Sulla mia pelle

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MMJ Davinotti jr
Anno: 2018
Genere: drammatico (colore)
Note: La storia di Stefano Cucchi, giovane romano arrestato per possesso di stupefacenti.
Numero commenti presenti: 28
Papiro: elettronico
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I COMMENTI

L'IMPRESSIONE DI MARCEL M.J. DAVINOTTI JR. (cos'è?)

Uno di quei film in cui la realizzazione finisce inevitabilmente per apparire secondaria rispetto al messaggio veicolato. Nella drammatica odissea di Stefano Cucchi, arrestato a Roma dai carabinieri con 21 grammi di hashish addosso e portato da una stazione all'altra prima di finire a Regina Coeli, si leggono tutte le storture di un sistema che non è in grado di impedire che anche tra le file di chi la legge dovrebbe difendere si facciano strada comportamenti riprovevoli. Non accade solo da noi, non accade solo ora, sarà assai difficile impedire che accada in futuro. Per questo è salutare che il cinema aiuti almeno a ricordare i casi più controversi. Sostenendo una tesi, certo, ma attenendosi comunque ai fatti, cercando di restituire in...Leggi tutto pieno lo strazio vissuto non solo dal protagonista ma anche dai suoi familiari, ben interpretati da un Max Tortora misurato e combattuto (il padre), una Milvia Marigliano intensa, per quanto forse meno incisiva (la madre), una Jasmine Trinca volitiva (la sorella). E' anche dalla loro parte che si osserva il dramma, che si percepiscono le paradossali difficoltà incontrate nel tentativo di comunicare col figlio. E poi c'è Alessandro Borghi naturalmente, sulla cui bravura grandi lodi sono state spese: meno minuto del vero Cucchi, si cala a fondo nel personaggio fino ad arrivare a esprimersi con un filo di voce, capace di comunicare con lodevole aderenza le sensazioni di chi si trova catapultato d'improvviso in un incubo dal quale non sa come uscire, prigioniero di uno spaesamento mentale che non gli permette forse di prendere sempre la decisione migliore, impossibilitato nel contattare l'avvocato che avrebbe voluto fin dal primo momento, deciso a nascondere la verità di quei terrificanti lividi che l'accompagnano nei giorni della terrificante agonia, preda di un tristezza incommensurabile che si espande come un'untuosa macchia d'olio su ogni fotogramma. Ed è bravo il regista (nonché sceneggiatore assieme a Lisa Nur Sultan) Alessio Cremonini a resituire l'ampia dimensione del dramma, a trasformare gli ambienti in gelide celle di gomma che rimbalzano le pietose richieste d'aiuto di Stefano. Non tutti, intorno, lo disprezzano: se c'è chi lo fa forse per il suo passato da tossicodipendente, c'è anche chi prova ad aiutarlo, a curarlo, a far luce su quei lividi che non possono essere dovuti, come sostiene, a una caduta dalle scale. Non tutte le fasi scorrono allo stesso modo: talvolta il film inciampa in pause non richieste che poco aggiungono ed è vano il tentativo di caricarle di una forza che non hanno, ma sono sicuramente in minoranza rispetto alle scene in cui invece l'intensità ricercata ottiene di colpire nel segno. Il film trova in questo i suoi maggiori meriti e può dirsi riuscito, denuncia inevitabile e lampante della fallibilità umana in ogni campo come lo fu, similmente e pur all'interno di una storia diversa, FUGA DI MEZZANOTTE.
Marcel M.J. Davinotti jr.
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TITOLO INSERITO IL GIORNO 12/09/18 DAL BENEMERITO MUTTL19741 POI DAVINOTTATO IL GIORNO 8/10/18
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Bubobubo 16/09/18 13:59 - 1434 commenti

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Gli eroi non esistono e anche se esistessero non ne avremmo bisogno. Stefano Cucchi non era un eroe e non viene giustamente rappresentato come tale: la sua colpa, venale o meno, andava scontata. Ma è proprio nell'imperfetta normalità di un errore di percorso che si nasconde tutto l'orrore kafkiano di una delle vicende più torbide della recente nera italiana: una via crucis resa perfettamente dalla voce, dalla mimica e dai silenzi di uno strepitoso Borghi (ma tutto il cast è perfetto, Jasmine Trinca sugli altri). Straziante il finale.
MEMORABILE: "Che hai fatto?" "So' cascato dalle scale" "Quand'è che la smetterete con 'sta scusa delle scale?" "Quando le scale smetteranno de' menacce!"

Muttl19741 12/09/18 10:04 - 126 commenti

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Non si può vedere questo film senza venire travolti emotivamente dalla tragica vicenda di Stefano Cucchi, ucciso da codardi, da mele marce, cancri dello Stato. Tutto il resto passa in secondo piano, persino la recitazione degli attori, Borghi su tutti, coinvolti profondamente e dotati di grande sensibilità nel farci rivivere quella terribile ultima settimana di vita di Stefano. Ingrati i ruoli degli aguzzini, ben scelti comunque.

Nancy 29/09/18 11:12 - 774 commenti

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Il film è ben impostato soprattutto a livello di sceneggiatura, molto credibile in ogni passaggio e ben dialogata; la scelta del regista di lasciare la violenza fuori campo è una scelta condivisibile e non necessariamente poco coraggiosa; tutto quello che si vede dopo, infatti (la lenta agonia della resistenza passiva del giovane contro le "guardie"), è forse più straziante del pestaggio in sé. Borghi molto convincente soprattutto nell'attinenza vocale. Nonostante tutto il rumore che ha fatto la sua uscita, resta comunque un buon film.

Viccrowley 12/09/18 23:08 - 804 commenti

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Non è mai semplice per il cinema, italiano in primis, trattare temi controversi senza scadere nel didascalico quando non nel patetico. E non è facile nemmeno tentare una narrazione rimanendo sopra le parti. Cremonini fa centro e tratta la vicenda del giovane Cucchi con tocco lieve ma forte al tempo stesso. Scandaglia sguardi, vive di spazi angusti che sempre più si stringono sul volto tumefatto di uno straordinario Borghi. La regia si muove lenta, accarezza corpi e sguardi, solitudine e disperazione. Con un'ultima inquadratura che spezza il cuore.
MEMORABILE: L'ultima, straziante inquadratura con la macchina che piano piano allarga sulla scena.

Thedude94 13/09/18 12:42 - 685 commenti

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Opera molto malinconica, forte e che ti rimane dentro, diretta in maniera corretta da Cremonini che, con riprese di dettagli e scelte di polso, riesce a raccontare degnamente gli ultimi giorni di Cucchi. Ad interpretarlo è un Borghi strepitoso, che si prende la scena e cambia per questo ruolo sia l'aspetto fisico che la propria voce, risultando molto credibile. Nonostante manchi qualcosa dal punto di vista della sceneggiatura, lascia quella sensazione di libertà d'interpretazione dei fatti allo spettatore che è fondamentale, per certi film.

Fabbiu 14/09/18 23:50 - 2003 commenti

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Gli ultimi giorni di Stefano Cucchi, in un film che colpisce suscitando tristezza per l'epilogo ma anche rabbia nel constatare ciò che è successo. Ben diretto, avvolge lo spettatore nel vortice di un dramma ormai noto a tutti. Gli attori dimostrano valide prestazioni, Borghi in primis, convincente nei panni di Cucchi, ma non sempre naturale, in particolare nel continuo biascicare. Ottima interpretazione per Max Tortora, padre di Stefano perfettamente nel ruolo.

Jandileida 15/09/18 18:57 - 1301 commenti

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Finalmente un film di denuncia rigoroso, nello stile del più puro cinema d'inchiesta italiano anni '70, girato senza fronzoli e senza nascondere nulla, né delle miserie del sistema carcerario italiano né degli errori di quel povero Cristo morto ammazzato dopo una settimana di insensata agonia. Cremonini riesce a non scadere nella lacrima e al tempo stesso a tenere la barra dritta nel profluvio di emozioni che il film scatena nello spettatore: complimenti. Immenso Borghi.

Lou 17/09/18 10:34 - 1031 commenti

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Il caso Cucchi viene affrontato da Cremonini in modo rigoroso, con una cronaca asciutta sufficientemente lontana dal rischio di strumentalizzazioni politiche. Al di là della presenza di violenti senza scrupoli all'interno delle forze dell'ordine, emerge un quadro desolante dei meccanismi burocratici che contraddistinguono gli apparati della giustizia italiana, dove l'attenzione è più sullo scarico delle responsabilità che sulla tutela dei diritti umani. Un film di forte impatto, che risveglia le coscienze a processo ancora aperto.

Galbo 18/09/18 05:57 - 11587 commenti

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Attinge alla storia recente ma è realizzato con il (benedetto) spirito di denuncia che ha reso grande il nostro cinema in passato questo film di Alessio Cremonini, che racconta una vicenda ancora dolorosamente attuale. Film che denuncia i fatti con la sola forza della cronaca, evitando toni urlati ma adottando un racconto sobrio e rigoroso. Un film necessario che andrebbe visto da tutti e che si avvale della straordinaria interpretazione di Alessandro Borghi.

Didda23 17/09/18 15:00 - 2310 commenti

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Cremonini non si limita a raccontare gli ultimi giorni di vita di Cucchi, ma va ben oltre riuscendo a rendere limpide almeno tre grosse problematiche sociali: il cancro della tossicodipendenza con le micidiali conseguenze familiari, il sadismo che regna in piccole frange delle forze dell'ordine e l'assurda burocrazia che l'ignaro cittadino deve affrontare in talune circostanze. Lo stile è asciutto e incisivo, rendendo bene l'idea del calvario subito dalla vittima (uno strepitoso Borghi). Si finisce dilaniati e con un profondo senso di sconfitta e di rabbia.
MEMORABILE: Il lavoro straordinario sulla voce fatto da Borghi; Le continue visite (a vuoto) dei genitori; La freddezza dei medici.

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Il Dandi 17/09/18 22:37 - 1913 commenti

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Francamente incommentabile: la ricostruzione è rigorosamente esatta, financo pudica (il fatale pestaggio resta fuori campo); tuttavia tale correttezza si traduce anche in piattezza e l'angosciante e sfiduciata "resistenza passiva" di Stefano fa quasi l'effetto di uno snuff dei sentimenti a cui lo spettatore assiste, a tratti vergognandosi, con altrettanta impotenza. Notevole la mimesi fisica di Borghi ma, spiace dirlo, per quanto nobile è un film inutile: verrà visto solo da chi non ne ha bisogno.
MEMORABILE: La voce (del resto memorabile già da prima, per gli interessati) del vero Stefano sui titoli di coda.

Rambo90 18/09/18 15:49 - 6694 commenti

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L'agonia di Stefano Cucchi raccontata con uno stupefacente realismo, senza ricorrere al dramma facile ma scandendo gli eventi con naturalezza e senza troppi orpelli. Borghi molto bravo, perfettamente calato nel ruolo e quasi mimetico, ma bravi anche Tortora e la Trinca, lontani dalle loro solite caratterizzazioni. La regia non è male, ma volendo trovare un difetto è nella messa in scena televisiva, probabilmente derivante dal mezzo di produzione, che non ha nulla di cinematografico. Comunque notevole e d'indignazione.

Schramm 2/10/18 21:00 - 2538 commenti

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Anziché schierarsi Cremonini mantiene un tono da cinema-verità ma ne tradisce la natura; restio all’agit-prop e al cronachismo da inchiesta tv lascia che sia lo spettatore a riempire caselle lasciate vuote per amore (del dubbio, dell’ambiguità) o per forza (legislativa) e permette alla sua pantografia del martirio di ingigantirsi fino a diventare sudario-sindone dell’intero film in una comunione senza liberazione che Borghi asseconda con colpo e corpo ferire, rilanciando le stravaganze comportamentali di Cucchi in un indelebile slancio interpretativo tra mimesi e parafrasi da novello Volontè.

Decimamusa 25/09/18 15:36 - 89 commenti

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La conferma che il livello medio dell’attuale cinema italiano è più che buono. Cremonini non cede alla tentazione di caricare personaggi e situazioni, di accentuare i toni chiaroscurali; né indulge a scene di violenza. Il clima del film si nutre del grigiore di una quotidianità algida, desolata e indifferente, in cui si snoda il calvario di una persona fragile e sola, che precipita a piccoli ma implacabili passi verso la resa piscologica, prima ancora che fisica. Bravissimo Alessandro Borghi, attore in ascesa.

Giùan 25/10/18 10:55 - 3262 commenti

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Sulla difficoltà di parlarne solo come di un film si è già detto fin troppo e (pure) giustamente. Dell'aspetto cinematografico incuriosisce l'elaborazione di un istant movie (sia pur relativo essendo il caso aperto da nove anni) da parte di Cremonini, diversa, non antitetica ma certo un po' anodina, rispetto (per dire) ai film d'assalto di Giuseppe Ferrara. Qui fa breccia il punto di vista sulla (e della) famiglia Cucchi, la cui onestà e "regolarità" ulcerano, senza che sia necessario sottolinearle, le colpe del Sistema. Ambigua la cristologia di Borghi/Stefano.

Redeyes 29/09/18 16:09 - 2256 commenti

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Diviene qusi difficile commentare questa pellicola, tanto nettata sotto il profilo tecnico e con un violenza quasi "clinica" che ci risparmia sangue ed ematoma, quanto ottima sotto il profilo meramente interpretativo. Al di là dell'eccellente Borghi si respira una certa "neorealtà". E' un po' come se niente di nuovo si dicesse, ma forse la sua forza sta nel mostrarsi a chi ancora non conosce questa brutta pagina della nostra giustizia.

Xamini 28/09/18 19:40 - 1048 commenti

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Non particolarmente brioso né pregno di arte cinematografica, Sulla mia pelle è un resoconto asciutto sino al possibile (il pestaggio viene solo immaginato), senza lasciare spazio a giudizi, orpelli, rielaborazioni. Nel cercare l'onestà al limite della ricostruzione rimane intenso (bravi Borghi, Tortora, Trinca), ma circoscritto ai limiti storici di una vicenda di cronaca recente e nota e dunque a tratti noioso. Assolutamente valido come documento storico.

Paulaster 5/10/18 10:10 - 3094 commenti

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Cronistoria del caso Cucchi, arrestato per possesso di droga e morto in carcere. Film civile che si basa sui fatti come risultano dagli atti (e avallati dalla famiglia) senza far congetture o denunce particolari. Borghi dà vita a un personaggio che sprofonda nel dolore fisico e che provoca una calma indignazione. Regìa che si muove lenta e lascia parlare le immagini stando vicino alle espressioni (o agli ematomi) e calando come idee nella seconda parte. Nota positiva per Max Tortora, meno incisivi i ruoli dei carabinieri.
MEMORABILE: “Il dolore è traditore, viene fuori piano piano”; L’udienza in tribunale e il vero audio registrato; Il volto da deceduto.

Capannelle 8/10/18 00:18 - 3855 commenti

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Bravo Cremonini a rinunciare a qualsiasi retorica, per esempio a far immaginare il pestaggio e a rivelare freddamente l'incubo burocratico che si compie come nulla fosse. Borghi si supera, come postura, tempi e voce, sia nella pregevole parte iniziale che in quella successiva dove il suo corpo diventa protagonista. Non vengono approfonditi dialoghi e reazioni di tutti coloro che gli ruotano attorno ma è questa scelta consapevole a donare perentorietà all'opera e a costringere chi guarda a completare le tessere di questa storia avvilente.

Cotola 12/10/18 01:27 - 7826 commenti

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Classico esempio di film in cui la forma passa in secondo piano dinanzi al contenuto ed al "messaggio". Si "documentano", il verbo non deve sembrare eccessivo ché tutto si basa su verbali e fonti più che certe, gli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi. Regista e sceneggiatura mantengono infatti una sobrietà "coatta" (il pestaggio non viene mostrato, solo suggerito) che, forse, potrebbero pagare, almeno in piccola parte, il fio di un distacco emotivo. E invece si freme, si soffre e ci si indigna, si prova dolore come se fossimo noi a ricever botte. Bella prova del cast; immenso Borghi.

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Ryo 12/10/18 22:14 - 2169 commenti

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Una perfetta trasposizione delle vicende di Stefano Cucchi, pestato dai carabinieri e agonizzante in prigione. Il film è molto crudo e reale e l'interpretazione di Alessandro Borghi eccezionale. La vicenda lascia di stucco per i risvolti, la regia riesce appieno a destabilizzare lo spettatore, lasciandolo con parecchi interrogativi. Abbastanza neutrale la narrazione, per quanto possibile. Non sarebbe stato male che il film continuasse, raccontando anche le vicende del "dopo", con la lotta della famiglia per avere giustizia.
MEMORABILE: Stefano che parla con Mario al di là del muro; Il carabiniere che dà la notizia alla madre, chiedendole una firma per l'autopsia.

Pigro 27/10/18 10:46 - 8348 commenti

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Una ricostruzione praticamente filologica di quel che è successo dall’arresto di Stefano Cucchi alla sua morte dopo il pestaggio dei carabinieri e il calvario ospedaliero. Una pagina vergognosa che gli autori rappresentano con impeccabile rigore (anche formale), senza retorica, anzi insistendo sulla figura decisamente anti-eroica del protagonista, descritto nel suo implacabile martirio, con accenti che a tratti ricordano Hunger, ma anche in una certa sua sgradevolezza. Potente cinema civile, che non lascia indifferenti.

Digital 2/01/19 00:40 - 1153 commenti

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Il “limite” maggiore di questo pregevole film è dato dalla notorietà della storia, ossessivamente riportata su giornali e televisioni di mezza Italia. Borghi interpreta efficacemente il dolente, alienato Stefano Cucchi offrendo un’intensa performance attoriale. Cremonini in cabina di regia adotta uno stile asciutto, privo di ricami, facendo immergere lo spettatore in questa triste pagina di cronaca nostrana. Impressionante la somiglianza della Trinca (davvero brava) con la sorella dello sfortunato protagonista. Per non dimenticare.

Vito 4/02/19 23:39 - 686 commenti

I gusti di Vito

Un incubo kafkiano, una pellicola che trascina violentemente lo spettatore tra tribunali, caserme, ospedali carcerari, grazie alla regia serrata e claustrofobica. Tutto sorretto dalla bravura degli interpreti: dal monumentale Alessandro Borghi alla praticamente sosia (della sorella) Jasmine Trinca e persino un inusuale Max Tortora. Un vero e proprio cazzotto nello stomaco.

Minitina80 9/12/19 21:36 - 2512 commenti

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Un dramma che non ha bisogno di alcuna spettacolarizzazione, né di una particolare chiave di lettura. Cremonini lo intuisce e realizza una pellicola semplice e lineare nel descrivere gli ultimi giorni di vita del ragazzo, lasciando allo spettatore ogni possibile riflessione. A prescindere dall’opinione che è possibile maturare, riesce nell’intento di indignare e disturbare per l’assurdità di un qualcosa di inspiegabile che non doveva accadere. Un ottimo esempio di cinema, purtroppo basato su eventi reali.

Deepred89 10/03/21 23:32 - 3378 commenti

I gusti di Deepred89

Come spesso accade con pellicole tratte da fatti di cronaca, disagio e frustrazione nascono più dal rimando agli eventi reali che a una vera forza a livello registico o narrativo. E così se inizialmente il film riesce a creare un certo senso di amarezza e impotenza per l'ingiusto accanimento (à la Detenuto in attesa di giudizio, film peraltro infinitamente più cupo e asfissiante) ai danni di un cittadino reo di qualche peccato veniale, in seguito si adagia sui limiti narrativi imposti dall'adesione al vero. Confezione pulita ma non incisiva, Borghi bravo e credibile.

Gugly 20/04/21 23:50 - 1029 commenti

I gusti di Gugly

Sulla pelle di Stefano Cucchi (che non è uno stinco di santo) e della sua famiglia passano come un rullo compressore le storture di un intero sistema, da quelle più "legittime" ma non meno assurde (i tentativi della famiglia di comunicare con lui) al pestaggio, non rappresentato ma richiamato sino alla fine; non un documentario ma nemmeno un film, piuttosto una discesa agli inferi fredda e rigorosa, una sorta di martirio laico vissuto con puntiglio dal protagonista, un sorprendente e "rimpicciolito" Borghi ben servito dal terzetto Tortora- Marigliano-Trinca.

Victorvega 24/04/21 11:01 - 392 commenti

I gusti di Victorvega

Il messaggio arriva forte e chiaro, aderente ai fatti accertati e preciso nelle ricostruzioni. Certo, la specificità della storia necessariamente impone una certa difficoltà, prevalentemente nell'interpretazione del protagonista e qui sta l'aspetto che maggiormente risalta: la grandezza di Borghi nel ruolo; inevitabilmente su di lui è costruito il film e regge benissimo la scena, dando credibilità alla "discesa negli inferi" del personaggio. Buono il cast di contorno. Apprezzabile è, poi, il taglio dato, a evitare violenza e spettacolarizzazione e concentrarsi sull'agonia.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Discussione Capannelle • 24/09/18 21:51
    Scrivano - 2618 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    [b]...questo film è solletico rispetto alla verticalità-vettorialità di quello linkato, e che si ti ha fatto male questo potresti trovare seriamente devastante l'altro
    Confermo che il film francese riesce ad essere devastante e merita più di una visione; altrettanto che non è una tematica molto di moda sul grande schermo
  • Discussione Il Dandi • 24/09/18 22:25
    Contratto a progetto - 1490 interventi
    Schramm ebbe a dire:
    mi raccontava la cassiera del cinema che al dibattito successivo alla visione, la cucchi ha spiegato che trattandosi di un caso non ancora chiuso, gli autori si sono ritrovati a far dribbling su cosa si poteva dire e come, stravolgendo in itinere il modo in cui il film era partito. altrimenti detto, si sono ritrovati a dover fare della censura preventiva rispetto alle intenzioni.
    Veramente questa è cosa talmente ovvia e risaputa che l’ho detto perfino io, nel commento e nel forum. Che tu abbia avuto bisogno di fartelo spiegare dalla cassiera del cinema mi meraviglia e, perdonami, ma non capisco se è una battuta o devo prenderla sul serio.

    Comunque: sono 4 pagine e 4 giorni che ti sei fissato in loop a contestare un mio aggettivo (film “inutile”), finora sono stato molto disponibile al chiarimento, ma adesso mi pare che che più mi spiego e meno mi intendi, che nonostante i miei sinceri sforzi resti graniticamente immobile, e che questa discussione, partita come interessante o almeno necessaria, stia diventando… inconcludente (non dico "inutile" sennò mi chiedi perché).

    Che poi per carità, in un forum di cinema, misurare chi l’ha più lungo ci può stare eh… insistere a romperselo a vicenda però no, dai. ;)
  • Discussione Schramm • 25/09/18 22:35
    Risorse umane - 6799 interventi
    Il Dandi ebbe a dire:
    Schramm ebbe a dire:
    mi raccontava la cassiera del cinema che al dibattito successivo alla visione, la cucchi ha spiegato che trattandosi di un caso non ancora chiuso, gli autori si sono ritrovati a far dribbling su cosa si poteva dire e come, stravolgendo in itinere il modo in cui il film era partito. altrimenti detto, si sono ritrovati a dover fare della censura preventiva rispetto alle intenzioni.
    Veramente questa è cosa talmente ovvia e risaputa che l’ho detto perfino io, nel commento e nel forum. Che tu abbia avuto bisogno di fartelo spiegare dalla cassiera del cinema mi meraviglia e, perdonami, ma non capisco se è una battuta o devo prenderla sul serio.


    non così ovvia e risaputa evidentemente, io sono arrivato a sapere sommariamente contenuti e natura del film solo dopo che didda me l'ha segnalato (per motivi peraltro eminentemente estetici), e per motivi noiosi per me da spiegare e per te da leggere non ero così aggiornato e sul pezzo da sapere che sulla vicenda cucchi ne avessero tratto un film. per cui sì, devi prenderla sul serio.

    ma a questo punto non può non scattare una domanda: se quel che gli rimproveri è una cosa così ovvia e risaputa, ovvero se sapevi già in partenza che il film aveva adottato una linea così svincolata e svicolante rendendolo a tuo intendimento e gusto inutile a priori, perché andarlo a vedere?

    non mi sono fissato né vuole essere una partita di scherma, è che per me inutile vuole dire una cosa ben precisa e poco aperta alla sfumatura, ovvero che da qualunque parte lo si voglia afferrare e vedere non serve a niente e a nessuno. acclarato questo, l'uso non mi trova concorde; e non l'aggettivo mi era oscuro, che era lateralmente inteso e usato, ma il senso dell'intera chiosa finale. ossia chi è che non avrebbe bisogno di vederlo e perché - è qui che sento attrito perché finché qualcuno sente il bisogno di vederlo o è soddisfatto (quali che ne siano i motivi estetici o ideologici) dall'averlo visto, forse così inutile a tutto campo non è. e mi vale anche in caso di reazione opposta. inutile è quando reazioni non ve ne sono, né pro, né contro, o quando nessuno se lo fila.

    in ogni caso anche dandogli l'accezione di innocuo, ho già espresso perché non trovo del tutto pertinente neanche quest'aggettivo dato che a te un grumo bello grosso l'ha smosso.

    diciamo per tagliare la testa al toro che a questo punto avrei trovato più "coerente" un giudizio più severo e aspro, e un pallinaggio inferiore a **! (che per me resta ancora nella sfera di una considerazione medio-alta dell'opera). in ogni caso un'idea pur intermittente e segmentata del finale del commento me la sono fatta, non sei certo tenuto a rendermene conto, per me buona così. e grazie per la pazienza.
  • Discussione Raremirko • 26/09/18 21:50
    Addetto riparazione hardware - 3645 interventi
    Qual'è il film frnacese più devastante che dite di aver linkato?
  • Discussione Capannelle • 26/09/18 22:07
    Scrivano - 2618 interventi
    Raremirko ebbe a dire:
    Qual'è il film frnacese più devastante che dite di aver linkato?
    Guilty https://www.davinotti.com/film/guilty/28937
    ripreso da un caso di presunta pedofilia realmente accaduto in Francia. Non credo esista in italiano e non è facile da trovare.
  • Discussione Raremirko • 26/09/18 22:31
    Addetto riparazione hardware - 3645 interventi
    Capannelle ebbe a dire:
    Raremirko ebbe a dire:
    Qual'è il film frnacese più devastante che dite di aver linkato?
    Guilty https://www.davinotti.com/film/guilty/28937
    ripreso da un caso di presunta pedofilia realmente accaduto in Francia. Non credo esista in italiano e non è facile da trovare.



    Grande Capanelle, grazie; brrrrrr, atroce essere incolpati quando non si è fatto nulla.
  • Discussione Zender • 26/09/18 23:05
    Consigliere - 44422 interventi
    Spostato su davibook Rare. È un forum di cinema, un conto è parlare della fruizione del film, altro di politica. Se ne è parlaro fin troppo, in questo topic. Ora stop.
  • Discussione Kaciaro • 14/10/18 18:38
    Galoppino - 492 interventi
    film asciutto con interpretazione planetaria di Borghi da vedere io mi fermo qua
  • Discussione Raremirko • 24/05/20 17:01
    Addetto riparazione hardware - 3645 interventi
    Certo che la somiglianza tra attori e controparti reali è proprio fenomenale.
  • Discussione Raremirko • 30/05/20 23:54
    Addetto riparazione hardware - 3645 interventi
    Visto e piacevolmente sorpreso; film sincero e duro come non ne vedevo da anni, perlomeno in Italia.

    Borghi monumentale, si ha davanti il vero Cucchi praticamente, anche nella voce; Tortora e la Trinca (incredibilemnte somigliante alla sorella), sono spalle ottime.

    Un'odissea lirica senza speranza, riguardante un mondo che non cambia mai; davvero si rimane più volte colpiti ed offesi per un mondo dove la giustizia non pare esistere, tanto più che la storia e vera (e magari pure politicizzata).

    Tutto ottimo; sorta di dramma istant movie da non perdere.