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TITOLO INSERITO IL GIORNO 16/07/18 DAL BENEMERITO BUIOMEGA71
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Maurizioc 6/02/19 16:49 - 1 commenti

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Si avvale di ottime location e di una trama ricca di orginalità che ne vale il suo punto forza. La suspense è più che palpabile grazie soprattutto a una narrazione fluida e onirica. Il lungometraggio è stato diretto da Francesco Mirabelli, regista alla sua opera prima. Un film che va capito sino in fondo e la parte finale riserva grandi soprese in quanto vi è un guizzo narrativo considerevole. Qualche pecca la si potrebbe riscontrare in qualche personaggio non proprio all'altezza e in un ritmo un po' lento. Merita davvero!

Buiomega71 16/07/18 01:14 - 2261 commenti

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Spiace cassare l'opera di un regista appassionato come Mirabelli, ma tra atroci dialoghi, attrici che si atteggiano quasi fossimo in un hard (davvero improbabile come geologa la Stafida, che a momenti ti aspetti entri Rocco dalla porta), le solite argentate (nella fotografia, nei delitti con musica a palla) dalle pesudonebbioline carpenteriane fino ad arrivare a Occhi dalle stelle (le fotografie nel bosco). Resta (oltre la noia) qualche timida idea (gli alieni, il pianeta) la splendida villa e lo score simonettiano. Non disprezzabile la chiusa finale, anche se abborracciata.
MEMORABILE: Le irresistibili espressioni tragicomiche del cartomante al ristorante; La "fame" di Christine dopo aver recitato la "formula"; La scena lesbo.

Taxius 3/02/19 14:52 - 1643 commenti

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L'opera prima di Francesco Mirabelli purtroppo si rivela essere un prodotto di scarsissima qualità ma, nonostante questo, non tutto è da buttare; si salvano infatti le belle musiche di Simonetti, la bella ambientazione e una buona fotografia. A lasciare fortemente perplessi è la recitazione semiamatoriale delle due protagoniste e i ridicoli dialoghi che queste si scambiano. Nonostante la presenza di qualche (raro) spunto interessante, la trama è piuttosto banale e lascia spazio a tantissima noia. Finale prevedibile. Bruttissimo.
MEMORABILE: La scena lesbo; Il mostro con gli occhi luminosi.

Gabigol 5/02/19 14:14 - 417 commenti

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Pregi: una fotografia molto buona e Villa Eskong come ambientazione cardine; anche lo spunto di fondo non è completamente malvagio. I difetti sono più ingombranti, a partire da un cast dilettantesco ove a spiccare è l'impresentabile protagonista; seguono, a ruota, il ritmo narrativo soporifero nonché una sceneggiatura sgangherata sotto tutti i punti di vista. I vari omaggi - carrellate rapide alla Raimi, le composizioni (pur buone) di Simonetti nei momenti di tensione - risultano, alle volte, controproducenti per la tensione. Peccato.
MEMORABILE: La scena d'amore tra la geologa e la barista; Il mostro con gli occhi luminescenti.

Pesten 19/11/19 14:27 - 638 commenti

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Talvolta i voti negativi nei confronti di prodotti nostrani vengono tacciati di esterofilia, ma di fronte a prodotti così... Difficile difendere un film in cui il livello della recitazione, soprattutto della protagonista, è così basso. Sembra di assistere a uno scherzo. La "lesbicata" è dichiarata dal primo sguardo tra le due protagoniste, il resto è trash ma non fa ridere. Un'ora e mezza buttate al vento.
MEMORABILE: Unica cosa che si salva: la colonna sonora di Simonetti.

Trivex 12/05/20 10:43 - 1488 commenti

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Si nota subito la buona fotografia ma dopo un po’ cominciano a emergere evidenti limiti. La storia si trascina lenta e gli attori espletano prestazioni mediocri, non aiutati da tremendi dialoghi soporiferi. Nebbie, muffe e strane convergenze universali, con le presenze sotto forma di segni e simboli, fanno intuire che Lovecraft è presente e questo supporta la visione in attesa della rivelazione finale. Come in un suo buon racconto, che spesso procede molto lentamente per poi finire con un buon sussulto. Ma in questo caso è difficile non mollare la presa.
MEMORABILE: Gli sbalzi termici e la nebbia estemporanea; Il sogno con le braccia tagliate; Il finale.
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  • Discussione Buiomega71 • 16/07/18 10:15
    Pianificazione e progetti - 21885 interventi
    Spiace davvero cassare un'opera di un giovane regista appassionato come Mirabelli, ma , a malincuore, c'è ben poco da salvare.

    A cominciare dalla terribile scelta dell'attrice protagonista (ben poco credibile nel ruolo della geologa, che avrei visto in ben altri contesti), dagli atroci dialoghi, dalla recitazione terrificante, dalla noia che avvolge tutto il film (la geologa sola nell'immensa villa esoticheggiante in quel dell'agrigentino, che deve scoprire il mistero che alberga in essa, sbalzi termici in alcune stanze della magione, ora gelo polare, ora caldo africano, che gira a vuoto senza un benchè minimo sussulto)

    Dal tremendo incipit con le due ragazze (anche quì sarebbero state ideali in ben altro genere) che si azzuffano con coltelli e cocci di vetro cheppoi arriva un uomo misterioso e ne strangola una, si passa alle solite argentate (nella fotografia, nei-pochi-delitti con musica a palla), a pseudonebbioline carpenteriane, fino a citare il gariazziano Occhi dalle stelle (la ragazza che fa le foto nel bosco), e tra la Stafida che (quando non indossa i tacconi, entrando nella villa sculettando e immergendosi nella vasca da bagno mostrando tanta roba) prende telefonate dal misterioso signor Salieri-nome omen, e non mi riferisco al rivale di Mozart, ma all'"altro" Salieri-visto la "caratura" della performance e la non attrice degna di un pornazzo- , analizza campioni di terra sospetti, c'ha gli incubi che nemmeno gli episodi televisivi di Giallo e ha una gran scena lesbo con la tatuatissima Karolina Cernic (anche se con indosso il reggiseno, ma vabbè)

    Mirabelli ha il tempo (in 98 interminabili minuti) di citare pure minacciosi gatti fulciani che escono da un vaso (ma solo come jumpscare)

    Da antologia il vecchio "eremita" cartomante manonosochicavolosia al ristorante e le sue tragicomiche espressioni tra Ridolini e il professore morente di Zombi Horror

    Qualche timida idea c'è (gli alieni, il pianeta di fuoco e ghiaccio), la suggestiva villa si presta bene come (quasi) unica location, lo score simonettiano è sempre orecchiabile comunque, il finale ridesta un pò dal tedio e dall'atrofia (la Cernic che recita una formula arcana e la sua fame cannibalica femminea non dissimile dalla Judy Geeson di Inseminoid) e la chiusa non è nemmeno malaccio , anche se confusa e abboracciata.

    Ma e tutto il resto che funziona poco o nulla, con tremende stoccate (vedere la Stafida al museo con Marina Loi, tra dialoghi agghiaccianti-la creatura abominevole, gli abberranti esperimenti (sic!)- e portentosa gara di non recitazione tra le due, che manco Silvio Bandinelli) che sfociano nell'amatorialità.

    Ad un certo punto la Stafida (con impegno che manco il David Hemmings di Profondo Rosso) butta giù un muro a picconate (antro della caverna dei misteri del cosmo) e improvvisamente la musica incalzante simonettiana si stoppa, tanto che dà un fastidioso effetto come se fosse andato via l'audio di colpo.

    Poco riuscite anche le apparizioni (o sparizioni) aliene (con effetto che nemmeno il mago Silvan, mancavano solo gli effetti sonori stile "ciub ciub" dei nostri fantatrash)

    Un vero peccato perchè la passione per il genere c'è e si avverte e Mirabelli tira in ballo alieni, complotti, Lovecraft e astrologia rendendo omaggio sia alla SF che ai suoi maestri (Soavi e Argento in primis)

    Ma purtroppo è la realizzazione che lascia parecchio a desiderare con un cast femminile tutto sbagliato, tantissima noia e perle di puro trash.

    Peccato, peccato davvero.

    Incomprensibilmente vincitore del premio Mario Bava alla 37a edizione del Fantafestival di Roma come miglior opera prima(!) (curioso di sapere quali altri titoli erano in lizza a questo punto)

    E probabilmente riuscì a portare quì una qualche sorta di creatura abominevole (sic!)
    Ultima modifica: 16/07/18 17:18 da Buiomega71
  • Homevideo Buiomega71 • 16/07/18 10:22
    Pianificazione e progetti - 21885 interventi
    Buono il dvd della neonata Home Movies (specializzata in horror indipendenti soprattutto italiani), distribuito in copia numerata.

    Formato: 2.35:1

    Audio: italiano (2.0)

    Sottotitoli: inglese (escludibili)

    Come extra: intervista al regista (che però non parte, forse fallata nel mio dvd), un intervento di Claudio Simonetti alla 37° edizione del Fantafestival di Roma che spiega come ha accettato di musicare il film, intervista alla band Ancestral, trailer. Più un foglietto di presentazione scritto dal regista all'interno dell'amaray.

    Durata effettiva: 1h, 38m e 22s
    Ultima modifica: 16/07/18 11:47 da Buiomega71