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TITOLO INSERITO IL GIORNO 18/03/11 DAL BENEMERITO GESTARSH99
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Gestarsh99 18/03/11 21:09 - 1335 commenti

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Parecchio scalpore in terra di Sol Levante per una pellicola che, con la cripticità sanguinaria di un approccio alla Kurosawa (Kiyoshi), esplora in concomitanza sia il potere minaccioso e mistificatorio della rete, sia lo smarrimento, l'indecidibilità ed il senso d'inadeguatezza alla realtà che affliggono la nazione. L'orrore osmotico della contaminazione assume però un aspetto sorridente: ciò che in Cure era statica impassibilità qui diviene un rito di festosa ilarità collettiva. Se l'autore avesse coordinato con più decisione le diverse componenti, poteva tirarne fuori un capolavoro.
MEMORABILE: Il rollè di segmenti di pelle umana; l'allegro suicidio in massa delle 54 studentesse nella metropolitana edochiana di Shinjuku.

Cotola 21/03/11 00:12 - 7634 commenti

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Lo spunto iniziale sembrava interessante, poi la storia inizia a ripetersi un po’ e quando finalmente le indagini sembrano decollare, si arriva ad una svolta francamente ingiustificata e senza senso o di cui è quantomeno difficile trovarne il senso. Come buttare alle ortiche una buona idea, procedendo sempre peggio e lasciando alfine basito lo spettatore. Effetti ultrasplatter che non mettono i brividi ma fanno piuttosto ridere.

Greymouser 9/05/11 09:53 - 1458 commenti

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Il film ha sicuramente molte imperfezioni, fra cui spicca in negativo una sceneggiatura troppo sfuggente in diversi passaggi topici. L'effetto è quello di rendere un po' affannosa la comprensione dei vari risvolti narrativi. Sull'altro piatto della bilancia sono però da porre le numerose sequenze di terrificante e visionaria efferatezza. Le scene dei suicidi di massa sono inquietanti e perturbanti oltre ogni descrizione verbale.

Mickes2 27/01/13 13:24 - 1668 commenti

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Il suicidio che ride come un pagliaccio impazzito, uno spaventapasseri animato che si aggira tra le menti degli adolescenti. Opera coraggiosa, criptica e confusa nell’assemblare i pezzi, comunque in grado di sferrare un monito verso (e contro) la società giapponese. Sono accarezza i propri personaggi sottolineando lo smarrimento di cui sono succubi, per poi sballottarli nuovamente nel loro senso di inadeguatezza di fronte al mondo. Come gli inquirenti, frustrati, cinici, impazienti, verso un orrore enorme che tuttavia non riescono a intravedere.
MEMORABILE: L'incipit, indubbiamente tra i più agghiaccianti mai visti; Il suicidio di massa nella scuola; La citazione a Shining.

Daniela 6/03/13 08:22 - 9663 commenti

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In una stazione della metropolitana, una cinquantina di studentesse si mettono una a fianco all'altra, si prendono per mano e si buttano sotto il treno... E' la sequenza iniziale del film, potente e soprattutto straniante per la spensieratezza con cui viene messo in atto questo suicidio di massa. Promette molto, ma il resto della pellicola non risulta all'altezza, nonostante alcune trovate sparse, per la trama confusa con dialoghi inconcludente, un certo umorismo involontario (forse, con i giapponesi non si sa mai), il finale incomprensibile.
MEMORABILE: La prima sequenza - i rotoli di pelle umana - nella tana di Genesis, i sacchi che si agitano

Luchi78 21/02/14 17:47 - 1521 commenti

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Disturbante. Saranno le scene dei suicidi collettivi, sarà la rappresentazione feticista di membra umane mutilate, sarà che l'attuale cultura giovanile nipponica si sposa tanto bene con questo film... insomma un pout-pourri di ingredienti ben congegnati che si guastano volutamente in un finale eccessivo, ma probabilmente l'unico concepibile per un film del genere. Solo per stomaci forti.

Taxius 3/04/15 01:12 - 1651 commenti

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Un film altamente disturbante: la scena iniziale dove 54 ragazze si buttano sotto un treno (con in sottofondo un'allegra melodia) è qualcosa che non si dimenticherà mai. La storia è molto originale e interessante ma a un certo punto, nei momenti più importanti, si perde un po' in cose incomprensibili (forse a noi occidentali) e questa è la più grande pecca del film; nonostante ciò non ci si annoia quasi mai grazie alla tensione che viene creata. Le scene violente e il sangue non mancano assolutamente.

Pigro 8/08/16 12:31 - 7924 commenti

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Esito pasticciato e confusionario di un’idea intrigante: l’inspiegabile moda suicida fra teenager come sintomo di malessere, indotto da un’ambigua organizzazione mediatica. In realtà, la trama è piuttosto sfuggente (diciamo pure incasinata, velleitaria e contraddittoria) e la regia oscilla tra tiratine pseudo-spiritualiste e gusto horror-splatter, fino a una conclusione al tempo stesso trash e moralista (e incomprensibile). Con divagazioni sconclusionate come il mitomane glam-rock serial killer. Davvero insostenibile.

Ryo 6/07/17 02:56 - 2169 commenti

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Sembra un film amatoriale a tratti, o comunque girato con un bassissimo budget. Addirittura in un paio di occasioni ci sono errori di battitura nelle scritte in sovrimpressione! Insalata filosofica condita da vittimismo alla giapponese e squilibri mentali partoriti da personaggi mitomani. Ci sono però delle azzeccate scene dall'inquietudine lynchiana che non guastano.
MEMORABILE: Il rotolo di strati di pelle; La protagonista che arriva alla verità ritrovandosi sopra un palco con un pubblico di bambini che le fa la morale.

Hackett 9/01/20 18:28 - 1748 commenti

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Sion Sono racconta in maniera grezza e a tratti spietata la vacuità di una società alla deriva come quella giapponese, che riflette però tutte le società cosiddette "avanzate" le quali, dopo aver raggiunto il benessere, si sentono smarrite e prive di scopo. L'abilità di narratore del regista non è ancora matura come in lavori successivi e a tratti la vicenda si sfilaccia. Rimane comunque un film discreto, con alcuni momenti molto riusciti.

Fedeerra 25/10/20 02:39 - 470 commenti

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C’è poca logica negli eventi che si susseguono, eppure l’opera di Sion Sono entra sottopelle e lascia un senso di alienazione non indifferente. Siamo agli albori degli anni 2000, l’era dei primi cellulari, delle girl band e dei primi siti internet. Siamo in un’era multiforme, che il regista inscena come fosse un grido senza voce in cui la morte, inscenata spesso con macabra disinvoltura, sembra essere l’unica via di fuga verso un mondo troppo crudele. Un film oscuro, pastoso come la fotografia che lo illumina, malinconico come la colonna sonora che lo accompagna. Sottovalutato.
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In questo spazio sono elencati gli ultimi 12 post scritti nei diversi forum appartenenti a questo stesso film.


  • Curiosità Gestarsh99 • 19/03/11 12:21
    Scrivano - 15116 interventi
    Da WIKIPEDIA:

    Dal film sono stati tratti un romanzo, intitolato Suicide Circle: The Complete Edition, scritto da Sion Sono (lo stesso regista del film) nel 2002, e un manga, intitolato Jisatsu Circle, scritto e disegnato da Usumaru Furuya, pubblicato in un volume unico nel 2002.
  • Musiche Gestarsh99 • 19/03/11 12:49
    Scrivano - 15116 interventi
    L'ipnotico brano eseguito dal cantante, chitarrista e produttore musicale nipponico Kazuo "Rolly" Teranishi, che nel film interpreta la parte del bizzarro capo-setta Genesis (la sequenza è anche un omaggio al film Rocky horror picture show e al personaggio del Dr. Frank-N-Furter, di cui l'artista è un fan sfegatato):

    Suicide kiss
  • Musiche Gestarsh99 • 19/03/11 18:05
    Scrivano - 15116 interventi
    La meravigliosa e delicata traccia d'apertura realizzata, come l'intera soundtrack, dal compositore giapponese Tomoki Hasegawa:

    Love theme
    Ultima modifica: 23/04/19 21:04 da Gestarsh99
  • Discussione Deepred89 • 19/03/11 20:32
    Comunicazione esterna - 1431 interventi
    Un buon filmetto che non vedo da un po' di anni (non lascio il commento in quanto sarebbe troppo vago). Volevo solo dire che l'incipit alla stazione è assolutamente memorabile.
  • Discussione Gestarsh99 • 20/03/11 13:22
    Scrivano - 15116 interventi
    Io ti consiglio assolutamente di rivederlo con più attenzione: è un film molto più complesso e significativo di quanto all'apparenza possa sembrare.

    Personalmente ci ho visto quasi una ridente rilettura del Cure di Kurosawa, non parimenti riuscita ma dall'impatto ugualmente devastante.