The end? - L'inferno fuori

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 14/08/18 DAL BENEMERITO DIGITAL
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Digital 14/08/18 21:04 - 1121 commenti

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Un uomo d’affari si trova suo malgrado a sostare in un ascensore bloccato: sarà la sua fortuna, poiché a Roma è scoppiato un virus che rende le persone assetate di sangue umano. Sorprendente horror made in Italy diretto sapientemente da un Misischia in grado di massimizzare al meglio l’esiguo budget a disposizione. Dopo una prima fase interlocutoria, la pellicola riesce a creare una considerevole tensione con un senso claustrofobico notevole. Tra i molti aspetti positivi, gli ottimi effetti speciali e un superbo Roja, assoluto mattatore.

Maxx g 16/08/18 22:42 - 492 commenti

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Per fortuna il cinema italiano si sta risvegliando e non presenta solo film su passioni e amori o storie vere o film natalizi. E' il caso di questo horror ambientato a Roma. Certo, film sugli zombi ne abbiamo visti ad adbundantiam, ma questo sa togliere il fiato e la tensione è garantita, considerando che per buona parte è ambientato in un ascensore. Attendiamo Misischia a nuove prove. Volendo trovare un difetto, forse la storia meritava qualche particolare in più. Valido.
MEMORABILE: L'assenza improvvisa di corrente, col nostro protagonista al semibuio.

Belfagor 17/08/18 11:31 - 2625 commenti

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Una volta superato l'impatto della fotografia (che cerca l'iperrealismo ma risulta artificiosa) si apprezza molto lo sviluppo della tensione grazie al montaggio e soprattutto all'ottima prova di un Roja sempre più consapevole della propria impotenza, una chiara metafora dell'uomo contemporaneo di fronte ai momenti di crisi. Il film è però frenato da un ritmo diseguale, con una serie di cartucce sparate troppo rapidamente nella prima parte e un epilogo che si trascina fino al parossismo. Avrebbe giovato una durata più ridotta.
MEMORABILE: La citazione di Parentesi tonde, più spaventosa degli zombi.

Gabigol 18/08/18 08:30 - 417 commenti

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Da premiare una produzione totalmente indipendente, il cui coraggio di proporre cinema di genere è qualcosa di oramai raro. Misischia imbastisce un esercizio di tensione piuttosto riuscito: merito di una regia partecipe e di un esiguo cast che fa il suo dovere senza sbagliare nulla. Forse avrebbe giovato una sceneggiatura più penetrante per scavare nei personaggi in scena e diversificare qualche situazione che soffre di ridondanza. Finale - non risolutivo - che si avvale di una desolante panoramica sulla bellissima Roma.
MEMORABILE: La discussione con l'autista; Le molestie in ascensore; Il cameo del regista; La scelta del poliziotto.

Markus 18/08/18 11:11 - 3311 commenti

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Roma. Un giovane uomo d'affari sul lavoro senza morale si ritroverà rinchiuso in un ascensore mentre là fuori un virus trasforma gli uomini in affamati morti viventi. L'immagine iconografica degli zombi romeriani nell'ascensore (Zombi, 1978) deve aver spinto Misischia a imbastirci una tragica vicenda horror attorno con esiti - nonostante l'evidente low budget - convincenti sotto il profilo della tensione e dell'empatia che riesce a trasmettere con lo spettatore. Una pellicola che alla mancata originalità supplisce con la resa.

Sircharles 23/08/18 13:39 - 92 commenti

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Horror-thriller confezionato con maestria. Non poche le pregevolezze cinematografiche: la "sostanza" della storia che si svolge tutta nello spazio angusto e terrorizzante di un ascensore bloccato, il mondo fuori in cui avviene qualcosa di tremendo ma di non completamente precisato e perciò tanto più angosciante; un personaggio (la moglie del protagonista) presente solo in voce (quella di Carolina Crescentini), elementi narrativi lasciati in sospeso, ad aumentare l'inquietudine dello spettatore. Zombie-movie sofisticato e intelligente.

Puppigallo 31/08/18 12:45 - 4515 commenti

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Peccato. Se non sapesse di artificiosa, troppo costruita e fosse recitata un po' meglio (il protagonista è fastidiosamente finto in alcune reazioni, specialmente quelle più esagerate), questa pellicola non sarebbe male. L'idea infatti è semplice, ma efficace: l'ascensore-trappola, che diventa l'unica difesa contro gli zombi di turno. Anche un minutaggio inferiore avrebbe giovato (meglio un mediometraggio). Comunque, il sangue scorre, i morti abbondano e alcune scene sono di discreta fattura. Nel complesso, vedibile, ma nulla più.
MEMORABILE: "Mira e spara". Diventa un cecchino...; Marcello ha "qualche" problema, che va al di là della tosse.

Pesten 31/08/18 15:44 - 639 commenti

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Stupisce che un film italiano con base a Roma si spinga nei meandri horror. Stupisce ancora di più constatare come, pur pagando debito alle più influenti pellicole del genere, il risultato sia di tale livello. Merito soprattutto del dandi Roja, che dà vita a un vero e proprio monologo teatrale chiuso all'interno di un ascensore: tra l'attore e l'ottimo taglio delle riprese si crea la tensione adatta pur senza mostrare nulla. Paradossalmente il film cede un po' quando verso la fine si aggiunge un altro attore, non all'altezza del protagonista.

Taxius 13/10/18 20:25 - 1645 commenti

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Un antipatico uomo d'affari si ritrova bloccato dentro un ascensore; nel frattempo a Roma si diffonde un'epidemia zombi. Finalmente un horror italiano fatto come si deve, dalla trama semplice ma ben costruita ma soprattutto con un'ottima regia non televisiva e sciatta tipica degli horror italiani degli ultimi anni. Il film è molto ritmato e riesce a infondere nello spettatore grande tensione. Non delude neanche Alessandro Roja, davvero in parte. Promosso pure il trucco degli zombi. Notevole!

Bubobubo 9/12/18 16:02 - 1223 commenti

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Bello omaggiare con tale amore il cinema di genere, italiano e internazionale, ricollegandolo peraltro al più ampio framework politico che ne costituì una delle influenze storicamente determinanti (la metafora della contemporaneità cannibalistica è qui solare), ma il risultato non va oltre il compitino ben svolto, specialmente per via di un inevitabile e immediato esaurimento dell'effetto sorpresa (e di alcune suggestioni complottistiche). Il finale panoramico, alquanto vago, omaggia I cannibali della Cavani e il primo Romero.

Pumpkh75 7/01/19 13:24 - 1326 commenti

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C’è più di un friccico ner core nell’immaginare una Roma assediata da infetti rabbiosi e nel vedere come Roja si barcameni per uscire dal suo loculo di falsità e banconote. Il Dandi svuota però tutto il caricatore nella prima oretta e con l’avvento del disgraziato poliziotto l’entusiasmo si spappola come un caco più che maturo, spiaccicato da una arrendevole grossolanità negli eventi e dei dialoghi. Visto il portafoglio vuoto, sufficiente il make-up degli zombi e il finale un po' alla Ubaldo Ragona. Genuino ma con un retrogusto rancido.

Kinodrop 14/01/19 20:17 - 1552 commenti

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Un manager rampante resta prigioniero nell'ascensore della holding in cui lavora; ma il fatto, da increscioso, si rivelerà per lui una fortuna proteggendolo da mali peggiori. Horror zombesco ambientato a Roma (che però rimane solo una sottile cornice) in cui il basso budget non impedisce di curare sapientemente il montare della tensione tra splatter e claustrofobia. Certamente la prima parte, con gli interrogativi e i dubbi su cosa stia accadendo realmente, è azzeccata e ben ritmata; la seconda si dilunga e si ammoscia. Nell'insieme per niente male.

Cotola 14/01/19 21:53 - 7564 commenti

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Non male, soprattutto rispetto alla media del cinema italiano. Spunto di partenza (il personaggio bloccato in ascensore) e sviluppi narrativi (l'invasione di zombi) non sono certo nuovi, ma lo spettacolo è gradevole ed il risultato finale più che accettabile. Anche il livello di coinvolgimento è discreto. Magari ci sarebbe voluto ancora un pizzico di cattiveria in più, ma Misischia non è malvagio alla regia e può crescere bene. Un discreto prodotto di genere, sicuramente migliore di tanti suoi simili.

Galbo 16/04/19 16:43 - 11424 commenti

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Per il suo esordio, il regista Misischia gioca la carta dello zombie movie e realizza un discreto film di genere, con l’elemento originale del “one man show” e dell’espediente del protagonista chiuso in ascensore. Tutto bene nella prima parte mentre nella seconda l’opera mostra un po’ la corda e la sceneggiatura ha il fiato corto. Il film è tuttavia nel complesso godibile e il protagonista Roja autore di una buona prova.

Daniela 18/07/19 10:09 - 9535 commenti

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Cosa c'è di peggio di restare intrappolati dentro un ascensore quando si è già in ritardo ad una importante riunione di lavoro? Beh, se nel frattempo si scatena un'apocalisse zombi... Horror che all'inizio utilizza bene i pochi soldi a disposizione riuscendo a creare un buon clima ansiogeno. Nella seconda parte, l'arrivo di un altro personaggio fa invece calare la tensione per colpa di dialoghi mal scritti ed anche l'epilogo è insoddisfacente. Peccato perché la stoffa registica si intravede e con un poco più di cura nella sceneggiatura poteva risultare un gioiellino d'humor nero.

Rufus68 26/09/19 00:00 - 3123 commenti

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Forse lo si può recuperare per il valore metaforico locale (in effetti a Roma si incontrano parecchi zombi, almeno nel terziario). Come film, invece, è inutile nonché di rara mediocrità: per la recitazione (il protagonista: isterico, coprolalico e piangina, ma sempre oltre le righe), la staticità della location e la noia che affiora inevitabile a vedere i soliti strabuzzamenti e versacci di cui ci siamo cibati a sazietà (anzi, sino al disgusto) nell'ultimo decennio. Brutto come un brutto film americano (il che, forse, è, per alcuni, positivo).

Gestarsh99 1/10/19 17:07 - 1330 commenti

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Cosa si proverebbe stando dentro un ascensore alla Shining, con l'onda di sangue che anziché riversarsi all'esterno sbrodola lentamente all'interno? È quel che constateremo in questo sabba non qualunque italiano, con le tre unità aristoteliche a sublimar bilateralmente la monolocation in gabbia e rifugio, trappola e fortilizio. Deo gratias, quell'ariaccia da indie-splatter condominiale e quell'aspetto da cartone-pressato-fatto-film tipici di certa moderna zombigrafia nostrana si fanno piccoli piccoli all'ombra di un ritmeggiare discreto e di una conduzione della suspense manierata ma efficace.
MEMORABILE: "Ma se io mi nutro e tu ti nutri, Frank Sinatra?" (inattesa citazione cinetrashara di una tristissima freddura di "pippopeliana" memoria).

Pinhead80 30/01/20 16:58 - 3970 commenti

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Quella che doveva essere una normalissima giornata di lavoro diventa un incubo per un antipaticissimo uomo d'affari (il bravissimo Alessandro Roja). Il film è praticamente ambientato tutto all'interno di un ascensore ed è girato molto bene, considerando anche la difficoltà dell'operazione. La distanza tra il dentro e il fuori è resa dalla piccola apertura della porta dell'ascensore che consente al protagonista di vedere ciò che sta accadendo. Non era semplice trasportare sullo schermo una sceneggiatura simile senza commettere passi falsi.

Von Leppe 10/02/20 11:59 - 1034 commenti

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L'idea principale dell'uomo imprigionato nell'ascensore mentre fuori si scatenano degli invasati contaminati sembra prendere spunto da una scena di Dèmoni 2. La situazione riesce a coinvolgere malgrado alcuni momenti di stanca, la recitazione, invece, a volte lascia a desiderare. Non male la trovata di un protagonista poco simpatico che poi diventa eroe. L'ambientazione romana è interessante: vedere il centro di Roma completamente disabitato fa davvero un bell'effetto; peccato che duri solo per i pochi istanti del film.

Zardoz35 29/03/20 00:59 - 250 commenti

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Sorprendente zombesco tutto italiano stante a dimostrare che il nostro cinema se vuole può uscire dall'ormai scontato cliché della commediola piatta che sta dominando da parecchi anni. Film molto claustrofobico, ambientato per la quasi totalità nello spazio angusto di un ascensore, che ha la duplice funzione di trappola e di protezione. Molto bravo il protagonista Roja, non male anche le scene splatter. La tensione rimane in ogni caso altissima, solo nel finale c'è un giustificato calo.
MEMORABILE: Le immagini di Roma deserta in pieno giorno.

Hackett 26/04/20 11:43 - 1728 commenti

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Misischia debutta alla regia e lo fa in maniera convincente e intelligente, rievocando un tipo di cinema horror tanto caro agli appassionati degli anni '80 (Dèmoni in primis) concentrando l'azione in spazi limitatissimi ma riuscendo in ogni caso a tenere alta la tensione narrativa. Merito di un'ottima scrittura, un'interpretazione molto convincente di Roja e una padronanza tecnica che fa ben sperare per la carriera del giovane regista.

Il ferrini 12/05/20 00:54 - 1704 commenti

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Decisamente apprezzabile, se non altro per il coraggio (uno zombie movie italiano e come se non bastasse girato quasi interamente dentro un ascensore). Ma colpiscono anche l'ottima interpretazione di Roja e i pochi ma ben realizzati effetti visivi. Gli infetti si muovono velocemente (alla World war Z) e il sapiente uso del trucco li rende particolarmente sgradevoli. Intelligente ed efficace Misischia nel lasciare gran parte delle uccisioni fuori campo, raccontandole principalmente con l'ausilio dell'audio. Una piacevole sorpresa.

Giginho 1/06/20 02:29 - 3 commenti

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Un coraggioso ritorno all'horror made in Italy firmato Daniele Misischia, che con mano ferma e un cameo verso metà film ci mostra una Capitale invasa dagli zombi. Il protagonista Alessandro Roja svolge il compitino, mentre degna di nota è l'interpretazione di Claudio Camilli nel ruolo del poliziotto. Anche se girato all'interno di un ascensore, il senso claustrofobico viene meno. Tutto sommato risulta essere un film godibile senza particolari sbavature.

Thedude94 10/07/20 16:38 - 591 commenti

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Di certo questo film di Misischia non si può dire che sia così male, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto tecnico ed effettistico, ma c'è da dire che pecca in molti punti della sceneggiatura e nella recitazione. Sicuramente per gli standard italiani può rappresentare un buon punto di partenza, perché gli spunti interessanti ci sono e il post apocalittico nazionale non viene trattato dal nostro cinema quasi mai. Ma alla fine resta soltanto la buona volontà e nulla più per una storia che vede un protagonista quasi privo di personalità, per nulla approfondita.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Digital • 15/08/18 08:27
    Segretario - 3038 interventi
    Da ieri al cinema.
  • Discussione Bubobubo • 9/12/18 16:07
    Call center Davinotti - 222 interventi
    Perdonate l'inserimento tardivo, ma esco or ora dalla visione e sono rimasto molto perplesso su un punto in particolare che non ho elaborato nel commento, e cioè

    SPOILER SPOILER SPOILER

    l'elemento che blocca le porte dell'ascensore. Due domande: che cos'è? (non sono riuscito a capirlo nemmeno quando viene estratto) Ma soprattutto: che utilità ha ai fini della storia? Mi aspettavo quantomeno che potesse rientrare in un'eventuale spiegazione finale, invece mi sembra sia un artificio narrativo di nessuna utilità piazzato lì giusto per motivare la permanenza coatta del protagonista e, onestamente, un'infrazione così palese del precetto cechoviano un po' mi disturba.

    FINE SPOILER
  • Discussione Bubobubo • 14/12/18 16:03
    Call center Davinotti - 222 interventi
    Schramm, tu un occhio ce l'hai buttato? Mi sapresti aiutare?
  • Discussione Schramm • 14/12/18 16:13
    Risorse umane - 6714 interventi
    no, non sono ancora arrivato alla fine e per ora ho solo l'inferno dentro (quello di argento compreso). a onor del vero non so nemmeno cosa sia sta roba (e ho difatti saltato come un campione di salto in lungo lo spoiler). vengo da un lunghissimo digiuno filmico che sto in minima parte rattoppando per circostanze fortunose solo ora. magari ne riparliamo più avanti.
  • Discussione Belfagor • 14/12/18 22:04
    Compilatore d’emergenza - 146 interventi
    Bubobubo ebbe a dire:
    Perdonate l'inserimento tardivo, ma esco or ora dalla visione e sono rimasto molto perplesso su un punto in particolare che non ho elaborato nel commento, e cioè

    SPOILER SPOILER SPOILER

    l'elemento che blocca le porte dell'ascensore. Due domande: che cos'è? (non sono riuscito a capirlo nemmeno quando viene estratto) Ma soprattutto: che utilità ha ai fini della storia? Mi aspettavo quantomeno che potesse rientrare in un'eventuale spiegazione finale, invece mi sembra sia un artificio narrativo di nessuna utilità piazzato lì giusto per motivare la permanenza coatta del protagonista e, onestamente, un'infrazione così palese del precetto cechoviano un po' mi disturba.

    FINE SPOILER


    Mi affido alla memoria, quindi potrei sbagliare, ma dovrebbe trattarsi di un blocco di sicurezza e forse viene anche menzionato nella prima parte quando il protagonista chiama l'assistenza.
  • Discussione Gestarsh99 • 6/10/19 17:32
    Scrivano - 14801 interventi
    Rivisto anche questo a due anni dalla sua uscita e voto riconfermato, con mezzo punticino aggiuntivo d'incoraggiamento, vista la commerciabilità internazionale del prodotto (in pratica la stessa insperata sorpresa personalmente ricevuta dal coevo Monolith).

    P.S. Imdb riporta stranamente come titolo originale In un giorno la fine (Wikipedia lo indica invece come titolo alternativo).