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L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Buona prova di Gianmarco Tognazzi, giacché il film punta gran parte della forza sulla sua interpretazione. La parabola del giovane sfaccendato che non vedendo uno scopo nella vita si lascia attrarre dagli ideali neonazisti è ben resa da uno tra i migliori attori della sua generazione. Un ruolo così combattuto gli si addice e il figlio del grande Ugo mette tutto se stesso per dare intensità al suo personaggio. Da un soggetto e una sceneggiatura (di Rossella Drudi) modesti, l’ex regista horror Claudio Fragasso riesce in qualche modo a confezionare un dramma giovanile quasi credibile descrivendo la periferia romana con un certo verismo. Purtroppo l'impressione è quella di un prodotto alquanto raffazzonato, che a qualche momento di buona...Leggi tutto drammaticità (ben ricostruito il rapporto madre-figlio grazie all'apporto di Franca Bettoia, praticamente l'unica donna del cast esclusa la somala Fabienne Gueye) ne alterna molti non altrettanto convincenti. Forti dubbi ad esempio nelle caratterizzazioni dei naziskin, con un Giulio Base deludente nei panni del capo carismatico che tutti chiamano Führer. Eppure, con i tanti limiti di una messa in scena approssimativa e di una preoccupante tendenza al trash (come quando a parlare sono i coattissimi amici del Marco prima maniera), Fragasso sa gestire bene il ritmo mantenendo vivo l'interesse fino alla conclusione. Dozzinale la condanna ai neofascisti, ai quali non viene concessa una sola qualità. Calzanti le musiche.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO DAVINOTTATO NEL PASSATO (PRE-2006)
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Keoma 21/03/07 08:21 - 34 commenti

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Sul piano spettacolare il film è veloce, incisivo, sa prendere per il ritmo e l'azione serrata. Su quello narrativo è pieno di buchi e sterzate ideologiche abbastanza discutibili. Poi il regista Fragasso sa banalizzare il tutto con una regia abbastanza rozza e poco ispirata. La breve fase del neo-neorealismo italiano già qui mostrava la corda. Urlato fino a spaccarti le orecchie. Eppure col tempo ha assunto un certo fascino. O siamo noi che invecchiamo male?

Undying 1/10/07 12:27 - 3841 commenti

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Commistione riuscita tra cinema d'evasione e cinema impegnato (anche se quest'ultimo elemento è, nell'opera di Fragasso, da intendersi in senso "trasversale" o, per meglio dire, evocato in senso "a latere"). Non v'è dubbio, comunque, che il bistrattato regista di una manciata di horror spesso snobbati (Non Aprite quella Porta 3, La Casa 5) dimostri spiccata predisposizione alle scene d'azione pur essendo alfine, Teste Rasate, pellicola che vorrebbe (senza averne possibilità "narrative") puntare alto sul discorso morale degli Skinhead. Agitato.
MEMORABILE: La scena di (involontaria) seduzione della vicina "di colore" sul naziskin.

Schramm 20/11/07 00:37 - 2412 commenti

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Demagogia e pedagogia a calderelle e tagliato con l'accetta (le caratterizzazioni evasive e per nulla sfumate di Bucci e di Base mettono un certo imbarazzo), Dr Jekyll didattico e Mr Hyde ambiguo, in vago odor di espressionismo. La sua natura irrisolta e discontinua ne fa qualcosa di curioso, forte e singolare. Istant-movie inquieto, assai nervoso e tutto sommato invecchiato bene con un taurino Giulio Base stracultissimo e musiche da urlo. In una parola sola: Cult!

Herrkinski 9/06/08 16:48 - 4957 commenti

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Fragasso si dà al dramma a sfondo sociale, ed ecco questa discreta incursione nel sottobosco dei naziskin romani. Il film, anche se in alcune parti rischia di sfociare un po' nel trash (specialmente nella prima parte), mantiene una certa dignità ed una discreta aderenza alla realtà, seppur certe esagerazioni dimostrino che il buon Fragasso probabilmente non ha mai frequentato il vero ambiente skinhead. L' interpretazione degli attori è comunque molto convincente, con un bravo Giulio Base e un discreto Gianmarco Tognazzi. Un buon dramma urbano.

Redeyes 11/07/08 00:45 - 2127 commenti

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Dato per scontato che nessuno si sognerebbe di ricordarlo come un capolavoro del cinema, credo, tuttavia, che vi si possa trovare più di una qualità. Tognazzi è decisamente credibile e "fastidiosamente" (recitativamente parlando in senso buono) calato nel personaggio. Alcuni frangenti sembrano estremamente macchiettistici e, probabilmente, lo sono, ma in complexu non boccio certamente questo film poco riproposto nei palinsesti. Merita una visione.

Sunchaser 22/09/08 22:16 - 127 commenti

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Dopo una serie di horror di basso profilo, Fragasso scrive (aiutato come al solito dalla compagna Rossella Drudi) e dirige un film neo-neorealista, genere allora in gran voga. Una certa sincerità, qualche scena efficace, ma i personaggi sono delle macchiette che rendono velleità le intenzioni di denuncia. Notevole Flavio Bucci nei panni del negoziante ebreo e inquietante Giulio Base in quelli del caposkin.

Cangaceiro 16/11/08 17:52 - 982 commenti

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Un'opera interessante, con più violenza rispetto alla media del filone di appartenenza, anche se troppo disomogenea. Tra le cose buone tante scene forti ben dirette e un'efficace soundtrack co-firmata da Cammariere. Da contraltare c'è uno script molto scarno e superficiale con tanto di finale troppo melò e lungaggini varie. Altalenanti anche le prove del cast: Tognazzi era un po' acerbo per una parte così tosta e non convince appieno, Base parte benissimo ma nel complesso non eccelle mentre Bucci estremizza troppo il suo personaggio. Bello ma incompiuto.
MEMORABILE: Base (Fuhrer) sull'autobus pesta uno zingaro molesto.

Daidae 26/01/09 01:32 - 2717 commenti

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Brutto, brutto, brutto. Un'accozzaglia indegna di luoghi comuni (gli skinheads non sono per forza di destra e NON ascoltano musica da discoteca!), con scene puramente trash (la raccolta fondi per un non meglio precisato "grande fratello"!) e momenti ridicoli (i balli in discoteca, il rito con spadone celtico). Attori da buttare Tognazzi su tutti, delude anche Bucci (non mi pronuncio sugli altri). Da Fragasso comunque è lecito attendersi questo ed altro.
MEMORABILE: I discorsi di Giulio Base, la raccolta fondi in discoteca con tanto di fascetta di "simpatizzante"!

Tomastich 18/09/09 09:27 - 1216 commenti

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Si può criticare Fragasso su tutto, per i vuoti di sceneggiatura, per le caratterizzazioni psicologiche molto sottili, ma lui tuttavia voleva alzare la voce contro quello che all'inizio degli anni '90 era un proprio incubo. E lo fa, a mio parere, in maniera perfetta, riesce a metterti per forza contro quei pazzi. La presenza di Flavio Bucci e Giulio Base può risultare "macchiettistica", ma come sappiamo Fragasso è legato al film di "genere" (e tornando indietro al teatro di Plauto) dove la psicologia passa in secondo piano.

Manowar79 21/09/09 16:35 - 309 commenti

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Sceneggiatura di Rossella Drudi (in Fragasso), commento musicale decisamente pertinente di Cammariere. Il fatto che il film non abbia propriamente né un inizio né una fine è eloquente: Fragasso dipinge il quadro di una realtà riscontrabile forse più all'estero che in Italia, ma lo fa con stile e tempi micidiali, minimizzando il valore della trama e assumendo una piega quasi documentaristica. Le interpretazioni migliori sono quelle di Tognazzi e di Base (veramente in parte!), delude invece l'approccio teatrale di Bucci, pomposo e poco credibile.

Pinhead80 30/12/09 15:04 - 3822 commenti

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La sceneggiatura di questo film non era poi così male, ma l'interpretazione degli attore a mio parere lascia alquanto a desiserare. Così come le scene di violenza, che risultano essere poco sviluppate e totalmente gratuite. Ne esce un film alquanto deludente e che poteva essere approfondito meglio (della vita dei protagonisti si sa veramente poco).
MEMORABILE: La scena dell'autobus. Il finale.

Disorder 8/01/10 15:12 - 1408 commenti

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Un drammatico, pessimistico ritratto di una realtà purtroppo ancora attuale: la rinascita dei movimenti di ispirazione nazista, tutt'ora in corso. In realtà la regia è a tratti approssimativa e la caratterizzazione dei naziskin è quasi fumettistica: per fortuna si è puntato tutto sul giovane debole e disorientato (Tognazzi) attratto e traviato da ideali estremi. Con più cura (e attori migliori, Bucci a parte) poteva essere diventare un piccolo cult stile American History X. Resta un buon lavoro, coraggioso...
MEMORABILE: Le provocazioni al bar; il pestaggio del rom sull'autobus.

Gestarsh99 5/09/11 12:41 - 1309 commenti

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Con una conoscenza della materia sfalsata e idealizzata, Fragasso fa di tutta l'erba un fascio incrociando svastiche, celtiche, musica techno-minimal, dialoghi malamente concertati, reazioni poco plausibili, dissertazioni prestampate, machiettismi all'olio di ricino e sulfuree estremizzazioni. Più che una disamina sociologica del fenomeno skinhead, la sua è una mini-parabola di dannazione improbabile e confusionaria, sommersa dal trashume di icone stereotipate e situazioni irrealistiche da giornaletto pulp ultraviolento. Anche se stranamente questa perversa virulenza a sprazzi funziona...
MEMORABILE: L'immaginario neo-nazista da Greenwich Village notturno sadomaso-gay, con gli skinhead tutti unti, palestrati, borchiati e discotecari...

Nando 12/10/11 11:13 - 3453 commenti

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La parabola discendente in un giovane nullafacente attratto dalle attività naziste di un gruppo di coetanei. Uno spaccato della periferia romana (gli esterni sono tutti girati all'Appio Claudio) tratteggiato con uno stile lievemente schizofrenico ed agitato. La violenza emerge in maniera preponderante ed il taglio tende alla fiction, tuttavia le interpretazioni sono dignitose ed il clima è veritiero, anche se sfacciatamente marcato.

Jurgen77 11/12/12 09:03 - 630 commenti

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Malgrado Fragrasso sia il paladino del trash, questo film non è male. Certo gli attori sono scadenti, ma l'ambientazione in nell' "humus" borgataro romano danno al film un tocco realistico e cinico. La trama si rifà un po' a Skineheads, ma malgrado certe banalità il contesto è gradevole e tutto fila. Sottovalutato, ma con un suo perchè.

Galbo 18/03/13 07:06 - 11309 commenti

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Il nazismo (o la parodia dello stesso) in versione borgatara in un film di Fragasso che avanza delle pretese sociologiche degne di opere migliori. Il fenomeno è stato analizzato con ben altra profondità dal cinema straniero. Questa è una versione edulcorata nelle psicologie dei personaggi e nella caratura di stampo televisivo. I personaggi sono caratterizzati in modo stereotipato e gli attori (con qualche eccezione come Giulio Base) poco credibili.

Ramino 21/08/13 14:16 - 127 commenti

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La spiegazione del motivo per il quale negli anni '90 si riproponeva una certa ideologia tra la gioventù di allora, appare in questo film, alquanto falsata ma con un suo perché. Tognazzi e Bettoja a parte, gli altri attori sembrano fuori parte e stereotipati. Un plauso alle musiche di Sergio Cammariere, permeabili in maniera eccelsa alla pellicola.
MEMORABILE: La scena dell'autobus con un Giulio Base in formissima.

Werebadger 15/01/15 22:49 - 270 commenti

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Discreta pellicola di denuncia che vede protagonista un giovane romano attratto dall'influenza nefasta del neo-nazismo, con tutte le terribili conseguenze del caso. Nonostante le buone intenzioni di Fragasso, non mancano luoghi comuni, stereotipi e scene decisamente grottesche (i raduni discotecari degli skinheads), ma rimane tra i lavori meno peggiori del regista romano. Si distinguono Tognazzi (molto convinto e in parte), il delirante boss neo-nazista Base e i veterani Bucci e Bettoja.
MEMORABILE: I tentennamenti di Tognazzi, inorridito di fronte al taglio della lingua e al rogo; Bucci che racconta come ha fatto a salvarsi dai lager.

Alex1988 7/03/17 19:22 - 629 commenti

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Prima degna prova dietro la macchina da presa per Claudio Fragasso. Un non eccelso Gianmarco Tognazzi nel ruolo di un ragazzino senza arte né parte, che si lascerà affascinare da un gruppo di naziskin. E' ovvia la condanna da parte degli autori verso quel tipo di mentalità, ancora attiva in molti giovani, ma il film non riesce a evitare la retorica (vedasi il ruolo di Flavio Bucci). Comunque sia, merita la visione.

Maxx g 15/09/17 16:36 - 491 commenti

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Uscito in sordina (e distribuito pochissimo) nell'estate '93, il film pare rappresentare la classica occasione perduta. Fragasso vorrebbe indagare sul fenomeno dei naziskin, ma lascia tutto in superficie, senza uno straccio di approfondimento sulla tematica. Con un maggiore studio del fenomeno sarebbe stata senz'altro un'opera di tutt'altro spessore. Quindi non si capisce cosa ci faccia un attore bravo come Flavio Bucci. Di puro mestiere le interpretazioni di Brogi, della Bettoja e di Tognazzi.
MEMORABILE: La violenta lite tra Tognazzi e la fidanzata; La fuga di Tognazzi dopo il ferimento.

Il Dandi 22/03/20 02:25 - 1730 commenti

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Grezzo romanzo di formazione di un borgataro attratto dall'estrema destra, con tutti i più prevedibili conflitti personali del caso (un vicino di casa ebreo e una relazione amorosa con una nera). Fragasso, cresciuto sotto l'egida di un Bruno Mattei in fase calante, cerca il salto di qualità nel neo-neo-realismo à la Marco Risi, senza evitare discese libere nel trash (la lotta in palestra con Giulio Base, dalle chiare implicazioni omosessuali). Tognazzi, pur immaturo, mostra tutta la grinta che può, Bucci fa l'imitazione dell'amico Carmelo Bene.
MEMORABILE: Il saluto romano usato come mossa di ballo.

Markus 23/03/20 12:00 - 3226 commenti

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Roma. La fascinazione e la semplicità che un ozioso ventenne con qualche problema socioesistenziale ha per un gruppo di naziskin è raccontata da Fragasso con piglio realistico. La pellicola esprime con efficienza alcuni rapporti: lo scontro tra figlio (un ottimo Gianmarco Tognazzi) e madre (la Bettoia, che nella vita è davvero sua mamma) e quello amoroso (con la Gueye); trascurabili e con qualche cliché di troppo, invece, quello con Bucci e Base, che trasformano il film in una puntata de I ragazzi del muretto. Questo il suo limite.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Schramm • 24/03/20 17:20
    Risorse umane - 6703 interventi
    la trovata a tutt'oggi più deliziosamente antifrastica del film resta comunque quella dei nazi-cocoricò. magari sbaglio e a questo mondo è sempre possibilissimo tutto e il suo contrario ma se qualcuno delle parti del lido di ostia o di trastevere ricorda di aver mai conosciuto un nazi-raver aficionado di dj cirillo et consimilia o che collezionasse cd di techno alzi la mano. magari dato il contesto non quella destra.
  • Discussione Herrkinski • 24/03/20 17:52
    Scrivano - 2287 interventi
    Schramm ebbe a dire: la trovata a tutt'oggi più deliziosamente antifrastica del film resta comunque quella dei nazi-cocoricò. magari sbaglio e a questo mondo è sempre possibilissimo tutto e il suo contrario ma se qualcuno delle parti del lido di ostia o di trastevere ricorda di aver mai conosciuto un nazi-raver aficionado di dj cirillo et consimilia o che collezionasse cd di techno alzi la mano. magari dato il contesto non quella destra. A me faceva ridere fortissimo la canzone techno del film che diceva "sieg.. heil!" con il suddetto nazi-raver che faceva dei saluti romani a tempo col beat :°D Ma d'altro canto tutto è possibile; esiste tale DJ Adolf, se non ti è mai capitato di sentirlo è qualcosa di esilarante. Per quanto ne so il movimento è legato ai gruppi punk Oi!/RAC, ma non escludo che attirando anche molti "casuali" all'epoca ci fossero anche i nazi-discotecari, magari ultras et similia.
    Ultima modifica: 24/03/20 17:54 da Herrkinski
  • Discussione Kanon • 24/03/20 18:50
    Fotocopista - 812 interventi
    Tra l'altro, non vorrei sbagliarmi, ma la deriva "nazi" non era contemplata alla base del fenomeno "skinheads".
  • Discussione Il Dandi • 24/03/20 19:59
    Contratto a progetto - 1426 interventi
    Schramm ebbe a dire: ma se qualcuno delle parti del lido di ostia o di trastevere ricorda di aver mai conosciuto un nazi-raver aficionado di dj cirillo et consimilia o che collezionasse cd di techno alzi la mano. magari dato il contesto non quella destra. Suppongo che dovrei rispondere Presente! Suonavo già il piano e bazzicavo altri giri, ma posso testimoniare che non era una caricatura. Blutarsky ebbe a dire: A Milano all'epoca vigeva un look a palla di bigliardo, non ricordo naziskin capelloni. Non dubito che Milano presentasse (come del resto sempre) look più estremi di Roma. E non parlo ovviamente di "naziskin capelloni", ho detto semplicemente che nessun personaggio del film ha una testa a palla da biliardo. È un po' come quando in vecchi film degli anni '60 sentiamo definire "capelloni" giovani con un ciuffo appena un po' più pronunciato, mentre successivamente sono stati sdoganati capelli molto più lunghi che vent'anni dopo non avrebbero messo in dubbio la serietà di nessuno.
    Ultima modifica: 24/03/20 20:01 da Il Dandi
  • Discussione Herrkinski • 24/03/20 20:39
    Scrivano - 2287 interventi
    Kanon ebbe a dire: Tra l'altro, non vorrei sbagliarmi, ma la deriva "nazi" non era contemplata alla base del fenomeno "skinheads". No, il fenomeno skinhead era di base working-class e multirazziale. Le divisioni politiche sono avvenute dopo, agli inizi degli '80.
  • Discussione Blutarsky • 25/03/20 10:39
    Servizio caffè - 327 interventi
    Il Dandi ebbe a dire: Non dubito che Milano presentasse (come del resto sempre) look più estremi di Roma. E non parlo ovviamente di "naziskin capelloni", ho detto semplicemente che nessun personaggio del film ha una testa a palla da biliardo. È un po' come quando in vecchi film degli anni '60 sentiamo definire "capelloni" giovani con un ciuffo appena un po' più pronunciato, mentre successivamente sono stati sdoganati capelli molto più lunghi che vent'anni dopo non avrebbero messo in dubbio la serietà di nessuno. Ovviamente il mio "capelloni" era un iperbole, e di certo non dubito delle tue parole, ci mancherebbe. A differenza di Roma all'epoca a Milano e hinterland i "militanti" erano molto più formali e attenti all'estetica, poi c'erano i "simpatizzanti, persone che gravitavano nei locali di ritrovo del movimento, ma che per interessi lavorativi o altro adottavano un look "normale" senza segni distintivi o tatuaggi nazi visibili (ed evitavano di farsi vedere in cortei o altro)con giusto qualche concessione alle polo Fred Perry nel periodo estivo.
    Ultima modifica: 25/03/20 10:40 da Blutarsky
  • Discussione Blutarsky • 25/03/20 10:44
    Servizio caffè - 327 interventi
    Herrkinski ebbe a dire: Kanon ebbe a dire: Tra l'altro, non vorrei sbagliarmi, ma la deriva "nazi" non era contemplata alla base del fenomeno "skinheads". No, il fenomeno skinhead era di base working-class e multirazziale. Le divisioni politiche sono avvenute dopo, agli inizi degli '80. tra l'altro, all'inizio il movimento scelse il reggae come musica ufficiale
  • Discussione Schramm • 25/03/20 19:54
    Risorse umane - 6703 interventi
    Blutarsky ebbe a dire: Herrkinski ebbe a dire: Kanon ebbe a dire: Tra l'altro, non vorrei sbagliarmi, ma la deriva "nazi" non era contemplata alla base del fenomeno "skinheads". No, il fenomeno skinhead era di base working-class e multirazziale. Le divisioni politiche sono avvenute dopo, agli inizi degli '80. tra l'altro, all'inizio il movimento scelse il reggae come musica ufficiale esatto. per approfondire diramazioni ramificazioni e diagrammi di wenn ideologiche, sociali e culturali, esorterei gli interessati a recuperare questo documetaristico skinopic
  • Discussione Raremirko • 25/03/20 19:59
    Addetto riparazione hardware - 3440 interventi
    Non ne so molto, ma dubito che il movimento sia comunque di controcultura tipo i punk.
  • Discussione Schramm • 25/03/20 20:02
    Risorse umane - 6703 interventi
    Il Dandi ebbe a dire: ho detto semplicemente che nessun personaggio del film ha una testa a palla da biliardo perdona la pedante e irritante parresia, ma devo contraddirti: dominedò, uno dei due luogotenenti di saverio assieme allo stracultissimo molinari, fa carambolona! ;) https://ivid.akamaized.net/media/foto/1900/01/03/teste_rasate_scena_73e0c.jpg
    Ultima modifica: 25/03/20 20:03 da Schramm