The burning plain - Il confine della solitudine

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TITOLO INSERITO IL GIORNO 9/11/08 DAL BENEMERITO GRADA
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Grada 10/11/08 01:06 - 26 commenti

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Tre storie diverse si alternano in apparenza casualmente finché lo spettatore si accorge che i personaggi sono gli stessi in diverse età della vita, protagonisti di un'unica saga familiare. Tale contestualità del racconto consente di far "pesare" in modo eccezionale il passato sul presente, il che è pienamente congeniale al realizzarsi di un "fato" come chiave della tragedia. La storia però non è sempre all'altezza di tale ispirazione e scade talora nel genere feuilleton. Di buon livello, ma senza eccellenze, regista e interpreti.
MEMORABILE: L'ansia che si dipinge sul viso della figlia adolescente quando dapprima intuisce e poi scopre il tradimento della madre.

Xamini 24/11/08 15:47 - 1026 commenti

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Non so dire dove la pellicola non riesca a far centro; forse pecca nel sorprendere, rivelandosi troppo e troppo in fretta, mentre avrebbe dovuto nascondere un po' di più. Forse in questo modo sarebbe stato troppo banale e a fronte di questo intreccio una soluzione stilistica migliore non c'era. Fatto sta che non riesce nell'intento di creare coinvolgimento sino in fondo, nonostante le prove intense delle protagoniste femminili, e finisce per annoiare un po'.
MEMORABILE: L'istante prima del fatto, negli occhi di lei.

Betty77 26/11/08 15:33 - 7 commenti

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Un'opera forte, ben congegnata e costruita come un puzzle sui quattro elementi: acqua, terra, fuoco, aria. Gli attori sono tutti straordinari, la regia precisa e la sceneggiatura da Oscar. Le storie che apparentemente sono assemblate in un gioco di emotività e reazioni alla fine si posizionano armonicamente per creare uno spaccato esistenziale di grande poesia.

Galbo 7/06/09 07:24 - 11447 commenti

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Tre storie in tre luoghi geografici differenti che improvvisamente convergono e si intrecciano tra di loro, rivelando i raccordi tra i personaggi e il comune denominatore del dolore che li attraversa. Lo stile narrativo di Arraga già evidente nei film sceneggiati per Inarritu (l'ultimo è Babel) viene confermato al debutto da regista dello scrittore. Ancora una volta un film capace di emozionare attraverso le figure umane brillantemente delineate dalla sceneggiatura in un film capace anche di rivelare l'anima dei luoghi. Bella la colonna sonora.

Capannelle 8/06/09 09:51 - 3742 commenti

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Sembra lento e poco chiaro, ma in zona cesarini mette a posto i tasselli della storia (spingersi un passo oltre avrebbe compromesso la godibilità della storia). Un buon lavoro da parte di Arriaga, che mette a proprio agio un buon cast (dove attori noti e meno noti si mescolano con efficacia) e dipinge un quadro di accesi contrasti tra amarezza e speranza. La sofferenza delle donne è in primo piano, senza scadere nel melodramma di facile consumo.

Domino86 29/04/10 18:37 - 557 commenti

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Un film, come dice il titolo italiano, che parla di solitudine: se ne trova tanta in questa pellicola, sia quella chiara ed evidente ma anche una solitudine più velata e comunque presente. Lo svolgimento è buono, la trama presenta i giusti intrecci.

Stefania 11/05/10 04:07 - 1600 commenti

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A spasso nel tempo, zig-zigando tra passato e presente, tra una solitudine e l'altra... L'anomalia della struttura nobilita appena uno psicodramma familiare i cui snodi psicologici sono abbastanza elementari (la promiscuità di Sylvia come reazione al senso di colpa, l'insicurezza di Gina di fronte all'indifferenza del marito). Infatti, nella seconda parte, quando si intuisce la "soluzione", la tensione cola a picco. Poteva essere una storia interessante se approfondita, inutile spezzarne la linearità e trasformarla in un artificioso puzzle.

Luckyboy65 21/08/10 00:34 - 144 commenti

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Diretto da uno sceneggiatore di successo come Arriaga, questo film sembra la versione drammatica di Che cosa è successo tra mio padre e tua madre? con Jack Lemmon. Lo sviluppo su diversi piani narrativi, avanti e indietro nel tempo e nello spazio, è quello che rende interessante in film, almeno fino a che si scopre il giochino (io ci ho messo 7-8 minuti, poi verso il 15simo si capiscono già i personaggi). Charlize batte Kim, ma la più brava é stata Jennifer Lawrence. La scena finale è semplicemente bellissima e per fortuna non strappalacrime.

Enzus79 21/12/10 15:35 - 1845 commenti

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Guillermo Arriaga oltre che essere un bravo sceneggiatore (peccato la fine della collaborazione con Alejandro Inarritu) è anche un discreto regista. Le storie, di per sè molto drammatiche, si uniscono in un finale assolutamente non "pesante" ma speranzoso. Forse la Basinger poteva dare qualcosa in più.

Mickes2 6/09/11 18:01 - 1668 commenti

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Arriaga, al suo esordio come regista, adotta il collaudato stile narrativo che in veste di sceneggiatore gli era valso molti riconoscimenti da tutto il mondo. Destruttura il piano temporale intersecando con flashback e flashforward derive umane sofferenti e piene di rimorso, famiglie in crisi; un mosaico di relazioni umane intense e aspre, in cui è notevole la capacità di saper amalgamare tutti gli ingredienti e tratteggiare una storia che non vuole lacrime facili, ma che sa essere vera e sentita, livida e asciutta e che colpisce al cuore.

Pigro 4/10/12 08:21 - 7904 commenti

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Una storia di cicatrici, scalfite nella carne e nel cuore, di dolori che passano da una generazione all’altra, da un’età all’altra. Nel suo notevole esordio registico lo sceneggiatore di Iñarritu racconta la sofferenza dell’amore non riconosciuto, usando la struttura stratificata su 3 livelli temporali che solo a metà film diventano chiari: gli amanti bruciati nel rogo, i figli a loro volta amanti, e infine quei figli adulti e straziati. Una narrazione sottile nei rimandi tra i diversi livelli, di forte e intensa emozione e commozione.

Saintgifts 16/06/16 09:51 - 4098 commenti

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Arriaga vuole stupire a ogni costo e usa ben più di un paio di espedienti per raggiungere il suo scopo. Come sceneggiatore sa esattamente ciò che vuole, gli diventa perciò facile anche dirigere un cast con presenze notevoli. Inizia con un'esplosione nel mezzo di una natura selvaggia, raccoglie poi tutte le schegge per ricomporle fino a ricostruire una storia di almeno tredici anni, il cui frutto non sono solo morti ma anche vita, rappresentata dalla giovane Maria, frutto di un amore che nasce in modo inusuale e vero fulcro di tutta la storia.
MEMORABILE: La morbosità dei due giovani amanti, che cercano i segreti dell'amore nei letti dei loro genitori.

Il ferrini 9/11/18 23:57 - 1729 commenti

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Arriaga, autore della trilogia Amores perros, 21 grammi e Babel, si cimenta per la prima volta alla regia e racconta questa storia saltando continuamente attraverso tre linee temporali: quella di Kim Basinger e quelle di sua "figlia" interpretata dalla Lawrence da ragazzina e dalla Theron da adulta. L'originale narrazione rende avvincente un soggetto di per sé molto semplice, notevoli le prove degli attori, perfetta la fotografia soprattutto in esterno. Qualche rallentamento non pregiudica la qualità del film. Buono.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Homevideo Gestarsh99 • 18/11/11 23:36
    Scrivano - 15044 interventi
    Disponibile in edizione Blu-Ray Disc per Medusa:



    DATI TECNICI

    * Formato video 2,35:1 Anamorfico 1080p
    * Formato audio 5.1 DTS HD: Italiano Inglese
    * Sottotitoli Italiano NU
  • Discussione Raremirko • 11/04/20 21:46
    Addetto riparazione hardware - 3505 interventi
    Fisiologico il fatto che lo stile faccia tornare subito alla mente Inarritu (Arriaga ne è sceneggiatore), molto coinvolgente ed immersivo a livello di atmosfera, può contare su di un ottimo cast (una Lawrence non ancora maggiorenne, un'ispirata Theron ed una funzionale Basinger).

    Scorrevole, secco, struggente, poteva guadagnare magari qualcosa di più in chiarezza con meno salti nel tempo ma anche così è riuscito.

    Buono.