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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Con operazioni simili c'è sempre da stare in guardia, perché il pericolo che la forma prenda il sopravvento sulla sostanza è dietro l'angolo. Era capitato con REDACTED per esempio, costruito da De Palma un po' nello stesso modo, unendo fonti video tra le più disparate per dare varietà a un racconto altrimenti troppo statico. Con THE BAY non siamo molto lontani: ancora una volta l'attenzione degli autori (tra i produttori anche l'Oren Peli di PARANORMAL ACTIVITY, non a caso) si concentra soprattutto nella predisposizione del (falso) materiale d'archivio, assemblato in modo da fornire una visione d'insieme lavorando con cura...Leggi tutto certosina sul montaggio, sui difetti video ricreati ad arte e trascurando spesso la verosimiglianza (si sprecano musica di sottofondo, apparizioni improvvise sottolineate da sbalzi sonori e così via) in favore di una spettacolarità che però purtroppo latita. Si punta sull'aspetto scientifico, si tenta di rimescolare le carte tediando con break "tecnici" lasciati alle delucidazioni di biologi e simili che facciano capire quanto si sia lontani dai vecchi film in tema, che si limitavano a dare veloci spiegazioni ai fenomeni per concentrarsi sugli attacchi dell'animale killer di turno. Qui invece ci si focalizza piuttosto sulle conseguenze, con decine di morti sulle strade, corpi dilaniati, grida fuori campo e reporter occasionali che testimoniano di qualcosa che regolarmente non riescono a interpretare. Ma il gioco a lungo andare stanca, e dal momento che la storia di fatto non procede, che mancano i veri protagonisti e che quanto avviene in scena è un po' sempre lo stesso fenomeno semplicemente visto da diverse angolazioni, non resta che incuriosirsi nel vedere cosa gli autori riusciranno a inventare per offrire fonti audiovideo sempre nuove: trasmissioni radio, sms, brevi filmati postati su Youtube, riprese amatoriali e scherzose, da telefonino, da telecamere a circuito chiuso, da Skype e chi più ne ha più ne metta. Un'orgia mediatica che purtroppo copre a fatica le poche idee vere su cui il film poggia, figlie di un genere (quello degli animali assassini, in fondo) tra i più difficili da innovare. Ad ogni modo la progressione classica viene stravolta dal "nuovo" modo di raccontarla, ed è indubbio che un regista come Barry Levinson, non esattamente il primo venuto, sappia gestirla con perizia e piglio documentaristico di un certo fascino. Gran lavoro per i grafici di casa nostra, che han dovuto ricomporre sullo schermo centinaia di sovrimpressioni ed effetti...
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/11/12 DAL BENEMERITO GREYMOUSER POI DAVINOTTATO IL GIORNO 15/06/13
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Ducaspezzi 13/06/13 22:08 - 222 commenti

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Adempie con efficacia ai dettami statutari del genere (nu)trito a cui appartiene: rappresentare, con impronta ansiogenamente realistica (vedi falso-documentaristica) fatti tragici che, improvvisamente, sconvolgono e azzerano la normale vita - in questo caso - di una piccola comunità dell'East Side. Ben congegnato tutto il tipico corredo di riprese più o meno casuali testimonianti gli accadimenti legati al diffondersi di una micidiale epidemia, le cui cause inducono ulteriore immedesimazione. Inquietudine e ribrezzo via via insinuanti.

Greymouser 18/11/12 21:28 - 1458 commenti

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Il veterano Levinson firma un discreto fanta-horror, vera manna per gli appassionati, che procede per accumulazione di informazioni e di punti di vista, con uno stile "giornalistico" che può risultare a volte confuso ma che è molto vicino alla percezione degli eventi nel mondo reale. Una terribile minaccia bio-mutagena colpisce una cittadina americana, ma il vero sottotesto consiste nella rappresentazione delle paranoie globali del nostro tempo, assumendo a simbolo una ripugnante contaminazione parassitaria. Non perfetto, ma coinvolgente.

Daniela 3/12/12 09:55 - 10922 commenti

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In una ridente cittadina costiera, la contaminazione marina produce una mutazione genetica in un parassita che semina panico e morte fra la popolazione, mentre le autorità cercano di nascondere la faccenda... Fakedoc-horror che, una volta superata la diffidenza di fronte all'ennesimo prodotto di questo tipo, riesce a farsi guardare con interesse, non solo per l'abilità dell'assemblaggio ma anche e soprattutto perché quanto narrato non appare affatto inverosimile. Gli effetti splatter, saggiamente limitati, risultano piuttosto disturbanti.
MEMORABILE: Dentro la bocca del pesce; Ho controllato sul web se l'esserino esiste davvero... esiste (brrrrr).

Galbo 15/10/13 16:07 - 11728 commenti

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La vita di una cittadina americana viene sconvolta da una misteriosa epidemia, documentata con stile simil documentaristico. Da una regista professionale e di livello come Barry Levinson era lecito aspettarsi un film curato e nel complesso ben realizzato, e così è effettivamente. Il limite è l'iper sfruttamento del genere, per cui è difficile realizzare opere minimamente originali. Può essere apprezzato per la confezione ma si dimentica in fretta.

Mickes2 28/05/13 11:35 - 1668 commenti

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Spunto trito e ritrito, quello dell’omertà degli organi politico-amministrativi (parassiti che si sviluppano divorando i diritti degli altri?) nei confronti delle pandemie dettate dall’incivile ed egoista sfruttamento delle risorse naturali del luogo; ancor più aberrante è l’intenzione di tacere quando alle vite umane si preferiscono la reputazione e il denaro. Il risultato è l’ennesimo mocku resoconto/testimonianza in salsa horror girato con discreto appeal narrativo, qualche brivido, nessun tempo morto e un buon supporto dall’effettistica. Funziona.

Rebis 8/06/13 20:15 - 2159 commenti

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Non una telecamera ma centinaia: tutte quelle che a cavallo del 4 luglio 2009 a Chesapeake Bay hanno filmato l'esplodere di una pandemia devastante e sanguinaria che ha decimato la popolazione. Non avremmo scommesso un centesimo sulla capacità di Barry Levinson di coordinare un mokumentary colossale e definitivo, eppure il film, inanellando molteplicità di temi - ecologia, ingerenza dei mass-media, lassismo delle autorità - è curato e funziona. La brutta notizia è che c'è davvero troppo poco per sostanziare lo sforzo produttivo e l'ambizione naufraga nell'ovvietà. Godibile.
MEMORABILE: L'uso straniante della musica extradiegetica.

Puppigallo 15/06/13 01:11 - 4716 commenti

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Ennesima pellicola finto documentario (qui servizio giornalistico e non solo), che però almeno si crea una base scientifica in grado di giustificare (con la sua buona dose di inevitabile esagerazione) l'escalation di morti e ciò che succede ai poveretti. Si lascia sicuramente vedere, pur con tutti i limiti delle riprese "amatoriali", da fisse, o da Skype e di una certa saturazione da genere. P.S. La causa del disastro parte comunque da un qualcosa di esistente (il sottoscritto, pescando, ne ha trovati come ospiti di prede catturate, fatte ovviamente le debite proporzioni). Merita un'occhiata.
MEMORABILE: Le ricerche dei biologi; La foto del'isopode gigante che si era nascosto in un sottomarino; Cadaveri con sorpresa; Sembra morto, ma muove l'occhio.

Cotola 15/06/13 17:12 - 8111 commenti

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Nessuna nega che il film sia girato con professionalità ed abbia le sue qualità tecniche. Però è altrettanto indubbio che in esso vi sia poco o nulla di originale: tutto, o quasi, è già stato visto e rivisto parecchie volte, con l'aggravante che questo finto documentario (e basta!) non riesce ad avvincere (ovviamente secondo il parere di chi scrive) chi lo guarda, lasciando più che freddino lo spettatore di turno. Con il suo perchè, ma pur sempre mediocre.

Markus 17/06/13 16:44 - 3449 commenti

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Ennesima variazione in tema animali assassini. Questa volta a seminare il panico è un vorace parassita originato dall'inquinamento in una baia, che attacca dapprima i pesci e poi, come prassi, l’uomo. The bay affronta il soggetto servendosi dello stile mokumentary che molto deve al nostro buon vecchio Cannibal holocaust, quindi al racconto “post-disgrazia” che ne traccia a sommi capi l’escalation orrorifica cercando di entusiasmare uno spettatore ormai, ed è questo il limite, assuefatto.

Cloack 77 21/06/13 15:50 - 547 commenti

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The bay non è un film horror, visto che non ci sono spaventi, accumula scene di "vibrante" confusione, di attesa infinita, ma al momento della "ciccia" si rischia il digiuno. Salverei la prima vera apparizione degli isopodi, le vicende dei due poliziotti di pattuglia e di conseguenza il destino del sindaco; il resto è un sacrificio immotivato per gli occhi.

Barry Levinson HA DIRETTO ANCHE...

Funesto 13/10/13 12:01 - 525 commenti

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Abbastanza interessante, dato che stavolta l'approccio è veramente documentaristico e la finzione è più convincente del solito, nonostante vari particolari (come a esempio la cura degli effetti sonori, non certo lasciati al caso...) tradiscano l'amatorialità. Tecnicamente abbastanza curato e con effetti speciali di buon livello, ha purtroppo la pecca di mantenere un livello d'angoscia costante che però non sfocia mai, promettendo qualcosa di definitivo che non avviene, tanto che la rappresentazione del finale è piuttosto deludente... Voto: **.
MEMORABILE: Il sindaco che beve l'acqua davanti a tutti... non lo avesse mai fatto.

Hackett 6/11/13 07:28 - 1817 commenti

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Buon horror da "telecamera tremolante" orchestrato da un vecchio volpone del cinema e confezionato con bravura e furbizia. La vicenda è semplice, nulla fuori dal prevedibile, ma la camera scruta bene gli eventi e la tensione inevitabilmente sale. Per chi apprezza il mokumentary.

Schramm 6/01/14 13:01 - 2636 commenti

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La sfida sembra quella di creare un'epidemia di/per immagini che ci sovrastano, ci aggrediscono e ci catturano da ogni dove e quasi ci determinano. Si evince in Levinson una spinta registica virale, un'interesse alla trancemissione prima ancora che all'ambientalismo, una sinusoidalità tra ciò che vediamo e ciò che siamo, una peste bubbonica di un bulimico vedere. Così inteso e vissuto, serpeggia qua e là un'angoscia più rinforzata da quel che non mostra (il fuoricampo di sole voci nella villa: brividissimi) che da quanto esplicita (la pur ammorbante aria da shockumentary dei 20' finali) **!

Pumpkh75 29/01/14 09:45 - 1457 commenti

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Sarà che per farmi apprezzare found footage e derivati ormai ci vuole qualcosa di straordinario, ma non mi ha convinto più di tanto. C’è il mestiere di Levinson, qualche effetto speciale ben realizzato e alcune scene discretamente angosciose (vedi l’ospedale nel panico), ma l’epidemia a sfondo ittico si eleva forse di mezza spanna rispetto alle attese e né gli spunti ambientalisti né la verosimiglianza insinuata evitano una progressiva indifferenza. Prodotto da Oran Peli: quando c'è lui, qualche sbadiglio ormai è garantito.

Black hole 31/03/14 13:54 - 140 commenti

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Film che parte bene, anche senza eccellere in originalità, riuscendo ad attirare l'attenzione, più per la storia in sé che per il taglio alla The Blair Witch Project che Levinson conferisce al racconto. C'è però qualcosa che si guasta durante la narrazione, che non riesce a dare drammaticità al momento di rottura tra la Claridge festosa 100% "american style" e il manifestarsi delle mutazioni in tutta la loro violenza. Si perdono corpi e colpi, finendo in qualcosa molto più simile a uno splatter con pretese ecologiste. Finale prevedibile.

Gestarsh99 19/06/14 17:22 - 1391 commenti

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Il mockumentary intraprende una pista molto più snodata del solito, ristrutturandosi con versatilità in uno pseudo-reportage che, occhieggiate le internautiche modalità shock del Cablegate e delle rivelazioni di Wikileaks, simula il recupero e l'analisi di filmati amatoriali e scottante materiale audio/video governativamente secretato. Con molta più eloquenza e speditezza espressiva di un Soderbergh, il rinnovato Levinson espone senza censure la cronistoria multimediale di un'aggressiva epidemia virale, ultimo anello di una catena di sciagure ambientali in letale circolo vizioso. Giugulante.
MEMORABILE: Gli effetti esponenziali causati dal brodo tossico di scorie radioattive, escrementi animali, farmaci mutageni, metalli pesanti e fauna ittica infetta.

Piero68 20/08/14 08:31 - 2848 commenti

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Peccato davvero! Questa volta la storia e il soggetto erano sicuramente più interessanti del solito e avevano anche una certa originalità. Ma diamine, questo stile mockumentary ha davvero scocciato, per usare un eufemismo. E mi meraviglio che a questi mezzucci, usati da chi si arrabbatta a fare il regista, inizino a ricorrere anche personaggi di grosso spessore come Levinson. Per il resto nulla di nuovo rispetto ad altri film di genere: cast sconosciuto e scarso, dialoghi - quando non strepitii vari - imbarazzanti e personaggi puerili.

Capannelle 17/02/15 11:45 - 3954 commenti

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Vero, il mockumentary è spesso un espediente in mano ai low budget low ideas, ma in questo caso bisogna riconoscere che Levinson, pur non inventando nulla, lo maneggia con cura e inizia con una mezzora esemplare quanto a ritmo e costruzione dei fatti. Qualche attore è migliorabile, a due terzi gira un po' su se stesso ma rimane un buon esempio di sceneggiatura e regia. Anche perché non ospita i soliti ragazzetti brufolosi che prima starnazzano e poi se la fanno sotto e trova la quadra tra diversi sottogeneri filmici.

Nando 30/05/15 07:17 - 3591 commenti

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L'ennesimo finto documentario comunque realizzato con una certa cura e un discreto crescendo adrenalinico. Un forte messaggio ecologico che si scaglia contro l'utilizzo di mangimi chimici. Interpreti abbastanza anonimi mentre tutta la struttura appare soddisfacente, nonostante qualche momento ripetitivo.

Undying 6/10/16 19:58 - 3819 commenti

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Ennesimo brutto esemplare cagionato dall'inutilità di un non film come Blair witch project, che a distanza di anni non finisce di far danni. Muniti di un bello schermo HD, di apposito sistema master audio e dopo una stressante giornata lavorativa, eccoci pronti a infilare il Blu ray nel lettore: e sono accidenti allo stato puro! Il filmino amatoriale affronta il solito trucchetto della bassa (per non dire infima) qualità audio video mescolato al solito luogo comune dell'epidemia (scatenata dall'acqua contaminata). Per favore, abolite i POV!
MEMORABILE: Le larve nei cadaveri...

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Pesten 27/07/17 19:08 - 679 commenti

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Buon POV che nasconde lacune tipiche di questo filone con una storia a sfondo socio-politico, basata su problematiche ambientali. Nel complesso un lavoro interessante e il taglio giornalistico rende lo svolgimento meno tedioso del solito, anche se non sono poche le parti di stasi. Nonostante tutto c'è un bel livello di tensione e ansia, con le varie storie che si intrecciano per convergere nel tragico finale. Qualche falla lascia interdetti e indica errori un po' grossolani, ma confrontato con i tanti parenti, il risultato è più che sufficiente.

Pinhead80 27/08/17 19:16 - 4172 commenti

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La solida regia di Barry Levinson è la nota positiva del film, che può essere inserito senza dubbio nel filone degli eco-vengeance. L'uso dilagante del point of view sembra aver "contagiato" un numero sempre più alto di registi; il problema è che si rischia di fare film tutti uguali o comunque tremendamente simili. Qui si prova a dare una spiegazione razionale e scientifica alla vicenda, ma rimane pur sempre un'opera per niente originale. Come al solito l'essere umano ne esce con le ossa (e non solo) rotte.

Taxius 28/08/17 12:46 - 1651 commenti

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Ennesimo falso documentario che si discosta leggermente dagli altri solo per una cura superiore nella confezione che effettivamente non è poi così male. Storia vista e rivista mille volte, con la solita epidemia che si propaga dall'acqua e che infetta una piccola comunità. Peccato che non succeda nulla e che la noia dilaghi. Chi si aspettava qualcosa sul genere di REC resterà deluso; la gente si ammala e muore, tutto qui. Di horror c'è veramente poco.

Fedeerra 1/11/17 19:36 - 783 commenti

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Il messaggio è chiaro: l'uomo uccide il pianeta (in questo caso una folcloristica baia nel Maryland) e il pianeta, per vendicarsi, uccide l'uomo. Barry Levinson dirige un horror epidermico e realistico, riuscendo a descrivere la paura senza troppe sovrastrutture narrative. The Bay infatti colpisce più per l'inermità di cui sono "vittima" i personaggi che per i sanguinolenti effetti gore (che risultano comunque efficaci e ben dosati). Un found footage piccolo e dignitoso, che trasforma un apparente fatto di cronaca in un incubo di morte.

Rambo90 20/01/19 15:37 - 6925 commenti

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Non male. Levinson si getta nel campo del found footage dimostrando di avere una certa propensione al realismo, che rende il film in alcuni punti genuinamente agghiacciante e fonte di malessere. Peccato che l'assemblamento di video e telecamere alla lunga possa stufare, visto che di sequenze davvero importanti ai fini della storia se ne possono contare appena tre o quattro. Qualche spavento qui e là, una buona ambientazione, ma forse ci voleva qualche idea in più.

Anthonyvm 6/03/20 15:52 - 3254 commenti

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Girato come un puzzle mockumentaristico di spezzoni found footage, dipinge senza inutili divagazioni narrative (il che gioca a favore dell'effetto realismo) una tremenda epidemia parassitaria in una piccola città di mare. Le riprese indugiano su pustole e piaghe, per la gioia dei gore-seeker e dei fan di Cabin fever. Pur non aggiungendo molto al tema (tra Metamorphosis e Slither ne sappiamo già abbastanza), il merito del film è di suscitare con pochi ingredienti brividi genuini e qualche sussulto nel pubblico. Finale un po' approssimativo.
MEMORABILE: Le vittime coperte di vesciche; Il parassita che sbuca all'improvviso dalla bocca del pesce; Il cadavere con le labbra maciullate; Le carni consumate.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Greymouser • 9/06/13 11:30
    Call center Davinotti - 561 interventi
    Zender ebbe a dire:
    No, esiste come genere "non riconosciuto" diciamo. Noi gli abbiamo dato la "giusta" riconoscuimento :) Rebis, ma si san fin da subito i "colpevoli"? Non è che è uno spoiler? Quando torno sposto al cinema.


    Beh, un po' spoiler lo è, altrochè...
  • Discussione Rebis • 9/06/13 15:55
    Contatti col mondo - 4325 interventi
    Beh, insomma dài, sta scritto su ogni sinossi del film, e lo si capisce da subito che è lì che si va a parare...

    C'è pure la locandina con i RX...
    Ultima modifica: 9/06/13 15:56 da Rebis
  • Discussione Greymouser • 9/06/13 17:09
    Call center Davinotti - 561 interventi
    Rebis ebbe a dire:
    Beh, insomma dài, sta scritto su ogni sinossi del film, e lo si capisce da subito che è lì che si va a parare...

    C'è pure la locandina con i RX...


    Hai ragione sul fatto che la faccenda si ritrova in molte recensioni in rete e no, e infatti non mi riferivo particolarmente al tuo post. Però devo dire che io ho visto il film a suo tempo senza saperne nulla e averne letto nulla, ed ho apprezzato particolarmente la "scoperta" che non arriva subito, ma dopo una buona fetta di pellicola. In quanto alla locandina, dai - lo dico io - non è che si capisca molto, non è che gli spettatori sono tutti biologi marini... :)
  • Discussione Zender • 9/06/13 18:33
    Consigliere - 45088 interventi
    In effetti eviterei di essere così specifico quando la cosa si capisce così avanti.
  • Discussione Rebis • 9/06/13 20:44
    Contatti col mondo - 4325 interventi
    Boh, a me sembra che cercando per genere su "Animali assassini" c'è una sfilza di titoli che non spoilerano necessariamente il soggetto ma vi sono collocati a ragione (tipo Tape 407, Dark tide, Burning bright, Terrore dal deserto, Black water, solo per citare i primi della lista). Non capisco quale sia il discrimine.... comunque fate vobis.
  • Discussione Zender • 10/06/13 08:08
    Consigliere - 45088 interventi
    Il discrimine unico è quello di evitare magari, già nel genere (che è la prima cosa che rischia di cadere sotto gli occhi nella scheda), di far capire la soluzione che è magari spiegata molto avanti nel film, tutto qui. I titoli che citi non li conosco, per chui non saprei che risponderti.
  • Discussione Markus • 5/07/13 11:40
    Scrivano - 4813 interventi
    Il commento di un mio amico giornalista:

    Se c'è una cosa che trovo irritante, nelle strategie di marketing che dominano il mondo dello showbiz, è l'abbarbicarsi a un filone baciato dal successo spolpandolo fino all'osso, ripetendone all'infinito e pedissequamente gli schemi e gli elementi narrativi fino a... esaurimento della pazienza del pubblico, mandando in vacanza la creatività. E' accaduto, nella tv italiana, con i "reality - sopravvivenza", Isole, Fattorie e Talpe assortite, e la storia si sta ripetendo ora con i talent culinari. Nel cinema, siamo ormai da anni prigionieri del filone "mockumentary", cioè il falso documentario, che nell'horror trova un terreno di applicazione particolarmente fertile. Non fa eccezione "The bay", ultima opera del pluridecorato regista Barry Levinson.
    Nulla di particolarmente originale, per un prodotto che si inserisce a pieno titolo nel genere "animali assassini - virus mortali". Nel caso specifico, la serenità di una tranquilla cittadina americana viene totalmente sconvolta dalla comparsa di un parassita che, nel giro di poche ore, stermina letteralmente la popolazione. Tale parassita proviene dalle acque della vicina baia, nelle quali sono stati sversati per anni escrementi di polli d'allevamento nutriti con sostanze chimiche che acceleravano la crescita di codesti animali. Tali materiali di scarto hanno ovviamente provocato un inquinamento elevatissimo della baia, la cui prima conseguenza è una mutazione genetica di un parassita, che assume dimensioni enormi, si moltiplica a velocità supersonica e diventa vorace di carni umane: in particolare, penetra all'interno dell'organismo degli abitanti del posto e li divora da dentro, mostrandosi, si noti il tocco splatter, particolarmente ghiotto di.... lingue.
    A cavallo fra thriller e orrore, dunque, ma senza slanci particolari, nonostante la firma prestigiosa. E ad appesantire il tutto, lo si diceva, lo stile da falso documentario, una sorta di "Supervero tv" fuori tempo massimo, una sovrabbondanza di riprese finto - amatoriali, di telecamerine portatili e via dicendo. Ogni fase del dramma raccontato è stata ripresa con queste modalità: passi per le immagini d'archivio girate da Donna Thompson, protagonista e voce narrante a posteriori, giovane giornalista - stagista che nelle ore della diffusione dell'epidemia mortale si trovava in giro per la cittadina assieme al suo operatore, col compito di realizzare un reportage sui festeggiamenti per il Giorno dell'Indipendenza; però a guardare questo film sembra che vi fossero videocamere ovunque: all'interno delle automobili, nelle stradine più sperdute, nelle piazze, nel porto, e tutte naturalmente collocate in posizione ideale per dettagliare ogni singolo episodio del dramma che si stava consumando... Manco ci si trovasse in una metropoli zeppa di aziende, uffici, palazzi del potere, ove, si sa, le telecamere di sorveglianza abbondano!
    Insomma, quando si esagera coi toni da "reality - documentario" l'effetto che si ottiene può toccare vette involontariamente comiche: comicità che, in un film costruito con ben altri intenti, non può che essere l'anticamera della delusione. Delusione che si concretizza appieno nella soluzione finale della lotta al parassita assassino: di una banalità sconcertante, tale da far "implodere" il film; alla stessa maniera, non vengono fornite spiegazioni plausibili sul perché alcuni dei personaggi, pur avendo bevuto l'acqua inquinata della baia, non vengano contaminati dall'epidemia. E tenderei a non sopravvalutare neppure i pallidi intenti ambientalisti dell'opera: è vero, si parla di inquinamento, si vuole mettere in guardia sulle conseguenze che esso può avere in primis sul mondo in cui viviamo e poi sulla salute dell'essere umano. Ma ci si ferma qui, all'esposizione cruenta dei corpi dilaniati dal parassita un po' troppo cresciuto, di frattaglie che fuoriescono da toraci e addomi: e, parere personale, non è certo seminando terrore che si mette in guardia la popolazione del pianeta sui rischi derivanti dalle offese che si portano all'ambiente. Certo, per veicolare messaggi costruttivi ci sono i documentari, quelli veri, ci sono le istituzioni e le associazioni che di queste problematiche si occupano: vero ma fino a un certo punto, perché se anche il cinema decide di fiondarsi sulla tematica, è bene che cerchi di svilupparla in maniera un tantino più articolata, se non proprio in senso divulgativo - educativo. Nel caso di "The bay", sembra solo un espediente per dare la stura ai più triti stilemi horror, per terrorizzare il pubblico e adempiere così perfettamente alla mission di un banale film di genere. Tutto ok, ma non parliamo di impegno, per favore.


    Fonte: http://notedazzurro.blogspot.de/2013/07/le-mie-recensioni-bay.html?spref=fb
  • Homevideo Buiomega71 • 23/09/13 13:49
    Pianificazione e progetti - 23330 interventi
    In dvd (e BR) per Eagle Pictures, disponibile dal 20/11/2013

    http://www.amazon.it/bay-Kristen-Connolly/dp/B00FASBMOK/ref=sr_1_91?s=dvd&ie=UTF8&qid=1379936900&sr=1-91
  • Discussione Schramm • 17/01/14 19:36
    Controllo di gestione - 6970 interventi
    vorrei domandare a funesto, che se non ricordo male era incredibilmente capace di somatizzare puntualmente le malattie fictionali dei film, che cosa gli è accaduto dopo aver visto questo... dobbiamo preoccuparci?
  • Discussione Funesto • 2/02/14 16:10
    Fotocopista - 1417 interventi
    Eccomi, Schramm! Ti chiedo scusa se non ho risposto in tempo e colgo l'occasione per salutare tutti i davinottiani, che è parecchio che non risento perchè è appunto parecchio che non riaccedo al forum, perchè purtroppo l'ultimo anno, il 2013, è stato un anno che definire di m3RD@ è poco.
    Non c'è stato bisogno di questo film per farmi avere conseguenze psicosomatiche nefaste, ci ha pensato l'anno in sè, come ho già accennato xD
    Ci mancava solo che mi venisse una pseudolebbra dopo aver visto questo film ._. ci saremmo fottuti in toto, dopodichè...