidata a Rupert Wainwright il quale, nonostante qualche buona inquadratura (la nave dei lebbrosi completamente immobili e il cadavere che scende dal lettino per pronunciare la fatidica frase: "Sangue chiama sangue"), non riesce proprio ad avvicinarsi ai risultati di Carpenter. Manca inoltre la tensione, fattore assolutamente necessario in film di questo genere.

Luchi78 7/02/12 18:16 - 1521 commenti

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Al di là dei paragoni con l'originale carpenteriano, si dimostra un film ben confezionato ma limitato dalla scelta di voler attirare un target molto giovane. La sceneggiatura di per sé non è troppo interessante, doveva essere condita con ingredienti ben più saporiti (e non si è spinto sul pedale splatter che avrebbe quantomeno ravvivato le cose). La piega sul fantasy era evitabile, o quantomeno da rivedere. Scarsetto il cast.

Gestarsh99 7/08/14 00:54 - 1330 commenti

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La nebbia a pelo d'acqua su Antonio Bay risale, ma in mano a Wainwright ciurla e boccheggia il plot. A nulla è servita la fiduciosa malleveria del buon Carpenter, co-firmatario esecutivo di un remake cedevole e smidollato, fallimentarmente riscritto quasi come un capitolo serio di Scary Movie. Invece di creare suspense e perfezionare i dispositivi paurosi, il film si parcellizza su romanticumi e glucidiche lungaggini, calcinando tutto il resto di effettucoli digitali per nulla consoni al tetro folclore di questa malnata leggenda nera. Appetibile quanto una birra calda, sgasata e analcolica.
MEMORABILE: L'orrenda e inguardabile computer grafica, a partire dalla scena con l'anziana donna scheletrificata in cucina...

Schramm 26/03/16 14:24 - 2418 commenti

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Le vie del remake operano in modi imponderabili: passi non lasciar riposare in pace i miti, ma ripescare dal cestone quanto di Carpenter era già in sé flebile e discutibile, rinforza il senso di quel cui prodest? che scatta a ogni remake. Fog era un film difettoso, imperfetto, perfettibile; Wainwright, che pure non manca di piglio visivo, ne amplifica tutti i deficit, unificandoli nella modestia registica dello straight-to, e tra pedissequità e CG da orecchie d'asino sperpera ogni chance di offrire un remake eccedente la matrice. Del resto Carpenter è Carpenter, non lo si tocca impunemente.

Rufus68 7/05/19 22:41 - 3123 commenti

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Affrontare il remake di un piccolo classico horror denota coraggio; farlo con attori così una temerarietà straordinaria. Il risultato è assai mediocre ma non disastroso, nonostante la storia non aggiunga nulla di nuovo e si voglia dettagliare sin troppo la maledizione del passato. Il regista si accontenta del poco ovvero di una sufficiente linearità del racconto (raggiunta senza strafare). Non c'è, oltre a ciò, alcun pregio.

Taxius 18/01/20 11:54 - 1645 commenti

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Remake del cult carpenteriano che ha la buona idea di raccontare la stessa storia ma in modo diverso; Wainwright si focalizza sulla storia che ha portato alla nascita della nebbia e dei suoi dannati, raccontandoci ogni minimo dettaglio, al contrario di Carpenter che invece puntava tutto sul mistero e l'orrore. Il risultato finale è un film accettabile a cui manca però atmosfera e che è gravato da una certa lentezza, dovuta proprio al voler raccontare ogni minimo dettaglio. Qualche morte cruenta c'è e nel complesso non ci si annoia.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Rebis • 11/02/14 11:25
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Guilty pleasure insomma :)
  • Discussione Buiomega71 • 11/02/14 11:29
    Pianificazione e progetti - 22028 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Guilty pleasure insomma :)

    Sai che quasi quasi l'ho preferito a quello carpenteriano? (ma non dirlo in giro) ;)

    Mi rendo conto di essere a rischio lapidazione :)
    Ultima modifica: 11/02/14 11:31 da Buiomega71
  • Discussione Rebis • 11/02/14 12:14
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Quello di Carpenter me lo rivedo prossimamente, ma lo ricordo moooolto atmosferico :) no, macché lapidazione, a ognuno i suoi cult ;)
  • Discussione Ruber • 11/02/14 14:38
    Compilatore d’emergenza - 8999 interventi
    Per me quello di Carpenter non si batte, il remake è stato fatto bene con cura ma non mi dà lo stesso brivido che mi dà l'originale.
    Ultima modifica: 11/02/14 16:20 da Zender
  • Discussione Galbo • 11/02/14 17:33
    Gran Burattinaio - 3765 interventi
    Premetto che non l'ho ancora rivisto ma ricordo che mi aveva un po' infastidito il ricorso eccessivo alla computer grafica laddove l'originale mi sembrava più artigianalmente suggestivo....
  • Discussione Ruber • 11/02/14 17:49
    Compilatore d’emergenza - 8999 interventi
    Galbo ebbe a dire:
    Premetto che non l'ho ancora rivisto ma ricordo che mi aveva un po' infastidito il ricorso eccessivo alla computer grafica laddove l'originale mi sembrava più artigianalmente suggestivo....

    Il primo Galbo era assolutamente molto artigianale come per altro tutti i film di quell'epoca quando la computer grafica non si sapeva ancora cosa fosse o forse non veniva ancora applicata.
  • Discussione Buiomega71 • 12/02/14 00:44
    Pianificazione e progetti - 22028 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Quello di Carpenter me lo rivedo prossimamente, ma lo ricordo moooolto atmosferico :) no, macché lapidazione, a ognuno i suoi cult ;)

    Ovvio, Rebis, che quello carpenteriano sia un pelo sopra.

    Però a volte ci penso su e li metto a confronto, e quasi quasi preferisco il remake di Rupert, con quell'atmosfera alla Storie Di Fantasmi che me lo fa amare incondizionatamente.

    Eppoi io detesto la CG, eppure non mi e parsa così invasiva...
  • Discussione Rebis • 12/02/14 11:29
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Ecco, Storie di Fantasmi è un altro classico che mi manca e che al momento è introvabile con audio o sub italiani.

    Vorrei leggermi anche il romanzo di Peter Straub (La casa dei fantasmi), ma anche quello è fuori catalogo, uff...

    Beh, la CGI c'è in quasi tutte le sequenze con la nebbia che assedia l'isola, nella scena dei vetri, nel finale fantasmatico, insomma in tutti i momenti più significativi...

    Comunque il mio commento è stato rettificato ;)
  • Discussione Buiomega71 • 12/02/14 11:34
    Pianificazione e progetti - 22028 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Ecco, Storie di Fantasmi è un altro classico che mi manca e che al momento è introvabile con audio o sub italiani.

    Vorrei leggermi anche il romanzo di Peter Straub (La casa dei fantasmi), ma anche quello è fuori catalogo, uff...

    Beh, la CGI c'è in quasi tutte le sequenze con la nebbia che assedia l'isola, nella scena dei vetri, nel finale fantasmatico, insomma in tutti i momenti più significativi...

    Comunque il mio commento è stato rettificato ;)


    Ecco, Rebis, Storie di Fantasmi e un cult "buiesco" a prescindere. Stradoro quel film!
  • Discussione Rebis • 12/02/14 11:39
    Gestione sicurezza - 4283 interventi
    Prima o poi arriverò anche a quello...
    Speriamo in una edizione dvd ita.